Lug 28
Cina: avvistamento UFO sull’aeroporto Internazionale di Hong Kong
Un uomo ha filmato uno strano oggetto luminoso nei pressi dell’aereoporto Internazionale di Hong Kong.
Il testimone ha dichiarato che il velivolo è rimasto sospeso nel cielo per circa 4 minuti e chiaramente essendo nei pressi dell’aeroporto non poteva trattarsi di nessun tipo di aereo.
L’uomo è convinto di aver filmato un Ufo.
Ufologi ed esperti stanno studiando questo video per certificarne l’autenticità e per scoprire la provenienza di questo strano velivolo.
Nei prossimi giorni probabilmente ci saranno nuovi aggiornamenti su questo caso, nell’attesa giudicate voi.
Il Video
Lug 28
Super capsule per mangiare: la Nestlè pensa ad un futuro senza cibo
Super capsule per mangiare addio al cibo
I propositi di Nestlè per un futuro non troppo lontano fanno rabbrividire l’industria agroalimentare del mondo, e anche i suoi abituali consumatori.
Il progetto della multinazionale svedese – che è solo l’ultimo di una lunga serie – è stato affidato al Nestlè Institute of Health Sciences di Losanna e prevede di creare un macchinario simile a quello del caffè, che permetterà di miscelare i fattori nutritivi essenziali per l’essere umano in un unico “beverone”: il suo nome è Iron Man (anche se molti l’hanno già ribattezzato “replicatore”, dal simile aggeggio presente in Star Trek) e «prenderà il posto del vostro microonde in cucina».
L’idea non è nuova: a partire dalle suffragette, col loro sogno di liberare le donne dalla schiavitù della cucina, rendere il cibo obsoleto è un concetto che ha attraversato a fasi alterne tutto il ‘900, fino ad arrivare a oggi.
Uno degli esperimenti più apprezzati in tal senso è stato quello di Rob Rhinehart, che l’anno scorso ha provato sulla propria pelle per cinque settimane un beverone da lui creato, dosando a seconda delle esigenze le proprietà nutritive contenute in esso.
Il risultato, descritto dallo stesso scienziato, fu ovviamente miracoloso, e in cinque settimane la vita di Rhinehart migliorò sensibilmente. A essere evidenziato fu anche il risparmio di tempo: cinque minuti al giorno “sprecati” mangiando anziché le solite due ore.
Vogliamo chiamarla evoluzione?
Ma «mangiare non è solo buttar giù proteine e vitamine» replica l’ex direttore dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino Antonio Malorini, e come dargli torto. «[Sono cose che] non funzionano nemmeno dal punto di vista teorico.
Perché stiamo scoprendo che molte sostanze che si pensavano inutili dal punto di vista nutrizionale hanno effetti importanti sull’espressione dei geni. Anche il limone nel tè, per dire.
L’alimentazione è un complesso intricato di relazioni biologiche, ed è impossibile che oggi un pasto sintetico riesca a tenere conto di tutto».
L’immagine di una famiglia che si riunisce attorno a una tavola imbandita, quella di un coltivatore che lavora la propria terra, il senso agricolo dell’atto di mangiare (che Slow Food da circa tre decenni cerca di riportare alla luce) viene eclissato dagli artifici della scienza, che risultano obsoleti di fronte a una situazione in cui basterebbero poche scelte politiche adeguate per riequilibrare e redistribuire le risorse nel mondo. Si parte dalle decisioni di tutti i giorni: leggere l’etichetta, consumare prodotti migliori, decidere della proprio agroeconomia attraverso i consumi.
Insomma, questi sforzi scientifici sono sicuramente memorabili, ma non sarebbe più produttivo incanalarli in altri ambiti, magari rispettando la natura dell’essere umano e non provando a trasformarlo in un automa?
Lug 28
Scienziati svizzeri: ipotesi Atlantide su marte
Alcuni scienziati svizzeri hanno annunciato senza alcun dubbio che la città perduta di Atlantide si trovava su Marte, e che i suoi astronauti hanno commerciato con l’antico Egitto per un periodo di tempo molto significativo.
Ancora più incredibile, è che sostengono di avere le prove per dimostrare che il leggendario Re Tut morì in un incidente dentro una navetta spaziale con un equipaggio alieno.
