Alabama – The Anniston Star 27-02-1930

Il dottor Walter jones è stato nominato cittadino onorario di moundville mercoledì. Non era una notizia sconvolgente. tuttavia, un certo senso, l’evento ha causato increspature a livello nazionale e persino internazionale. Jones è il fondatore di Mound State Park in quella cittadina a sud di qui. Ha scoperto le prime rovine dei cimiteri indiani preistorici all’inizio degli anni ’20 e ha guidato personalmente la crescita del parco, per molto tempo di tasca propria. Tre volte ha messo la sua casa in pegno per fornire fondi per l’acquisto del terreno e per la manutenzione. Alla fine, negli anni ’40 lo stato ha assunto il finanziamento del progetto e Jones ha servito come direttore del parco fino al pensionamento nel 1961. Il direttore emerito del Museo di storia naturale dell’Università dell’Alabama Jones chiama Mound State Park, “il più bello degli Stati Uniti e forse il più significativo di tutto il Nord America. È noto come una scoperta storica in tutto il mondo nel campo dell’archeologia.
Le prime scoperte di Jones hanno portato alla luce fatti sugli insediamenti indiani dell’Alabama occidentale prima della storia registrata, una razza che ha detto erano persone – “da sei e mezzo a sette piedi di altezza.”
All’inizio fu Jones, e solo Jones, a rendersi conto del significato delle scoperte. Una storia del parco preparata dall’università è stata presentata alla biblioteca di Moundville durante la cerimonia del mercoledì.
Quella storia testimonia la determinazione di un uomo determinato a promuovere un’eredità. Per la sua dedizione e perseveranza, Jones è stato salutato da una città riconoscente. Questo saluto è stato giusto e appropriato.

Alaska – The San Francisco call 18-11-1900

Alaska – The San Francisco call 18-11-1900Invio speciale alla chiamata. VANCOUVER, 17 novembre. James L. Perkinson, un minatore americano di Atlin, è arrivato qui oggi con la notizia del ritrovamento di un certo numero di scheletri in un antico cimitero indiano nel nord, che è di sorprendente interesse scientifico.
Perkinson è uno dei proprietari della Yellow Jacket, una ricca rivendicazione che dovrebbe essere la testa della fontana di Pine, il torrente principale nel distretto di Atlin. Due settimane fa erano in corso i primi scavi per un nuovo tunnel ed è stato aperto quello che sembra essere un vecchio terreno di sepoltura indiano.
Cinque scheletri, quasi completi, sono stati riesumati e ognuno è l’insieme di ossa appartenute a un gigante della preistoria. Uno degli scheletri misura più di sette piedi di lunghezza, quindi l’uomo deve essere stato notevolmente al di sopra di quell’altezza. Poi ce n’erano altri due entro un pollice di sette piedi e gli altri due “erano lunghi più di sei piedi e gli uomini erano di corporatura gigantesca.
L’altitudine è alta e il terreno era mezzo congelato, 80 che le ossa si sono conservate quasi intatte Perkinson dice che si aspetta che se avessero continuato a scavare ne avrebbero trovate molte di più, poiché giacevano relativamente vicine tra loro.
Le ossa delle dita delle mani e dei piedi si sbriciolarono male, ma il persistere di una mano scheletrica era sufficientemente forte da reggere un anello di quello che sembra essere piombo o una base di metallo simile. Gli scheletri erano insolitamente ben formati, ma una caratteristica unica era che le braccia erano di diversi pollici più corte di quanto normalmente appare, mentre le dimensioni delle ossa dell’avambraccio erano enormi rispetto ai modelli usuali. Accanto a due degli scheletri c’erano delle lance, rudemente sagomate con un metallo tenero e appuntite con pietre appuntite. Le lance erano lunghe solo tre piedi e spesse cinque pollici all’estremità superiore e si assottigliavano all’estremità inferiore. La parte superiore conteneva una presa nella quale era probabilmente collocata un’asta di legno, per poter impugnare il grosso pezzo di metallo. Sono stati trovati altri pezzi di pietra e metallo scolpito.
L’aspetto fisico generale degli scheletri, secondo l’esame superficiale dei minatori, era simile a quello degli indiani dei giorni nostri. Erano certamente del tipo di tribù a testa piatta. Che il luogo di sepoltura sia di antica origine “è dimostrato dal fatto che gli indiani dicono che nessuno dei loro membri della tribù ha vissuto a meno di cinquanta miglia da questo luogo fin da quando le storie sono state tramandate. Ci sono diversi tumuli, presumibilmente realizzati dagli indiani in prossimità del nuovo tunnel della miniera, ora in fase di ampliamento.

Piramidi nel mondo

Piramidi nel mondoLe Piramidi sono molto di più di quello che ci hanno insegnato.
E’ ciò che si evince da questo avvincente libro, scritto da Sabrina Stoppa.
Unico nel suo genere, “PIRAMIDI Nel MONDO” accompagna il lettore in un lungo e avventuroso viaggio attraverso le centinaia e centinaia di Piramidi sparse per il Mondo, di cui, molte sconosciute alla maggioranza delle persone.
Il libro ha una struttura tipo dizionario, di semplice lettura, dove sono elencate in ordine alfabetico le nazioni dove sono state trovate, e rinvenute le Piramidi, sia all’interno, che fuori i siti archeologici riconosciuti come tali.
Spingendosi anche oltre il Pianeta Terra, proponendo immagini di strutture piramidali provenienti da Marte e dalla Luna. Mettendo in discussione quanto fin’ora ci è stato detto riguardo il “pianeta rosso”, e il nostro satellite.
Oltre alle Piramidi note ai più, come quelle di Giza in Egitto; quelle fatte risalire al periodo Maya, in Messico, in Guatemala, Belize, ecc., si conosceranno dei siti archeologici interessantissimi, anche se poco noti, come quelli presenti in Sudan, sulle Isole Mauritius, in Cina, in Alaska, in Antartide, contenenti strutture che sono vere e proprie Piramidi, anche se non tutte Ufficializzate.
Si scoprirà che altresì in Europa ci sono molte strutture piramidali davvero interessanti.
Come le Piramidi scoperte in Bosnia, annunciate solo recentemente nel 2005, tra cui spicca per dimensioni quella che è stata definita la Piramide più alta al Mondo, ufficialmente scoperta. Chiamata “Piramide del Sole”, e alta oltre 220 m. Più della Piramide di Cheope in Egitto.
Le sorprese ci sono anche in Italia. Dove regione per regione, in ordine alfabetico, il lettore viaggerà all’interno di siti archeologici, alcuni dei quali con dei veri e propri complessi piramidali, come quelli interessantissimi di Montevecchia in Lombardia, e a Sant’Agata dei Goti, Piana di Monteverna, e Moiano in Campania. Dove qualche studioso si è sbilanciato notando un allineamento che riproduce la cintura di Orione, come a Giza e in altri complessi piramidali sparsi per il Globo.
Sabrina StoppaVengono spiegati nei dettagli i materiali da costruzione delle varie Piramidi del Mondo, le posizioni, gli allineamenti, i periodi storici durante i quali si presume siano state costruite, le diversità e le somiglianze tra esse. Alcune delle quali lasceranno esterrefatto il lettore.
Si imparerà che non tutte le strutture piramidali venivano usate come tombe funerarie.
Anzi, molte di queste erano dei veri e propri centri astronomici, funzionanti tutt’ora, e perfettamente allineati con i movimenti ciclici dei pianeti dei nostri sistema solare, compreso il nostro Sole. Che sembra esaltarsi all’interno di molte di queste strutture, come si può ammirare durante gli equinozi e i solstizi.
Inoltre i lettori leggeranno di testimonianze di guarigioni all’interno di alcune Piramidi; e di casi in cui si sono avute anomalie temporali, registrate da diverse persone all’interno di queste strutture.
Ed ancora, si leggerà dei misteriosi tunnel scoperti sotto e intorno i complessi piramidali, dei numerosi sarcofagi, e resti di ossa di Esseri, che in molti casi superavano i due metri.
Dando concretezza alle numerose storie e miti che nel corso dei millenni hanno narrato l’esistenza dei Giganti.
Per non parlare di tante altri fenomeni energetici, ritrovamenti archeologici misteriosi, che collegano tante Piramidi in ogni angolo del Pianeta, come se facessero parte di un unico disegno.
Scritto con passione dalla ricercatrice Sabrina Stoppa, e con uno stile semplice e chiaro, capace di coinvolgere il lettore.
Un libro unico nel suo genere. Adatto sia il neofita, appassionato di misteri e di avventura, che al ricercatore che vuole ampliare le proprie informazioni, e il database sulle Piramidi nel Mondo.
CONSIGLIATISSIMO!

Carlo Di Litta
Autore del Libro: “COSA NASCONDONO I NOSTRI GOVERNI?

