Mappare il corpo umano: ecco l’ultimo progetto di google

Mappare il corpo umano 1.1Dopo aver mappato il pianeta terra, la luna,marte e la volta celeste,Google inc. si appresta a realizzare una nuova impresa: mappare il corpo umano. Obiettivo del progetto (che coinvolgerà migliaia di partecipanti e quasi cento ricercatori) è identificare i “segni biologici” che precedono la comparsa delle malattie.
Google si è imbarcata in quello che è forse il suo progetto scientifico più ambizioso di sempre: mappare l’intero corpo umano.
Si chiamerà Baseline Study e raccoglierà, in forma anonima, i dati molecolari e genetici prima di 175 persone, poi di migliaia in più. Lo scopo è creare la più completa figura di ciò che dovrebbe essere un individuo in perfetta salute, favorendo la prevenzione di malattie spesso ereditarie come quelle cardiovascolari o il cancro.
Ne parla il Wall Street Journal. Il progetto sarà coordinato da Andrew Conrad, un biologo molecolare che è stato assunto dai laboratori di Google X nel marzo 2013 e guiderà un team composto da decine di altri scienziati.
Baseline non è certo il primo studio genetico “di massa”, ma la quantità di informazioni che punta ad analizzare è senza precedenti. Google metterà a disposizione i suoi potenti computer per aiutarli a scovare il punto centrale del progetto: i “segni biologici” che determinano o impediscono lo sviluppo delle patologie.
Ad esempio paragonando i dati genetici di chi riesce a smaltire i grassi più facilmente con quelli di altri individui, si potrebbero identificare i tratti distintivi che favoriscono un minore livello di colesterolo, e indirizzare le cure o l’industria farmaceutica in modo più preciso.
Finora la maggior parte di questi “segni” (o “biomarkers”, in inglese) scoperti dalla scienza sono legati alla fase terminale di certe malattie perché gli studi tradizionalmente si focalizzano sui pazienti già malati. Ma Baseline punta sui grandi numeri perché vuole identificare qualsiasi tipo di “segno”, anche quelli che forniranno poche informazioni utili per curare le malattie.
L’impresa è comunque un grande passo verso l’ignoto e richiederà molto tempo prima di produrre risultati concreti, dice Conrad al Wall Street Journal. Ma rispetto al passato questo tipo di studi sono enormemente più economici, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie.
Baseline non sarà orientata alla creazione di prodotti o servizi commerciali e i dati raccolti, promette Google, non saranno venduti a nessuna altra azienda. Ma i laboratori di Mountain View stanno nel frattempo sviluppando diversi dispositivi portatili che consentono il monitoraggio dell’attività biologica, come un modello di lenti a contatto che controllano i livelli di glucosio nel sangue e che verranno testati proprio sui partecipanti al progetto Baseline prima di arrivare sul mercato.

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California: la terra torna a tremare con la più forte scossa degli ultimi 25 anni. La popolazione in allarme, teme il “The Big One”

Terremoto California La terra è tornata a tremare in California. Prima dell’alba del 24 Agosto, una forte scossa di terremoto ha investito il Nord dello stato, non lontano da San Francisco, nella Napa Valley, una delle più prestigiose aeree vinicole. La magnitudo è stata di 6.1, la più forte in quella zona da 25 anni, secondo quanto ha fatto sapere lo U.S. Geological Survey (Usgs), il centro di geofisica americano.
La terra oggi continua a tremare e la popolazione della California teme il famoso “ Big One”, un terremoto di proporzioni epocali in grado di “spaccare” in due la California.
Edifici danneggiati, 87 feriti, 50 mila utenti rimasti senza corrente elettrica sono solo alcuni dei dati che stanno mettendo a dura prova le coronarie degli americani. Il governatore Jerry Brown ha dichiarato lo stato di emergenza, dopo che prima dell’alba la terra è tornata a tremare investendo la Terremoto CaliforniaNapa Valley non lontana da San Francisco.
Il centro di geofisica americano ( USGS ) fa sapere che si tratta della più forte scossa verificatasi negli ultimi 25 anni. Probabilmente seguiranno ulteriori scosse di assestamento che lasceranno i cittadini nuovamente con il fiato sospeso.
Come riferito dal quotidiano “La Stampa”, la prima, forte scossa si è verificata alle 3.20 locali e l’epicentro è stato individuato a quattro miglia a Nord-Ovest dell’American Canyon, sei a Sud-Ovest di Napa e nove a Sud-Est di Sonoma, ad una profondità di 6,7 miglia. Poi, ci sono state almeno altre 20 scosse, “di assestamento”, tra cui una di magnitudo 3.6, e prevedibilmente ce ne saranno ancora decine di altre, ha riferito l’Usgs.
Secondo fonti di stampa, almeno 60 mila utenti sono rimasti senza corrente elettrica, mentre alcuni edifici hanno subito lesioni.
Terremoto California Il campanile di una chiesa a Vallejo, ha riferito la CNN, è crollato, mentre si stanno controllando le condizioni di diversi altri, così come vengono vNumerose strade sono state chiuse, per sicurezza, in particolare nella Napa Valley, ricca di vigneti che producono vino pregiato. «Molto del vino qui a Napa è andato perduto», ha riferito per l’appunto una fonte citata dalla Cnn.
Per quanto abituata a convivere con l’idea del terremoto, la popolazione della California teme che prima o poi si produca all’altezza della Faglia di Sant’Andrea una scossa colossale, che molti esperti chiamano «The Big One», un terremoto di proporzioni epocali capace di spaccare in due la California.
«Questa volta è stato forte, tutti sono scesi in strada, a vedere se ci sono stati danni alle loro case e quelle degli altri. Questa è una comunità unita, tutti vogliono aiutare», ha detto una donna intervistata da una Tv locale.erificati altri edifici in tutta la zona.

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Video shock! Per la prima volta viene detta la verità sull’11 settembre in una TV pubblica americana

Video 11 settembreVideo shock! Per la prima volta viene detta la verità sull’11 settembre in una TV pubblica americana – Oggi vi mostriamo una importante intervista ottenuta da Richard Gage di “Architects & Engineers for 9/11 Truth” su C-Span, il canale pubblico della politica americana.
C-Span è il canale pubblico di politica americana che trasmette da Washington.
Di solito veniva preso di mira dagli attivisti del 9/11 Truth Movement, che chiamavano a sorpresa ogni volta che era presente un deputato o senatore, per porgli delle domande scottanti sull’11 settembre (ricordate la figuraccia di McCain, pizzicato in diretta da un attivista sulla caduta libera del WTC7?).
Oggi però non sono stati gli attivisti a chiamare la trasmissione, ma la trasmissione stessa ad invitare Richard Gage per una lunga intervista sulla demolizione del World Trade Center. Arrivare a parlare liberamente in questo modo su C-Span non è un risultato da poco.

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Ecco perché le zanzare scelgono proprio “Te”!

ZanzareEcco perché le zanzare scelgono proprio “Te”! – Ci sono almeno 10 motivi: da che cosa bevi a come ti vesti. Ma anche da quanto sport fai…
l sangue dolce? La luce accesa? La cattiva sorte? Se stai cercando un motivo che spieghi l’accanimento delle zanzare nei tuoi confronti, secondo la scienza ce ne sono almeno 10.

1. Il tuo gruppo sanguigno:
Secondo uno studio effettuato su 64 persone da ricercatori del Pest Control Technology institute, le zanzare preferiscono il sangue del gruppo “0″ più che quello del gruppo “B” e circa il doppio di quello del gruppo “A”. Come fanno a scoprirlo? L’85% delle persone secerne un segnale chimico che indica il gruppo sanguigno. È probabile che tu sia tra loro..

2. Il tuo respiro:
Le zanzare sono attratte dall’anidride carbonica nel tuo respiro. Riescono a fiutarla a 164 metri. Questo spiegherebbe perché le persone in sovrappeso risulterebbero più appetitose (hanno uno scambio ossigeno/anidride carbonica maggiore) e i bambini meno.

3. Perché sei un tipo sportivo:
Dopo un’intensa attività fisica, nei tuoi muscoli si forma acido lattico e le zanzare ne riescono a percepire l’odore. Alcuni integratori poi aumentano la quantità di ammoniaca e di acido urico che espelli con il sudore e anche questo le attira. E la temperatura corporea fa la sua parte: durante l’esercizio fisico aumenta e le zanzare lo leggono come un invito a pranzo…

4. I batteri della pelle:
Soprattutto le colonie che albergano nei pressi di piedi e caviglie attraggono le zanzare. Il che spiegherebbe perché ti pungono soprattutto alle estremità.

5. Un drink di troppo:
Una lattina di birra aumenta le tue probabilità di essere morso. Potrebbe dipendere dall’etanolo o dal fatto che gli alcolici fanno aumentare la temperatura corporea. Oppure semplicemente perché gli piace pasteggiare con… la birra.

6. Sei incinta:
E per questo produci più anidride carbonica col respiro rispetto alla media e la tua temperatura corporea è più alta.

7. Vesti di nero:
Le zanzare non seguono le mode: prediligono sempre i colori scuri e il rosso. Indossa qualcosa di bianco e (forse) ne attirerai meno.

8. Semplicemente perché sei tu:
L’85% dei motivi per cui le zanzare preferiscono mordere te, dipende dai geni. I geni influiscono sul tuo metabolismo, sul fatto che sudi più o meno della media delle persone e così via. Secondo Jerry Butler, entomologo forense all’Università della Florida (Usa), “Una persona su 10 risulta particolarmente attraente per le zanzare”.

9. Non sei repellente:
Nel senso che nel tuo sudore, a differenza di quello di altre persone, non sono presenti le sostanze repellenti che secondo gli scienziati inglesi del Rothamsted Research Lab servono a tenere lontane le zanzare. Ma con 400 sostanze da analizzare ci vorrà del tempo perché gli scienziati capiscano quali sono.

10. Gli ormoni e il colesterolo:
Sempre secondo Butler, “le persone con alte concentrazioni di colesterolo o steroidi sulla pelle attirano più zanzare”. Proprio così: anche gli ormoni fanno la loro parte.