“La civiltà marziana è stata distrutta da un meteorite mentre l’Egitto era ancora ai suoi inizi“, ha detto il Dott. Stephan Weisz ad un raduno di giornalisti e scienziati a Berna, in Svizzera.
Ma gli abitanti hanno lasciato il segno sia sulla Terra che su Marte. Fotografie Top secret scattate da sonde americane mostrano chiaramente i resti dei templi sulla superficie del pianeta.
“Le Piramidi d’Egitto e la capacità di mummificare i corpi umani sono sicuramente il frutto di tecnologie che non hanno avuto origine qui sulla Terra, ma da qualche altra parte, in questo caso Marte. E ‘nostra convinzione che gli atlantidei hanno scambiato queste tecnologie agli egiziani in cambio di oro.”
Il dr. Weisz e un suo collega, l’egittologo Conrad Vetsch, hanno affermato che una pergamena egiziana decifrata recentemente li ha portati a credere senza ombra di dubbio che Atlantide era situata su Marte. La pergamena descrive una civiltà tecnologicamente avanzata esistente oltre il nostro pianeta “nel vasto oceano nero dello spazio.”
Inoltre ci sono allusioni anche a viaggi spaziali e all’uso di navette per trasportare gli extraterrestri da una nave madre verso la superficie della Terra.
“I ricercatori sanno da tempo che gli egiziani sapevano qualcosa perché un modello elaborato simile a un aliante è stato trovato nella tomba di Tut“, ha detto il team del Dott. Weisz. “Alla luce delle informazioni raccolte dalle pergamene, ora sappiamo che l’aliante era infatti la replica di una navetta spaziale. Ed era proprio su una di queste navi che si è schiantato il Re Tut“.
L’ipotesi non è stata comunque condivisa da tutti i ricercatori, come il Dr. Seth Rausch, uno storico tedesco:
“Non dubito che gli Egiziani erano in contatto con gli extraterrestri“, ha detto Seth. “Ma fino a quando non avremo la possibilità di ispezionare direttamente le rovine su Marte, non ci sarà modo di sapere se quelli siano o meno i resti di Atlantide“. “A mio parere, se Atlantide esisteva, esisteva qui sulla Terra”
L’astronomo norvegese Elling Gade:
“Atlantide sarebbe anche potuta essere la colonia di una civiltà aliena. Ma sicuramente si trovava qui, su questo pianeta“.
Una cosa è sicura, su Marte ci sono segni di un antica civiltà.
Il Video
Lug 28
Bombe d’acqua: cosa sono? Perché si formano?
Bombe d’acqua: cosa sono? Perché si formano? – Un modo “moderno” per definire un fenomeno “antico”, ma in aumento a causa del riscaldamento globale: un “gavettone” di pioggia dannoso e imprevedibile.
“Bomba d’acqua” è un termine giornalistico coniato dai mass media italiani come libera traduzione dell’inglese cloudburst (letteralmente “esplosione di nuvola”). Non è altro che un violento nubifragio in cui la quantità di pioggia caduta supera i 30 millimetri all’ora, o – secondo altri climatologi – quando le precipitazioni superano i 50 millimetri nell’arco di due ore.
Effetti nefasti
Il termine corretto usato dai metereologi è, appunto, “nubifragio”. Ma l’espressione bomba d’acqua si riferisce agli ingenti danni che questo eccesso di pioggia può causare nelle aree che colpisce: allagamenti, straripamenti (come nel caso del fiume Seveso, esondato giorni fa a Milano), danni a tubazioni, alberi sradicati e traffico bloccato.
Come qando si formano
Le nuvole che danno origine alle bombe d’acqua si formano per la differenza di temperatura tra il suolo e il cielo. L’aria calda proveniente dal mare sale fino a incontrare correnti più fredde che, come sappiamo, la fanno condensare e facilitano la formazione di nubi temporalesche.
Nel periodo estivo, quando le acque marine sono più calde, e nei primi mesi d’autunno, quando la temperatura dell’aria inizia a calare, questi fenomeni sono più frequenti perché la differenza tra masse d’aria (quella umida e calda proveniente dal mare e quella più fredda negli strati superiori dell’atmosfera) aumenta.