Siti megalitici in Lombardia

Sercol di Nuvolera L’Italia è un paese assolutamente molto ricco di antichi siti archeologici.
Molti sono quelli famosi, conosciuti e visitati da turisti di tutto il mondo. Molti sono anche quelli che pochi conoscono ma che di certo non sono meno importanti e misteriosi di quelli più famosi.
Fra questi, oggi vorrei parlare degli antichi siti megalitici che si trovano in Lombardia.
Il primo che vorrei nominare, è il “Sercol di Nuvolera”, chiamato così dalle persone della zona. “Sercol”, infatti, è un termine che in dialetto bresciano significa proprio “circolo”.
Questo tipo di struttura megalitica a cerchio veniva costruita, in antichità, per il calcolo delle stagioni (importantissimo per l’agricoltura) e come luogo dove venivano effettuati riti religiosi in cui, l’area interna del cerchio, era considerata sacra e non accessibile a tutti.
A risvegliare il ricordo del Sercol di Nuvolera, da sempre conosciuto dagli abitanti di questi luoghi, sono stati due ragazzi di Desenzano (Armando Bellelli e Marco Bertagna), che, appassionati di archeologia, si sono messi a ricercare il Sercol su Google Earth fino a riscoprirlo.
Il Sercol è situato in provincia di Brescia, nell’omonimo comune di Nuvolera, sulla cima del monte Cavallo.
Essendo questa un’area abbandonata da centinaia di anni, è difficile da raggiungere in quanto la vegetazione ha preso il sopravvento e l’intero sito è ormai nascosto sotto di essa.
Per poter avere una visuale completa del Sercol di Nuvolera, è consigliabile o Google Maps, o Google Earth, oppure una veduta dall’alto della zona.
Il sito, che stando agli studi effettuati risalirebbe ad un periodo compreso tra il 5000 e il 7000 a.C, ma le cui origini, in realtà, si perdono nel tempo, ha un diametro di poco più di 40 metri, è composto da centinaia (forse migliaia), di pietre disposte a cerchio intorno ad un fossato profondo circa 2,5 m, al centro del quale si trova un grosso sasso molto enigmatico sul qual sembra scolpita una figura antropomorfa che pare stia adorando una sorta di disco solare.
Il luogo è da sempre circondato, come ogni antico luogo che si rispetti, da diverse leggende.
Una di queste ci racconta di alcuni monaci medievali che decisero (come spesso già avvenuto in altri luoghi per chiese, monasteri, cattedrali), di costruire un’abazia su questo antico e sacro sito. Ma l’opera non fu neanche mai iniziata e i monaci se ne andarono in gran fretta per non tornare più.
La leggenda racconta che furono messi in fuga dal canto del gallo (anche nel Vangelo di Pietro si narra, come lo stesso rinnegò il Salvatore, prima che il gallo abbia cantato tre volte).
Un’altra leggenda che circonda questo luogo, parla di un’orribile creatura che si aggirerebbe in quest’area. La creatura viene descritta simile ad un serpente con delle creste sul dorso che era capace di paralizzare le persone che malauguratamente incrociavano il suo cammino, molto simile all’antica figura del basilisco.
Altri racconti parlano di un luogo maledetto dal quale soprattutto i bambini dovevano stare lontani. Veramente tante le leggende che circondano questo luogo sulla sommità del monte Cavallo.
Nel maggio del 2013, nei pressi del Sercol di Nuvolera, la speleologa Serena Oneda ha scoperto un’antica grotta al cui interno ha ritrovato reperti e cocci risalenti all’età del bronzo.
Ciò a testimoniare una volta di più l’antichità di questo luogo.
 Cerchio di Sant'Anna Altro antico circolo di pietre, presente in Lombardia, lo troviamo nei pressi dell’ospedale Sant’Anna di Como.
Questo antico sito, che si trova in località Tre Camini, fu scoperte nel 2007 durante i lavori per la costruzione del nuovo ospedale.
Il cerchio di pietre di Sant’Anna, è formato da due cerchi concentrici del diametro di circa 68 m il primo e 67 m il secondo, è suddiviso da 72 spicchi e al suo interno è situata una piattaforma centrale del diametro di circa 27 m. al centro della quale si trova quello che sicuramente è il buco di un palo che era posto qui.
Dagli studi effettuati, anche questo cerchio, come l precedente, risalirebbe più o meno ad un periodo compreso tra il 5000 e il 7000 a.C. (altri studiosi lo datano tra il 1500 a.C e il 500 a.C.).
A circa 150 m da questo, secondo alcuni ricercatori, si troverebbe un altro cerchio di pietre più piccolo ancora mai scavato (per chi volesse approfondire: “Il grande cerchio di pietra degli antichi comenses” – Autore: Adriano Gaspani – Edizione 2009 – Associazione Culturale Terra Insubre).
Sempre in Lombardia, sembra che si trovava anche un altro cerchio di pietre.
Dico si trovava perché pare che fu rimosso per la costruzione del Centro Commerciale di Anzano del Parco.
Infatti, durante gli scavi per la costruzione del Centro Commerciale, furono rinvenuti degli antichi reperti archeologici che furono prelevati per continuare la costruzione dello stesso.
Ma la cosa ancora più sconcertante, che arriva a noi, parla non solo della presenza di antichi reperti archeologici, ma anche della presenza di un cerchio di pietre che ora si troverebbe sotto il parcheggio del Centro Commerciale.
La cosa che fa riflettere, è che tirando una linea retta dal Cerchio di Sant’Anna, fino al Sercol di Nuvolera, questa passa esattamente sopra il parcheggio di Anzano del Parco.
Altra testimonianza della scoperta di alcuni reperti archeologici avvenuta qui, anche l’articolo intitolato “Cantieri della Como-Bergamo: quasi chiuso Alzate, in alto mare Lurago” pubblicato sul Giorno di Como il 30 maggio 2009, in cui, nelle ultime righe si legge:
A complicare le cose, nei mesi scorsi, durante i lavori di scavo per la realizzazione della rotatoria posta di fronte al centro commerciale, anche il rinvenimento di reperti archeologici risalenti all’età del bronzo.
La cosa che rende questi tre siti molto interessati e sicuramente degni di ulteriori studi da parte degli esperti, è stata la scoperta di alcuni ricercatori indipendenti e appassionati di siti megalitici.
Ormai con Google Earth o Google Maps, diventa anche più semplice, a volte, accorgersi di alcune “coincidenze”.
E così, tutti possiamo provare a tirare una linea retta che parte dal Circolo di pietre di Sant’Anna, fino al Sercol di Brescia.
Ciò vi farà notare, che questa retta passa proprio sopra il parcheggio del Bennet di Anzano del Parco, come appena scritto sopra.
Linea cerchi megalitici LombardiaMa cosa lega, questi tre siti megalitici e tutti quelli esistenti nel mondo?
Intanto è chiara la funzione astronomica di questi antichi complessi che erano utilizzati per il calcolo delle stagioni ed erano importantissimi per la semina e i raccolti delle antiche popolazioni, la cui sopravvivenza dipendeva dall’agricoltura.
Altro dato molto curioso, ci arriva dal Professor Alexander Thom dell’Università di Oxford, il quale ha studiato e misurato per anni i siti megalitici inglesi trovando un’unità di misura che li accomuna tutti.
Si può quindi affermare, a questo punto, grazie alla scoperta del professor Thom, che tutti i siti megalitici sono costruiti rispettando un’unità di misura comune fra tutti: la yarda megalitica (mm. 829).
Margine di errore ce ne sono sempre stati nei calcoli delle misure, in tutte le culture, ma nel caso dei siti megalitici inglesi, si tratta di un margine di errore bassissimo, inferiore all’1%.
Ricordiamoci che stiamo parlando di siti megalitici e quindi di antiche popolazioni con gli strumenti che potevano avere allora.
Ma questo non è tutto.
Si è scoperto successivamente, che la yarda megalitica, fu utilizzata come unità di misura anche in altri antichi siti megalitici, come in Francia, in Italia… addirittura in Medio Oriente, in India, viene mantenuta la stessa proporzione della yarda megalitica.
Per chi volesse maggiori informazioni sugli studi di Alexander Thom, consiglio il libro “Civilization One – Il mondo non è come pensavi che fosse”, di Christopher Knight e Alan Bulter, edizione Aretusa del 2010. (Nel libro si parla ampiamente degli studi del professor Thom).
Altra scoperta interessante è che molte altre antiche unità di misura, erano rapportate alla yarda megalitica.
Per esempio, 366 yarde megalitiche corrispondevano a 1000 piedi minoici, come anche, il cubito reale egiziano, era equivalente al diametro di una circonferenza di una yarda megalitica.
E come sempre, a noi resta solo da chiederci come è possibile che, in questo caso parliamo di siti megalitici, ma non sono gli unici, in posti così lontani tra loro, furono costruite queste strutture utilizzando la medesima unità di misura.
Una curiosità che riguarda sempre la linea su cui troviamo i tre siti megalitici di cui ho appena parlato, riguarda il suo prolungamento in direzione Nord e in direzione Sud.
Prolungando infatti, questa retta, in direzione Nord si arriva ad un’isoletta, Belle ile en Mer, che si trova a circa 30 km a Sud di Carnac, antico sito megalitico che non credo abbia bisogno di presentazioni.
Ora, considerando che parliamo di migliaia di chilometri, considerando che nelle cartine ci sono dei coefficienti di errore, considerando la curvatura della terra, 30 Km non è molto.
Dalla parte opposta, invece, andando in direzione Sud, si arriva alle piramidi di Visoko in Bosnia.
A conclusione di questo articolo, Roberto Lombardini, ci ricorda che:
Sempre in tema di piramidi va ricordato che la riga tra i tre cerchi, già all’interno della Lombardia, passa a meno di cento metri dalla cima della più grande delle tre piramidi (molto controverse), di Montevecchia, cosa che accentua ancor di più il mistero e la correlazione tra questi antichi siti.
Infine, a livello di conoscenza, il Sercol di Nuvolera si trova ad una distanza davvero irrisoria, circa 13 Km, rispetto ad un’altra retta molto particolare, quella che unisce Stone Henge con la La grande piramide di Giza, linea che misura 3600 Km. Certamente molti potranno pensare che alcune di queste ipotetiche linee siano frutto della fantasia di alcuni ricercatori, e probabilmente in alcuni casi queste perplessità sono anche fondate, tuttavia l’impressionante mole di coincidenze che continuano a susseguirsi in questo controverso campo di indagine deve stimolare a proseguire nella ricerca, piuttosto che essere bollata come fantasia. Dato che se guardiamo a ritroso, oggi diamo per certe e assodate delle teorie che alla loro origine erano considerate addirittura eretiche.
In questo campo vale più che mai l’affermazione che la realtà supera la fantasia.”

Per chi volesse approfondire:

Ringrazio il Dottor Roberto Lombardini dell’Associazione “Diversamenti Noi”, di Garlasco (PV), per le preziose informazioni fornite a questo articolo e per l’intervista di cui qui sopra il link.

Sabrina Stoppa – Roberto Lombardini

I misteri dell’Iraq

I misteri del IraqIraq – Partiamo dall’incredibile affermazione che ha fatto il 30 settembre scorso il ministro dei trasporti irakeno durante una conferenza stampa per l’inaugurazione di un aeroporto nella provincia di Dhi Qar, nei pressi di Nassiriya.
Ebbene, il ministro Kazem Finjan ha affermato, davanti a giornalisti e fotografi, che già nel 5000 A.C., gli antichi antenati del popolo irakeno, i Sumeri, avevano costruito qui nella zona i loro aeroporti che utilizzavano per viaggiare nello spazio.
Il video della conferenza stampa è stato pubblicato su Twitter da Hayder al-Khoei, ricercatore presso il Centro di Studi accademici sciiti, che ha scritto: “che momento di imbarazzo, credo che nessuno abbia avuto il coraggio di contraddirlo”.
Secondo le dichiarazioni del Ministro Kazem Finjan, le ziggurat presenti nella zona erano in realtà degli aeroporti da cui gli antichi partivano per viaggiare nello spazio.
Intanto cerchiamo di comprendere cosa sono le Ziggurat e quali sono quelle presenti nella zona.
I misteri de IraqLe ziggurat sono delle antiche strutture a gradoni tipici di questi luoghi. Hanno la sommità piatta e sono caratterizzati da una scala di accesso che porta fino alla cima.
Per i popoli antichi, queste strutture rappresentavano la comunicazione tra il cielo e la terra ed erano considerate quindi dei luoghi sacri.
Sono molti i misteri legati a queste ziggurat, ma vediamo tra queste strutture quelle più importanti e significative.