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Australia: UFO a forma di boomerang filmato da un testimone nei pressi delle montagne vicino a Port Macquarie

Testimone avvista Ufo AustraliaUn testimone australiano di Port Macquarie, che si trova nelle vicinanze di Sidney, ha catturato con la sua macchinetta fotografica digitale, un UFO a forma di Boomerang, di colore grigio. L’avvistamento è stato rapportato dal Mufon (Mutual Ufo Network) con il nome di Caso n° 58741.
L’avvistamento risale al 29 luglio 2012 ma solamente pochi giorni fa, dopo diverse analisi e studi, il caso è stato accertato; stiamo dunque parlando di un vero e proprio Ufo e non di un aereo o altro velivolo convenzionale.
In merito il Mufon ha pubblicato le dichiarazioni del testimone dell’avvistamento: “quando stavo controllando il mio filmato nel corso della giornata ho visto quello che sembrava essere un grosso oggetto metallico di medie dimensioni”.
L’avvistamento è avvenuto intorno alle ore 13.30, orario nel quale il testimone si è accorto del misterioso oggetto volante.
L’oggetto è stato descritto dal Mufon come un velivolo di medie dimensioni, di colore grigio scuro con una superficie altamente riflettente. Il testimone ha fornito 3 immagini molto interessanti che vi invitiamo assolutamente ad osservare e condividere.

Testimone avvista Ufo AustraliaTestimone avvista Ufo Australia

 

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Le armi per distruggere il pensiero e manipolare il clima

Armi per distruggere il pensieroLe armi per distruggere il pensiero e manipolare il clima – Un secolo fa Nikola Tesla dichiarava dinanzi agli occhi increduli dei suoi finanziatori, illustri Banchieri e industriali che erano a caccia di nuovi business, che esiste nell’etere un’energia immensa, gratis che libererà il mondo dalla continua ricerca per la sopravvivenza.
Appariva agli occhi di tutti un visionario, incredibilmente lucido che descriveva il futuro come l’era della totale libertà dell’uomo che alla fine della sua lotta riuscirà a liberarsi dalla schiavitù che il tempo gli costruirà intorno.
Parlava di un tempo in cui l’energia, attraversando gli strati più rarefatti dell’atmosfera con un’elevata frequenza, avrebbe raggiunto qualsiasi punto della Terra e dello spazio senza ricorrere alla ragnatela dei fili, e le difficoltà a superare i limiti spaziali sarebbero state ridotte presto nel tempo.Con la trasmissione dell’Energia l’uomo riuscirà a connettere qualsiasi tipo di motore o meccanismo elettronico a delle sorgenti fisse, facendolo poi viaggiare in ogni punto dell’universo.
Questa energia non è statica, ma è dinamica per cui, in futuro non lontano, gli uomini riusciranno presto a connettere le loro macchine ai grandi ingranaggi della natura.
Le sue dichiarazioni provocarono uno shock tale che furono subito ritirati i finanziamenti e la sua torre di Colorado Springs fu distrutta perché la sua realizzazione avrebbe decretato la fine degli imperi economici che allora stavano nascendo.
Il futuro che Tesla descriveva terrorizzò i suoi diretti interlocutori perché erano coscienti delle qualità e della straordinaria intelligenza di quell’uomo che per loro, poteva anche appartenere ad un altro mondo.La trasmissione dell’energia sarà fattibile a tutti gli effetti, e la sua introduzione provocherà invece la scomparsa di mezzi e tecnologie che ad essa non si adegueranno: le automobili, i treni e le navi, e qualsiasi mezzo che usa i motori e le eliche, per le evidenti difficoltà nella loro alimentazione scompariranno semplicemente. Il trasporto sarà la teleportazione e il ricorso all’annichilimento indotto del peso.
La vita dell’uomo cambierà, la nuova energia alimenterà la vegetazione, la terapia medica ed ogni sistema di riscaldamento, che diventerà permanente, nasceranno nuove discipline scientifiche, una nuova chimica e una nuova fisica.
Armi per distruggere il pensieroLa chiave di tutto saranno i sistemi di telecomunicazione che useranno delle onde elettriche identiche a quelle elettromagnetiche della radio: le onde elettrogravitazionali, emesse attraverso degli strati concentrici costituiti da materiali, dalla superficie elettromagnetica ed elettrostatica più efficace.
La nuova energia è il plasma, che verrà trasmesso in quantità quasi illimitate a qualsiasi parte della Terra senza subire delle perdite.
Tesla considerava infatti il nostro pianeta come una sfera di fluido elettrico che utilizza il terreno come conducente, e genera ai suoi antipodi delle emissioni di energia a frequenze molto basse (TBF) attraverso il sottosuolo.
Le sue scoperte non sono cadute tuttavia nel silenzio, e nel 1978 l’ONU arriva alla redazione della “Convenzione per l’interdizione all’utilizzo delle tecniche di modifica dell’ambiente naturale alle fini militari od ogni altro fine ostile”.
La Convenzione, pur riconoscendo che il ricorso a tecniche di modifica dell’ambiente naturale per fini pacifici può migliorare le relazioni tra l’uomo e la natura, l’utilizzazione di queste tecniche per fini militari o ostili potrebbe avere effetti lesivi sia sulla salute dell’uomo che dell’ambiente.
Per tale motivo viene stabilito che “ogni Stato si impegna a non utilizzare per fini militari delle tecniche di modifica dell’ambiente naturale” perché sono mezzi che posso causare delle distruzioni, dei danni o dei pregiudizi all’uomo o altri stati.
La Convenzione si riferisce alle “tecniche di modifica dell’ambiente naturale” come ogni tecnica che ha per scopo quello di modificare, con la manipolazione, dei processi naturali la dinamica, la composizione o la struttura della Terra.
Le onde stazionarie provocano uno sconvolgimento climatico e biologico e sono create dall’emissione dei potenti campi magnetici a bassissima frequenza, diretti verso il cuore della terra.
L’energia del nucleo della terra alimenta a sua volta questa onda e si ottiene un effetto estremamente amplificato.
Questa onda può scaricarsi nella terra e provocare un terremoto, ionizzare l’atmosfera e dunque manipolare il clima, confondere le frequenze su cui viaggia la mente umana e influire così sul comportamento degli esseri viventi.
Nel 1972 Reagan e Rockfeller, creatore della “Commissione Trilaterale”, dichiarano che erano già in possesso di uno strumento in grado di provocare dei cambiamenti climatici, di creare delle siccità e delle tempeste, di indebolire le capacità del nemico e spingerlo ad accettare le nostre condizioni.
Armi per distruggere il pensieroI cambiamenti climatici che hanno sconvolto il nostro pianeta in questi ultimi due anni sono stati imputati totalmente all’effetto serra: le catastrofi climatiche si intensificano, e lo scioglimento dei ghiacciai provocherà l’aumento del livello dell’acqua con lo sprofondamento di alcune zone della terra, la conformazione stessa della superficie terrestre cambierà.
In realtà questi cambiamenti climatici sono il risultato di una lotta che mira non solo a tormentare dei paesi concorrenti o nemici, ma anche a migliorare le condizioni climatiche del suo proprio paese.
I risvolti tuttavia sono ben più terribili, perché le onde trasmesse, incidendo sui cervelli dell’uomo provocano uno sconvolgimento del comportamento delle popolazioni, la guerra psicotronica.
Nasce a tale scopo il progetto Haarp, un campo di antenne, nei pressi del Polo Nord, che ha avuto, nonostante sia una specie di esperimento, un ruolo molto importante delle attuali strategie geopolitiche e economiche. Crea una superficie, all’interno della ionosfera un’area che funge da canale di trasmissione su lunghe distanze dell’energia.
Vi lascerà certo straniti il sapere che sono oggetto di strasmissione anche i virus, le malattie dell’uomo che attaccano il sistema di difesa, ma i batteri di cui parliamo non sono organici, sono come i virus dei nostri computer: hanno una determinata frequenza, possono essere riprodotti in laboratorio e sono trasmessi in onede radio.
Ad esempio, lo spettro delle attività cerebrali prodotte dalle droghe allucinogene può essere copiato e può essere inviato sotto forme di onde ELF, a frequenza estremamente bassa, per produrre visioni. Una volta che le malattie verranno vaporizzate nell’aria, delle onde elettromagnetiche adattate in funzione di queste malattie, li renderanno più mortali e più infettive diffondendo i tracciati degli individui morti.
Le scie chimiche vaporizzano quotidianamente nei nostri cieli delle malattie e dei prodotti chimici che incidono sul subconscio dell’uomo, producendo apatia, uno stato di indifferenza o di euforia, confondendo le frontiere tra il reale e l’irreale.
Armi per distruggere il pensieroDeterminati messaggi mediatici per essere concepiti dalle persone, nella sua assurdità, devono essere ascoltati da persone la cui frequenza scenda ad un tasso specifico, sotto la soglia di coscienza.Tempo in cui l’energia, attraversando gli strati più rarefatti dell’atmosfera con un’elevata frequenza, avrebbe raggiunto qualsiasi punto della Terra e dello spazio senza ricorrere alla ragnatela dei fili, e le difficoltà a superare i limiti spaziali sarebbero state ridotte presto nel tempo.
Con la trasmissione dell’Energia l’uomo riuscirà a connettere qualsiasi tipo di motore o meccanismo elettronico a delle sorgenti fisse, facendolo poi viaggiare in ogni punto dell’universo.
Questa energia non è statica, ma è dinamica per cui, in futuro non lontano, gli uomini riusciranno presto a connettere le loro macchine ai grandi ingranaggi della natura.
Questo sistema di trasmissione è già utilizzato e si nasconde all’interno dei ripetitori dei nostri cellulari, il cui potere potrebbe essere aumentato fino ad uccidere le persone.La chimica e l’elettricità del cervello umano possono essere manipolate dai satelliti, così come le masse e le loro manifestazioni che resteranno pacate o violente a seconda del messaggio che si vuole inviare.
I nostri modelli di attività cerebrale possono essere misurati apparentemente e immagazzinati su dei computer, e se si vorrà trasmettere dei pensieri subliminali ad una persona mirata, tutto ciò che occorrerà fare sarà di captare lo spettro nei suoi pensieri, per stabilire su quale frequenza il messaggio deve essere inviato.
Possono manipolare le frequenze del bioritmo così ridotto allo stato vegetativo.
In quest’ottica deve essere visto il potere delle telecomunicazioni, le strategie per il reperimento dei dati e delle informazioni delle persone: conoscere gli uomini renderà possibile la loro manipolazione perché sarà possibile incidere sul loro subconscio.
Il Governo Mondiale ha quindi creato un mondo di dormienti, assopiti dai messaggi subliminali e continuamente alimentati dalla disinformazione. Sembra di trovarsi in un incubo, ma sarà il risveglio delle menti a fermare tutto questo e a far sì che il racconto visionario di Tesla sia una realtà, sia nel nostro futuro.

