Un nuovo studio condotto da un team internazionale di scienziati ha avvertito che solo il cinque per cento della copertura forestale primaria mondiale è posta sotto protezione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Conservation Letters, sottolinea lo stato precario delle foreste primarie, e l’importanza di una efficace protezione di queste aree.
“I negoziati internazionali non riescono a fermare la perdita delle più importanti foreste primarie del pianeta. In mancanza specifiche politiche di protezione delle foreste primarie nei trattati internazionali sulla biodiversità e sul cambiamento climatico, queste foreste continueranno a perdere i loro valori di biodiversità e i servizi ecosistemici, sia nei sviluppati che nei paesi in via di sviluppo”, ha avvertito Brendan Mackey, direttore del Climate Change Response Program presso la Griffith University di Queensland, in Australia.
Secondo lo studio, le foreste primarie ospitano una straordinaria ricchezza di biodiversità e circa il 57 per cento di tutte le specie delle foreste tropicali dipendono da habitat di foresta primaria.
I ricercatori hanno analizzato le foreste primarie in tutto il mondo e ha scoperto che quasi il 98 per cento delle foreste primarie si trova in appena di 25 paesi. E circa la metà di queste foreste è situata in cinque paesi sviluppati: Stati Uniti, Canada, Russia, Australia e Nuova Zelanda. I ricercatori avvertono dell’utenza di politiche atte a ridurre la pressione allo sfruttamento industriale delle foreste primarie.
Gli scienziati hanno anche identificato alcune nuove azioni che dovrebbero informare una efficace policy per i negoziati internazionali:
il riconoscimento foreste primarie valore globale nell’ambito dei negoziati internazionali e non esclusivamente come un problema dei paesi in via di sviluppo,
Integrare le foreste primarie nella contabilità ambientale
contabilizzare il contributo delle foreste primarie in termini di servizi ecosistemici (comprese le acque dolci e servizi di spartiacque)
adottare una definizione scientificamente corretta per distinguere foreste primarie.
Purtroppo tutta la disinformazione su Ebola, diffusa dal governo americano e dai mass media, complici, renderà questa pandemia di gran lunga peggiore. Questo perché al pubblico non viene detta la verità su come Ebola si diffonde e come le persone possono cercare di prevenire la sua trasmissione.
Media e governo (Adams è cittadino americano) sono più occupati proteggere gli interessi finanziari delle aziende farmaceutiche, che la salute pubblica. Quindi alla gente non viene detta la verità su come Ebola si diffonde e quindi come essi possono migliorare la loro capacità di sopravvivenza in una pandemia globale.
Nel seguito le 5 grandi bugie “in corso” attualmente su Ebola. Ricordo il mio corso online gratuito su come “prepararsi” e difendersi per questo problema: www.BioDefense.com
Menzogna n° 1: Ebola non arriverà mai negli USA
Già smentita…questa settimana il CDC (Ente Americano per il controllo delle malattie) ha confermato che c’è un paziente con Ebola in un ospedale a Dallas, Texas. Non solo Ebola si è già diffuso in USA ma uno scienziato di primo piano che lavora per la FDA (Federal Drug Administration) ora dice che tutto ciò è solo l’inizio, e che Ebola si diffonderà in America.
Come stampato nel The Extinction Protocol:
“..sembra che in molti siano stati esposti prima che il paziente venisse messo in isolamento ed è molto possibile che uno o più di questi contatti verranno infettati,” ha aggiunto. Ma ancora: “è solo una questione di tempo, perché il virus mortale dall’Africa arrivi in USA”.
Menzogna n° 2: Ebola si diffonde solo via contatto diretto con i fluidi del corpo
Questa vergognosa menzogna medica costerà presto le vite di milioni di innocenti. In verità, Ebola può diffondersi nell’aria a brevi distanze, via aerosol e particelle aeree.
Ebola si può diffondere anche via superfici contaminate. Quando un paziente infetto entra in contatto con una superficie, per esempio la maniglia di una porta o la tastiera di un bancomat… può lasciare dietro di sé il virus Ebola, che all’aperto sopravvive per alcuni minuti o ore, a seconda delle condizioni ambientali (temperatura, umidità.)…
Un’altra persona che quindi tocchi la stessa superficie può infettarsi istantaneamente toccandosi semplicemente gli occhi o la bocca.
La capacità di Ebola di diffondersi via superfici contaminate è la ragione per cui le vittime in Africa si sono infettate nei taxi, per esempio…Significa anche che ogni forma di trasporto pubblico (aerei, ambulanze, metro) possono “covare” il virus ed accelerare quindi la diffusione di una epidemia Come tutti i virus, Ebola viene distrutto dalla luce solare. Ma può restare vitale, per un tempo sorprendentemente lungo, in ambienti in cui la luce solare non arriva mai. Per esempio nelle metropolitane …incubatrici perfette per le trasmissioni virali.
Menzogna n° 3: non preoccupatevi: le autorità sanitarie hanno tutto sotto controllo
La menzogna omnicomprensiva su Ebola, che viene ripetuta dal governo americano … “abbiamo tutto sotto controllo, non preoccupatevi”. Naturalmente il fatto che una persona infettata da Ebola sia stata trasportata in aereo nel paese, abbia poi camminato per Dallas per 10 giorni (portandosi dietro Ebola…) contraddice palesemente le false premesse delle autorità sanitarie, che affermano di avere tutto sotto controllo. In verità Ebola è totalmente fuori controllo ed è questa la ragione precisa per cui la sua improvvisa comparsa in un ospedale di Dallas, ha sorpreso tutti…
Quel che fa riflettere sulla faccenda, è che nonostante sia stato speso del denaro per la “sicurezza nazionale” (“homeland security,”) il DHS (Department of Homeland Security) non ha modo di bloccare l’ingresso di Ebola in USA, inclusa la nostra frontiera meridionale ampiamente spalancata.
Se il governo USA ha tutto sotto controllo, perchè ha comprato 160,000 “tute Ebola”, ovvero per materiale pericoloso? Perché Obama di recente ha firmato un ordine esecutivo, che autorizza il governo a mettere in quarantena forzata chiunque mostri sintomi di malattia infettiva?
Mentre al pubblico si può facilmente mentire e dire che tutto è sotto controllo, a porte chiuse ai massimi livelli di governo, tutti sanno che la pandemia potrebbe rapidamente diventare un killer globale che nessuno riesce a fermare.