Sono diventate più frequenti?
Sarebbe sbagliato sostenere che questo sia un fenomeno che riguarda solo gli ultimi anni. Ma senza dubbio i nubifragi sono aumentati, e la colpa è – ancora una volta – del riscaldamento globale (e in ultima analisi, nostra). Dagli anni ’70 ad oggi la temperatura dei mari è salita di quasi un grado, a causa del global warming. Acqua più calda significa maggiore umidità, e maggiore differenza di temperatura tra l’aria che sale dal mare e quella incontrata in atmosfera. Le nubi si fanno più “gonfie” di pioggia ed è più facile che rovescino tutto il loro “carico” in una sola tornata.
Si possono prevedere?
I rovesci temporaleschi si possono in qualche modo prevedere, ma la quantità di pioggia che scaricheranno è in un certo senso imprevedibile. Ci sono aree geografiche in cui, comunque, questo fenomeno è più frequente: in particolare le zone caratterizzate da rilievi situati in prossimità del mare, dove è più facile che si formino correnti ascensionali di aria molto calda che entrino a contatto con temperature più basse. Nel nostro Stivale, le bombe d’acqua si verificano più facilmente in Liguria e Toscana.
Lug 27
Nepal: uomo delle caverne congelato scoperto in Himalaya
Pokhara, Nepal,un gruppo di alpinisti in una spedizione in Himalaya, ha scoperto un complesso di caverne recentemente emerse dopo una serie di episodi di maltempo nella regione. All’interno di una delle grotte, il team composto da alpinisti norvegesi e svedesi, ha trovato i resti di un maschio umanoide di epoca paleolitica.
Un gruppo di alpinisti in una spedizione in Himalaya, ha scoperto un complesso di caverne recentemente emerse dopo una serie di episodi di maltempo nella regione. All’interno di una delle grotte, il team composto da alpinisti norvegesi e svedesi, ha trovato i resti di un maschio umanoide di epoca paleolitica.
Secondo una prima analisi dello scheletro, sembra che le ossa appartengono ad un adulto di sesso maschile Homo habilis, che si ritiene abbia vissuto da circa 2,33-1.440.000 anni fa, durante il periodo del Pleistocene Gelasiano.
Nella scala dei tempi geologici, il Gelasiano è il primo dei quattro piani in cui è suddiviso il Pleistocene, la prima delle due epoche del Quaternario. È compreso tra 2,588 e 1,806 milioni di anni fa.
Ulteriori prove e analisi saranno effettuate per determinare l’esatta natura dei resti, la loro età e la causa della morte. Una lancia di pietra grezza e pochi oggetti in pelle molto danneggiati sono stati recuperati sul sito e sono attualmente in fase di studio.
Secondo alcuni esperti, questo potrebbe essere di gran lunga il segno più antico della vita umana mai trovato nella regione, risalente forse a milioni di anni.
Altri sembrano credere che l’uomo faceva parte di un piccolo gruppo sopravvissuto all’estinzione della maggior parte della sua specie.
Al di là dei risultati del test della datazione al carbonio, questo apre a nuove teorie sulla colonizzazione del pianeta da parte della specie umana, perché secondo le informazioni scientifiche attuali si pensa che l’Homo habilis non abbia viaggiato così lontano dall’Africa e vissuto in questi climi ostili.
I resti dell’uomo sembrano molto ben conservati considerando la loro età, un miracolo dovuto alla temperatura molto costante ed estremamente fredda della zona, che avrebbe mantenuto il suo corpo costantemente coperto di ghiaccio per millenni.
I resti sono stati scoperti in una grande caverna, parte di un complesso di almeno 65 grotte di varie dimensioni, il che fa pensare proprio ad un insediamento preistorico.
Una ricerca approfondita del sito potrebbe far venire alla luce altri artefatti e forse altri resti umani ed animali, ma purtroppo le condizioni climatiche particolarmente ostili e la lontananza del sito porterà inevitabilmente a problemi logistici e organizzativi per la preparazione di una spedizione scientifica.