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Cozze: ecco scoperta una colla per riparare il corpo umano

CozzeCozze: ecco scoperta una colla per riparare il corpo umano – Un gruppo di scienziati ha scoperto il segreto chimico delle abilità “adesive” del comune mollusco. Sono in grado di restare saldamente ancorate alle rocce anche quando le onde delle potenti burrasche marine lasciano poco scampo: il potere adesivo delle cozze è effettivamente degno di un notevole interesse, date le sue caratteristiche; ed ora un gruppo di ricercatori ha finalmente annunciato di aver svelato il segreto chimico di quella “abilità” che consente ai mitili di restare attaccati alle superfici bagnate, persino nelle circostanze più difficili.
Un risultato di enorme utilità dal momento che tale scoperta potrebbe avere delle implicazioni pratiche nell’ambito della medicina e della chirurgia tutt’altro che trascurabili.
Grazie alle colle sintetiche messe a punto partendo dal principio naturale della cozza, ad esempio, si potrebbero installare all’interno di alcuni organi dei pazienti affetti da diabete dei “cerotti” in grado di secernere insulina; più in generale, il materiale potrebbe rivelarsi fondamentale nell’ambito della chirurgia, fornendo un supporto innovativo nella ricostruzione dei tessuti danneggiati.
Ancora, le proprietà adesive verrebbero sfruttate per riparare i piccoli fori che possono formarsi nella membrana che circonda il feto nel ventre materno, impedendone così la rottura che porta sovente a travagli e nascite premature o, nel peggiore dei casi, ad aborti spontanei: la sperimentazione in laboratorio su materiale fetale della colla derivata dai molluschi ne ha effettivamente rivelato l’enorme potenziale sigillante.
La scoperta è stata presentata nei giorni scorsi a Boston al meeting annuale della American Association for the Advancement of Science.
Il Professor Herbert Waite, professore di biologia presso la University of California di Santa Barbara, ha spiegato ai presenti come una coppia di cozze attaccata sulla superficie di una roccia sarebbe perfettamente capace di sopportare il peso di un uomo adulto.
Partendo da tale proprietà del mollusco, in particolare della specie Mytilus edulis diffusa tra Pacifico ed Atlantico, che normalmente secerne una colla appiccicosa che consente ad esso di restare immobile al proprio posto anche quando il mare rende difficoltoso per chiunque resistere, i ricercatori hanno sviluppato un materiale assai simile, ma in versione sintetica, fortemente adesivo ma anche tollerabile dall’organismo umano. La chiave della forza delle cozze sarebbe tutta racchiusa nella L-Dopa, sostanza già nota alla medicina perché utilizzata per il trattamento del morbo di Parkinson.

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Ecco cos’è l’ISIS, il gruppo islamista che sta terrorizzando l’Iraq e la Siria

ISISL’ISIS, noto anche come ISIL, è un gruppo fondamentalista islamico che si pone l’obiettivo di creare un “nuovo califfato” retto dalla Sharia nel Medio Oriente, e che ha proclamato nel giugno 2014 la creazione di uno stato non riconosciuto in Iraq e in Siria, retto dall’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, già leader dello stesso gruppo.
L’organizzazione è nata nel 2004 da una frazione di Al-Quaeda, con il nome di Jamaat al-Tawhid wa’l-Jihad, guidata da Abu Musab al-Zarqawi, cambiando in seguito il nome in Tanẓīm Qāʻidat al-Jihād fī Bilād al-Rāfidayn e Dawlat al-ʻIraq al-Islāmīyah, adottando l’attuale nome nel 2013.
Idealmente il gruppo si rifà, come Al-Quaeda, ai principi dell’islamismo radicale enunciati dai Fratelli Musulmani, virando verso il salafismo, un’ideologia che promuove la supremazia dell’Islam sunnita, base della maggior parte dei movimenti fondamentalisti.
Essenzialmente l’ISIL, come gli altri gruppi parte del jihadismo internazionale, vede come nemici principali, oltre alla civiltà occidentale in sé, anche gli islamici non fondamentalisti e non aderenti al sunnismo, considerandoli come “infedeli”.
Non a caso, questi gruppi sostengono la caduta di tutti gli stati retti dall’Islam moderato, come la la Siria, e quelli basati sull’Islam sciita, come l’Iran e l’attuale Iraq, dove l’11 agosto si è dimesso il primo ministro filo-iraniano Nuri Al Maliki.
Ultimamente in Iraq e in Siria, l’ISIS si è macchiata di enormi crimini.
ISISProprio ieri la CNN ha riportato che sono stati uccisi 80 uomini e rapite 100 donne in un’attacco da parte dei jihadisti nel villaggio di Kojo, presso Sinjar, abitato da appartenenti alla minoranza religiosa degli Yazidi.
Verso gli Yazidi e i cristiani è in corso una persecuzione spietata da parte degli islamisti, tanto che sempre più esponenti di queste comunità religiose sono costrette alla fuga dal paese.
Ultimamente nella città di Mossul, le case dei cristiani sono state marchiate da parte dei miliziani occupanti, gli sono state tolte le scorte di cibo e d’acqua, e infine il Califfato ha proclamato un’ultimatum: tutti devono convertirsi all’Islam, in caso contrario saranno cacciati da Mosul o sterminati.
Il ministero iracheno per i Diritti Umani ha riferito che il 10 agosto ben 500 Yazidi sono stati uccisi e sepolti vivi.
Ormai è una situazione veramente insostenibile e dal punto di vista umanitario terribile.
Oltre all’Iraq, sono da segnalare le azioni dei terroristi ISIL in Siria, da cui questi gruppi provengono.
Pochi giorni fa, a Raqqua, i miliziani hanno occupato una base dell’esercito situata nella periferia della città, decapitandone gli occupanti e diffondendo le immagini sui social network.
L’ISIS in Siria si è macchiato di enormi crimini, tanto che addirittura dalla stessa Al-Quaeda sono giunte lamentele per l’atteggiamento così brutale e violento di questi miliziani.
Ormai è scontro anche tra le diverse fazioni islamiste in Siria: dopo aver combattuto insieme il nemico comune rappresentato dal governo di Assad, tra ISIL e la “legione” di Al-Quaida in Siria, il Fronte Al Nusra, non scorre più buon sangue e si hanno notizie di scontri e numerosi morti per entrambe le due organizzazioni.
ISISQuesta situazione dovrebbe chiarire una volta per tutte ciò che veramente sta accadendo in Siria, e di cui i mass media non parlano.
La cosiddetta “rivoluzione” che è stata tanto osannata nei nostrani media, non è altro che un’insurrezione armata monopolizzata da gruppi fondamentalisti islamici, come il Fronte Al Nusra (Al-Quaida), che, come si legge anche su Wikipedia, “collabora in tutti i fronti della guerra civile con l'”Esercito Siriano Libero“, la forza principale e riconosciuta dei cosiddetti “ribelli” finanziata dalla Turchia, la quale riceve sostegno dai maggiori paesi occidentali e dalla Coalizione Nazionale Siriana, l’organo politico ufficiale dell’opposizione siriana riconosciuto come “legittimo rappresentante del popolo siriano” dall’Arabia Saudita e dalle altre monarchie del Golfo, dalla Lega Araba, dalla Turchia, dalla Francia e dagli Stati Uniti.
Comprendere la situazione siriana risulta di primaria importanza per capire meglio ciò che sta accadendo in Iraq e le cause dell’avanzata dell’islamismo, su cui ci sono fortissime responsabilità da parte dell’attuale politica estera statunitense, basata sulla distruzione degli stati laici,nazionalisti o fondati sull’Islam moderato (come la Libia e la Siria), e il sostegno (anche militare) ai gruppi islamisti a fini strategici.

In un prossimo articolo, tratterò più approfonditamente di questa apparentemente “paradossale” simbiosi tra gli interessi dell’islamismo radicale e quelli della recente politica estera statunitense nel Medio Oriente.

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La profezia di Papa Francesco: morirò tra 2-3 anni!

Profezia Papa FrancescoLa profezia di Papa Francesco: morirò tra 2-3 anni! – Papa Francesco sul volo di ritorno dalla Corea del Sud avrebbe candidamente ammesso che la sua morte non sarebbe molto lontana; due o tre anni al massimo. Dunque un tempo limitato per completare le riforme della Chiesa cattolica. Una premonizione? Tutto si ricollega alle profezie di San Malachia?
Papa Francesco (nato Jorge Mario Bergoglio) è dal 13 marzo 2013 il 266° papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, appartenente all’ordine dei gesuiti e primo pontefice di quest’ordine religioso, nonché il primo proveniente dal continente americano.
La sera del 13 marzo 2013 viene eletto papa assumendo il nome di Francesco, in onore di San Francesco d’Assisi.
Fin dalla fumata bianca la nomina di Papa Francesco è stata avvolta nel mistero ed alcuni segni significativi hanno circondato la nomina del nuovo papa. Alcuni esperti delle profezie, non appena è stato eletto, hanno sostenuto che Papa Francesco sarebbe stato l’ultimo papa. Soprattutto coloro che credono nelle profezie di San Malachia, arcivescovo di Armagh del XII secolo, il quale ebbe una visione della fine della chiesa dopo la nomina del papa numero 112.
Profezia Papa FrancescoL’evidenza potrebbe suggerire che le profezie di San Malachia potrebbero realmente avverarsi: Francesco è il primo papa non europeo in quasi 1500 anni, il primo gesuita ed il primo papa dopo un’abdicazione. E per chi pensa che questa possa essere solamente una coincidenza Papa Francesco avrebbe profetizzato la sua morte: “ due o tre anni prima di intraprendere il viaggio finale di una vita per incontrare il creatore.
Ultimamente alcune dichiarazioni di Papa Francesco stanno causando scalpore in tutto il mondo, come ad esempio le affermazioni circa le guerre: “viviamo in un mondo di guerra, è in corso la terza guerra mondiale.” Ma la cosa più sorprendente sono le sue dichiarazioni profetiche sulla sua vita: “cerco di pensare ai miei errori, ai miei peccati e cerco di non vantarmi perché so che il tempo a mia disposizione sarà breve, due o tre anni al massimo, presto mi ritroverò alla Casa del Padre”.
Dichiarazioni molto forti che hanno scosso il mondo, cosa si nasconde dietro a queste affermazioni?
Profezia Papa FrancescoLa profezia di San Malachia risuona nelle orecchie: “durante il regno del papa numero 112 della Chiesa cattolica romana uno scenario apocalittico distruggerà tutto e Dio giudicherà le persone.”
Nella persecuzione finale della Santa Romana Chiesa, Pietro il Romano siederà sul trono, alimentando il suo gregge tra molte tribolazioni. Quando queste cose saranno compiute, la città dei sette colli sarà distrutta e il Giudice terribile giudicherà il popolo.” La fine dei tempi sta per arrivare?
Una fonte vaticana afferma che Papa Francesco non è la prima volta che fa questo genere di confidenze sulla fine della sua vita. Sembra che questa vita sempre in movimento ed in viaggio non piaccia molto a Bergoglio, nonostante ci si stia abituando. Da quel 13 marzo 2013 Papa Francesco sembra essere molto affaticato ed invecchiato, finendo per annullare diversi appuntamenti anche all’ultimo momento.
Alcuni grandi profeti della storia non hanno dubbi: Papa Francesco sarà l’ultimo pontefice. Gli scettici affermano che sono semplicemente storie senza fondamento, la realtà invece è che il mondo si trova ad affrontare situazioni mai viste prima: calamità naturali, guerre senza precedenti e malattie molto potenti che stanno dividendo un mondo già diviso. Che sia l’inizio della fine?