Menzogna n° 4: L’unica difesa contro Ebola è un vaccino o un farmaco
Questa menzogna può uccidere milioni di persone se la pandemia Ebola peggiora. In un’asta disperata per assicurarsi che Ebola generi milioni di dollari di profitto per i produttori di vaccini e per le aziende farmaceutiche, il CDC, l’FDA e persino la FTC (Federal Trade Commission: commissione federale per il commercio) puntualmente censurano le informazioni veritiere sui trattamenti naturali che potrebbero dare qualche speranza (per esempio come l’argento colloidale). Aziende che offrono olii essenziali estremamente benefici, e prodotti con argento colloidale, sono già state minacciate di arresto e procedimento penale, da parte della FDA. I mainstream media restano complici nella oppressione sistematica delle cure naturali e stampano la propaganda della FDA mentre evitano totalmente di riportare in modo equiibrato le cose in modo da illustrare le eccellenti capacità antivirali di molte erbe medicinali come ho descritto nell’episodio 6 del mio Pandemic Preparedness, vedi www.BioDefense.com. Se vogliamo veramente fermare ora la diffusione di questa pandemia virale, sia il governo che i media dovrebbero spingere i cittadini ad aumentare le proprie difese immunitarie, incitandoli a consumare cibi più nutritivi, spezie, superfoods e piante antivirali (che includono menta, basilico, rosmarino, cannella, origano…giusto per citarne alcuni).
Tutti dovrebbero essere sollecitati ad avere sufficiente vit D in circolo e chi avesse bassi valori, ovvero quasi tutti oggi in America, dovrebbe essere sollecitato a prendersi integratori di Vit D.
Ma invece di spingere il pubblico ad aumentare il proprio sistema immunitario e incrementare le proprie difese naturali conto Ebola, a tutti viene detto in modo ridicolo di “lavarsi le mani” e attendere che un’azienda farmaceutica appronti il vaccino per Ebola.
Menzogna n° 5: Ebola è apparso dal nulla, è stata una combinazione casuale della natura
La versione di Ebola dei tempi moderni è che se circola in modo cosi aggressivo, è che possa essere un virus bioingegnerizzato, Secondo uno scienziato che ha scritto una storia in prima pagina sul maggiore quotidiano della Nigeria:
“Ebola è un organismo geneticamente modificato (un OGM),” ha dichiarato il Dr. Cyril Broderick, Professore di patologia delle piante, nel suo scritto pubblicato in prima pagina sul Liberian Observer.
Procede, spiegando: “(Horowitz) ha confermato che esiste una industria medico-militare americana, che fa test di armi biologiche, camuffate da vaccinazioni amministrative, per controllare le malattie e migliorare la salute dei “negri africani oltre oceano”.
A ulteriore conferma di questa affermazione sulla ricerca di ingegneria genetica, il governo USA ha depositato, nel 2010,brevetto Ebolae ora rivendica la proprietà intellettuale sulle varianti di Ebola. Questo brevetto è il nr CA2741523A1 (vedi al link).
Significa che il governo americano rivendica anche tutto il controllo sulla ricerca su Ebola, poiché ogni progetto di ricerca che coinvolga una duplicazione del virus, violerebbe il brevetto del governo.
Infatti, la vasta capacità di trasmettersi del ceppo di Ebola che attualmente sta circolando (se paragonato alle epidemie precedenti negli anni scorsi), ha convinto molti che questo ceppo sia una variante “armata” che è scoppiata sia a causa di protocolli contaminati nei laboratori del governo, oppure intenzionalmente impiegata come arma di controllo della popolazione Molti scienziati americani, hanno fatto apertamente riferimento alla depopolazione globale, attraverso l’uso di armi geneticamente ingegnerizzate, come Ebola.
Il Dr. Eric Pianka della University of Texas ad Austin, pare abbia sostenuto l’uso di Ebola per spazzare via il 90% della popolazione umana, secondo Life Site News.
Sembra che presto il suo desiderio sarà realizzato. Se l’attuale esplosione di Ebola continua, la popolazione globale sarà in serio pericolo e milioni potrebbero morire.
Coloro che desiderano sopravvivere alla pandemia globale, dovrebbero impure come “prepararsi” ora, ascoltando i capitoli audio al mio corso online gratuito: www.BioDefense.com
Durante una Diretta Live di una protesta di massa appare un UFO su Hong Kong – Incredibile filmato di un UFO catturato durante una diretta tv delle proteste di Hong Kong.
All’improvviso, sopra un lunghissimo corteo di persone, appare un UFO.
L’UFO, prima scende verso la parte superiore di un altissimo edificio dove, per qualche attimo staziona.
Successivamente, schizza letteralmente verso l’alto!
Che meraviglia, la guerra di Obama contro l’Isis: le commesse per armamenti e logistica si sono rimesse a volare. A fregarsi le mani sono soprattutto i fabbricanti di droni, che saranno largamente impiegati contro le milizie islamiste reclutate dagli Usa per la guerra civile in Siria e poi dirottate in Iraq vista la resistenza di Assad, sostenuto da Russia, Cina e Iran.
Se da giugno a metà settembre le operazioni militari americane contro l’Isis erano costate circa 600 milioni di dollari, ora gli Stati Uniti stanno spendendo oltre 7,5 milioni al giorno. «Quando la macchina militare ingranerà la marcia superiore, ci saranno dei vincitori nell’industria della difesa», scrive Tory Newmyer su “Fortune”. «Più combattimenti significa più affari».
E dopo il ritiro americano dall’Iraq e dall’Afghanistan, coi pesanti tagli di budget che hanno costretto il Pentagono a tirare la cinghia, «i fornitori militari si stanno adoperando per trovare nuove richieste per le loro merci». Obama parla di attacchi dal cielo per proteggere le truppe sul terreno? Tradotto: affari d’oro per chi produce aerei, droni, missili e bombe. «I costruttori di droni avranno un bel da fare», ammette Dov Zakheim, al Pentagono con George W. Bush. Il che significa «enormi profitti per la Dov Zakheimcompagnia privata General Atomics, costruttrice del drone “Predator”, il capostipite della categoria, ancora ampiamente in uso, come anche del “Reaper” di seconda generazione, progettato per portare bombe del valore di 3.000 sterline», scrive Newmyer in un articolo tradotto da “Come Don Chisciotte”.
Inoltre, per agevolare il monitoraggio di vaste aree desertiche, l’esercito potrà contare sul “Global Hawk” prodotto dalla Northrop Grumman (Noc, le cui quotazioni in borsa salgono), un drone in grado di volare ad altitudini di 50.000 piedi per quattro giorni di seguito.
«Questi velivoli possono anche avere in uso il “Gorgon Stare”, un sensore sviluppato dall’azienda privata Sierra Nevada, capace di tenere sotto controllo un diametro di 4 chilometri attraverso nove telecamere».
L’estendersi del conflitto rilancerebbe gli investimenti in tecnologia, sostiene Mark Gunzinger, colonnello in pensione della Us Air Force ed ex viceministro della difesa, ora in forza al Centro per le valutazioni strategiche e di bilancio: «Una delle cose che potrebbe facilitare una nuova capacità di sfondamento è un’intensificazione delle operazioni, come una più massiccia campagna aerea». Entreranno in azione anche soggetti minori che operano nel settore aereo: Zakheim ha cita la Aero Vironment (Avav), che produce velivoli telecomandati abbastanza piccoli da essere lanciati a mano (compreso il “Nano Hummingbird”, un mezzo minuscolo, che pesa meno di due pile elettriche AA).