Ziggurat irachene

I misteri del Iraq - Lo ziggurat di UrLa Ziggurat di Ur-Nammu è la ziggurat meglio conservata presente in Iraq, si trova nell’antica città di Ur (antica capitale dei Sumeri), a circa 15 Km da Nassiriya, risale al 2100 A.C. circa, è alta più di 26 m e ha la base rettangolare di m 63×42 circa.
Questa ziggurat è composta all’interno da mattoni crudi, rivestiti da uno spesso strato di mattoni cotti.
I più antichi reperti ritrovati ad Ur sono stati datati a prima del 4000 A.C.
Questo splendido monumento, dedicato a Nanna (divinità che per i Sumeri rappresentava la Luna), è costituito da tre terrazzamenti ed è rimasto quasi completamente integro sepolto sotto la sabbia.
Fino ad oggi si stima che solo il 20% circa dell’antica città di Ur sia stata riportata alla luce, tra cui l’antica Ziggurat.
Alcuni archeologi sostengono che ci vorranno almeno altri 30 anni di scavi per scoprire l’intero sito.
Oggi la ziggurat di Ur si trova a ridosso della più importante base militare presente in Medio Oriente ed è anche, forse, grazie a questa vicinanza che negli anni è stata risparmiata ai saccheggi.
I misteri del Iraq - Lo ziggurat di UrukAltra ziggurat presente in Iraq è quella che si trova nell’antica città di Uruk, occupata fino dal 5000 A.C.
La città si trova a circa 230 km a Sud-Est di Bagdad (poco più a nord della ziggurat di Ur) ed è stata una delle città di culto più importanti dell’antica Mesopotamia.
Al suo interno si trova l’omonima ziggurat, alta circa m 50×45, oggi parzialmente erosa e deteriorata ma sulla cui cima è ancora visibile un tempio dedicato alla dea Inanna (o Inana), la dea della fecondità, della bellezza e dell’amore.
Alcuni reperti raccolti qui e datati al radiocarbonio, datano lo ziggurat tra il 3500 e il 3300 A.C.
Altro ziggurat presente in Iraq è quello di Eridu.
Questa antica città Sumera, risalente all’incirca al 5400 A.C., si trova a circa 11 km a Sud-Ovest di Ur e circa Km 22 a Sud di Nassiriya.
Eridu si dice sia uno dei primi agglomerati urbani dei Sumeri nonché la più antica città del mondo. Essa risale all’incirca al 5000 A.C.
Al suo interno si trovano diverse ziggurat.
In un antico testo sumero ritrovato ad Eridu e risalente all’incirca al 1600 A.C., viene descritta la storia dell’alluvione universale contenuta nella Genesi (Vecchio Testamento).
Secondo questo testo, il dio Enlil, provocò una grande inondazione. Prima che ciò avvenne, la notizia trapelò fino alle orecchie del re di Eridu che fece costruire una barca su cui mettere una coppia per ogni specie animale in modo da salvare il pianeta Terra dall’estinzione.
I misteri del Iraq - Lo ziggurat di NippurAltre ziggurat in Iraq sono la ziggurat di Dur-Kurigalzu (m. 69×67), la ziggurat di Assur (m. 62×61), la Ziggurat di Nippur (m. 57×38) e altre.

Indizi alieni in Iraq
Ma ora torniamo all’affermazione fatta il 30 settembre scorso dal Ministro dei trasporti iracheno Finjan e cerchiamo di comprendere meglio ciò che si cela dietro alle sue affermazioni prendendo in considerazione alcuni fatti.
Prima di tutto va considerato che la zona di cui si sta parlando è riconosciuta da tutti come la culla della civiltà, dove si dice sia nata quella che è diventata oggi la civiltà attuale.
L’antica città di Ur (dove si trova lo ziggurat di cui ho parlato sopra), è anche considerata da molti la città natale di Abramo, città citata più volte, secondo i sostenitori di questa tesi, nella Genesi come la città di Ur Kasdim.
Altro dato importate è che la provincia di Dhi Qar comprende almeno più di una quarantina di siti archeologici di grande valore e da alcune ricognizioni aeree fatte, pare anche che nella sola zona compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate (l’antica Babilonia), ci siano anche più di 200 siti archeologici ancora da scavare.
Quindi è chiaro che tante cose su questo paese e i suoi antichi abitanti le dobbiamo ancora scoprire. Ma iniziamo a parlare e a considerare invece ciò che ci è noto.
La storia ci dice che la Mesopotamia fu la culla della moderna civiltà evoluta.
Gli antichi abitanti di questo luogo iniziarono a riunirsi in villaggi, stabilire regole comuni, coltivare campi, costruire templi e case, iniziarono a conoscere la scrittura, addirittura i pianeti e il sistema solare.
Antiche leggende narrano che proprio qui approdarono in un lontano passato, degli Dei provenienti dal cielo sulle loro macchine volanti e insegnarono tutto ciò che poi oggi è nella nostra cultura moderna. Poi, come erano venuti, così ripartirono.
Ora potrebbero anche sembrare solo leggende, se non fossero così tanti i riferimenti storici a farci riflettere.
Beroso, storico babilonese, narra nella sua “Opera Maxima” (275 A.C. circa) la venuta sulla terra di un Dio, uscito da un uovo volante, che passava tutte le sue giornate con gli uomini per insegnar loro la conoscenza. Sempre Beroso, ci narra che questo non fu l’unico essere divino a visitare la Mesopotamia.
Altri riscontri ci arrivano dalle tavolette Sumere, scoperte a circa 250 km da Bagdad e tradotte dal grande studioso di archeologia misteriosa ed esperto di lingue antiche Zecharia Sitchin (di cui ha parlato anche il ministro dei trasporti iracheno Kazem Finjan, per avvalorare la sua dichiarazione), autore di molti libri tradotti in diversi paesi del mondo.
Secondo le traduzioni che Sitchin ha fatto delle tavolette Sumere, degli esseri provenienti dal cielo, approdarono qui in questi luoghi. Essi provenivano da quello che noi oggi chiamiamo Pianeta X e che era già conosciuto dai Sumeri come Nibiru.
Questo pianeta, secondo quanto scritto nelle tavolette, ogni 3.600 anni orbita tra Giove e Marte.
Sempre nelle tavolette Sumere, viene descritto con estrema precisione anche il nostro sistema solare, i pianeti, gli equinozi…
Ma come si può spiegare che migliaia di anni fa gli antichi popoli che abitavano la Mesopotamia già conoscevano tanto del nostro sistema solare se non considerando che o lo avevano visitato o che qualcuno glielo aveva spiegato?
Altrimenti non sarebbe possibile altra spiegazione.
E si torna alla dichiarazione del Ministro iracheno. E se avesse ragione?

Le tavolette Sumere raccontano di un popolo, gli Annunaki, che venne sulla terra e creò (tramite ibridazione), l’uomo. Nelle traduzioni vengono descritti esperimenti di ibridazione che hanno poi portato noi esseri umani ad essere ciò che siamo oggi (per gli antichi “LU.LU” = colui che è stato mescolato).
Oltre a Zecharia Sitchin, anche Graham Hancock ha descritto nei suoi libri l’antico popolo degli Dei provenienti dal cielo e ha raccontato di un’antica civiltà che popolava la terra in tempi antichi.
Civiltà che, secondo Hancock, circa 13.000 o 12.000 anni fa fu spazzata via da un tremendo cataclisma.
In una recente intervista, rilasciata a Michael Parker durante la trasmissione Antidoto, Hancock ha proprio parlato di questa antica civiltà che secondo lui era quella di Atlantide descritta anche dal famoso Platone e spiega tutti i riferimenti storici che lo hanno portato alle sue conclusioni.
Teniamo presente che sono davvero tantissime le leggende giunte fino a noi che ci raccontano dell’antico popolo degli Annunaki (che in Sumero significa “coloro che dal Cielo sono scesi sulla Terra”), che arrivarono in questi luoghi.
Molti sono gli autori che negli anni, sulla scia di Zecharia Sitchin, hanno citato testi biblici che fanno riferimento agli “Dei” che risiedevano sulla Terra insieme agli umani.
Nel testo apocrifo di Enoch (i testi apocrifi sono testi esclusi dalla Bibbia perché contenevano scritti in contraddizione con quanto professato in essa; apocrifo in greco significa “ciò che è tenuto nascosto”), viene descritto un gruppo di angeli i “Nephilim”, che si stabilirono sulla Terra e si mischiarono e incrociarono con gli esseri umani.
In tutti i luoghi del mondo sono stati trovati lasciti che arrivano fino a noi dai nostri antenati e in tutte le parti del mondo ci sono leggende che parlano degli dei che scesero sulla Terra.
Geroglifici, pitture rupestri, testi sacri, tavolette Sumere, ecc. Siamo pieni di lasciti che ci raccontano quanto accaduto in un lontano passato.
I misteri del IraqIn alcuni casi però, questi lasciti sono stati considerati scene di vita dell’epoca antica (scene di caccia, combattimenti, ecc.), ma perché invece in altri casi sono stati considerati solo leggende?
Forse perché erano rappresentazioni di verità scomode? Chi decide cosa sia leggenda e cosa realtà?
Se i testi apocrifi non sono considerati veritieri, lo può essere il libro della Genesi che ci parla di sette uomini che vissero più di 900 anni? Di questi il più longevo fu Matusalemme che visse ben 969 anni. Chiaro che qualcosa non torna.
Tornando alla dichiarazione del ministro iracheno, egli non è il primo a prendere in grande considerazione questi luoghi, le sue ziggurat e ciò che rappresentano e nascondono.
Lo stesso Saddam Hussein, aveva dimostrato molto interesse per l’archeologia irachena e in particolare per le ziggurat presenti nel paese.
Egli infatti, aveva anche intrapreso una campagna di ristrutturazione degli antichi lasciti dei Sumeri, ristrutturando anche nel 1980 la facciata dello ziggurat di Ur.
Costruì anche, nei pressi dello ziggurat, la sua più importante base militare con annessa anche una base aerea. Ma Saddam Hussein non si limitò solo a questo.
Egli stava progettando di ricostruire e dare nuovamente splendore all’antica Babilonia.
Secondo una teoria di cui si parla dell’ambiente della controinformazione, fu questo suo interesse e ciò che scoprì in seguito, ad accelerare gli eventi che portarono gli Stati Uniti ad invadere l’Iraq.
Da alcuni anni, negli ambienti complottistici più estremi, circola una teoria secondo la quale il Governo Bush avrebbe forzato le tappe dell’invasione dell’Iraq per mettere le mani su ciò che pare che Saddam Hussein avesse trovato durante le sue opere di ristrutturazione dell’antica Babilonia.
Anche secondo lo scienziato australiano Michael Salla (che ha collaborato con il Dipartimento di Scienze politiche e australiane dell’università Nazionale di Canberra e con la Scuola dei servizi internazionali dell’American University di Whashington D.C.), che si occupa di studi sulla “archeologia eretica” e autore di diversi libri, ci sarebbe in atto, da diversi anni, una sorta di “competizione” tra gli archeologi militari di diversi paesi (Stati Uniti, Russia, Francia e Germania), per impossessarsi degli artefatti tecnologici degli Annunaki (popolo extraterrestre descritto nelle traduzioni fatte da Zecharia Sitchin delle tavolette Sumere), nascosti sul nostro pianeta. [1]
Poco prima della seconda Guerra del Golfo, Saddam Hussein stava per dare l’autorizzazione ad un team di archeologi tedeschi e francesi per effettuare degli scavi nei pressi di Uruk.
Ma la guerra iniziò subito e, secondo Salla, la Task Force 20 (l’unità archeologica segreta americana), si mise subito all’opera per trafugare e portare negli Stati Uniti ciò che Saddam Hussein aveva trovato e da allora non si sono ancora fermati.
E così, a pensarci adesso, la dichiarazione del Ministro Iracheno non sembra poi così tanto assurda e insensata essendo così tanti i dati oggettivi presi in esame e che abbiamo considerato.
Non ultimo il fatto che, dopo la seconda guerra del Golfo, fu poi verificato che l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, era stata costruita su delle menzogne.
Chissà che le affermazioni del 30 settembre del Ministro iracheno non abbiano un fondo di verità.