Lug 27
Il doppio volto di Walt Disney: quando messaggi subliminali occulti entrano nelle fiabe
Parleremo, in questo articolo, di un argomento che molti nostri lettori ed amici di redazione ci hanno chiesto di trattare, in quanto molto particolare e dalle sfaccettature dal sapore a volte terribilmente sinistro: i messaggi subliminali ed occulti di varia natura presenti nelle opere di Walt Disney.
Prima di cominciare ad esaminare la questione, ci teniamo a precisare che il nostro atteggiamento nello stilare questo post è di assoluta neutralità, considerandoci sia fans del genio e della maestria della “Disney”, sia amanti della verità e del mistero e della correttezza dell’informazione; per questo abbiamo deciso di raccogliere tutte le prove che secondo noi hanno un fondamento di concretezza, tralasciando quelle speculazioni che girano per la rete che sono evidentemente faziose e senza fondamento alcuno.
Inoltre vi informiamo che il contenuto della nostra indagine non è piacevole al 100%, dovendo usare immagini e termini “forti” legati soprattutto alla sfera sessuale; quindi se ritieni di poter esserne offeso, ti invitiamo a non proseguire oltre nella lettura.
Tutto parte da un fatto incontrovertibile e comprovato; forse non tutti sanno che nel 2004 la “Disney” ha pagato ben 70 milioni di dollari per far concludere un processo che li vedeva accusati di satanismo, distribuzione di immagini pornografiche ed istigazione alla cocaina, perpetrati principalmente attraverso messaggi subliminali nascosti nel film di animazione.
La parola “subliminale” deriva dalle parole latine sub = sotto e limen = soglia e sta ad indicare uno stimolo che penetra nella mente umana al di sotto della soglia di apprendimento o della consapevolezza; si riceve, in pratica, un messaggio in maniera non evidente, del tutto inconsapevole.
I messaggi subliminali di tipo sessuale sono molto diffusi nel campo pubblicitario ed il loro scopo è quello di attirare l’attenzione dei consumatori.
Per quello che riguarda i cartoni animati, inserire elementi fallici o vulvici spingerebbe, secondo la tesi freudiana a spingere maschietti e femminucce a “simpatizzare” per quel dato cartone, ovviamente, sempre a livello inconscio.
Strano a dirsi, ma si è scoperto che le simbologie falliche attraggono gli uomini, mentre le donne vengono attratte da simboli che richiamano la sessualità femminile.
E veniamo al punto. Walter Elias Disney, meglio noto come Walt Disney, nacque nel 1901, a Chicago; è stato uno dei personaggi più brillanti ed influenti del secolo scorso e a lui dobbiamo la creazione di Disneyland, il più famoso parco a tema.
Non solo, fu il primo ad accostare nel cinema la musica alle immagini, fu produttore, regista, sceneggiatore, doppiatore e showman a tutto tondo. Ma, nell’immaginario collettivo, Walt Disney è colui il quale ci ha lasciato in eredità personaggi immortali, il più famoso tra i quali è Topolino, che qualcuno indica come suo alter-ego, e fiabe senza tempo; non esiste bambino al mondo che, almeno una volta nella vita, non sia rimasto incantato da una delle tante storie dei suoi tanti film d’animazione. Una persona encomiabile, penserete voi; bhè, considerate molte testimonianze attendibili, si potrebbe dire “tutt’altro”.
Ad approfondire le conoscenze su Walt Disney, parrebbe che costui sia stato un vero e proprio genio del male. A smascherare la vera natura del più grande produttore del secolo scorso, ci ha pensato la biografia non autorizzata di Marc Eliot nel libro “Walt Disney: il principe oscuro di Hollywood”, che il New York Times si apprestò a studiare a fondo, verificandone la veridicità dei contenuti; da quelle pagine si scoprì la personalità di un uomo alcolizzato, nevrotico, depresso, impotente.
E razzista, ma questo non sembrava certo un segreto; sapevano tutti che nell’entourage della Disney, per volere del capo, non potevano entrare neri ed ebrei; e non era neppure un segreto che fosse una spia in forza all’FBI di presunti sovversivi e filo-comunisti.
Nel 1941, quando alcuni animatori Disney scioperarono, secondo diritto, Walter acquistò un’intera pagina di Variety sulla quale accusava i leader sindacali di rivolta comunista. Sembra oramai accertato che fosse anche un massone ed un satanista e che abbia lasciato delle prove nelle sue creazioni. A questo proposito, potete visionare il breve video seguente.