Jason Gursky, analista che si occupa di industria per Citigroup, scommette sulla Digital Globe (Dgi), azienda di satelliti il cui principale business consiste nel vendere alle agenzie federali immagini Jason Gurskydigitali “non classificate”: l’esercito le utilizzerà per localizzare gli obiettivi, man mano che estenderà il suo intervento.
«Saranno comunque i produttori di armi a ottenere i maggiori benefici, soprattutto a breve termine», scrive Newmyer. «In cima alla classifica troviamo la Lockheed Martin (Lmt), produttrice del missile “Hellfire”, arma di precisione che può essere lanciata da diverse piattaforme, inclusi i droni “Predator”». Sempre secondo Zakheim, si trovano in buona posizione anche Raytheon (Rtn), che produce i “Tomahawk”, missili a lunga gittata lanciati dal mare, e General Dynamics (Gd), anch’essa operante nel settore degli armamenti.
«I casi più ovvi sono ciò che io chiamo il commercio di stivali, fagioli e proiettili», dice Ronald Epstein, analista della Bank of America. In altri termini, spiega “Fortune”, «i costruttori navali non possono aspettarsi molto lavoro da questo conflitto, ma coloro che riforniscono le forze americane sono già elettrizzati dalla prospettiva di nuove ordinazioni». Gunzinger Mark Gunzinger sottolinea che «le bombe di piccolo diametro possono essere un grande affare, perché un aereo può portarne parecchie in una sola uscita». Un ulteriore vantaggio, tra gli altri, per la linea di produzione della Raytheon.
Zakheim stima che questa cifra potrebbe raddoppiare «se le operazioni si intensificheranno e il teatro di guerra si allargherà alla Siria, con una significativa componente di spesa per le munizioni». Avverte Newmyer: «Il costo totale di questa guerra senza fine, che probabilmente va misurata in anni piuttosto che in mesi, nessuno lo può ipotizzare. Tuttavia, nell’immediato, la Casa Bianca sta facendo pressione sul Congresso perché approvi un finanziamento di 500 milioni di dollari per addestrare ed equipaggiare i gruppi ribelli pro-occidentali in Siria. Soltanto questo potrebbe significare un supplemento di lavoro per una vasta platea di fornitori per la prima difesa, secondo l’opinione di Gursky».
Sul lungo termine, dicono i lobbisti della difesa, l’America non potrà badare a spese. Si annunciano affari miliardari per l’intera filiera delle armi, con co-produzioni ramificate in tutto il mondo. Epstein cita l’Iraq ma anche l’Ucraina, la Russia e tensioni tra Cina e Giappone: «Per chi investe, il panorama di questi conflitti regionali nel mondo, almeno da un punto di vista emotivo, non può essere male».
Questo è un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali. Un amico che pesca molto bene online mi ha inviato la segnalazione di alcuni articoli che recavano un titolo forte: “Il vicepresidente americano Joe Biden ammette di aver obbligato i paesi europei ad adottare le sanzioni contro la Russia”.
Come mio dovere, verifico le fonti. E scopro che a dare questa notizia sono “Russia Today” e altre agenzie di stampa russe.
Da esperto di spin mi sorge il dubbio che si tratti di una strumentalizzazione da parte di Mosca. E verifico ulteriormente. In pochi minuti. Sì, Biden ha tenuto un lungo discorso sulla politica estera all’università di Harvard, discorso a cui i media americani hanno dato ampio spazio ma per evidenziare una battuta, anzi una gaffe su quanto sia frustrante fare il vicepresidente, espressa con un linguaggio molto colorito. Negli articoli, però, nessun riferimento alla frase sull’Europa.
Allora indago ulteriormente, vado sul sito della Casa Bianca dove è pubblicata la trascrizione integrale del discorso di Biden. E, come potete verificare voi stessi, la frase riportata dai media russi è corretta e l’indifferenza con cui è stata accolta dai media occidentali, ma anche europei significativa. Praticamente nessun giornalista ha saputo valutare la portata delle dichiarazioni di Biden.
Il che è grave professionalmente, ma non sorprendente: a dare il tono sono state le agenzie di stampa e le tv “all news” che si sono soffermate sull’aspetto più leggero e sensazionale ovvero la gaffe di Biden; tutto il resto è passato in secondo piano. Anche sulla stampa più autorevole.
Perché Biden poteva reggere un titolo, non due. E quelle dichiarazioni formulate nell’ambito di un lungo discorso in cui Biden ha toccato molti aspetti. Gli spin doctor della Casa Bianca si sono ben guardati dall’evidenziarle e sono scivolate via assieme ad altre.
Nessuna manipolazione, nessuna censura: se conosci le logiche e le debolezze dei media puoi orientarli a piacimento, Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
In realtà le dichiarazioni di Biden sono davvero sensazionali, una gaffe in termini diplomatici: «Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia. E’ vero che non volevano farlo. E’ stata la leadership americana e il presidente americano a insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi». L’ammissione è fortissima: è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin, contro la sua volontà.
Poi un’altra strabiliante ammissione, sull’Isis, che l’America combatte con toni accorati salvo poi ammettere che il pericolo per gli stessi americani non è così rilevante: «Non stiamo affrontando un pericolo esistenziale per il nostro stile di vita o la nostra sicurezza. Hai due volte più possibilità di essere colpito da un fulmine per strada che di essere vittima di un evento terroristico negli Stati Uniti». Dunque l’Isis non è una minaccia seria, così come non lo è più il terrorismo negli Stati Uniti. Quando qualcuno dice la verità – e chi più di un vicepresidente americano? – il mondo appare molto diverso rispetto alla propaganda ufficiale.
In Ucraina e sul terrorismo. Ma se i media non ne parlano, la propaganda diventa, anzi resta apparente verità. E la vera verità limitata ai pochi che la sanno davvero cogliere e trasmettere.
Principi nutrititivi delle castagne
Nutrienti ed energetiche, le castagne sono un alimento importante per la salute ed il benessere del nostro organismo.
Le castagne sono il seme del castagno, pianta da cui provengono.
Definite comunemente come frutto, in realtà non lo sono: è il riccio che le custodisce ad essere il frutto mentre la castagna è solo il suo seme.
Anche se non sono un alimento povero di calorie, le castagne possono rivelarsi un prezioso alleato della salute, soprattutto per quella dell’intestino, delle ossa, dei muscoli e per la circolazione.
Tutti i principi nutritivi delle castagne
A un valore nutrizionale paragonabile a quello del pane integrale, le castagne associano anche sali minerali importanti come fosforo e potassio, vitamine B2 e PP fondamentali per la salute dei tessuti, una buona percentuale di fibre e acido folico, una vitamina in grado di prevenire alcune malformazioni nel feto, motivo per cui le castagne sono un alimento da non trascurare durante la gravidanza e soprattutto tanti carboidrati complessi che le rendono una fonte di energia per l’intero organismo. Tuttavia è proprio l’alta percentuale di carboidrati che rende le castagne un alimento abbastanza calorico da gustare con moderazione.
Le castagne per combattere stress e stanchezza
Una vera e propria miniera di sostanze benefiche quindi. È per tutte queste buone qualità che questo alimento di stagione dovrebbe essere presente sulle nostre tavole almeno tre volte a settimana, soprattutto nei periodi di stress e stanchezza.