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Scoperte due antiche città Maya in una giungla del Messico

Due citta MayaScoperte due antiche città Maya in una giungla del Messico – Alcuni archeologi hanno rinvenuto due antiche città in una foresta nello stato di Campeche nella penisola dello Yucatan in Messico. Nuovi misteri dunque riguardanti la civiltà dei Maya che continua ad affascinare il mondo; scopriamone di più.
Queste due città sono rimaste “sepolte” dalla vegetazione per molti anni, ma fortunatamente un gruppo di archeologi dell’America centrale è riuscito a scovarle. Ivan Sprajc, il capo della spedizione, ha affermato che è stato possibile rinvenire queste città grazie all’aiuto di alcune fotografie aeree. Queste città si trovano nelle vicinanze di Chactun, un’altra città Maya scoperta sempre da Sprajc nel 2013.
Durante il sopralluogo è stato rinvenuta anche un’enorme facciata con l’ingresso impostato nelle fauci di pietra di un mostro. Eric Von Euw, un archeologo americano, negli anni ’70 documentò la presenza delle facciate e di altre parti di questa città, coniando il nome “Lagunita”. Von Euw non riuscì però a registrare l’esatta posizione della città e quindi non fu in grado di ritrovarla.
Le illustrazioni di Eric Von Euw sono state però molto utili per confrontare la facciata scoperta dai ricercatori e scoprire che si trattava dello stesso sito, dunque di “Lagunita”.
Secondo Sprajc la divinità Maya raffigurata nella facciata sarebbe da associare alla fertilità. Questi portali simboleggiano l’ingresso di una grotta al mondo sotterraneo acquoso.
Le scoperte non finiscono qua perché accanto alla facciata il team ha individuato alcuni edifici del palazzo che circondano quattro piazze, un campo da palla ed una piramide di 65 metri di altezza.
Alcune incisioni sulle pietre risalirebbero al 29 novembre a.C 711.
La seconda città scoperta è stata ribattezzata con il nome di Tamchen, ovvero “pozzo profondo” nel linguaggio Maya e chiaramente il nome è stato dato per la presenza di innumerevoli sotterranei installati per raccogliere l’acqua piovana.Tamchen è molto simile a Lagunita per la presenza di un grande tempio piramidale ed alcune piazze fiancheggiate da edifici. Tamchen potrebbe risalire al 300 a.C. ma su questo non ci sono ancora certezze.

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Sinkholes in Siberia: gli scienziati potrebbero aver scoperto la causa!

Sinkholes SiberiaSinkholes in Siberia: gli scienziati potrebbero aver scoperto la causa! – I ricercatori, dopo aver analizzato i campioni raccolti nelle vicinanze dei noti crateri, sarebbero giunti ad un conclusione poco positiva: questi enormi buchi probabilmente si sono formati per via del metano rilasciato dalla fusione del suolo permanentemente ghiacciato dell’Artico (permafrost). La notizia è allarmante perché starebbe ad indicare l’emissione di un potente gas serra.
Gli studi scientifici hanno rivelato una concentrazione di metano, pari al 9,6 %, sul fondo del cratere. Questo dato è allarmante perché stiamo parlando di un numero 50000 volte superiore alla norma. Chiaramente la certezza che la comparsa dei crateri sia da attribuire al metano ancora non c’è, ma l’alta concentrazione di gas lascia intuire che il motivo sia proprio questo.
Nel 2012 e nel 2013 le stagioni estive nella penisola di Yamal, il luogo dove si sono formati i crateri, sono state molto più calde della norma, circa 5° C in più. Andrei Plekhanov, il capo della spedizione, ha affermato che le temperature alte avrebbero contribuito a far sciogliere il permafrost con la conseguente fuoriuscita del metano.
Naturalmente i pareri si dividono in quanto altri ricercatori affermano che non sarebbero sufficienti due estati calde per creare crateri di quelle dimensioni. Hans Wolfgang Hubberten, dell’Istituto Alfred Wegener, ritiene che la colpa sia da attribuire allo spesso stato di ghiaccio che avrebbe intrappolato il metano che lo ha scongelato. La pressione del gas sarebbe aumentata fino ad arrivare ad un esplosione che avrebbe creato i crateri.
Gli studi al momento sono stati indirizzati verso il cratere più grande e dunque non è ipotizzabile sapere se i tre crateri si sono formati nello stesso tempo. Le testimonianze variano, alcuni affermano che uno sia formato nel settembre del 2013, altri invece dicono di no. Insomma la situazione al momento non è ancora chiarissima.
Quali sono i rischi che corre il nostro Pianeta?
La teoria del metano se confermata sarebbe allarmante e preoccupante, i ricercatori hanno escluso catastrofi apocalittiche ma il problema sarebbe comunque da non sottovalutare. Innanzitutto è fondamentale scoprire la causa in modo da avvisare i residenti locali della possibile apertura di un nuovo cratere. Il metano è un gas serra più potente del biossido di carbonio e la sua pericolosità è in continuo aumento. Il rilascio di metano nell’Artico sarebbe inoltre la causa del riscaldamento globale per il cambiamento climatico fuori controllo.
Prossimamente potremmo avere ulteriori aggiornamenti in quanto Plekhanov tornerà nel cratere per misurare il metano intrappolato nelle pareti, inoltre potremmo forse definitivamente sapere la causa di questo fenomeno allarmante.

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8 Ricostituenti naturali per rinforzare il tuo sistema immunitario

Ricostituenti naturaliArrivano per tutti dei periodi di fiacca e spossatezza e assumere dei ricostituenti naturali può risultare davvero efficace. Non sono farmaci per cui non sarà necessario ricorrere alle prescrizioni medica. Un piccolo “aiutino” per rimettersi in forma quando la forma sembra averci abbandonato.

Cosa sono i ricostituenti naturali?
In natura esistono delle sostanze che contengono vitamine, minerali e proteine che, se assunte con regolarità ci permettono di superare momenti in cui il nostro fisico è stressato o dopo una malattia o ancora dopo perdite di peso notevoli, quando cioè il nostro corpo richiede una spinta in più. Sono reperibili nelle farmacie e nelle erboristerie online a pochi euro.
In questo articolo trovi tutti prodotti di qualità consigliati da noi:

  • pappa reale
  • germe di grano
  • spirulina
  • Ganoderma lucidum
  • e altri

Quali sono i ricostituenti naturali più efficaci per rinforzare il sistema immunitario?
La scelta è davvero ampia per questa regione vogliamo illustrarvi quali sono i ricostituenti naturali più utili per i casi di stanchezza ed affaticamento.

Pappa reale
E’ una sostanza prodotta dalle ghiandole faringee delle api nutrici. Ricca di ormoni, vitamine e minerali la pappa reale è uno dei ricostituenti più utilizzati per rinforzare il sistema immunitario, potenziare il tono muscolare e la circolazione, stimolare l’appetito, migliorare la funzione di fegato e reni.
La pappa reale va assunta una volta al giorno, possibilmente la mattina a stomaco vuoto per un ciclo di almeno 30 giorni. La dose non deve superare il mezzo grammo giornaliero.

Spirulina
E’ un’alga azzurra unicellulare tipica delle zone tropicali. Ricca di ricca di proteine, amminoacidi essenziali e lipidi risulta davvero valida per gli stati di stanchezza anche legati ad intensa attività sportiva. È consigliata anche per integrare una dieta vegetariana o vegana grazie alla presenza di vitamina A e ferro. Le dosi consigliate sono di 10 grammi al giorno.

Ginseng
E’ una sostanza ricavata dalle radici di alcune piante della famiglia delle Araliaceae. Sin da tempi antichissimi, il Ginseng è stato usato come un vero e proprio ricostituente naturale grazie alle numerose sostanze che contiene.
Si assume per rivitalizzare un fisico debilitato e per ridurre il senso di stanchezza e la capacità di resistere alla fatica ed è un potente stimolatore dell’ adrenalina. Reperibile in farmacia in capsule o infusi. La dose giornaliera consigliata è di 2 grammi.

Eleuterococco
Da molti conosciuto con il nome di ginseng siberiano, l’eleuterococco è utilissimo per migliorare la resistenza fisica, per il recupero energetico in casi di elevata spossatezza e migliora le difese immunitarie difendendo l’organismo dagli attacchi esterni a cui è esposto quando non è nelle sue condizioni ideali. Anche per questa sostanza le dosi consigliate sono di circa 2-3 grammi al giorno.