Nel filmato vengono evidenziati gli elementi che comproverebbero l’appartenenza di Walt Disney alla massoneria (la squadra ed il compasso) e al satanismo (il numero 666 della Bestia e le corna, tratti da “Cenerentola” – 1950, “Biancaneve e i sette nani” – 1937, “La Bella e la Bestia” – 1991, “Fantasia” – 1940).
Il Video
Lug 27
Stati Uniti: il gruppo di Exopolitica riceve il filmato di un enorme disco volante
Il gruppo Exopolitica (exonews.org) guidato dal Prof. Michael Salla, ha pubblicato il video di un presunto UFO ripreso da una distanza incredibile. Il filmato è stato fornito da “Ed”, un testimone che vuole rimanere anonimo, che ha fornito i video e le immagini delle sue testimonianze dirette di contatti extraterrestri dal 1976. Questo filmato è reale oppure è un falso?
Il filmato, nel caso fosse confermata la veridicità, sarebbe la prova madre che tutti gli ufologi e gli appassionati stanno aspettando.
L’Ufo appare da molto vicino e si possono chiaramente vedere l’oblò dai quali fuoriesce una luce molto brillante.
Il video è stato registrato con una telecamera HD (alta definizione) e si notano perfettamente i dettagli di quello che sembrerebbe essere un disco volante di grandi proporzioni.
Il video è curioso e per il momento non abbiamo la certezza che possa trattarsi di un filmato reale.
Su Youtube si è scatenato il dibattito con alcuni commentatori che sostengono che è troppo evidente per essere reale.
ED non è dello stesso avviso naturalmente ed avrebbe fornito una testimonianza convincente sulle sue esperienze in diverse interviste con Cousins Blake.
Cousins garantisce che altre riprese di questo video saranno rilasciate a breve per permettere ulteriori approfondimenti.
Se questo filmato, dopo le analisi sarà confermato autentico, sarà la prova che le autorità ed i governi hanno mentito sull’esistenza degli extraterrestri e sarebbe la conferma ufficiale che non siamo soli. Attendiamo con molta curiosità l’evolversi della situazione, nell’attesa vi invitiamo a riguardare il filmato.
Il Video
Lug 27
Ecco cosa mangiare per dimagrire: parola della scienza
Ecco cosa mangiare per dimagrire: parola della scienza – Certo, quel che mangiamo è fondamentale per perdere peso, ma sembra che il condimento abbia un ruolo particolarmente importante. Ci sono aromi che, aggiunti ai nostri piatti, li rendono più gratificanti e accelerano il senso di sazietà, portandoci a mangiare meno.
L’ultimo studio a riguardo è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e riguarda l’umami, il quinto gusto molto usato nella cucina giapponese e cinese sotto forma di glutammato monosodico, e naturalmente presente in molti cibi (dalla carne al pomodoro al parmigiano).
I ricercatori hanno offerto la stessa colazione a un gruppo di volontari, ma solo una parte di loro aveva l’aggiunta di umami. Questi ultimi hanno mangiato meno, perché – hanno detto ai ricercatori – si sentivano soddisfatti e già “pieni”.
Era già noto che anche pepe e peperoncino aiutano a mangiare meno, anche se è ancora poco chiaro il modo in cui un condimento aggiunto al piatto possa modificare il livello di appetito.
Quello che la ricerca ha notato è che l’effetto del piccante si massimizza se non si è abituati: e non perché, come si potrebbe pensare, il piatto piace meno, ma proprio perché il peperoncino è in grado di attivare il metabolismo e far bruciare più energia al corpo, ma l’effetto diminuisce mano a mano che ci si abitua al gusto.
Per gli amanti delle pillole, lo studio ha anche notato che ingerire il peperoncino attraverso integratori non ha lo stesso effetto, suggerendo quindi nuovamente che la chiave del successo starebbe proprio nel meccanismo che quel particolare aroma attiva nel nostro cervello.
Altri sapori che è bene usare se siamo a dieta sono il prezzemolo, l’aneto, e il tanto celebrato zenzero.