Mangiare le castagne può rivelarsi infatti un rimedio naturale utile nei casi di inappetenza o in quelli in cui si richiede un’alimentazione ricostituente. Senza contare che il loro potere energetico le rende perfette per chi pratica sport o svolge lavori particolarmente faticosi. Ma non solo: i principi attivi contenuti nelle foglie e nella corteccia di castagno sono un toccasana per combattere la tosse e disinfettare le vie respiratorie.
Per sfruttarne tutte le proprietà benefiche è sufficiente preparare un infuso da riutilizzare anche come tonico astringente della pelle. La polpa delle castagne invece può trasformarsi in un’ottima crema fluida da utilizzare come detergente o maschera emolliente per il viso.
Utilizzare le castagne in cucina
Per una merenda saporita e diversa dai soliti spuntini ecco come utilizzare le castagne:
Tostate le castagne nel forno e poi cospargetele con un pizzico di cannella: vedrete che gusto.
Perfette anche le caldarroste: la cottura sul fuoco consente di mantenere intatto il contenuto di sali minerali delle castagne, contenuto che si disperde invece nel momento in cui vengono bollite.
Per un sonno rigenerante e riposante, preparate invece una minestra calmante a base di castagne. Ecco la ricetta per preparare la minestra di castagne due persone.
La Luna, da quando si è formato il sistema solare, ha accompagnato la Terra per 50 milioni di anni, ma sembra che potrebbe non essere l’unico satellite naturale del pianeta. Infatti gli astronomi hanno individuato un oggetto vicino alla Terra che impiega circa un anno per orbitare intorno al Sole.
Stiamo parlando di un asteroide, chiamato “2014OL339”, che misura circa 150 metri di diametro. L’oggetto è stato scoperto casualmente il 29 luglio dall’astronomo Farid Char dell’Università cilena di Antofagasta ed è stato studiato dai fratelli Carlos e Raul De La Fuente dell’Università di Madrid.
La rivista “New Scientist” ha riferito che il “nuovo compagno di viaggio”, che orbita intorno al Sole, ha orbitato intorno alla Terra per circa 775 anni e continuerà a farlo per altri 165. Questo asteroide ha un’orbita ellittica ed impiega precisamente 364,92 giorni per orbitare intorno alla nostra stella, il che significa che l’asteroide e la Terra sono in orbite risonanti.
Questo fenomeno si verifica quando due corpi orbitanti esercitano un’influenza gravitazionale a vicenda perché le loro orbite sono relativamente vicine tra loro. L’asteroide orbita intorno al Sole in un periodo di tempo simile alla Terra, ma la gravità del nostro pianeta lo spinge in una oscillazione eccentrica. Guardando dalla Terra, grazie ad alcuni potenti telescopi, gli astronomi hanno notato che l’asteroide sembra essere in orbita intorno al nostro pianeta muovendosi all’indietro rispetto alle stelle.
Diversi oggetti spaziali hanno orbite che li fanno apparire come nuove “lune” della Terra e il nostro pianeta ha avuto anche un certo numero di “mini-lune”, ovvero piccoli asteroidi che sono influenzati dall’attrazione gravitazionale della Terra ed orbitano intorno al pianeta ma per un lasso di tempo più breve.
Il selenelion o selenehelion si verifica quando il Sole e la Luna eclissata possono essere visti contemporaneamente. Questo raro evento può accadere solo poco prima del tramonto o appena dopo l’alba, ed entrambi i corpi appariranno appena sopra l’orizzonte l’uno opposto all’altro.
Questa disposizione porta ad un fenomeno simile ad un eclisse orizzontale, e la luce arrossata che colorerà la luna proverrà da tutte le albe e tramonti simultanei sulla terra, a causa della rifrazione della luce attraverso l’atmosfera.
Il nome utilizzato per questo effetto è chiamato “selenelion”, un fenomeno che per la geometria celeste non può accadere perchè, durante un’eclisse lunare, il sole e la luna si trovano esattamente a 180 gradi nel cielo In un perfetto allineamento chiamato “sizigia”.
Questa osservazione sembrerebbe impossibile, ma grazie all’atmosfera terrestre, sia il sole che la luna potranno essere visti apparentemente sollevati sopra l’orizzonte grazie alla rifrazione atmosferica. Questo ci potrà permettere di vedere il sole per alcuni minuti in più prima dell alba e la luna per alcuni minuti in più dopo il tramonto.
Il fenomeno purtroppo non sarà visibile completamente dall’Italia dove si potrà vedere comunque una bella luna rossastra.
Un agghiacciante articolo-documento di Cirino Pomicino sulle stragi di mafia. “Violante Enzo Scotti, Arlacchi, su Capaci e via D’Amelio giocano con l’oblio del tempo“. “Non ci sto” di Scalfaro non legato ai fondi neri Sisde ma alla trattativa mafia-stato. L’accordo fu tra mafia e una parte della politica con servizi italiani e stranieri. Falcone Stava indagando sull’uscita dalla Russia di ingenti somme di denaro del Kgb. Paolo Cirino Pomicino per il “Secolo XIX”.
In queste settimane siamo stati travolti da un effluvio di interviste sulle stragi di via D’Amelio e di Capaci in cui morirono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, piene di ricordi sbiaditi che non fanno onore alla verità storicamente accertata.
Luciano Violante, Enzo Scotti, Pino Arlacchi, Oscar Luigi Scalfaro giocando nell’oblio del tempo hanno detto cose che non stanno né in cielo né in terra.
A cominciare dal famoso «Non ci sto» scalfariano legato ieri ai fondi neri dal Sisde e oggi, invece, collegato al rifiuto di una trattativa tra mafia e Stato. La riapertura delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino ha dato il via a una sarabanda di ricordi falsi, naturalmente in buona fede, che rischiano ancora una volta di allontanare la verità che molti sanno e che per paura non dicono diventando così complici di chi tradì la Repubblica a cavallo degli anni Novanta.
Per consentire a ciascuno dei lettori di farsi una propria opinione è bene ricordare i fatti storicamente accertati:
1) sono stati sempre noti i collegamenti negli anni ’89-‘93 tra alcuni gradi dei servizi italiani e stranieri e alcuni mafiosi.
Dal rapporto riservato e non autorizzato con Totuccio Contorno del prefetto Domenico Sica e del capo della Criminalpol Gianni Di Gennaro, agli uomini che visitarono nel carcere inglese di Full Sutton il mafioso Francesco Di Carlo per chiedergli indicazioni sui possibili killer per uccidere Giovanni Falcone sino al rapporto con Vito Ciancimino del generale de i carabinieri Mario Mori.
Mentre nel primo e nel terzo caso i rapporti possono inquadrarsi in un lavoro di intelligence per colpire la mafia, nel secondo caso, quello del pentito Di Carlo, gli obiettivi erano di natura mafiosa;
2) nel settembre del 1989 il decreto legge Andreotti-Vassalli allunga il periodo di carcerazione preventiva agli imputati di associazione mafiosa.