Sabrina Stoppa

[1] La tesi di Salla è stata esposta nell’articolo a sua firma dal titolo “Una prospettiva esopolitica sulla guerra preventiva condotta dagli Stati Uniti contro l’Iraq”, pubblicato su NEXUS New Times n. 44 (maggio-giugno 2003).

Articolo pubblicato sul sito della Nexus Edizioni

I misteri di Cividale del Friuli

Piramidi di Cividale del FriuliNei pressi di Cividale del Friuli, una cittadina che si trova a circa 17 km da Udine si troverebbero tre presunte piramidi.
Chiamate anche “Piramidi di Rualis” in quanto sorgono a ridosso dell’omonimo centro abitato, agli occhi dei visitatori appaiono come molte altre piramidi sparse per il mondo, ovvero come tre colline ricoperte di vegetazione.
Agli occhi dei più esperti però, nasconderebbero molto di più.
Sono state scoperte nel 2007 dal ricercatore Valter Maestra (radioestesista e collaboratore con SB Research Group presso le Piramidi di Visoko in Bosnia), sono alte tra i 40 e i 50 m e presentano come quelle Maya dei terrazzamenti e una piattaforma sulla cima.

Piramidi di Cividale del Friuli

Prima piramide Cividale del Friuli

Dai rilevamenti effettuati dallo stesso Maestra, queste tre piramidi, quelle di Giza in Egitto, di Montevecchia in Italia, e altre sparse nel mondo, sono allineate rispettando in terra il disegno delle tre stelle della costellazione di Orione e, sempre secondo lo stesso studioso è impensabile che questo possa trattarsi di un caso.
Ma oltre a questo, secondo Maestra, c’è molto di più.
Egli sostiene che queste strutture, come circa il 96% delle circa 40.000 piramidi esistenti al mondo, siano state modellate, scolpendo le montagne presenti, fino ad ottenerne la forma che noi tutti vediamo oggi.
Esattamente come l’architetto Vincenzo di Gregorio sostiene che sia accaduto per le Piramidi di Montevecchia in Lombardia.
Altro dato interessante, anche se essendo composte di argilla e arenaria e quindi risultano erose e meno visibili, anche le piramidi di Rualis, come le Lombarde, hanno i lati con la stessa pendenza, cosa che in natura è impossibile che accada.

Piramidi di Cividale del Friuli

Seconda piramide di Cividale del Friuli

Sulla terza della tre colline, è presente anche uno strato naturale di arenaria che agli occhi di un turista potrebbe sembrare la costruzione di un muro ma che in realtà si tratta di una roccia intagliata.
Maestra ci ricorda che nell’antico libro sacro indiano Mahabharata Vimana è scritto:
“Gli Dei scesero dal cielo con i loro potenti binama e modellarono le montagne a misura dei loro monumenti”.
Inoltre, sempre nei pressi di questa piramide, sulla cima si trovava un trono in pietra (che fu tolto durante la Prima Guerra Mondiale).
Chi migliaia di anni fa abbia scolpito queste piramidi, come la maggior parte di quelle esistenti sulla Terra, ancora non si sa, ma pare evidente la presenza, sul nostro pianeta, di un’antica popolazione che aveva grandi conoscenze astronomiche e in base alle quali avrebbe scolpito queste strutture.

Piramidi di Cividale del Friuli

Terza piramide Cividale del Friuli

Prima piramide Cividale del Friuli
Sempre qui, nei pressi delle tre Piramidi di Cividale, si trova, a conferma della presenza di antiche popolazioni nella zona, un ipogeo Celtico (struttura simile ad una grotta scavata nel sottosuolo e utilizzata per il culto dei morti, della Madre Terra e dei quattro elementi).
Secondo Maestra, risale ad un periodo anteriore ai celti che lo riutilizzarono in seguito.
Al suo interno sono presenti anche due grandi maschere a simboleggiare il mondo dei morti, il mondo di sotto, le (nostre) ombre.
Questo ipogeo, unico nel suo genere in Europa a rappresentare l’antico culto della Madre Terra, secondo Maestra, ricorda moltissimo uno da lui stesso visitato in Perù nei pressi di Machu Picchu e, come questo, presenta al suo interno tre troni.
Ma da studi più approfonditi, effettuati dalla SB Research Group, è risultato che questo ipogeo è, come l’ipogeo di Hal Saflieni presente a Malta, una sorta di camera di risonanza.

Ingresso ipogeo Celtico di Cividale del Friuli

Ingresso ipogeo Celtico di Cividale del Friuli – Foto di Helmut Satzinger

Scendendo la scala, sulla sinistra si trova la stanza della terra dove sono presenti tre sedili di cui uno ha polarità negativa, uno neutra e uno positiva.
Al centro la stanza del fuoco (dove i suoni producono una serie di vibrazioni benefiche per il nostro organismo) e sulla destra la camera dell’acqua.
Dagli studi effettuati fu misurato che all’interno dell’Ipogeo si incontrano energie con polarità positiva con energie di polarità opposta creando un ambiente dove le persone che visitano l’ipogeo provano sensazioni di benessere.
Altra presenza a pochi chilometri dalle piramidi, al centro di un bosco, è stato ritrovato un cerchio di pietre che ha un diametro di circa 10-15 m da cui è possibile, nei pressi di una delle pietre di cui è composto, accedere ad una grotta sottostante di origine preistorica.
Ipotesi oggi molto accreditata, che accomuna queste come molte altre piramidi del mondo, riguarda la funzione energetica delle piramidi.
Maestra mi spiega che le piramidi di Cividale, come quelle lombarde, quelle di Visoko e le altre nel mondo, sono posizionate sulla terra a formare un enorme dispositivo energetico. Secondo lo stesso sono state infatti costruite in modo tale da generare un flusso di corrente che va correndo lungo delle linee energetiche chiamate “ley line”, formando così un’immensa griglia energetica.

Maschera Ipogeo celtico Cividale del Friuli

Maschera Ipogeo celtico Cividale del Friuli – Foto di Julianna Lees

Le distanze tra i vari siti di piramidi infatti, rispetterebbe delle regole matematiche precise e proporzionate, cosa che in natura non è possibile che avvenga.
Secondo gli studi portati avanti da Maestra, lo scopo di questo enorme dispositivo sulla Terra sarebbe quello di effettuare una sorta di geopuntura energetica nella rete energetica del nostro pianeta in modo tale da evitarne una repentina inversione dei poli come già avvenuto migliaia di anni fa e che ha portato grandi catastrofi sul nostro pianeta oltre che all’inabissamento della leggendaria Atlantide.
Grazie all’archeoacustica, una disciplina che spiega come mai un particolare sito in passato è stato considerato sacro o il perché una struttura è stata costruita o scavata nella pietra, si è potuto scoprire e dimostrare che in passato i nostri antenati avevano grandi conoscenze dei fenomeni acustici e li utilizzavano nei loro riti.
Dopo tre anni di ricerche fatte in questo senso, la SB Research Group ha potuto dimostrare che le antiche popolazioni erano in grado di influenzare la percezione della mente umana attraverso i suoni senza l’utilizzo di farmaci o droghe ed erano in grado anche di individuare luoghi dove l’ambiente naturale stesso era in grado di alterare la coscienza delle persone.

Scale interne Ipogeo celtico Cividale del Friuli

Scale interne Ipogeo celtico Cividale del Friuli – Foto di Helmut Satzinger

Pare quindi che le piramidi, queste, come le altre sparse sul nostro pianeta, siano state modellate di proposito in punti precisi, calcolati in maniera tale da formare questo potente dispositivo energetico.
Cosa che ovviamente, i nostri antenati non possono certo avere costruito e soprattutto costruiti da soli.
Secondo Maestra, tra Cividale fino ad arrivare in Lombardia, ci sarebbero diversi altri complessi trittici (formati da tre piramidi), ancora da rilevare e studiare ma come anche qui e in altri siti di piramidi.
Per chi fosse interessato a maggiori approfondimenti circa questo argomento o a visitare di persona il luogo, Valter Maestra, che ringrazio nonostante i suoi numerosi impegni, per la sua cortese disponibilità con cui ha risposto a tutte le mie domande sull’argomento, organizza circa due gite al mese con numero chiuso di persone.

Tutti gli aggiornamenti e le visite si posso trovare sul suo sito internet www.waira.it

Le immagini delle piramidi di Cividale sono tratte da: www.eco-spirituality.org/tdgr-prmdcivd.htm

Sabrina Stoppa

Aricolo pubblicato anche sul sito della Nexus Edizioni

Piramidi di Montevecchia

Piramidi di Montevecchia - collina dei cipressi

Collina dei Cipressi – Foto di Fulvia Mazziotta e Gabriele Berteselli

Piramidi di Montevecchia – Quando sentiamo parlare di piramidi ognuno di noi pensa alle famose piramidi egiziane, in assoluto le più conosciute e studiate al mondo.
Ma non tutti sanno che oltre a queste piramidi, nel mondo ce ne sono molte altre, altrettanto belle, affascinpianti e misteriose. E pochi sono quelli che sanno, che anche qui in Italia, magari proprio a due passi da casa nostra, si trovano altrettante piramidi.
Fra queste le piramidi Lombarde che si trovano a circa 15 km da Lecco e 40 km da Milano, situate nella Val Curone, nel comune di Rovagnate, in provincia di Lecco (oggi Parco regionale di Montevecchia).
Queste magnifiche strutture, con base quadrata e alte circa tra i 40 e i 50 metri, comunemente chiamate le Piramidi di Montevecchia, sono state scoperte nel 2001 dall’architetto Vincenzo Di Gregorio durante una ricognizione aerea della zona.
Quella a sud, chiamata “Collina dei Cipressi” per la presenza sulla sua cima di dodici alberi di cipresso, presenta ben visibili su un lato, i gradoni scolpiti nella collina e sulla sua sommità è ben visibile anche un enorme masso di granito attorno al quale sono distribuiti alcuni dei dodici cipressi (di altri resta solo il tronco in quanto sono stati tagliati).
Quella al centro, chiamata anche “Belvedere Cereda”, si ipotizza che sia stata utilizzata come osservatorio astronomico dal popolo dei Celti intorno al 500 A.C. Sulla cima infatti, sono ancora presenti, due enormi blocchi di granito che non lascerebbero dubbi circa questa ipotesi.
Altri blocchi di granito si trovano lungo il sentiero che porta alla cima della piramide.
Essendo questa, una piramide priva di piante, sono ben visibili i terrazzamenti di cui è composta.
Sulla sua cima si trovano anche i resti di un muro costruito con pietre a secco e un blocco di granito, a testimonianza della presenza in questo luogo di un altare cerimoniale.
Quella ad est invece, è completamente ricoperta di vegetazione e quindi quasi irriconoscibile, ma una vista dall’alto della zona o dalla panoramica del paese di Montevecchia, risulta chiara la struttura piramidale di questa terza collina.
Gli studi effettuati su queste tre piramidi da Di Gregorio e riportati poi anche nel suo libro “Il Mistero delle Piramidi Lombarde” (Editore Fermento 2009), hanno evidenziato che esse hanno alcune caratteristiche in comune con le più famose Cheope, Kefren e Micerino della piana di Giza in Egitto.
Infatti, dai rilevamenti effettuati, l’architetto di Gregorio ha scoperto che, come quelle egiziane, anche le tre piramidi di Montevecchia sono allineate ad est e, anche se hanno dimensioni diverse rispetto alle più famose d’Egitto, sono come queste allineate alle tre stelle centrali della costellazione di Orione, posizionate e distanziate tra loro come a riprodurne lo stesso disegno sulla terra.