Aloe vera
Abbiamo già parlato dei benefici dell’Aloe vera come per esempio un netto miglioramento della funzione digestiva come raccontato in questo articolo. Questa pianta ha proprietà straordinarie, il suo succo, infatti, è ricco vitamine quali A, gruppo B, C, E, minerali tra cui magnesio, rame, zinco e selenio, enzimi, aminoacidi. Un bicchiere di succo di aloe vera ogni mattina riduce il rischio di raffreddori ed influenze e ridona tonicità al fisico stanco.

Germe di grano
In periodi in cui pretendiamo il massimo da fisico e mente, l’assunzione delle germe di grano può essere un’ottima idea. La parte più ricca del cereale contiene vitamine A, B ed E, ottimo antiossidante, sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro, manganese, selenio e molibdeno. Si acquistano in farmacia sotto forma di fiocchi comodi da consumare in insalate o da mescolare ai cereali durante la prima colazione.

Ganoderma lucidum
Conosciuto anche con il nome di Reishi, è un fungo che soltanto di recente ha iniziato a fare la sua comparsa sul mercato occidentale. Ricco di sostanze utili all’organismo come vitamine e fibre, non a caso in oriente è noto come “fungo dell’immortalità”. Se soffrite di un periodo di elevato stress sia fisico che mentale questa sostanza è probabilmente proprio quello che fa al caso vostro. Pochi grammi al giorno e noterete un rinvigorimento sin da subito.

Ginko biloba
Anche questa pianta ha origini orientali e come le precedenti contiene sostanze utili a rimettere in sesto il proprio fisico dopo un periodo di affaticamento. Ciò che rende ottima questa pianta è il fatto che favorisce l’ossigenazione muscolare rendendoli più reattivi e tonici. Per questo motivo è particolarmente indicato per chi pratica molto sport.
Questi sono solo alcuni dei ricostituenti naturali disponibili in commercio in grado di migliorare le nostre condizioni fisiche e mentali. Di solito la loro assunzione non comporta effetti collaterali ma, si consiglia di farne un uso consapevole.

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“L’Italia deve uscire dall’euro”, parola dell’autorevole quotidiano inglese Telegraph

Italia EuroL’Italia deve uscire dall’euro, parola dell’autorevole quotidiano inglese Telegraph – Dalle colonne dell’autorevole quotidiano britannico “Telegraph“, in un articolo del 14 agosto l’editorialista Ambrose Evans-Pritchard ha affermato che per risollevarsi economicamente l’Italia abbia bisogno di uscire dall’euro.
Il giornalista ha lanciato un’appello a Renzi, secondo cui “il solo modo possibile per tener fede alla sua promessa di un Risorgimento per l’Italia, e forgiare il proprio mito, è scommettere tutto sulla lira”.
Evans-Pritchard ha anche scritto che è “un fatto incontrovertibile che i 14 anni di disastro italiano coincidano con l’adesione alla moneta unica”, e a sostegno della sua tesi ha citato il recente rapporto di Moody’s che prevede per quest’anno un calo del Pil italiano dello 0,1%, e i dati della Banca d’Italia sulla stagnazione del mercato immobiliare e il livello del debito, salito al 135,6% del Pil.
Inoltre, ha anche sostenuto che l’Italia ha bisogno di un “New Deal fiscale”, di massicci investimenti in infrastrutture e capitale umano.
L’autorevole presa di posizione della Pritchard, va ad aggiungersi a quella di molti economisti che prospettano una soluzione simile, tra cui gli statunitensi Joseph Stiglitz e l’ex Premio Nobel Paul Krugman, il quale ha sostenuto che l’Italia con l’adozione dell’euro “si è ridotta a un paese del Terzo Mondo“.
C’è da segnalare anche un’interessante analisi dei motivi per i quali l’Italia dovrebbe uscire dall’euro, prodotta dal sito web specializzato in economia “Scenari Economici“.
Come si vede sono sempre di più le voci, anche autorevoli, che vedono nell’uscita dall’euro una possibile soluzione ai problemi economici che attanagliano il paese, e un freno ai devastanti effetti della crisi economica e finanziaria attuale.
Si spera che queste posizioni vengano il più possibile discusse e prese in considerazione, per il bene e il futuro del popolo italiano.

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Islanda: allerta per il vulcano Bardarbunga. Cosa può succedere?

Vulcano BardarbungaIslanda: allerta per il vulcano Bardarbunga. Cosa può succedere? – L’allarme vulcano in Islanda sembrerebbe essere nuovamente ripartito. Nel 2010 l’eruzione del vulcano Eyiafjallajokull paralizzò il traffico aereo per circa due settimane. In questi giorni i meteorologi islandesi hanno evidenziato un’intensa attività sismica del Vulcano Bardarbunga, sotto il ghiacciaio Vatnajokull, ed una eventuale eruzione potrebbe generare una nuvola di cenere che impedirebbe il traffico aereo, avendo ripercussioni anche sul clima.
L’allarme è stato elevato a livello “arancione” ovvero il secondo in una scala di cinque e nel caso il livello di allerta raggiungesse il colore “rosso” ci troveremmo di fronte ad un’eruzione imminente. Un’eventuale eruzione potrebbe far disperdere nell’aria una grossa quantità di cenere e fumo che creerebbe disagi al traffico aereo e probabili gravi danni al clima ed all’agricoltura.
Fortunatamente esiste anche la possibilità di conseguenze non catastrofiche, con la fuoriuscita di lava che potrebbe essere cosi debole da non riuscire a rompere nemmeno lo strato di ghiaccio che ricopre il vulcano, causando solo una leggera alluvione.
Seguiremo le “sorti” di questo vulcano che terrorizza l’Islanda ed allarma il mondo intero, nella speranza che i danni, nel caso ci fossero, non siano catastrofici.

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Messaggi subliminali La Bella e la Bestia

La Bella e la BestiaOggi sottoponiamo alla vostra attenzione i rimandi satanici e sessuali presenti nel lungometraggio del 1991 “Beauty and the Beast”, “La Bella e la Bestia” in italiano.
Durante la scena della locanda, le tre “allegre” ragazze bionde con la mano fanno il segno delle corna, con il pollice, indice e mignolino; gesto che appartiene inconfutabilmente alla simbologia satanica.
Inoltre, nella scena nella quale, alla fine della lotta con La Bestia, Gaston va incontro alla propria morte precipitando dal castello, si possono notare, grazie al rallenty e all’ingrandimento delle immagini, due teschi disegnati nelle pupille dei suoi occhi; questo particolare, associato alla negatività del personaggio ed alla tematica della morte, assume una dimensione particolarmente terribile e spaventosa.

 

La Bella e la BestiaLa Bella e la Bestia

 

 

La Bella e la BestiaLa Bella e la Bestia

 

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Le prossime stelle dello sport verranno scovate grazie al DNA

DNA stelle sportLe prossime stelle dello sport verranno scovate grazie al DNA – È il sogno di ogni tifoso o presidente di società di calcio, avere la formula segreta per capire se la giovane promessa diventerà un fenomeno come Lionel Messi o Cristiano Ronaldo, ma anche prevedere gli infortuni o la predisposizione a lesioni muscolari. È questo il progetto di ricerca che vedrà impegnati la Temple University di Philadelphia e il settore medico del Calcio Napoli.
A supervisionare la ricerca è Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e del Centro di biotecnologia del College of Science and Technology della Temple University di Philadelphia.
L’idea è di capire attraverso il Dna quali sono le caratteristiche genetiche degli atleti che hanno le maggiori ricadute sulla loro forma fisica – spiega Giordano all’Adnkronos Salute – così da scoprire eventuali predisposizioni a lesioni muscolari o la correlazione tra biologia e fattori genetici”. L’accordo tra la Temple University e lo staff medico del Calcio Napoli, guidato da Alfonso De Nicola, ha come basi di partenza il lavoro fatto da De Nicola e il suo gruppo sulla prevenzione degli infortuni.
Il Napoli è infatti una delle squadre della Serie A ad avere avuto negli anni passati il minor numero di infortuni. “I dati raccolti negli anni dal professor De Nicola sono un punto di partenza fondamentale – aggiunge Giordano – da qui si potranno capire quali sono i geni maggiormente coinvolti nel successo sportivo di un atleta. Perché un professionista è più veloce di un altro, è meno incline agli infortuni o ha avuto una carriera più longeva rispetto ad un collega.
È chiaro che poi c’è una variabile importante da tenere in considerazione: l’ambiente – chiosa Giordano – in cui si nasce e si matura. Non tutti sono Maradona, anche per questo tipo di fattore che ha un suo peso insieme alla voglia dello sportivo di emergere e di vincere”.
Secondo Giordano, questo progetto, applicabile anche ad altri sport come ad esempio la boxe, “porterà allo sviluppo di unchip biologico che permetterà di monitorare i cambiamenti genetici a cui va incontro l’atleta. Si potrà seguirlo per tutta la carriera e raccogliere dei dati molto interessanti sugli stili di vita. Parliamo di uno screening non invasivo per gli sportivi – sottolinea – ma che potrebbe essere anche importante nella prevenzioni di malattie spesso associate al calcio come la Sla“.
La Temple University – ci tiene a sottolineare Giordano – ha capito la qualità scientifica del progetto e ha deciso di dare un incarico accademico ai medici del Calcio Napoli. “Ma le potenzialità di questa iniziativa potranno essere applicate anche in altre discipline e in programmi di biologia dello sport”. Non siamo ancora all’atleta cyborg, ma gli studi sul Dna dei giocatori azzurri potrebbero aprire una nuova strada “anche una medicina specializzata sulle esigenze dei singoli atleti e terapie sempre più personalizzare”.

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Wet computing: il futuro dello storage è…liquido!

Storage liquidoViviamo in un mondo di computer fisici. Storage di silicio, solidi, conservano tutti i nostri dati, i tweet, i testi, le foto. Ma se tutto questo cambiasse radicalmente?
I ricercatori delle Università del Michigan e di New York hanno dimostrato come nanoparticelle di plastica, depositate in un liquido, possano formare cluster a un bit: un blocco essenziale per lo storage.
Si chiama wet computing e la tecnica imita altri processi biologici trovati in natura, come il DNA nelle cellule vive.