Il vecchio Pci con Violante fa una tremenda requisitoria contro il governo e vota contro
3) alla fine dell’estate del ‘90, secondo gli accertamenti del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, c’è un contatto tra alcuni capi mafiosi (Totò Riina o Bernardo Provenzano) e un non meglio identificato agente istituzionale per discutere della reazione stragista alla legislazione antimafia dell’epoca;
4) nello stesso anno, Francesco Di Carlo riceve nel carcere inglese di Full Sutton un agente dei servizi siriani, tal Nazzar Hindaw, insieme a quattro persone, tre mediorientali e un italiano. Questi gli chiesero di indicare qualcuno che poteva aiutarli a uccidere Giovanni Falcone. Di Carlo fece il nome di Antonino Gioè, che infatti partecipò alla strage di Capaci, fu arrestato e un mese dopo fu trovato impiccato nel carcere di Rebibbia;
5) il 23 dicembre ‘91 viaggiano casualmente sullo stesso volo Roma-Palermo Luciano Violante e Giovanni Brusca, già all’epoca noto mafioso;
6) tre mesi dopo il piemontese Luciano Violante fu capolista a Palermo del vecchio Pci nelle elezioni politiche del 1992 e in quella occasione nasce il movimento della Rete di Leoluca Orlando, che prende in Sicilia il 9% salvo a sparire qualche tempo dopo;
7) il 5 marzo 1992 c’è l’omicidio di Salvo Lima;
8) il 17 marzo 1992 Vincenzo Scotti, ministro dell’Interno, allerta le prefetture di tutta Italia preannunciando un piano di destabilizzazione istituzionale.
Questo piano prevedeva attacchi mafiosi e indagini giudiziarie su tutti i leader dei partiti di governo.
Quarantotto ore dopo Scotti si rimangia tutto davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato;
9) il 23 maggio 1992 Falcone e la sua scorta saltano in aria;
10) ai primi di luglio ‘92, uno scritto anonimo inviato a tutte le autorità descriveva tutto ciò che poi sarebbe accaduto nei mesi successivi sugli attacchi mafiosi, sulle indagini di Tangentopoli e sull’impunità dei mafiosi pentiti;
11) il 19 luglio ’92 Borsellino e la sua scorta saltano in aria in via D’Amelio;
12) nel settembre ‘92 a casa Scotti, non più ministro, il capo della polizia Vincenzo Parisi e il capo di stato maggiore dell’arma dei carabinieri, generale Domenico Pisani, confermarono al neoeletto segretario della Dc Mino Martinazzoli la veridicità dell’informativa del marzo precedente per la quale lo stesso Scotti prima aveva allertato le prefetture e poi ne aveva smentito il valore;
13) nel gennaio del ‘93 viene arrestato Totò Riina;
14) nella primavera del ‘93 arrivano le bombe mafiose di Milano, Firenze e Roma e subito dopo i programmi di protezione incominceranno a scarcerare mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti (oltre 3 mila nei dieci anni successivi) così come aveva previsto il documento anonimo del luglio ‘92.
Ultimo dato da ricordare.
Pochi giorni dopo la sua morte, Giovanni Falcone doveva incontrare, come è documentato da un telex alla Farnesina, Valentin Stepankov, procuratore generale di Mosca che indagava sull’uscita dalla Russia di ingenti somme di denaro nella disponibilità del Kgb, molti agenti del quale gironzolavano indisturbati per mezza Europa.
Questi alcuni fatti
Adesso un’opinione, una considerazione e un consiglio. L’opinione.
La tenaglia fra stragi mafiose (Falcone, Borsellino) e inchieste giudiziarie sui finanziamenti ai partiti di governo ha scansioni temporali e obiettivi troppo simili per non immaginare un “oggettivo” coordinamento tra di loro che produsse effetti devastanti sul sistema politico italiano.
L’accordo, infatti, non fu tra mafia e Stato, ma tra mafia e una parte della politica con l’aiuto di uomini deviati dei servizi italiani e stranieri e delle forze dell’ordine come si leggeva sul documento anonimo del luglio 1992 che Violante imputò ai carabinieri (se fosse vero, ancora una volta l’Arma avrebbe tentato di aiutare la Repubblica).
La considerazione
È molto strano che solo dopo 17 anni Violante dichiari che Ciancimino voleva parlare con lui come gli avrebbe detto il generale Mori.
È vero il contrario.
Fu Violante a chiedere a Mori di voler sentire alcuni mafiosi tra cui Ciancimino, come dimostrano i verbali del 29ottobre 1992, nell’ambito dell’indagine mafia-politica.
Violante era presidente dell’Antimafia e capogruppo Dc in quella Commissione era Vincenzo Scotti.
Il consiglio
Le forze politiche abbiano un sussulto di orgoglio e varino una Commissione parlamentare di inchiesta su quegli anni in cui la Repubblica fu tradita e certi servitori dello Stato, come Falcone e Borsellino, pagarono con la vita la lealtà verso la nostra democrazia.
E si faccia presto perché annusiamo sotto vento che è in preparazione un altro furibondo attacco alle istituzioni che presiedono alla legalità repubblicana con complicità attive e omissive impensabili e di cui presto torneremo a parlare.
La Monsanto ha messo lo zoccolo malefico anche per l’ebola. Monsatana ha foraggiato con 1,5 milioni di dollari la Tekmira Pharmaceuticals Corporation (TKMR), leader nel settore dei vaccini e l’intera operazione di trasfusione monetaria potrebbe arrivare a toccare la considerevole quota di 86 milioni dollari.
Il fiume di soldi in cui sguazza il virus Ebola non si arresta qui, infatti il ministero della Difesa degli Stati Uniti ha stanziato ben 140 milioni di dollari per far sviluppare alla TKMR un virus anti-Ebola. L’Ebola è attiva in Africa da 4 mesi: ha ucciso più di 670 persone e ne ha contagiate 1200.
Il virus uccide il 90% delle persone infettate e la fonte di maggior minaccia sono i fluidi dei corpi. Il maggior sintomo è la febbre alta e la malattia colpisce il sistema nervoso centrale. L’emergenza Ebola è scattata in tre paesi africani: Sierra Leone, Guinea e Liberia. Al momento la Sierra Leone ha il numero maggiore di contagiati anche se una stima reale dei casi è molto difficile, in quanto c’è reticenza nel denunciare la malattia. Al momento la sfida ad Ebola si basa sull’isolare il virus creando un cordone sanitario. Spesso di fronte alle cure delle possibili pandemie si aprono degli scenari talmente inquietanti che il pensiero più negativo potrebbe trovare conferma. Non è materia per un complottismo di maniera, ma l’esperienza confermata dalle indagini della magistratura sulle truffe dei vaccini.
Anche questa volta il dubbio sorge spontaneo.