Piramidi di Montevecchia

           Piramide di Montevecchia – Foto di Luca Farina

Orione rappresenta per gli antichi Egizi il Dio Osiride, una divinità a cui erano molto devoti e che aveva il compito di accompagnare i defunti nel loro cammino verso l’aldilà.
Nasce spontaneo chiedersi come sia possibile, che in due luoghi così lontani tra loro (Cairo e Lecco), siano state costruite delle piramidi seguendo lo stesso disegno della medesima costellazione.
Coincidenza vuole, che anche in molti altri siti archeologici del mondo dove sono presenti piramidi, si è scoperto che coloro che le costruirono o modellarono avevano indubbiamente grandi conoscenze astronomiche, come ad esempio le piramidi di Sona in Bulgaria, Cochasquì in Equador, altri siti in Messico, quelle di Guimar in Spagna e molti altri ancora, Italia inclusa.
Unica differenza invece, tra le Piramidi di Montevecchia e quelle egiziane, è che queste ultime furono costruite portando rocce, mentre quelle di Montevecchia pare siano state costruite modellandole e quindi asportando rocce dalle colline, fino a dargli l’aspetto che noi tutti vediamo oggi.
Sempre secondo gli studi portati avanti da Di Gregorio, è evidente che le tre piramidi di Montevecchia furono costruite, come molte altre piramidi non solo in Italia ma nel mondo, modellando la roccia e su una di esse, essendo priva di alberi, sono anche bene evidenti i terrazzamenti e la piattaforma sulla cima piatta che la fa assomigliare molto, alla piramide del faraone Zoser nella necropoli di Saqqara in Egitto, una delle più antiche piramidi in assoluto.
Un altro aspetto curioso di queste tre piramidi è che hanno tutte gli angoli orientati con i quattro punti cardinali e le falde hanno un’inclinazione di 43/44 gradi (come alcune piramidi egiziane) ed è una cosa molto rara che in natura avvenga per una sola collina, figuriamoci addirittura per tre.
Tre colline con lo stesso angolo di pendenza e allineate allo stesso modo: quante probabilità ci sono che in natura si verifichi un caso simile?
In collaborazione anche con astronomi e astrofisici che hanno studiato con De Gregori le tre piramidi di Montevecchia, sono stati effettuati diversi studi e misurazioni e i risultati delle ricerche hanno portato a concludere che queste tre costruzioni sono dei santuari che venivano utilizzati per il calcolo dei cicli lunari e delle eclissi. Calcolo che era essenziale per la sopravvivenza delle popolazioni antiche che per sopravvivere coltivavano i campi.
Ma quanto antiche sono queste piramidi?
Di preciso non si sa ancora nulla, anche se, in questa zona, sono stati scoperti negli anni ’70 i resti umani più antichi finora scoperti in Lombardia. L’insediamento più antico scoperto pare sia risalente a circa 60.000 anni fa.
Ricordiamoci anche che a circa 80 km da Montevecchia si trovano le famose pitture rupestri della Val Camonica, che risalgono a circa 6.000 anni fa.
Considerando che i primi insediamenti di esseri umani che iniziarono a riunirsi in villaggi e a praticare l’agricoltura iniziarono a formarsi intorno al 5.000 – 4.000 A.C., ci si chiede chi avesse, migliaia di anni fa, conoscenze astronomiche così elevate da modellare queste parte montuosa in modo da disegnare le tre piramidi di Montevecchia.

Piramidi di Montevecchia - Altare sopra piramide

     Altare sopra la Piramide – Foto di Luca Farina

La storia ufficiale che da sempre ci insegnano a scuola, ci dice che né i celti e né i romani costruivano piramidi ed i celti, che arrivarono nella zona intorno al 1000 A.C. circa e che si trovarono già queste piramidi costruite, le riutilizzarono, proprio per il loro orientamento ad est, come centri astronomici, cerimoniali e religiosi.
Ma ci sono anche tracce dell’utilizzo di queste piramidi che risalgono a circa 5.000 anni fa solo che la storia ufficiale ci dice anche che prima dei celti non c’era nessuno (nessuno con conoscenze così elevate) e quindi, per non stravolgere anni e anni di studi errati sulla storia “ufficiale” antica del nostro mondo, risulta più semplice dire che le piramidi, sia queste che molte altre sparse per il mondo, sono di origine naturale e che non le ha costruite nessuno.
Tra il 2007 e il 2008, anche l’archeologa Gabriela Lukacs, assieme al suo compagno Nenad Djurdjevic, effettuò diversi studi sulle colline di Montevecchia e sul territorio circostante.
I risultati delle sue ricerche furono presentati ad una conferenza a Sarajevo nel 2008 e lasciarono tutti i partecipanti a bocca aperta.
Secondo le scoperte della Lukacs, l’area di Montevecchia forma come una specie di bacino circondato non da tre, ma da ben 7-9 piramidi.
Per ora però, non risulta siano state fatte ulteriori indagini in questo senso.
Un’altra ipotesi fatta invece, riguarda la possibile presenza, all’interno di queste tre piramidi, di camere nascoste come quelle presenti nelle piramidi egiziane e in altre piramidi sparse per il mondo.
Questa ipotesi è anche supportata dal fatto che nella piramide centrale sembra visibile, nascosta tra la vegetazione, una possibile apertura che lascia presagire che ci sia un ingresso anche se non sono stati fatti approfondimenti in merito.
Oltretutto, su un lato di questa collina, si trova un canneto molto rigoglioso che quindi, è certamente alimentato da una notevole riserva d’acqua presente sotto di esso.
Indagando nella zona sono state trovate anche tracce di una forma circolare che sembrerebbe proprio la forma di un pozzo.
Sempre secondo questa ipotesi, basata anche sul ritrovamento di alcuni pezzi di quarzo presenti su una roccia ritrovata qui (pezzi di quarzo che in natura si possono trovare solo in cavità profonde), il pozzo porterebbe ad una grotta sottostante presente all’interno della piramide.
Per ora ovviamente, calcoli e allineamenti astronomici a parte, sono tutte ipotesi visto che permessi per iniziare eventuali scavi di accertamento sulle tre presunte piramidi di Montevecchia sono stati finora stati negati.
Da sottolineare che questa è sempre stata una zona abbasta attiva in fatto di avvistamenti U.F.O.
E anche in questo caso va detto che, coincidenza vuole, in molti siti archeologici dove nel mondo si trovano piramidi o presunte tali, si verificano spesso intensi fenomeni di questo tipo.

Sabrina Stoppa

Articolo pubblicato sulla rivista “Misteri d’Italia” n° 12 di novembre 2016 Zona Franca Edizioni

Ricercatori universitari rivelano come fanno lobby Coca-Cola e Pepsi negli USA

Coca ColaDaniel Aaron e il suo collega Michael Siegel dell’Università di Boston ne hanno parlato in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Preventive Medicine“.
Due delle più grandi società statunitensi impegnate nella produzione di bevande gassate, hanno trasferito denaro a 96 organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti negli ultimi 5 anni, rallentando il processo di riduzione del consumo di bevande gassate dolci negli Stati Uniti ed accelerando l’epidemia di obesità tra la popolazione, affermano i ricercatori dell’Università di Boston.
Queste corporation hanno utilizzato i loro buoni rapporti con queste organizzazioni in modo da creare un’immagine positiva dei loro marchi. Inoltre possono contare sul sostegno di queste organizzazioni per neutralizzare le leggi volte a ridurre il consumo di bevande gassate dolci. Pertanto le strutture sanitarie pubbliche non tutelano la società, ma si mettono al servizio della strategia di pubbliche relazioni delle aziende, mettendo a rischio la salute degli abitanti del Paese“, — ha detto Daniel Aaron, ricercatore presso l’Università di Boston.
Aaron e il suo collega Michael Siegel hanno sostenuto in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Preventive Medicine” che negli ultimi 5 anni 2 società americane — Coca-Cola e PepsiCo — hanno bloccato o intrapreso azioni contro 28 disegni di leggi volti alla riduzione del consumo di bevande gassate dolci o al miglioramento della nutrizione degli americani.
Siegel ed Aaron sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato tutte le catene di sponsorizzazione e donazione che queste 2 società sostengono in relazione a diverse organizzazioni pubbliche e non governative impegnate sulla nutrizione o salute.
In totale, come dimostra il loro studio, la Coca-Cola spende più di 6 milioni di dollari l’anno in lobbying, mentre la PepsiCo circa 3 milioni $. Altre società che producono bevande gassate o sono legate all’indotto spendono molto meno.
Il rapporto tra queste aziende e le organizzazioni da loro sponsorizzate, come osservato dai ricercatori, ricorda quello che accade tra le multinazionali del tabacco e dell’alcol ed i beneficiari delle loro azioni “filantropiche”.
Ad esempio nel 2010 l’organizzazione non governativa “Save the Children”, intervenuta precedentemente con l’idea di creare una tassa sulle bevande gassate, ha cessato di promuovere questa proposta dopo che nel 2009 la Coca-Cola e la PepsiCo hanno versato nei conti dei loro rappresentanti 5 milioni di dollari.
Inoltre 2 importanti organizzazioni sul diabete negli Stati Uniti — The American Society of Diabetes e Juvenile Diabetes Research Foundation — sono unite da legami finanziari con queste 2 compagnie: per Aaron e Siegel “è molto strano, perché nessuno dubita del rapporto tra diabete e bevande analcoliche dolci.
Nel complesso i ricercatori hanno concluso che le attività di lobbying di queste aziende danneggiano direttamente la salute della nazione e promuovono la piaga dell’obesità, che ha acquisito proporzioni colossali negli Stati Uniti. Pertanto raccomandano alle strutture corrispondenti di rinunciare alle offerte di sponsorizzazione di Coca-Cola e PepsiCo, se vogliono davvero migliorare la salute dei cittadini comuni negli Stati Uniti.

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Atterraggio in Russia di una gigantesca sfera luminosa

Ufo Mosca ottobre 2016Chi non ricorda quando qualche anno fa l’ex ministro della Difesa canadese Paul Hellyer, dichiarò alla stampa canadese: “La realtà è che gli alieni continuano a visitare la Terra da molti decenni se non addirittura millenni contribuendo notevolmente allo sviluppo delle nostre attuali conoscenze“.
Anche lo scienziato Philip Imbrogno ha preso in considerazione la possibilità che il fenomeno UFO potrebbe radicalizzarsi nelle diverse realtà parallele.
Egli spiega come i suoi studi lo hanno portato a considerare che tutti gli avvistamenti registrati finora sono molto più che delle semplici manifestazioni puramente fisiche.
Lahariportato la scorsa settimana che i funzionari russi sono attualmente impegnati nel risolvere un enigmatico caso riguardante l’avvistamento di una gigantesca sfera luminosa che per l’occorrenza è stata filmata con il cellulare di un residente della capitale russa.