  • Configurazioni uniche di particelle creano stati differenti. Un cluster di memoria di quattro particelle connesse ad una sfera centrale può avere due stati, come un bit convenzionale.
  • Ma un cluster da 12 particelle, per esempio, può avere 8 milioni di stati unici, arrivando a 2,86 byte di dati o a 22,9 bit convenzionali.
  • Il gruppo di simulazione ha mostrato che un cucchiaio di soluzione che contenga un cluster da 12 nanoparticelle può arrivare a immagazzinare 1TB di dati.

Uno storage su una scala del genere sembra poco realistico, al momento, per non parlare dei costi. Ma Sharon Glotzer, un professore di ingegneria chimica dell’Università del Michigan, ha dichiarato che si assicureranno di usare materiali economici che possano leggere e scrivere informazioni.
Questo non significa che tutti noi possiamo sperare di avere decine di terabyte di storage in una bottiglia di acqua. I ricercatori sottolineano che è solo un primo passo. È probabile che vedremo per prima cosa l’integrazione di questo tipo di storage nella robotica.
Come sempre, è questione di tempo…

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Epidemia di Ebola una manna dal cielo per il business di Big Pharma?

EbolaEpidemia di Ebola una manna dal cielo per il business di Big Pharma? – Big Pharma è da sempre nel centro del mirino per i presunti affari loschi che arricchirebbero le loro casse a discapito dei poveri malati. L’accusa? Quella di diffondendere malattie ed epidemie per commercializzare i loro prodotti. Vale anche per il virus Ebola? Leggenda metropolitane o realtà?
Fino a pochi anni gli scienziati erano convinti che non esistesse nessuna cura contro l’Ebola, fino a quando nel 2012 una ricerca della Us Army Medical Research Institute of Infectious Diseases è riuscita a dimostrare il contrario, attraverso una combinazione di anticorpi.
Il sito web The Scripps Research Institute, una delle più grandi organizzazioni di ricerca nel mondo, ha lanciato un messaggio molto chiaro e forte, a sostegno anche di quei poveri cristiani uccisi dopo aver testato su di loro farmaci contro l’Ebola mai verificati sugli esseri umani. Qui sotto è possibile verificare l’elenco delle persone impegnate nel Consorzio guidato della Scripps Research Institute.

Cosa ci nascondono i media?
I media ci fanno “ingoiare” migliaia di informazioni “fasulle”, facendoci credere a fatti non veri. Vi proponiamo un elenco di alcuni passaggi fondamentali nascosti dai media.

  • Nel 2012 la ricerca della Us Army Medical Research Institute of Infectious Diseases ha dimostrato che attraverso una combinazione di anticorpi il virus può essere stoppato.
  • Nel mese di gennaio 2014 ha inizio la fase 1 delle sperimentazioni cliniche della Temkira Pharmaceuticals Corporation che dosa un suo prodotto contro l’Ebola sull’essere umano per la prima volta.
  • EbolaLa scheda Oms n.103 aggiornata a marzo 2014 riporta al secondo capoverso della voce “Signs and Symptoms”. Virus Ebola è stato isolato, 61 giorni dopo l’insorgenza della malattia, dallo sperma di un uomo che è stato infettato in un laboratorio“. Dunque stiamo parlando di un azione dannosa.
  • Il consorzio farmaceutico guidato da Scripps Research Institute. A marzo 2014, ottiene un finanziamento premio di 28 milioni di dollari dal NIH ( National Institute of Health ) per trovare e proporre il miglior trattamento di virus Ebola. Di questo consorzio fa parte la Mapp Biopharmaceutical, impegnata da un paio di anni nella ricerca scientifica sul virus.
  • La Tulane University, che svolge attività di ricerca in Sierra Leone sulle armi biologiche anch’essa per conto della Us Navy Medical, è un’altra Università presente sul luogo del delitto.
  • La Tulane University sul proprio sito scrive questo: “We’re working on vaccines and medicines for Ebola and other hemorrhagic fevers” ….. “The solutions are coming.”. Ovvero: “stiamo lavorando sui vaccini e sui farmaci per l’Ebola ed altre febbri emorragiche…le soluzioni stanno arrivando”.

  • Anche la GlaxoSmithKline del Regno Unito è coinvolta nella ricerca sul vaccino Ebola, in Sierra Leone, attraverso la controllata società svizzera Okairos, acquistata nel 2013, giusto in tempo per l’epidemia Ebola, che collabora a sua volta con il Vaccine Research Centre dei National Institutes of Health [NIH] degli Stati Uniti;
  • I farmaci di sintesi vegetale, negli ultimi dieci anni, hanno generato un sacco di chiacchiere ma hanno avuto poco effetto sulla produzione commerciale, con alcuni successi isolati di farmaci della Pfizer e della Protalix Biotherapeutics approvati dalla FDA nel 2012. L’approccio è stato nuovamente portatoalla ribalta proprio questa settimana, quando un farmaco prodotto dalla pianta del tabacco è stato utilizzato per il trattamento di due persone che avevano contratto virus Ebola. KentuckyBioprocessing, una unità del gigante del tabacco Reynolds American, ha prodotto il farmaco che è stato sviluppato da Mapp Biopharmaceutical.

EbolaIl processo di produzione è simile ai passaggi per altri farmaci vegetali: i laboratoristi infettano le piante di tabacco con un virus che include il codice genetico; dopo che le piante sono infettate dal virus cominciano a produrre gli anticorpi dai quali saràestratto il principio attivo.
Così è stato prodotto ZMapp, il siero miracoloso che contrasta Ebola, iniettato ai due medici statunitensi che hanno contratto virus Ebola sul luogo dell’epidemia in Africa. Piccolo particolare: anche in questo caso gli effetti del farmaco non sono mai stati valutati sull’essere umano.
Inoltre i centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) hanno emesso un’allerta di livello alto per il virus Ebola in Africa Occidentale.
Una pandemia sarebbe musica per le orecchie per la Big Pharma, con la richiesta di sieri e vaccini da tutto il mondo. Insomma un bel business sulla nostra pelle.

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L’avanzata del fondamentalismo islamico sponsorizzata dalla NATO e dall’Arabia Saudita

Fondamentalismo islamicoL’avanzata del fondamentalismo islamico sponsorizzata dalla NATO e dall’Arabia Saudita – Da giugno l’Iraq è ostaggio da parte dell’ISIL, un gruppo islamista radicale attivo anche in Siria.
Questo gruppo ha proclamato uno “stato islamico” non riconosciuto, e ha l’obiettivo di allargare il suo progetto di dominio anche sui paesi limitrofi come Giordania, Libano, Palestina, Israele e così via.
Negli ultimi giorni, il presidente statunitense Barack Hussein Obama ha autorizzato alcuni raid militari contro le postazioni ISIL, e si prospetta una nuova stagione di bombardamenti nel paese.
C’è da ricordare che i terroristi islamici “combattuti” in Iraq sono gli stessi che in Siria, invece, USA e alleati sauditi finanziano e sostengono, e che ultimamente si sono resi complici di svariati crimini.
Anche in Libia la situazione è simile: il paese si trova praticamente nel caos, ostaggio della continua lotta tra gruppi tribali, milizie e islamisti che si contendono il controllo del territorio.
Si assiste a una fortissima avanzata dell’islamismo politico, e la NATO e l’imperialismo statunitense hanno delle grosse responsabilità su ciò.
Difatti, questi gruppi proliferano proprio nei paesi aggrediti dalla NATO.
Bisogna riconoscere che, pur con tutti i limiti, perlomeno sia il regime di Gheddafi che quello di Saddam Hussein erano riusciti a contenere l’islamismo, garantendo un certa libertà religiosa e, sopratutto il primo, tutelando le minoranze perseguitate dai fondamentalisti islamici.
Dopo la loro “liberazione” a suon di bombe, la situazione è precipitata nel caos totale, e il “regime change” tanto auspicato nei mass media si è “finalmente” concretizzato, e si è passati dalla padella alla brace.
Fondamentalismo islamicoSi può ben dire che i risultati della cosiddetta “primavera araba”, in buona parte finanziata da gruppi di potere occidentali, siano ben diversi da quelli che molti si aspettavano, e hanno portato alla ribalta dell’islamismo politico su larga scala.
Primavera araba che tra l’altro è stata fortemente contenuta e contrastata nelle monarchie del Golfo, e che è riuscita a “sbocciare” solo nei paesi di impronta più laica e relativamente democratica.
L’ultimo paese dell’area mediorientale che ancora non è stato completamente islamizzato è la Siria, dove minoranze cristiane, druse e ebraiche convivono,tutto sommato tranquillamente, con la maggioranza islamica.
Difatti, la Siria degli Assad si è dimostrata da sempre fautrice di un’Islam moderato e laico, da sempre ostile al fondamentalismo islamico e alle ingerenze imperialiste.
Tra l’altro c’è anche da ricordare che la first lady siriana, Asmā ʾ Akhras, è da sempre impegnata nella tutela dei diritti delle donne nel mondo arabo e islamico, spesso limitati se non addirittura negati (si pensi alla situazione in Arabia Saudita o paesi del genere) in esso.
Una buona parte dei cosiddetti “rivoluzionari” siriani è finanziata dall’Arabia Saudita, e molti di essi fanno parte di gruppi e organizzazioni di chiaro stampo islamista radicale (tra cui spiccano anche membri di ISIL e Al Qaeda).
Chiaramente non tutta la rivolta siriana è di questo stampo, ma sin da subito è stata monopolizzata da tali gruppi, che hanno il diretto e indiretto sostegno delle monarchie del Golfo e degli stessi USA, che di tali paesi son alleati per questioni geopolitiche e economiche (oro nero in primis).
Fondamentalismo islamicoSe anche la Siria dovesse cadere tra le braccia della “sovversione islamista”, la situazione prenderebbe una piega davvero negativa, in quanto gruppi fondamentalisti islamici prenderebbero il controllo della situazione facendo precipitare anche questo paese nel caos, più di quanto è già presente.
Gruppi come l’ISIL e altre fazioni dell’islamismo radicale sono animati,difatti, da una volontà guerrafondaia e dogmatica basata sull’odio verso tutto ciò che non sia islamico.
Grazie all’azione di essi, le persecuzioni di cristiani in Iraq, Siria e altri paesi sono drammaticamente aumentate, e anche altre minoranze religiose, come i drusi, gli ebrei o gli stessi islamici non fondamentalisti, non se la passano e/o passerebbero bene.
C’è da ricordare che il 24enne terrorista islamico Mohamed Merah, responsabile dell’uccisione di quattro persone, tra cui tre bambini in una scuola ebraica nella città francese di Tolosa, aveva combattuto in Siria, contro il “regime di Assad”…
Non è la prima volta che “stranamente” gli interessi di islamisti e imperialisti “occidentali” convergono: d’altronde la stessa Al Quaida è stata fondata negli anni 80 grazie ai soldi della CIA.
Sarebbe finalmente ora che i gruppi di potere occidentali la smettessero di spingere sempre verso nuove guerre e di finanziare e sostenere gruppi islamisti in quell’area, operando contro gli interessi dello stesso Occidente e del mondo arabo.
Bisognerebbe far sì che quei popoli vengano lasciati liberi di autodeterminarsi e sarebbe ora di finire con le inutili ingerenze imperialiste, che peggiorano sempre le cose, ma per i fautori dell’ideologia mondialista tutt’ora dominante, tutto ciò sarebbe impensabile, in quanto non corrispondente alla loro visione guerrafondaia, omologante e totalitaria del mondo.