Nel bel paese il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato di stare “tranquilli” in quanto l’Italia non corre dei seri pericoli di contagio. Mentre alcune fonti giornalistiche rivelano che in USA potrebbe essere messo sul mercato, entro la fine dell’anno, un vaccino contro Ebola. Si può ipotizzare che nel breve periodo i soggetti implicati nello sviluppo del vaccino mirano a fare un mucchio di soldi, ma nel lungo periodo la psicosi del contagio potrebbe aprire la strada alle vaccinazioni obbligatorie.
Nonostante il virus di Ebola non sia da sottovalutare, in quanto sta uccidendo centinaia di persone, il pericolo più grande potrebbe venire dalla ‘cura’. Visti i soggetti implicati nello sviluppo del vaccino contro Ebola, come si fa a stare tranquilli? Penso sia proprio il caso di non ascoltare il ‘suadente’ consiglio della Lorenzin: dobbiamo rimanere in allerta, ci stanno succhiando la vita iniettandoci la morte in ogni modo possibile.
Il 16 settembre 2014 la sonda spaziale eliosferica della NASA “SOHO” (lanciata alla fine del 1995 per studiare il Sole) ha scattato alcune foto molto interessanti che riprendono alcuni Ufo giganti nelle vicinanze del Sole; vi mostriamo gli scatti eccezionali.
Il progetto congiunto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA ci fornisce spesso ottime fotografie che riprendono l’attività aliena nei pressi del Sole.
Le sonde SOHO sono due e hanno il compito di studiare contemporaneamente molti aspetti del Sole, dalla struttura e dalla dinamica del suo interno fino al vento solare. Le sonde Soho inoltre in questi anni, hanno scoperto oltre 2000 comete e spesso ci regalano foto spettacolari di avvistamenti Ufo.
Il 16 settembre nuovi scatti fotografici hanno testimoniato la presenza di vita extraterrestre nelle vicinanze del Sole. Questi Ufo sono stati spesso ignorati dai ricercatori pubblici e dagli ufologi fino a circa 5-6 anni fa, a differenza di molti scienziati russi che divulgavano le notizie di questi Ufo molto grandi “scovati” nelle vicinanze del Sole ed anche della Luna.
Le immagini parlano chiare e stiamo osservando degli oggetti volanti molto grandi che transitano nell’orbita solare. Probabilmente questi avvistamenti non fanno più notizia, ma pensandoci bene si tratta di un’ennesima prova dell’esistenza di vita extraterrestre nel cosmo.
La Coldiretti ha lanciato l’ennesimo allarme sui cibi tossici da altri paesi, in questo caso dalla Spagna: ecco quali sono i frutti da evitare per proteggere la nostra salute.
La molecola finita nel mirino della Coldiretti si chiama “etossichina”, un prodotto usato per la “frigoconservazione delle pomacee”.
Si tratta, in sostanza, di un pericoloso conservante della frutta che in Italia è considerato tossico ed il cui utilizzo è stato proibito solo pochi giorni fa dai ministeri per la Salute e l’Ambiente (l’UE lo proibisce dal 2011) perché “sono state sollevate rilevanti criticità relative al valore degli attuali residui rispetto al rischio per la salute degli utilizzatori e dei consumatori”. Ergo: l’etossichina è pericolosa per la nostra salute. Il problema sorge nel momento in cui dalla Spagna, dove l’utilizzo di questo conservante non è proibito, vengono importate tonnellate di pere – ecco qual è la frutta da evitare con estrema cura – trattate con l’etossichina. La Spagna è il principale fornitore di frutta in italia con un valore delle importazioni che è aumentato del 5 per cento nel 2013 per un totale di 478 milioni di chili dei quali ben 22 milioni di chili sono rappresentati da pere sulle quali nel Paese iberico è consentito l’utilizzo della molecola tossica.
“L’uso di questo formulato per il trattamento della frutta” – continua la Coldiretti – “è infatti ancora ammesso in Spagna sulle pere destinate ad essere vendute anche in Italia nonostante siano state sollevate rilevanti criticità relative al valore degli attuali residui rispetto al rischio per la salute degli utilizzatori e dei consumatori, da parte delle autorità scientifiche. Il consiglio della Coldiretti per acquisti sicuri è quello di verificare nell’etichetta la provenienza della frutta che deve essere indicata obbligatoriamente e scegliere prodotto italiano.”
Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un accordo commerciale attualmente in corso di negoziato tra l’Unione Europea e gli USA.
Tale trattato si basa sulla promozione di nuove “liberalizzazioni”/privatizzazioni selvagge (compresa quella dell’acqua), che favorirebbero le grandi multinazionali a scapito della piccola e media impresa e delle economie locali.
Per questo, si sono levate diverse voci critiche contro l’accordo, e recentemente è nata anche un’iniziativa di legge popolare, che però, come denunciato dall’ attivista e scrittrice Susan George, è stata rifiutata dalla Commissione Europea.
Da pochi giorni è online un ben argomentato e simpatico video che spiega in modo semplice e chiaro in che cosa consiste il TTIP, prodotto dalla sezione europea del Movimento 5 Stelle, all’interno del gruppo parlamentare “Europe of Freedom and Direct Democracy“.
Un video che dovrebbe essere trasmesso in Tv, invece degli spot-propaganda della RAI sull’UE, dove il TTIP e tutto ciò che riguarda l’Unione viene “spiegato” in modo del tutto riduttivo, in modo da non farsi nessuna opinione su di esso.
Circa 35.000 trichechi si sono ammassati in una spiaggia nei pressi di Point Lay, in Alaska. Secondo un rapporto del National Oceanic and Atmospheric Administration questi animali sono costretti a raggiungere la terraferma a causa dello scioglimento del ghiaccio nell’Artico: i trichechi si riposano sulle lastre tra una nuotata e l’altra.
Il National Marine Mammal Laboratory ha scattato le foto lo scorso sabato: sulla spiaggia si trovavano 35.036 trichechi, e 36 erano morti. Diversamente dalle foche, i trichechi non possono nuotare senza mai fermarsi e hanno bisogno di un appoggio: le zanne vengono anche utilizzate per aggrapparsi alle lastre di ghiaccio. Non si può dire con certezza che sia l’effetto del riscaldamento globale, ma mentre i ghiacci in precedenza arretravano a nord verso il Mare dei Ciukci, ora si stanno sciogliendo anche più a nord, nell’Artico, dove le profondità sono proibitive per i trichechi. La prima volta che dei trichechi sono stati avvistati nel Mare dei Ciukci è stato nel 2007, poi hanno fatto ritorno nel 2009, nel 2011 e, in migliaia, pochi giorni fa.
Confessione di Gioele Magaldi “Tutte Le Istituzioni In Mano Alla Massoneria-Obiettivo distruggere La Democrazia“. Il video – Gioele Magaldi parla dell’affiliazione Massonica di Napolitano, Grasso e Boldrini, ma non solo, fa anche i nomi di moltissimi altri Ministri e uomini di spicco delle istituzioni, tra cui Draghi, Letta, Renzi, Saccomanni e Cannata una unica sconvolgente verità.