I Misteri del Paranormale
Un’indagine accurata sui numerosi fenomeni paranormali di questo mondo, dagli UFO alle misteriose creature apparse nel corso dell’ultimo secolo
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Quello che è stato avvistato la scorsa settimana era una sfera luminosa che gradualmente scendeva di quota per poi scomparire lentamente dietro alcuni caseggiati. L’oggetto era enorme e abbagliante, anche se alcuni residenti asseriscono che non e’ la prima volta che viene avvistato un fenomeno del genere.
Uno dei testimoni ha scritto di aver osservato dall’inizio dell’anno la comparsa di un gran numero di oggetti volanti non identificati nei cieli di Mosca. Avvistamenti simili si stanno verificando con sempre maggiore frequenza anche in altre remote città russe al punto da preoccupare seriamente le autorità locali che temono di essere spiate da velivoli non convenzionali di fattura statunitense.

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In Brasile, i frigoriferi della solidarietà

frigorifero di strada in brasileIn Brasile, i frigoriferi della solidarietà per aiutare i poveri e combattere gli sprechi
I frigoriferi, posizionati ai bordi delle strade, sono accessibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Tutti, cittadini, rivenditori, gestori di panetterie e ristoranti possono depositare le eccedenze alimentari da destinare a chi ne ha più bisogno.

Frigorifero di strada
Vi abbiamo raccontato dei frigoriferi solidali installati in un quartiere di Berlino e in cui tutti, sia i cittadini che i negozianti, possono riporre i cibi in eccedenza, in scadenza o quelli che non è possibile più vendere come ad esempio la frutta matura. Alimenti ancora buoni che tutti coloro che vivono in situazione di difficoltà possono prelevare e portare a casa.

Come funzionano i frigoriferi di strada di Goias
Anche qui come in Germania e in Spagna, i frigoriferi sono stati posizionati ai bordi delle strade e sono accessibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Chiunque, sia i cittadini che i rivenditori, gestori di panetterie e ristoranti possono depositare le eccedenze alimentari che tutti possono poi ritirare gratuitamente.
Anche in questo caso è necessario rispettare alcune regole: non si può infatti lasciare nel frigorifero la carne e il pesce crudo e uova o altri cibi scaduti. Ottimi i pasti preparati in casa, devono però riportare l’etichetta con la data di preparazione.
L’obiettivo è ora quello di creare una vera e propria rete di frigoriferi urbani.


Iniziative importanti di cui speriamo un giorno di raccontarvi la realizzazione anche nelle nostre città.

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Un enorme UFO staziona nei pressi della ISS

UFO staziona nei pressi della ISSLa notizia che vi riportiamo oggi arriva dallo spazio ed è stata pubblicata dallo skywatcher sonofmabarker.
Il filmato è stato registrato dal canale Unstream della NASA, in diretta dal nostro unico avamposto spaziale, la ISS.
Questa la testimonianza: “Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto questo UFO enorme, attraverso il live feed dalla Stazione Spaziale Internazionale. Dato che è accaduto tutto all’improvviso, ho usato il mio iPhone per registrare l’evento in diretta sul canale della NASA. Non volevo perdermi nulla.
UFO staziona nei pressi della ISSLa NASA ha interrotto poco dopo la diretta, ma solo dopo che sono riuscito a registrare il video che potete osservare di seguito.” Si, avete capito bene, di nuovo la NASA dopo la comparsa di un misterioso oggetto sposta l’inquadratura, o addirittura cambia telecamera.
Quest’oggetto è caratterizzato da una forma ad anello (non il primo di questo genere) ed è colorato un po’ ad arcobaleno. Intorno a 2:30, l’oggetto si dissolve nel vuoto. Cosa si è avvicinato alla ISS? Possibile che si tratti di una navicella extraterrestre?


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Sumeri viaggiatori del tempo

Ministro dei Trasporti iracheno dichiara: “gli antichi Sumeri hanno viaggiato nello spazio per scoprire altri pianeti”.

Ziggurat di UrCome riportato da molte agenzie di stampa, risalirebbe ad epoca sumera, ovvero 5.000 anni avanti Cristo, il primo lancio di un’astronave nello spazio. Di questo ne è fermamente convinto il ministro iracheno dei Trasporti che ha espresso questa sua convinzione durante una conferenza stampa.
Il primo aeroporto costruito sul pianeta terra è stato quello di Thi Qar (Provincia meridionale irachena il cui capoluogo è Nassirya) da parte dei sumeri 5mila anni Avanti Cristo”, ha detto Khadim Finjan, nominato appena 45 fa a ministro dei Trasporti durante una conferenza stampa tenuta a margine dell’inaugurazione dell’aeroporto cittadino, come riporta oggi con grande risalto la tv satellitare curda-irachena “Rudaw”.
I sumeri – ha proseguito serio il ministro – sono decollati con astronavi verso altri pianeti proprio dall’aeroporto di Thi Qar e hanno scoperto il pianeta numero 12 (attuale Planet X o Planet 9) la cui riscoperta è stata annunciata nei mesi scorsi dall’Agenzia spaziale americana Nasa e dalla Caltech University”.
“l’antica civiltà dei Sumeri, una delle più antiche società conosciute, ha utilizzato l’aeroporto per l’esplorazione dello spazio e scoperto pianeti come Plutone e Planet 9”
Sumeri viaggiatori spazio Non solo, Finjan ha voluto spiegare anche il perché della scelta dei sumeri proprio di quell’aeroporto che ai tempi di Saddam Hussein era una base aerea dell’esercito iracheno: “Il cielo di Thi Qar – ha voluto precisare – è privo di disturbi spaziali, fenomeno che appesantisce il movimento dei veicoli e limita le loro manovre durante l’atterraggio, ed è per questo che i sumeri hanno optato per la terra di Thi Qar per costruire un’aeroporto spaziale“.
Accorgendosi della perplessità mostrata dai giornalisti, il ministro – sempre secondo Rudaw – rivolgendosi ai presenti ha detto: “Io so di cosa parlo e so anche che molta gente lo ignora ma vi dico di leggere i libri il grande storico Zekaria Sitchin“, noto come esperto internazionale di storia antica in particolare della civiltà e la cultura dei sumeri“.
Molte antiche rovine si trovano in Dhi Qar, come ad esempio le città sumere di Eridu e Ur, sede di un antico tempio come lo ziggurat di Ur, che è stato scavato nel 1930 e da allora è stato parzialmente restaurato.
I sumeri sono la prima popolazione spaziale al mondo. Erano rappresentati da un’etnia della Mesopotamia meridionale (l’odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò fino all’ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.). Preceduta da una scrittura fondamentalmente figurativa, a base di pittogrammi, la cui successiva stilizzazione condusse alla scrittura cuneiforme e sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura codificata comparendo attorno alla fine del IV millennio Avanti Cristo.

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Salmonella in salsiccia italiana, parassiti nello sgombro

SalsicciaSono 45 i prodotti alimentari ritirati nell’ultima settimana dal mercato europeo per contaminazioni da salmonella, infestazioni da parassiti del pesce come l’Anisakis o ancora eccesso di mercurio. Per quanto riguarda il mercato italiano, l’unico prodotto ritirato è la verdesca a fette dalla Spagna, in cui è stato riscontrato un livello di mercurio superiore a quello consentito e che diventa così tossico per la salute. In Italia invece non ha passato il test la salsiccia cruda, che è stata respinta alla frontiera per presenza di salmonella.
Valeria Nardi sul sito del Fatto Alimentare scrive che delle 45 segnalazioni di prodotti destinati al ritiro dalle tavole diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi, sette provengono proprio dal Ministero della Salute italiano. Oltre all’eccesso di mercurio nella verdesca a fette spagnola, il sito spiega che ci sono altri prodotti a rischio:
“infestazione da parassiti (Anisakis) in sgombro (Scomber scombrus) fresco dalla Francia; acido salicilico in carne di cavallo refrigerata dal Brasile.
Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, l’Italia segnala: presenza di Salmonella typhimurium monofasica in ripieno di salsiccia cruda dall’Italia; migrazione di melamina da piatti di plastica da Taiwan, con materie prime dalla Cina; aflatossine in pistacchi provenienti dall’Iran; contenuto di azoto basico volatile totale troppo elevato in anelli di calamari giganti refrigerati dalla Spagna; Norovirus in ostriche vive dalla Spagna.
Questa settimana non ci sono esportazioni italiane in altri Paesi che siano state ritirate dal mercato”.

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Corte UE: NO ai cosmetici testati su animali

Divieto commercio cosmetici testati su animali in EuropaCorte UE: NO ai cosmetici testati su animali, anche se fuori dall’Europa. Animalisti italiani ONLUS: “Sentenza storica, la scienza ora sia più etica”.
Da oggi anche i cosmetici testati sugli animali in altri continenti non possono essere commercializzati sul territorio europeo.
Roma, 21 settembre 2016 – La Corte di Giustizia Europea ha inferto un altro dolorosissimo colpo a chi pretende di effettuare esperimenti facendo soffrire gli animali.
La sperimentazione animale per prodotti cosmetici, infatti, già proibita all’interno dell’UE, ora sarà vietata anche per quei prodotti testati fuori dal territorio europeo e successivamente immessi nel mercato dell’Unione.
Si trattava di uno stratagemma con cui le aziende provavano ad aggirare furbescamente la normativa comunitaria: non potendo fare test in Europa, li svolgevano in altri continenti, ma i loro prodotti venivano poi venduti anche nelle nazioni dell’UE. Finalmente il diritto comunitario respinge senza condizioni i test cosmetici sugli animali: quei prodotti non possono circolare in Europa, indipendentemente da dove sono stati realizzati.
Lo ha stabilito oggi la Corte di Giustizia europea (causa C-592/14) pronunciandosi sulla causa che ha coinvolto la European Federation for Cosmetic Ingredients (Efci), associazione di categoria che rappresenta i fabbricanti di ingredienti impiegati nei prodotti cosmetici all’interno dell’Unione Europea, a sostegno di tre aziende che avevano effettuato sperimentazioni animali al di fuori dell’Unione, per poi immettere i loro prodotti nel mercato britannico.
Questa sentenza è stupenda perché risolve all’origine il problema che abbiamo: in Europa non si possono fare più test cosmetici sugli animali, ma le grandi aziende li fanno all’estero e poi portano i prodotti in Europa. Ci chiedevamo che senso avesse“. Così Walter Caporale, Presidente di Animalisti italiani Onlus, commenta la sentenza a margine della presentazione dell’Animal Aid Live 2016. “Questo chiarisce che adesso possiamo dire a queste aziende: se voi fate esperimenti in America, in Africa, in Asia, noi chiederemo di bloccare i vostri prodotti. Quindi state attenti e fate una scelta etica: uccidete meno animali, se possibile non uccidetene più“.

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La NASA ha annunciato che comunica con quattro razze di alieni

Trish Chamberson parla alla NASAQuesta notizia sta facendo il giro del mondo in questi giorni ma pare sia una BUFALA.