Tra i veri e propri piatti che aiutano a dimagrire non potevano mancare le verdure, ma l’effetto si massimizza se sono schiacciate sotto forma di purè: in questo caso le verdure diventano un vero e proprio soppressore dell’appetito.
Lo ha stabilito uno studio di qualche anno fa, e i motivi questa volta sono evidenti: se mettiamo più verdure sminuzzate, e dunque “nascoste” nei nostri piatti (ad esempio, nelle torte salate), anche senza variare il contenuto di grassi, ne mangeremo meno – a parità di gusto – perché le verdure ci faranno sentire sazi prima.
Lug 26
Acrilamide: a molti è sconosciuta quali i rischi?
L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo alla presenza di acrilamide negli alimenti.
Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza.
La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro.
Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti.
L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura.
Secondo quanto riportato dall’EFSA sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amminoacido chiamato asparagina, presente in molti alimenti.
L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C.
Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta.
Gli alimenti che contengono acrimelide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido.
I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori.
Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi.
Come ridurre l’esposizione all’acrimelide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura.
Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione.
Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti).
Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi.
Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa.
Lug 26
MGZ: “Disco inutile” è il nuovo album del Profeta!
Dopo il primo singolo che dà il titolo all’album in top 20 sulla IndieMusicLike per oltre due mesi, esce adesso il secondo singolo Easy Più Easy: mentre corri cerca almeno di ritrovare quella dolce sensazione di provar stupore.
Adorabile terrestre! Le tue giornate sono vuote e faticose? L’amore ha cambiato indirizzo? Odi il tuo lavoro, la tua città, la tua epoca e credi di valere molto di più? Ti senti prigioniero nei rituali sbiaditi del tuo ridicolo pianeta? Oppure tutto scorre e funziona magnificamente, ma hai un rumorino nella mente?
Non farti risucchiare dal Nulla ma sintonizzati con la Buru-Parola del Profeta MGZ nel Disco più Inutile e fondamentale della storia galattica.
Un disco che ti aderisce e crede in te.
Un disco incredibilmente sano e moderno.
Un disco che suona in testa anche se dormi.
Disco inutile! Un disco che ti ama!
Hanno detto di lui
XL/La Repubblica: Arriva dal Pianeta Burulandia il Profeta pazzo che ci salverà… un live show che è un rituale, una cerimonia, una festa. È il momento clou del profeta, quando finalmente ci si può toccare tra di noi.
Mucchio Selvaggio: …la deformazione grottesca è al servizio di un’osservazione sociale critica, lucida e coerente.
Internazionale: Un rito di passaggio scandito con precisione da un implausibile extraterrestre, e scaraventato su un baccano dance saltato in padella: mirabile!
Il Venerdì di Repubblica: …i testi delle sue opere sono meglio del migliore consiglio del vostro migliore amico.
Rockerilla: Cabaret psychotechnodemenziale.. alternativa a sindromi autistiche da social network.
Rumore: …una cultura musicale mostruosa.. Re dello sberleffo, profeta disco-trash, erede del punk proiettato su un cubo felliniano…
La Stampa: Stanchi della solita sbobba? Stufi marci di concerti tutti uguali, con i soliti cretini che suonano la solita musica cretina? Volete emozioni forti epperò autentiche, non costruite a tavolino per turlupinare i gonzi? Beh, segnatevi questa sigla: MGZ. MGZ & Le Signore è l’act più tosto e ruspante oggi in circolazione…
Il Manifesto: La fama di MGZ come lucignolesco provocatore, performer a tutto campo, sperimentatore della comunicazione totale e multimediale, è confermata in pieno dall’orgia sonico-visual-cabarettistica …È farsa decadente, distruzione del mito, gioia del coinvolgimento rituale…
Rockerilla: Militanza concettuale, messaggio, disperazione da una parte e divertissement, gioco, teatro dall’altra… Il paravento della follia…
Suburbia Magazine: Pazzi, geniali, istintivi, senza alcun riguardo per i canoni attuali…
Rumore: Basi pompate, ironia tagliente e il miracolo di coniare gli unici slogan che amiamo ancora ripetere in coro…MGZ è Beetlejuice che si è impadronito della CNN e, ben lungi da alcuna gratuita demenzialità, spernacchia dall’alto…
Il Secolo XIX: Tra le musiche che compongono la colonna sonora del film Preferisco il Rumore del Mare di Mimmo Calopresti, presente al Festival di Cannes, ecco fare irruzione le note di MGZ.