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Restrizione calorica: la chiave che apre lo scrigno della lunga vita

Restrizione caloricaAffrontiamo in questo articolo un tema un po’ più prosaico, ma che nasce da una domanda che l’essere umano si è sempre posto da quando ha sviluppato il pensiero razionale, la concezione dello spazio e del tempo e l’autocoscienza: si può vivere per sempre?
Al di là di arcaici miti, famose leggende e credenze popolari, la scienza cerca davvero delle soluzioni, se non per vivere in eterno, perlomeno per vivere molto più a lungo di quella che è l’aspettativa di vita odierna. Sappiamo tutti oggigiorno che per vivere bene ed in salute bisogna fare esercizio fisico, vivere senza stress e mangiare bene, ma parrebbe da studi clinici che l’unica pratica fino ad ora acclarata per vivere più a lungo sia appunto la dieta e, nello specifico, la restrizione o deprivazione calorica.
Prima di affrontare l’argomento ci teniamo a precisare che noi non siamo dietologi, esperti di alimentazione o medici di qualsiasi branca, quindi le nostre osservazioni sono esclusivamente a fine speculativo ed “accademico” e non suggerimenti da mettere in pratica; evitate diete fai-da-te e rivolgetevi sempre ad un esperto se volete affrontare un cambiamento del vostro regime alimentare.
Premesso questo, esaminiamo i dati…
La longevità massima degli esseri umani è stata fissata dagli studiosi tra i 110 e i 120 anni; in base a documentazione storica a disposizione infatti, nessun uomo è mai vissuto più di 124 anni. La longevità dei topi, le classiche cavie da laboratorio, è di circa 39 mesi ed è proprio nella sperimentazione animale che un approccio dietetico ha condotto a dei risultati incredibili: infatti finora gli unici topolini vissuti oltre i 39 mesi sono stati prodotti solo dalla restrizione selettiva delle calorie disponibili nella loro dieta, prolungandone la vita media e registrando anche incrementi superiori al 50 ed al 100 per cento; la restrizione calorica ha esteso la longevità massima dei topi da 39 a 56 mesi di media, che, in termine umani, corrisponderebbero in proporzione a 158 anni. Inoltre, i topi longevi rimangono giovanili nell’apparenza, nelle abilità sia fisiche che mentali e dimostrano una superiore resistenza alle malattie. Questi ben noti risultati sono la ragione per cui la restrizione calorica è oggi una delle principali aree di ricerca in gerontologia e per cui essa sta ricevendo urgente attenzione dall’istituto nazionale sull’invecchiamento ( National Institute on Aging ) negli Stati Uniti.
Diamo quindi una breve occhiata alla storia della restrizione calorica e vediamo di cosa si tratta; come e perché funziona nel ritardare l’invecchiamento, per quanto sia possibile con le nostre limitate conoscenze attuali, e se funzionerà altrettanto efficacemente negli esseri umani quanto funziona nei roditori. Storicamente, il progresso di questo settore di ricerca può essere diviso in cinque fasi:

  1. La dimostrazione che la longevità media e massima dei roditori si estenda notevolmente in condizioni di restrizione calorica, arrivò nell’ormai lontano 1935 alla “Cornell University” ed è stata da allora confermata in dozzine di studi in altri centri di ricerca. Inoltre, è stato dimostrato che la frequenza di una ampia gamma di disturbi (virtualmente tutti i tipi di tumori, disturbi cardiovascolari, diabete, disturbi renali, disturbi autoimmunitari, degenerazione oculare ed altri) sia notevolmente ridotta negli animali sottoposti a restrizione calorica. Tale riduzione varia da due a dieci volte tanto; per esempio, in un tipo di roditore geneticamente predisposto al tumore alla mammella, il 50 per cento dei topi femmine del gruppo di controllo sviluppano il tumore, ma questo si riscontra solo nel 5 per cento dei topi femmine del gruppo sottoposto a restrizione calorica.

  2. L’effetto della restrizione calorica sulla durata della vita è stato significativo in ogni specie finora esaminata, dagli invertebrati (ragni, vermi, etc..) fino a pesci e roditori. Si può quindi presumere, con prudenza, l’esistenza di un effetto “generale” e non uno specifico fenomeno tipico dei roditori.

  3. L’aspetto degli animali sottoposti a restrizione calorica, i loro risultati nei test di abilità mentali e fisiche, i loro livelli sanguigni di glucosio, insulina, colesterolo, trigliceridi, i loro livelli di pressione sanguigna e, essenzialmente, di tutti i loro parametri fisiologici, corrispondono a quelli di animali cronologicamente molto, molto più giovani. Questo settore di ricerca, cioè l’effetto della restrizione calorica sui sistemi fisiologici, ha avuto origine nei laboratori agli inizi degli anni ‘70 e ha storicamente usato il sistema immunitario come termine di paragone. In questi ultimi venti anni, si è continuato con la ricerca e si sono anche utilizzati termini di paragone biochimici, endocrini, genetici e del comportamento.

  4. La ricerca del meccanismo per cui una restrizione selettiva delle calorie risulti in tali effetti globali su tanti sistemi diversi.

  5. La questione della trasferibilità degli stessi effetti nei primati e quindi negli esseri umani. E’ possibile ritardare l’invecchiamento e allungare la durata della vita con una dieta di restrizione calorica; e se sì, di quanto?

Quindi per l’uomo non sono ancora disponibili dati sperimentali, ma gli effetti positivi della restrizione calorica sono stati empiricamente dimostrati da diverse popolazioni. Un famoso detto degli abitanti dell’isola giapponese di Okinawa è “hara Hachi bu”, che significa letteralmente “pancia 80% piena”; in base a tale massima viene consigliato di mangiare circa l’80% del cibo necessario per sentirsi sazi. Semplicemente, si tratta di alzarsi da tavola quando si ha ancora un po’ di fame; l’apporto calorico medio di un abitante adulto di Okinawa è di 1800 calorie, contro le 2500 dell’americano medio. E la scelta della restrizione calorica sembra dare i suoi frutti, dal momento che la vita media di queste persone si riduce non appena si trasferiscono stabilmente negli Stati Uniti ed adottano le tipiche abitudini occidentali.
Per completezza, lo stile di vita giapponese si avvantaggia di abitudini salutari, almeno per quanto concerne l’alimentazione. Nonostante molti abitanti del Sol Levante fumino e conducano vite ricche di eventi stressanti, negli ultimi 6 anni il numero di Giapponesi che ha oltrepassato i 100 anni di età è raddoppiato; si ritiene che tale boom sia dovuto al prezioso binomio tra la crescente assistenza sanitaria ed uno stile alimentare tradizionalmente sobrio ed equilibrato.
La situazione giapponese diventa ancor più idilliaca se paragonata con quella americana, dove lo stile di vita non è altrettanto salutare, soprattutto per quanto riguarda le abitudini dietetiche. Non è quindi un caso che la principale causa di morte negli Stati Uniti sia legata proprio ad errate condotte di vita; la metà dei decessi che si verificano ogni anno in questo Paese sono il risultato di scelte comportamentali errate, tra le quali primeggia l’abitudine tabagica (18,1%), seguita dalla cattiva alimentazione associata alla sedentarietà (16,6%).
Oltre ad uscire dalla sedentarietà e migliorare le proprie abitudini alimentari, per contrastare l’invecchiamento è importante arricchire l’alimentazione con specifici supplementi dietetici. Mai come in questi ultimi anni, infatti, il cibo che arriva nelle nostre tavole è stato così povero di vitamine e di altri micronutrienti essenziali per il nostro benessere; a causa dei metodi di lavorazione industriale, che sottraggono nutrienti ai prodotti della natura, e ad un consumo ridotto di vegetali, è sempre più difficile coprire i fabbisogni di micronutrienti senza attingere al variopinto corredo di integratori dietetici. Affidandoci a questi prodotti possiamo attenuare l’innesco dei geni ancestrali programmati per “farci uscire dai giochi” a causa della ridotta disponibilità alimentare. D’altra parte, similmente a quanto avviene con la restrizione calorica, possiamo mantenere accesi più a lungo i geni della gioventù.
Che cosa è precisamente la restrizione calorica? Una dieta caratterizzata da un apporto calorico moderato, leggermente inferiore rispetto ai fabbisogni basilari; dando ad animali di laboratorio meno calorie di quelle che consumerebbero se potessero scegliere, li si fa vivere più a lungo, in migliori condizioni e con meno malattie. Queste poche calorie, però, non possono venire dall’equivalente della tipica dieta americana basata sul fast-food. Con la riduzione delle calorie, la qualità della dieta deve essere migliorata in modo che non vengano a mancare sufficienti livelli di sostanze nutrienti essenziali (vitamine, minerali, amminoacidi). Il motivo per cui le popolazioni sotto-nutrite in certe parti dell’ Africa o dell’Oriente non vivono più a lungo è che tali popolazioni non sono solo in uno stato di restrizione calorica, ma anche in uno stato di vera e propria malnutrizione, diversamente dall’esempio precedente di Okinawa.
Nella restrizione calorica, è essenziale che la dieta sia ottimale; una volta ottimizzata la dieta, meno calorie si assumono, più lunga è la vita, fino ad una restrizione di circa il 50 per cento nei roditori. Gli altri benefici menzionati si ottengono in maniera proporzionale; in altre parole, la restrizione calorica non è un fenomeno “tutto o niente”. Persino una restrizione del 10 per cento ha un effetto benefico misurabile. Naturalmente, esiste un limite che non si dovrebbe superare; scendendo sotto il 50 per cento di restrizione calorica, infatti, si entra in uno stato di inedia ed il tasso di mortalità aumenta. Una restrizione del 50 per cento non è quindi consigliata per gli esseri umani, in quanto troppo vicina a questo limite. Un adulto sano necessita di almeno 2000/2500 calorie al giorno; la dieta ipocalorica prevede di scendere a 1800/1600, addirittura 1200 calorie al giorno, anche se quest’ultima ipotesi è da scartare per i rischi dovuti alla denutrizione e alla mancanza di componenti essenziali per il metabolismo umano.
Qual è il meccanismo che si nasconde dietro gli incredibili effetti della restrizione calorica? Se ne conoscessimo a fondo il meccanismo d’azione, forse potremmo raggiungere gli stessi risultati con un metodo più accettabile di una stretta dieta permanente. Una cosa è certa. Gli effetti della restrizione calorica sono dovuti specificatamente alle calorie. Se i nutrienti essenziali sono presenti, le quantità relative di proteine, carboidrati e grassi non fanno differenza. La vita è estesa e la salute è migliorata. Al di là di questo semplice fatto, abbiamo l’imbarazzo della scelta. Il meccanismo d’azione della restrizione calorica può essere interpretato secondo la maggior parte delle attuali teorie dell’invecchiamento, cioè:

  • La restrizione calorica aumenta l’abilità dell’organismo di riparare il DNA;

  • La restrizione calorica riduce l’impatto dei radicali liberi nell’organismo;

  • La restrizione calorica aumenta i livelli di certe proteine ad azione protettiva e di riparazione, coinvolte nella reazione allo stress;

  • La restrizione calorica rende più efficiente il metabolismo del glucosio;

  • La restrizione calorica rallenta il declino immunologico che si presenta con l’avanzare dell’età (come dimostrato da praticamente tutti i test di funzionalità del sistema immunitario).

Meno calorie si introducono, meno energia si produce, meno ossigeno si brucia e meno radicali liberi si liberano. Quando il cibo è abbondante l’insulina stimola continuamente le cellule a bruciare il glucosio e permette loro di svilupparsi incessantemente. Ma nel mondo animale chi si sviluppa prima e arriva prima alla maturità sessuale, muore anche prima; ai suoi albori, la specie umana si è evoluta in condizioni in cui la vita mediana era poco più di 10 anni: solo 1 individuo su 4 giungeva a riprodursi con successo. Ci sono riusciti solo gli individui il cui corpo badava soprattutto a crescere più che a mantenersi perfetto e sano, degradando e sostituendo le parti che via via si ammaloravano. In altre parole, il dover raggiungere al più presto l’età della procreazione ha favorito il sottodimensionamento delle funzioni di un importante meccanismo degradativo e riparativo attivato dal digiuno: l’autofagia ovvero il processo con cui una cellula denutrita sacrifica alcune sue parti per fornire energia alle funzioni indispensabili. L’autofagia interviene anche come meccanismo di autodistruzione quando una cellula od i suoi organelli sono gravemente danneggiati, rischiando una deriva tumorale o un pesante accumulo di sostanze dannose, come avviene in alcune malattie neurodegenerative.
La restrizione calorica è la più efficace tecnica di prevenzione dei tumori oggi conosciuta, anche se è importante precisare che questo è solo un effetto collaterale della restrizione calorica e non la ragione principale del suo impatto sulla longevità.
Gli zuccheri e gli amidi, composti da lunghe catene di glucosio, durante la digestione si trasformano in glucosio, indispensabile per il metabolismo e fonte energetica dei muscoli. Tenendo sotto controllo la concentrazione di glucosio nel sangue (la glicemia) e quindi rallentando la produzione di insulina da parte del pancreas, che la secerne automaticamente in risposta all’innalzamento degli zuccheri nel sangue, si rallenta il metabolismo e la cellula invecchia più lentamente.
La capacità dei vari alimenti di influenzare i livelli di glicemia varia in base all’indice glicemico. Gli alimenti che più contribuiscono ai picchi di glicemia sono i dolci, l’alcool, le patate, e la pasta, il riso e il pane non integrali. I più favorevoli sono i legumi: ceci, fagioli, lenticchie, piselli secchi.
Ma per quanto i riscontri scientifici incontrovertibili e definitivi siano ancora remoti, ci sono già dei dati oggettivi e pubblicati sulle più autorevoli riviste del settore.
Negli esperimenti condotti sui lieviti da David Sinclair, la restrizione calorica si è dimostrata in grado di attivare un gene chiamato SIRT1. Questa sequenza genica codifica per l’enzima SrT1 deacetilasi, che stabilizza il DNA estendendo la durata della vita. Tale capacità è stata attribuita anche ai polifenoli, sostanze antiossidanti che in alcuni esperimenti hanno aumentato la longevità dei lieviti del 70%. Un potente polifenolo, chiamato resveratrolo, è contenuto nel vino rosso.
Gli scienziati dell’Istituto “Max Planck” per la biologia dell’invecchiamento di Colonia hanno scoperto che un recettore ormonale costituisce un importante link tra nutrizione ed aspettativa di vita nei nematodi, ovvero piccoli organismi vermiformi.
La proteina recettrice NHR-62 sembra aumentare la durata della vita di questi animali di circa un 20 per cento quando il loro apporto calorico è ridotto. Inoltre, un altro studio ha dimostrato che il recettore ormonale NHR-8 influenza lo sviluppo nell’età adulta nonché la durata massima di questi invertebrati. Potrebbe essere possibile che gli ormoni legati a questi recettori siano anche competenti per regolamentare l’aspettativa di vita negli esseri umani.
Il nematode “Caenorhabditis elegans” vive solo circa 20 giorni e ciò lo rende un soggetto di ricerca ideale, in quanto l’intero ciclo di vita dell’invertebrato può essere studiato in breve tempo. In più, questo nematode è formato da un numero di cellule inferiore a mille, la sua genetica è stata ampiamente analizzata, e contiene molti geni simili a quelli degli esseri umani. Gli scienziati dell’equipe di Adam Antebi, presso il già citato Istituto “Max Planck”, hanno quindi deciso di utilizzare il “Caenorhabditis elegans” per scoprire come gli ormoni possano influenzare l’invecchiamento. Essi sono particolarmente interessati a recettori ormonali che si trovano nel nucleo delle cellule e che regolano l’attività dei geni metabolici.
I loro risultati indicano che il recettore NHR-62 deve essere attivo a seguito di un ridotto apporto dietetico per prolungare la vita di questi organismi. Se NHR-62 è attivo, i “Caenorhabditis elegans” vivranno il 25% più a lungo sotto restrizione dietetica che se questo recettore è inattivo. Di conseguenza sembrerebbe che ci sia un ormone ancora sconosciuto, in grado di regolare la durata della vita attraverso il recettore NHR-62; se si riuscisse ad identificare questo ormone e a somministrarlo al nematode, sarebbe possibile prolungare la sua vita, senza dover cambiare il suo apporto calorico.
Una dieta ristretta colpisce anche l’espressione dei geni in modo massiccio: dei circa 20.000 geni dell’invertebrato, 3.000 cambiano la loro attività e 600 di questi mostrano una dipendenza dal recettore NHR-62; ne consegue che ci sono molti altri candidati per migliorare la speranza di vita. Dal momento che gli esseri umani hanno recettori simili a NHR-62, i cosiddetti HNF-4α, gli scienziati del “Max Planck” sospettano che i recettori ormonali possano non solo controllare la durata massima di vita dei nematodi, ma anche influenzare gli esseri umani.
Tuttavia, la nutrizione influisce sulla durata della vita in vari altri modi; un altro studio da parte degli scienziati ha dimostrato che i vermi privi del recettore dell’ormone NHR-8 rimangono più a lungo in una fase pre-puberale prima di raggiungere l’età adulta. Inoltre essi tendono a morire prima rispetto agli animali presentanti questo recettore. NHR-8 è un recettore nucleare, responsabile della regolazione del metabolismo del colesterolo; in assenza di questo recettore, il microrganismo non può produrre abbastanza ormoni steroidei dal colesterolo e raggiunge quindi la maturità sessuale più tardi. Inoltre, il suo metabolismo relativo agli acidi grassi varia in maniera da contribuire, anch’esso alla riduzione dell’aspettativa di vita.
Recettori simili all’NHR-8 sono stati rintracciati anche negli esseri umani. In teoria il metabolismo del colesterolo potrebbe, anche negli esseri umani, regolare lo sviluppo fisico e influenzare l’aspettativa di vita.
Ma se l’Istituto “Max Planck” di Colonia è giunto a questo, noi in Italia non siamo molto da meno. Un gruppo di studiosi fiorentini del Dipartimento di Scienze biomediche, sperimentali e cliniche, coordinato da Gianfranco Liguri e del quale fanno parte Cristina Cecchi e Mariagioia Zampagni, ha testato con successo sullo stesso verme nematode un nuovo antiossidante ottenuto combinando derivati del glutatione ed acidi grassi polinsaturi, due sostanze coinvolte nella protezione dell’organismo dai radicali liberi e nella regolazione dei processi infiammatori. I ricercatori hanno dimostrato che il nuovo composto, usato come nutriente, è in grado di prolungare la vita di “Caenorhabditis elegans” da quattordici a diciannove giorni; i risultati dello studio, l’ultimo di una serie di lavori del gruppo di ricerca, sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Free Radical Biology & Medicine.
«Questa scoperta» spiega Gianfranco Liguri «apre una prospettiva concreta per lo sviluppo di strategie mirate al prolungamento del tempo di vita in stato di salute anche negli organismi superiori, poiché il meccanismo di azione con cui questi composti esercitano la loro attività, da quanto emerge dalla nostra ricerca, è alla base anche dell’effetto pro longevità della deprivazione calorica, ed è sostanzialmente operante anche nella specie umana.».
Lo stesso antiossidante si è rivelato efficace, tra l’altro, nel contrastare i danni cellulari dalle radiazioni ionizzanti e gli effetti tossici neuronali esercitati dal beta-amiloide, il meccanismo ritenuto responsabile della malattia di Alzheimer.

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