Le istituzioni sono in mano a società segrete che vogliono fermare la democrazia. peraltro questa testimonianza è confermata da molti altre “gole profonde” che hanno già reso testimonianza simile nel nostro archivio e in quello del blog sentinella meditabonda troverete molto altro materiale che riconduce a questa triste verità in virtù di ciò noi dello staff di questo blog fa ci associamo all’appello di P.Barnard e a nostra volta facciamo richiesa alle forze armate fedeli alla repubblica di intervenire al fine di fermare questo colpo di stato ormai alla sua fase finale.
«Il presidente Napolitano è stato sempre garante dei poteri forti a livello nazionale e degli equilibri internazionali sull’asse inclinato dal peso degli Stati Uniti» scrivono i giornalisti di inchiesta Ferruccio Pinotti (del Corriere della sera) e Stefano Santachiara (Il Fatto) in I panni sporchi della sinistra (ed. Chiarelettere).
Il primo ritratto, di 60 pagine, è dedicato proprio al presidente della Repubblica («I segreti di Napolitano»), «l’ex ministro degli esteri del Pci» come lo definì Bettino Craxi interrogato dal
pm Di Pietro nel processo Enimont.
I rapporti con Mosca, quelli controversi con Berlusconi (il mensile della corrente migliorista del Pci, Il Moderno, finanziato da Fininvest, ma anche dai costruttori Ligresti e Gavio), e le relazioni oltreoceano, con Washington.
Una storia complessa, dalla diffidenza iniziale del Dipartimento di Stato Usa e dell’intelligence americana («nel 1975 a Napolitano gli fu negato il visto, come avveniva per tutti i dirigenti comunisti»), alle aperture dell’ambasciata Usa a Roma, al «misterioso viaggio» di Napolitano negli Stati uniti nel ’78, nei giorni del sequestro Moro, l’altro viaggio insieme a Occhetto nel 1989, fino «all’incontro festoso, molti anni dopo, nel 2001, a Cernobbio, con Henry Kissinger, ex braccio destro di Nixon, che lo saluta calorosamente: “My favourite communist”, il mio comunista preferito.
Ma Napolitano lo corregge ridendo: “Il mio ex comunista preferito!”».
Il credito di Napolitano presso il mondo anglosassone si dipana nel libro-inchiesta anche su un fronte diverso, che Pinotti segue da anni, la massoneria, e che si intreccia con la storia più recente, in particolare con le dimissioni forzate di Berlusconi nel 2011, a colpi di spread e pressioni delle diplomazie internazionali.
Su questo terreno gli autori fanno parlare diverse fonti, tra cui una, di cui non rivela il nome ma l’identikit: «Avvocato di altissimo livello, cassazionista, consulente delle più alte cariche istituzionali, massone con solidissimi agganci internazionali in Israele e negli Stati Uniti, figlio di un dirigente del Pci, massone, e lui stesso molto vicino al Pd».
Il quale racconta: «Già il padre di Giorgio Napolitano è stato un importante massone, una delle figure più in vista della massoneria partenopea» (proprio nei giorni successivi all’uscita del libro sarebbe spuntata, dagli archivi di un’associazione massonica di primo piano, la tessera numerata del padre di Napolitano, ndr).
Tutta la storia familiare di Napolitano è riconducibile all’esperienza massonica partenopea, che ha radici antiche e si inquadra nell’alveo di quella francese…».
Avvocato liberale, poeta e saggista, Giovanni Napolitano avrebbe trasmesso al figlio Giorgio (legatissimo al padre) non solo l’amore per i codici «ma anche quello per la “fratellanza”» si legge.
E poi: «Per quanto riguarda l’attuale presidente, negli ambienti massonici si sussurra da tempo di simpatie della massoneria internazionale nei confronti dell’unico dirigente comunista che a metà anni Settanta, all’epoca della Guerra fredda, sia stato invitato negli Stati Uniti a tenere un ciclo di lectures presso prestigiosi atenei.
Napolitano sarebbe stato iniziato, in tempi lontani, direttamente alla «fratellanza» anglosassone (inglese o statunitense)».
Da lì il passo ad accreditare la tesi, molto battuta in ambienti complottisti, di un assist guidato a Mario Monti, è breve, e viene illustrata da un’altra fonte, l’ex Gran maestro Giuliano Di Bernardo («criteri massonici nella scelta di Mario Monti») e da uno 007 italiano.
L’asse di Berlusconi con Putin – specie sul dossier energia – poco gradito in certi ambienti, entra in questo quadro (fantapolitica?).
Con un giallo finale nelle pagine del libro, raccontato dalla autorevole fonte (senza nome): Putin avrebbe dato a Berlusconi delle carte su Napolitano.
Se queste carte esistono, riguardano più i rapporti americani di Napolitano che quelli con i russi».
Materiale per una avvicente spy story su Berlusconi, Napolitano, Monti, Putin, la Cia, il Bilderberg…
Nella notte di domenica 14 settembre una palla di fuoco, per l’esattezza una meteora, è stata vista attraversare il cielo sopra New Jersey e New York. La meteora aveva le dimensioni di una macchina e due giorni prima una strana luce brillante apparve nel cielo della California. La notizia è stata riportata anche dalla CNN attraverso il filmato spettacolare.
La meteora è stata avvistata, intorno alle 11 di sera da tantissimi persone e in circa mezzora l’American Meteor Society ha ricevuto 40 segnalazioni di quest’avvistamento. Alcuni testimoni a primo impatto hanno affermato di aver pensato ad un aereo che stava cadendo. La grossa meteora è stata avvistata anche in Pennsylvania e nello stato del Delaware.
La meteora, secondo alcuni scienziati, viaggiava ad una velocità di decine di chilometri al secondo e si trovava circa 100 miglia sopra la Terra. Il filmato, fortunatamente senza nessuna conseguenza, riportato dalla CNN è spettacolare ed emozionante. Due giorni prima una strana luce è comparsa nei cieli della California, che ci sia un collegamento misterioso?
Block BCE – In migliaia contro il vertice della Bce. Il corteo riceve la solidarietà di alcuni residenti dei Colli Aminei affacciati ai balconi. Città blindata, momenti di tensione all’arrivo a Capodimonte
Studenti, disoccupati, precari: questa mattina sono scesi in migliaia a Napoli per quella che era stata annunciata dai movimenti come “la quinta giornata di Napoli”.
In tanti per protestare contro l’austerità, contro precariato e povertà e contro il Vertice della Banca Centrale Europea in corso alla Reggia di Capodimonte. Tra i tremila e i cinquemila, per gli organizzatori, sono stati i manifestanti che, partendo dal piazzale antistante la stazione della metropolitana dei Colli Aminei hanno affollato le strade del quartiere fino ad arrivare a Capodimonte, per poi proseguire ancora verso il centro storico e sciogliersi intorno alle 15 a Piazza Bovio. Al centro storico il corteo è arrivato festoso tra i vicoli sulle note di Nino D’Angelo. Simbolicamente, i manifestanti lungo il percorso, hanno anche indossato delle maschere di Pulcinella. (Video 1) Lungo il Viale Colli Aminei, i manifestanti hanno riscosso anche la solidarietà di molti curiosi affacciati ai balconi che hanno applaudito a quanto dichiarato ai megafoni. Lungo applauso anche al passaggio davanti al CTO, dove in tanti (personale e pazienti) erano affacciati alla balconata.