Sentireascoltare: Una nuova cartucciera di caricature della vita contemporanea. MGZ ironizza su quest’epoca, sui luoghi comuni da conservatori indignati e anche su se stesso. Caricature sciorinate in un cantato-recitato grottesco su basi elettroniche a metà tra cattiveria Prodigy e timbriche Subsonica (benché il gruppo – perché di tale in realtà si tratta – facesse queste cose sia prima dei torinesi che di Hewlett e soci).
Rumore: Uno spettacolo fra i più folli, satirici e divertenti in cui sia dato imbattersi nell’intera penisola, capace di richiamare platee oceaniche e far cantare in coro perfino le sedie…I testi di MGZ, all’apparenza alieni, parlano in realtà un linguaggio molto “normale” e quotidiano, che ottiene un curioso effetto iperrealistico…
Il Secolo XIX: Sotto un grande cervello di plastica appeso al soffitto si colloca Brainzuk dietro la console e fa partire una ritmica dura ma ballabile, che scalda il pubblico. Dopo pochi minuti accompagnato da Bob Stones alla chitarra fa il suo ingresso sul palco MGZ ed è subito delirio.
Rocksound: …i suoi spettacoli sono un’abile miscela di teatro, surrealismo, provocazione e musica…
Aktivirus: MGZ si conferma l’eclettico giullare post elettronico capace di far divertire e meditare in maniera sferzante e intelligente il suo pubblico cult in compagnia delle sue Signore…
Rockit: …a volte fanno pop di plastica ma perfetto, a volte hard-techno molto tamarra ma perfetta, a volte del perfetto punk metal, a volte sembrano i Prodigy ma sono meglio… come se Antonio Fatur (l’artista del popolo dei CCCP, ricordate?) fosse l’art director dei Bluvertigo e cacciasse via Morgan e Andy per sostituirli con un vocalist da discoteca di provincia e con un dj di gabber…
Uscita di Sicurezza: Satira multimediale? Musical? Rocky Horror Picture Show dell’era tecnologica? Splatter? … Sonorità tecnologiche e melodie aliene…
Rockerilla: Il deragliamento mentale dell’evidenza, nasconde profonde stilettate nel ventre molle delle nostre coscienziose dabbenaggini morali, della cattiva coscienza di questi tempi, mai sufficientemente illuminata per comprenderne la feroce assurdità…un’esperienza rara…
C. dell’Umbria: Il coloratissimo gruppo MGZ & Le Signore ha smosso il sempre più numeroso pubblico dello Psyco Stage di Arezzo Wave, invitandolo ad un ballo sfrenato…
Rumore: Che dire poi dei Residents? Che, se me lo consentite, MGZ e le Signore se li sono mangiati.
Flash: Unico nel suo campo, in Italia e non solo.
La Repubblica: Terroristi della multimedialità.
Sulpalco.com: Il Profeta MGZ è un filosofo contemporaneo…
Rockerilla: MGZ vi farà piroettare come dervisci in trance…
Fare Musica: Teatralità tecnologica ed assassina…
XXXSkate: Allucinati costumi post-tutto che mutano ad ogni brano, anzi episodio della saga…
Tutto: Un successo garantito in tutte le feste e discoteche…
Buscadero: Se siete stanchi di fiabe che vi rimboccano le coperte… Sado-maso musicale.
Rockit: L’inquietante technosciamano torna a diffondere il verbo.
MGZ – Bio
MGZ viene avvistato per la prima volta sulla Terra intorno alla metà degli anni ’90. Il sedicente Profeta afferma di giungere dal Pianeta Burulandia e di essere atterrato qui per una non meglio precisata missione.
Si rende ben presto conto che le canzoni sono una delle strade per arrivare più velocemente al cuore della gente, e si improvviva rockstar, mutuando look, movenze e filastrocche dagli improbabili protagonisti delle trasmissioni televisive intergalattiche della sua mirabolante infanzia.
Muovete le manine/muovete le antennine/giro giro tondo/cambiamo il mondo.