Scusate. Abbiamo solo un pochino dato per scontato che tutti lo sapevano” ha raccontato oggi la portavoce della NASA, Trish Chamberson, in una conferenza stampa presso la loro sede a Washington DC, dopo che è stato rivelato che l’agenzia spaziale era a conoscenza da diversi anni della vita aliena, ma si era solo dimenticata di dirlo.
Ci sono così tanti film, documentari e programmi televisivi sugli alieni, che abbiamo pensato che tutti erano ormai a conoscenza di loro,” ha spiegato la signora Chamerson alla folla sconvolta di giornalisti.
La razza dei Grigi sta visitando il nostro pianeta da migliaia di anni. Chi pensate che ha costruito le antiche piramidi e tutte le altre megastrutture in tutto il mondo? Ragazzi, è abbastanza ovvio
Durante la riunione di due ore, gli scienziati della NASA, hanno confermato che precedentemente avevano speculato sulle informazioni di UFO e tecnologia aliena, confermando che quattro razze separate di alieni sono regolarmente in contatto con la NASA, e hanno effettivamente chiesto all’agenzia di dire, da parte loro, ciao a tutti sul pianeta.
Ci scusiamo per questa confusione, l’intera cosa ci è sfuggita di mente“, ha spiegato un altro scienziato, “eravamo così occupati con la retro-ingegneria della loro tecnologia, che abbiamo semplicemente dimenticato tutto su di essi. Hanno anche una base sul lato più lontano della luna e stanno attualmente estraendo da diversi pianeti del nostro sistema solare i minerali. Hanno iniziato solo di recente su Giove, creando quindi i nuovi anelli che lo circondano. Va tutto bene, però, sono abbastanza simpatici. Non parlano molto, però, ma si lamentano sempre delle nostre armi nucleari, sostenendo che colpiscono universi paralleli ogni volta che vengono attivate“.
La rivelazione arriva dopo 70 anni di innumerevoli avvistamenti e rapimenti, sollevando dubbi sul motivo per cui sono qui.
Gli alieni sono in realtà innocui e interessati solo alle risorse naturali del pianeta“, la riunione si conclude “che non ci dovrebbe causare problemi di sorta“.

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Traduzione: Sabrina Stoppa

Internet: si scrive cyberbullismo, ma si legge norma ammazza web

togliere la liberta di espressione sul webCyberbullismo – Sei anni di carcere per i cittadini, i blogger e le testate che pubblichino anche una sola informazione in grado di violare i dati personali o di ledere l’onore e la reputazione di qualsiasi soggetto, con confisca del telefono, del computer e rimozione del contenuto obbligatoria.
È questa la novità di agosto (in realtà del 27 luglio) della proposta di legge C 3139 (prima firmataria la senatrice Dem Elena Ferrara), che, con l’accordo di tutte le forze politiche, eccetto alcuni parlamentari di opposizione che ne hanno contestato l’applicazione, verrà votato dalla Camera a partire dal 12 settembre prossimo.
La norma che dovrebbe occuparsi di cyberbullismo, quindi teoricamente di tutela del minore, transitando alla Camera, con i relatori Dem Micaela Campana e Paolo Beni è divenuta, con i profondi ritocchi dei relatori e della Commissione riunite Giustizia e Affari sociali, una vera e propria norma ammazza web, che riguarda anche e soprattutto ogni maggiorenne che si affaccia alla rete internet.
E sì, perché diversamente dalla disposizione originaria approvata anche dal Senato, che era incentrata principalmente sulla tutela del minore, il testo uscito il 27 luglio, è stato completamente stravolto, divenendo una norma repressiva sul web a tutti gli effetti.
Le Commissioni hanno approvato diversi emendamenti tra i quali questo testo: “2-bis. Ai fini della presente legge, con il termine “cyberbullismo” si intende qualunque comportamento o atto, anche non reiterato, rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l’utilizzo della rete telefonica, della rete internet, della messaggistica istantanea, di social network o altre piattaforme telematiche.
Per cyberbullismo si intendono, inoltre, la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione on line attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operate mediante mezzi informatici e rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, nonché pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima”.
Nel testo e nelle altre disposizioni scompaiono i riferimenti ai minori al fine di delimitare l’ambito di applicazione della norma. In base a questa questa, qualsiasi attività, anche isolata (e quindi effettuata anche una sola volta), compiuta dai cittadini anche maggiorenni sul web conferisce la possibilità a chiunque (altra innovazione portata dalla Camera) di ordinare la cancellazione di contenuti, salva la possibilità che questa attività venga ordinata dal garante privacy.
E chi non si adegua? Rimozione e oscuramento dei contenuti e sanzione sino a 6 anni di carcere. In pratica le attività di critica sui social network, attraverso blog o testate telematiche, farà scattare la possibilità di richiedere la rimozione del contenuto, dell’articolo, del messaggio, di qualsiasi cosa insomma sia presente sul web, con la possibilità di far bloccare il contenuto anche rivolgendosi al garante privacy.
Un blog scomodo, una commento troppo colorito sul forum, una conversazione un po’ ardita tra maggiorenni su Whatsapp, qualsiasi pubblicazione di dati a opera di maggiorenni, qualsiasi notizia data su un blog o su una testata, e che riguardano maggiorenni, ricadranno in quella definizione e saranno oggetto di possibile rimozione.
Da Facebook a Whatsapp ai blog tutto viene inserito nella furia iconoclasta del legislatore pronto a punire le attività peccaminose dei maggiorenni sul web. Con buona pace del cyberbullismo sui minori che è divenuto un elemento del tutto residuale della norma. Un bavaglio in piena regola.
Per essere sicuri che chiunque potesse essere assoggettato a sanzione i relatori personalmente hanno pensato bene di far approvare una nuova norma (l’articolo 6 bis della proposta) che prevede per tutti i cittadini la possibilità di essere sanzionati con un reato che prevede il carcere fino a 6 anni, e – si badi bene – la confisca di tutto quanto sarebbe servito per commettere il reato.
A opporsi a questa deriva sono stati solo un drappello di parlamentari del Movimento 5 Stelle, Baroni, Lorefice e Agostinelli, che si sono battuti duramente per il ritorno allo spirito originario della norma, ovvero alla tutela attraverso azioni di sostegno e di reazione rapida a beneficio dei minori. Senza però ottenere risultati a quanto pare, dal momento che a partire dal 12 settembre la Camera potrebbe varare definitivamente il testo uscito dalle Commissioni. C’è tempo fino all’8 settembre per emendamenti. Con la speranza che settembre non porti con sé, insieme al fresco, anche la prima norma liberticida per il web del 2016.

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Monsanto-Bayer: un matrimonio da brividi

Monsanto-BayerIn un club già ristretto, un impero farmaceutico ora ha più potere, decisivo sul futuro della nostra alimentazione e della nostra salute. Ecco chi perderà e come.
AMBURGO (Germania) – Con la fusione fra Monsanto e Bayer nasce dunque il più grande fornitore al mondo di prodotti per l’agricoltura (sementi e pesticidi), con l’acquisizione del 30% del mercato mondiale delle sementi.
Sono 6 le aziende che si dividono il 60% del mercato mondiale dei semi.
All’interno di circolo già estremamente ristretto ai vertici del pianeta, un impero farmaceutico acquisisce ancora più potere, decisivo sul futuro della nostra alimentazione e – in definitiva – sul futuro della nostra salute.
Chi vince: gli azionisti della Monsanto, i top manager e i loro assistenti nelle banche e negli studi legali: raccolgono, oltre al resto, 66 miliardi di euro, un sacco di soldi, che consumatori, agricoltori e dipendenti dovranno aiutare a recuperare.
Chi perde: tutti gli altri:

  • Gli agricoltori, che si ritroveranno ad avere meno scelta di fronte a prezzi più elevati.
  • I consumatori europei che sono contrari all’ingegneria genetica in agricoltura. Il gigante tedesco avrà tutto l’interesse a fare pressione per l’estensione di colture geneticamente modificate (con l’argomento che è in gioco il futuro di migliaia di posti di lavoro).
  • Il nostro patrimonio di varietà di piante agricole, necessario per adattare l’agricoltura ai cambiamenti climatici, e per garantire cibo al mondo. 
  • Gli stessi dipendenti della Bayer: come in qualsiasi grande fusione, andranno incontro a una “razionalizzazione” delle posizioni ricoperte fino a quel momento, a incertezze per le differenti culture aziendali, così come a cambiamenti gestionali che chiederanno loro adattamento e “sacrifici”.
  • Noi tutti: un adattamento alle normative statunitensi degli standard di qualità e sicurezza a cui fino ad oggi l’Unione Europea si è ispirata non farà altro che «indebolire i processi decisionali democratici a vantaggio delle multinazionali» (come scrive Der Spiegel). 

Auguri.

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Occhio all’etichetta: L’Italia invasa da miele cinese contaminato con polline Ogm

MieleMiele contaminato in Italia. La Coldiretti ha lanciato l’allarme: il 20% del nettare degli dei commercializzato nel nostro Paese proviene dalla Cina. Dove è consentito l’uso del polline Ogm. Ecco come evitare di comprarlo.
Con le importazioni dall’estero aumentate del 13 per cento nel 2016, è invasione di miele straniero in Italia. Tanto che i barattoli di prodotto cinese, ungherese e rumeno hanno superato quest’anno la produzione nazionale.
È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi 5 mesi dell’anno. I risultati produttivi del settore vedono un crollo del 70 per cento. La principale causa è stata l’azzeramento del “raccolto” di miele d’acacia in Piemonte e Triveneto e di agrumi in Sicilia.

Miele contaminato dagli OGM in Italia
Se nel 2015 gli arrivi di prodotto straniero hanno raggiunto il massimo di sempre – ricorda Coldiretti -, salendo a quota 23,5 milioni di chili, il 2016 vede così aggravarsi il fenomeno. Con il 20 per cento del prodotto straniero che arriva peraltro dalla Cina, dove è consentito l’uso del polline Ogm, così come in Romania, paese che si colloca nella classifica dei principali esportatori in Italia, guidata da un’altra nazione dell’Est, l’Ungheria.
Aumenta dunque – denuncia la Coldiretti – il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità.
Per questo occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta.
Oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica.

Come riconoscere il miele Made in Italy
Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.
La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale.
Mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE“.
Se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE“; mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE“.

Occhio all’etichetta
Il problema è però che le stesse regole non valgono se il miele viene usato come ingrediente.
Infatti nei biscotti e negli altri dolci, come il torrone, la presenza di prodotto straniero non viene dichiarata in etichetta.
Un danno che va sanato poiché colpisce un settore, quello nazionale, che contacirca 50mila apicoltori, con 1,39 milioni di alveari e un giro d’affari stimato di 70 milioni di euro.
Per non parlare del servizio di impollinazione so all’agricoltura, valutato da 3 a 3,5 miliardi di euro.
La produzione media per alveare, nelle aziende apistiche professionali (sono circa 2000 quelle che gestiscono più di 150 alveari) è di circa 33.5 kg/alveare mentre la media nazionale generale si aggira intorno ai 17,5 kg/alveare.
Per quanto riguarda le vendite – conclude Coldiretti -, i piccoli apicoltori si indirizzano innanzitutto verso il conferimento in cooperativa (23,6%), iprivati consumatori (22,0%) e i grossisti (20,8%), mentre la restante parte viene indirizzata al piccolo dettaglio tradizionale e specializzato che assorbe il 12,7%.