“Basta all’Austerità” è stato il grido unanime della protesta: “Siamo precari e disoccupati, non vogliamo più pagare una crisi che non abbiamo creato”. (Video 2)
“Oggi Napoli dice no ai tagli dei servizi e dei diritti – ci dice una docente precaria da ben 13 anni, che insegna latino e greco -, le banche e le oligarchie finanziarie ci stanno strozzando e tagliando ogni orizzonte di speranza. Come docente precaria sono qui per manifestare soprattutto l’indignazione contro un sistema che vuole asservire la scuola, la ricerca e il libero pensiero al mercato e alle sue logiche“. “Adesso basta, stanno creando un mondo disumano” dice ancora l’insegnante.
“Si è creato un clima di terrore in città alla vigilia di questa manifestazione. Hanno detto che siamo violenti, ma non siamo noi i violenti. In piazza oggi ci sono precari, disoccupati, studenti, gente strozzata da una crisi di cui non ha colpa, ma che continua a pagare. Allora i veri violenti sono quelli che oggi stanno rinchiusi alla Reggia” gridano i manifestanti dal megafono.
Un corteo pacifico. Momenti di tensione si sono registrati solo all’arrivo del corteo a Capodimonte, a poche decine di metri dall’ingresso del bosco: faccia a faccia tra le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa a chiusura della “zona rossa” e un gruppo di manifestanti a volto coperto, distaccatosi dal corteo, che ha formato un cordone, rimasto però fermo a qualche metro dallo schieramento di polizia. Un manifestante, invece, è salito su una scala nel tentativo di scalare il muro di cinta della reggia di Capodimonte con un cartello di protesta. Le forze dell’ordine hanno usato gli idranti e i lacrimogeni per disperdere la catena umana e i manifestanti hanno risposto con il lancio di petardi. L’attivista salito sulla scala è stato fermato e poi rilasciato quando il corteo è giunto al centro storico. (Video 3).
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un piccolo recap dei luoghi comuni e miti da sfatare sulla malattia.
Il 21 settembre è stata la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la più comune (e temuta) forma di demenza neurodegenerativa, che attualmente affligge circa 26 milioni di persone in tutto il mondo e quasi quasi 500 mila in Italia. Questa malattia è dovuta all’accumulo tra i neuroni di una proteina, la beta-amiloide, che forma delle placche e causa la distruzione delle cellule nervose, con conseguente perdita progressiva di memoria, disfunzioni sensoriali, difficoltà nel linguaggio, confusione, irritabilità e aggressività. Di seguito una raccolta di dieci luoghi comuni e falsi miti sulla malattia.
1) Un membro della mia famiglia ha l’Alzheimer, quindi lo avrò di certo anche io
Sebbene la storia familiare – cioè la predisposizione genetica – abbia un ruolo nell’insorgenza della malattia, solo il 5% di casi ha cause genetiche. La verità, dunque, è che chi ha un parente con disturbo ha solo una probabilità leggermente superiore di svilupparlo.
2) La sindrome di Alzheimer è una malattia degli anziani
Certo, l’età è il più grande fattore di rischio. Ma questo non vuol dire che tutti sviluppino la malattia in età avanzata. Alcune persone si sono ammalate tra quaranta e cinquant’anni: “Quello che è importante comprendere”, racconta l’Alzheimer Society Canada, “non è parte normale dell’invecchiamento”.
3) Esiste una cura per l’Alzheimer
Purtroppo no: al momento non esiste alcuna cura. Tuttavia, alcuni pazienti possono gestire i sintomi e migliorare la qualità di vita con farmaci che stabilizzano temporaneamente la memoria e le abilità cognitive (la Food and Drug Administration statunitense ne ha approvati quattro). La buona notizia è che la ricerca sta facendo grandi passi in avanti – alcune molecole, attualmente in fase di test clinici, si sono mostrate in grado di agire direttamente contro il processo neurodegenerativo della malattia.
4) Diminuzione o perdita di memoria vuol dire avere l’Alzheimer
Sebbene molte persone abbiano problemi di memoria, questo non vuol necessariamente dire che abbiano l’Alzheimer. Nel momento in cui i deficit di memoria inficiano la vita quotidiana e sono abbinati a problemi cognitivi o di comunicazione, la cosa migliore da fare è rivolgersi a un neurologo per scoprire le cause dei sintomi.
5) La malattia si può prevenire
No, dal momento che non se ne conoscono esattamente le cause. Si suppone, comunque, che uno stile di vita che mantiene corpo e mente in forma possa aiutare a diminuire il rischio di sviluppare la malattia. Si tratta dei soliti suggerimenti: condurre un’alimentazione ricca di pesce, frutta e verdura; mantenere in allenamento il cervello; ridurre lo stress; tenere sotto controllo la pressione sanguigna, la glicemia e il colesterolo; mantenersi socialmente attivi.
6) Vitamine e integratori possono ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer
No. O meglio, non lo si sa con certezza. Sono stati effettuati diversi studi (qui una review dedicata, per esempio, alla vitamina E) per capire se vitamine, integratori e farmaci per la memoria possano prevenire la malattia. I risultati ottenuti finora sono piuttosto nebulosi e non hanno risposto alla domanda.
7) Il vaccino per l’influenza può provocare l’Alzheimer
Fortunatamente, si tratta di una bufala messa in circolazione da un medico statunitense poi radiato dall’ordine. In realtà, diversi studi (questo e questo, per esempio) hanno collegato il vaccino per l’influenza e altre vaccinazioni a un rischio ridotto di contrarre la malattia e a un miglior stato di salute generale.
8) Bere da lattine con alluminio o cucinare in pentole che contengono alluminio può provocare l’Alzheimer
Il collegamento tra alluminio e Alzheimer è stato ipotizzato per la prima volta negli anni sessanta. Da allora, però, diversi studi hanno smentito ogni correlazione o, per lo meno, non hanno trovato alcuna prova definita che la dimostri.
9) I colpi alla testa provocano l’Alzheimer
Sebbene alcuni studi abbiano mostrato che la malattia sia leggermente più comune tra persone che hanno subito un forte trauma cerebrale (accompagnato da perdita di conoscenza), è necessaria una ricerca più approfondita per tracciare una correlazione diretta e capire cosa succeda esattamente al cervello dopo tali traumi.
10) L’Alzheimer non è fatale
“L’Alzheimer”, spiega Alz.org, un’associazione statunitense, “non lascia sopravvissuti. Distrugge le cellule cerebrali e causa cambiamenti nella memoria, comportamenti confusi e perdita di funzioni corporee. Si porta via lentamente e dolorosamente l’identità di una persona, la capacità di connettersi con gli altri, di pensare, di mangiare, di parlare, di camminare”. È come se il corpo dimenticasse cosa bisogna fare per sopravvivere.