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Medico italiano ha scoperto la cura per la sclerosi multipla

Zamboni sclerosi multiplaPaolo Zamboni, chirurgo vascolare di Ferrara, ha scoperto che la Sclerosi Multipla è dovuta anche ad un accumulo di ferro nel cervello indotto dal restringimento anomalo delle vene. Attraverso un operazione chirurgica le vene sono riaperte e in alcuni casi scompare completamente la malattia.
La cosa sorprendente è che è stato ostracizzato dai suoi colleghi e non ha ricevuto alcun finanziamento o supporto. Come mai? Perché il trattamento farmacologico della Sclerosi Multipla richiede i farmaci tra i più costosi al mondo e non c’è alcun interesse a soppiantare l’attuale terapia.
Il Prof. Paolo Zamboni cominciò ad interessarsi alla Sclerosi Multipla dopo che sua moglie negli anni ’90 ne fu colpita e da quel momento iniziò una grande ricerca che lo portò a riconoscere che le cose non stavano proprio come la medicina ufficiale insegnava. Scoprì infatti che solo i malati di sclerosi multipla hanno un accumulo di ferro nei vasi sanguigni cerebrali che causa necrosi, infiammazione, disturbi immunitari e cominciò ad indagarne la causa. Analizzando il circolo venoso dei pazienti vide che tutti avevano un restringimento importante (60-80%) delle vene del collo (insufficienza venosa cronica cerebrospinale chiamata CCSVI) che crea un ristagno venoso nel cervello. Attraverso un’angioplastica simile a quella che si fa per riaprire le coronarie ostruite risolve le condizioni dei pazienti eliminando gli ostacoli al deflusso del sangue “sporco” dal cervello.

Mi colpì il fatto che tutti, pur non conoscendo le cause della sclerosi multipla, la studiassero su un modello animale basato sull’ipotesi arbitraria che fosse di origine autoimmune (l’encefalopatia autoimmune sperimentale,ndr): non mi pareva un buon metodo per comprendere davvero la malattia.Studiai ciò che era stato rilevato dell’anatomia del cervello dei malati: in molti casi, fin dai tempi di Jean-Martin Charcot, il neurologo che per primo descrisse la sclerosi multipla, si segnalava che le placche si trovassero sempre al centro di vene cerebrali. Alla fine degli anni Ottanta alcuni ricercatori avevano individuato chiari segni di patologie croniche delle vene cerebrali dei malati di sclerosi multipla; io stesso, osservando vetrini di autopsie, ne trovavo.
Il 29 settembre del 2002 lei eseguì per la prima volta un ecodoppler (ecografia del circolo sanguigno, ndr) delle vene extracraniche in un malato con sclerosi multipla…
Vidi che il circolo era difficoltoso e il sangue non scorreva bene. Dalla letteratura scientifica mi resi conto che si conosceva pochissimo della circolazione venosa nelle persone sane, quasi nulla di quella nei malati.
Nella primavera del 2009, viene pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry il primo lavoro sulla correlazione fra CCSVI e sclerosi multipla in 65 pazienti; a fine 2009, i primi dati dopo aver “liberato” le vene di quei malati con l’angioplastica percutanea transluminale (o PTA).
Come ho segnalato fin dal primo studio, anche dopo la PTA esiste circa il 50 per cento di probabilità di recidive, in alcuni casi non è l’intervento appropriato, e pochi pazienti, circa uno su quattro secondo le osservazioni pubblicate da Fabrizio Salvi, continuano a stare bene a lungo»

 Prof. Paolo Zamboni, estratto da un’intervista al Corriere

Sul sito della Fondazione Veronesi in un articolo del 2013 leggiamo che lo scetticismo della classe medica è dovuto al fatto che si stanno aspettando i risultati di uno studio iniziato nel 2012 i cui risultati non sono ancora stati resi noti. E’ incredibile come una terapia che potrebbe essere risolutiva per milioni di persone possa essere fatta attendere tutto questo tempo.
Sebbene i media e il mondo scientifico vogliano far apparire questa terapia come non attendibile, sono tantissimi i casi di guarigione avvenuti grazie al metodo Zamboni chiamato anche Brave Dreams (tradotto “Sogni Coraggiosi” in un società dove devi essere davvero coraggioso per andare contro il sistema).

A sei mesi dall’operazione mi ritengo guarita dalla sclerosi multipla
Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, al settimanale Gente

Nicoletta Mantovani, che oggi ha 47 anni, aveva mostrato i primi sintomi della malattia a 18 anni, malattia che è progredita per 25 anni rendendo la sua vita un inferno. Poi la conoscenza del professor Zamboni e la fiducia cieca, a quanto pare ripagata, nella terapia. Eppure, nonostante quella di Nicoletta Mantovani non sia l’unico casi di “redenzione” dalla sclerosi multipla, il metodo Zamboni deve lottare ancora contro diversi detrattori. Nicoletta è presidente onorario dell’Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla onlus per raccogliere fondi per finanziare il metodo Zamboni.
Il metodo Zamboni ha avuto così tanto eco in tutto il mondo che il professore ferrarese riceve chiamate e pazienti in continuazione provenienti da Russia, America, Libano, Croazia, ecc. In Canada, dove il problema della sclerosi multipla è molto sentito, hanno fatto anche un servizio televisivo (sottotitolato in italiano) dove hanno mostrato anche il caso di una persona completamente guarita.

In Canada oggi l’intervento in angioplastica, praticato da Zamboni, per disostruire le vene del collo è ormai all’ordine del giorno.
Sulla rivista Scienza e Conoscenza è stato dedicato un articolo a questa cura e viene riportata la storia di Teresa, malata da quando aveva 19 anni, è guarita in mezz’ora di ambulatorio grazie al dott. Tommaso Lupattelli al Gvm di Ostia, dove esegue il metodo-Zamboni.

L’importanza dell’alimentazione per evitare recidive
Come abbiamo visto c’è anche il rischio importante di recidive. Infatti come sempre affermiamo qui su Dionidream, l’alimentazione e lo stile di vita sono fondamentali per l’insorgere di ogni malattia e quindi se vogliamo mantenere la salute dobbiamo introdurre salute nella nostra bocca. Abbiamo visto di recente come una dieta che mima gli effetti del digiuno crea degli enormi benefici nei pazienti affetti da sclerosi multipla e anche come l’integrazione vitamina D possa essere risolutiva in alcuni casi. Ho riportato pure la storia di una dottoressa guarita grazie ad una dieta sana.
Con la recente scoperta che il sistema linfatico e il sistema immunitario arrivano fino al cervello tutti i libri di neurologia sono da riscrivere e diventa enorme il ruolo dell’alimentazione per le patologie del sistema nervoso. Infatti se la nostra alimentazione è errata (quasi tutti pensano di avere una dieta sana ma in realtà ingurgitano zucchero, pane, pasta, cracker, latticini, cibi pieni di bassa qualità e poveri di minerali e vitamine) si producono molte scariche acide, l’intestino si infiamma con la conseguente permeabilità intestinale e queste tossine entrano nel sistema linfatico e sanguigno arrivando fino al cervello e creando enormi danni.
Per contattare il prof. Zamboni puoi trovare il recapito telefonico a questo link dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Esistono anche dei medici in tutta Italia formati direttamente dal prof. Zamboni che praticano la sua terapia.


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Vaccini, ministero condannato

vaccinazioniVaccini – UN NUOVO schiaffo alla scienza e al buonsenso, e ancora una volta a tirarlo è un giudice. Una sentenza riapre una questione che per gli esperti dovrebbe essere chiusa da tempo, quella del collegamento tra vaccini e autismo.
Il Tar della Sicilia ha imposto al ministero alla Sanità di risarcire un ragazzo autistico di Agrigento che nel 2000 fece il tetravalente (contro difterite, tetano, pertosse ed epatite B). Il tribunale civile nel 2014 aveva riscontrato un rapporto di causa-effetto tra medicinale e patologia e riconosciuto alla famiglia un danno di 250mila euro ma il ministero non ha pagato.
Ora il giudice amministrativo impone di liquidare la cifra (con gli interessi) entro 2 mesi, sennò ci sarà un commissariamento ad acta.
Il collegamento tra autismo e vaccini, ipotizzato da uno studio inglese pubblicato nel 1998 dal Lancet e poi ritirato perché basato su pochi pazienti per il mondo scientifico non esiste. Ma in rete niente si perde e casi sui quali è stata fatta chiarezza già da anni possono apparire ancora aperti, soprattutto grazie alle campagne dell’attivissimo mondo degli anti vaccini.
Così il lavoro di quasi vent’anni fa del medico inglese Wakefield, poi anche radiato per come condusse lo studio di Lancet, a qualcuno continua ad apparire attuale. Ed è solo uno dei tanti spauracchi che vengono diffusi, anche attraverso altri canali.
Di recente, ha fatto scalpore, per chi crede nella scienza, l’uscita televisiva del conduttore Red Ronnie, che lo scorso maggio durante una puntata di Virus su Rai2 ha attaccato: “È demenziale vaccinare i bambini”.
Sono seguite le inevitabili polemiche. Tutto questo, insieme al forte calo o addirittura alla scomparsa delle malattie coperte dai vaccini, sta allontanando molte famiglie da questa forma di prevenzione.
L’Italia nel 2014, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati, ha toccato i livelli di adesione più bassi. Siamo sotto la soglia di sicurezza, cioè il 95% di copertura, per i cosiddetti obbligatori. Gli altri, come il trivalente per morbillo, parotite e rosolia sono al massimo all’85%.
I vaccini non sono sicuri al 100 per 100, in casi molto rari possono provocare la stessa malattia che dovrebbero prevenire o una sua complicanza ma problemi diversi, come appunto l’autismo, sono esclusi dagli esperti di tutto il mondo.
Eppure nei tribunali si continua a dibattere il tema. Non solo ad Agrigento, dove peraltro il giudice civile si era basato su una vecchia relazione, del 2006, della commissione medica ospedaliera.
A Rimini nel 2012 il giudice del lavoro riconobbe il risarcimento alla famiglia di un bambino perché secondo i suoi consulenti l’autismo sarebbe stato collegato al vaccino trivalente. Quella decisione venne poi ribaltata nel febbraio del 2015 dalla Corte d’Appello di Bologna. “Sono tante le sentenze di senso opposto su questo tema – spiega Antonio Ferro, medico responsabile del sito vaccinarsi.org, considerato tra i più autorevoli nel settore – Ad ottobre faremo un incontro dedicato proprio al rapporto tra sanità e giustizia. Il problema di fondo è che non c’è possibilità di istituire una linea di interpretazione unica con la magistratura.
Ognuno ha la sua opinione, ed è molto importante quale consulente tecnico si sceglie“.
La procura di Trani meno di un mese fa, dopo due anni di lavoro, ha archiviato l’esposto presentato dai genitori di due bambini seguiti da uno dei medici più agguerriti contro i vaccini, sostenendo che non esiste correlazione tra autismo e questi medicinali.
A Milano invece il Tribunale del lavoro ha riconosciuto nel 2014 il versamento di un vitalizio a un bambino autistico vaccinato nel 2006 con l’esavalente. Si aspetta il processo di appello chiesto dal ministero. Tra pochi mesi un altro giudice dirà la sua.

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