La costante empatia che egli avverte per il genere umano, lo spinge a condividerne le esperienze in maniera viscerale, fino a confondersi tra la folla e diventare uno di noi. A questo punto, da testimone e possibile salvatore, finisce per farsi travolgere dagli eventi, perdendone completamente il senso (o il senno?), e divenendo altresì, affermano alcuni, decisamente più simpatico.
Sopravvivo senza motivo/prima ero gentile ora sono cattivo/sopravvivo senza uno scopo/perché non mi sparo, te lo spiego dopo.
Dopo un improvviso ritiro ludico-spirituale, parcheggiato nell’universo tra videogiochi e cinegiornali di un’epoca lontana, MGZ non resiste all’accorato richiamo dell’Umanità dolente e torna a rendersi visibile invocando la felicità consapevole in un mondo mai prima così brutto ma proprio per questo bisognoso di partecipazione e socialità.
Mi sento bene… Mi sento bene… Mi sento bene bene bene bene bene!
Da quel giorno l’Astronave del Profeta esplora instancabile il globo terrestre alla ricerca di esseri meritevoli di un soggiorno su Burulandia, dove tutti sono uguali, immortali, liberi e felici.
Vivo in una bolla/la mia notte più bella/con la gente che balla/ nel mio mondo che brilla.
MGZ sta anche ragalando agli adorati umani un sogno di pace e voluttà, diffondendo tra loro la Grande Energia dell’Amore Libero!
Lasciam dormire famiglia e benpensanti/mettiam la sveglia e godiamo tutti quanti!
MGZ ha diffuso tra i terrestri 4 CD: Da domani cambio vita (Wide), Non riesco più a starmene tranquillo (Alternative), Ho visto tempi migliori (Green Fog) e La Bolla – Greatest Hits (BigRamona). Ha realizzato diversi spettacoli insieme al collettivo teatrale Le Signore (regia Grazia Stella). Ha collaborato, tra gli altri, con Madaski e gli Africa Unite e con i Mutoid West Company di Pisa.
È stato The Being nel Frau Frankenstein per il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Ha cantato con Zazzo e i Negazione. Ha preso parte ai programmi TV Music Zoo e Space Girls. È presente con un suo brano nella colonna sonora dei film Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti (53° Festival Cannes). Ha condiviso il palco con Roy Paci, Blue Vertigo, CSI, Mad Professor, Not Moving, Tying Tiffany, Meganoidi.
La band che lo ha accompagnato ha visto alternarsi alle chitarre Tax, Dome La Muerte, Bob Stones e Steven Guitar. Nell’ultimo show messo in scena, La Bolla Tour, le scenografie erano di Ruben Esposito, e i relativi costumi di rorror.
Ha condiviso per anni l’intera attività con DJ Brainzuk (musiche, arrangiamenti, programmazioni), ed insieme hanno realizzato il nuovo album Disco Inutile, con Richy Zen alle chitarre. Nel 2014 l’Astronave del Profeta sta volteggiando sul Pianeta Terra con un nuovo spettacolo, L’Inutile Show, colorato da miriadi di macchine sonore, musicisti alieni, lo Chevalier, cervelli luminosi, cubi magici e le splendide ballerine psichedeliche BuruBuruGirls!
Il Video
- Etichetta: Volume!Records
- MGZ: voce, arrangiamenti
- Brainzuk: programmazione, arrangiamenti
- Richy Zen: chitarre, basso
Per saperne di più
Lug 26
Vacanza lavoro: l’isola di Ventotene offre un esperienza meravigliosa
Vorresti scoprire la magia dell’isola di Ventotene e vivere un’esperienza a contatto con la natura? L’occasione giusta per te è una vacanza-lavoro in un’azienda agricola della Comunità dei Contadini di Ventotene per Terra Madre, la rete di coltivatori e operatori nata con lo scopo di mantenere e diffondere la memoria delle tradizioni e dei prodotti tipici dell’isola. I prodotti coltivati sono il più naturali possibile: puliti, sostenibili e realizzati nel rispetto dell’ambiente.
La location, per giunta, è invidiabile. Ventotene è una meravigliosa isola del Mediterraneo che tra il mare trasparente e le armoniose casette color pastello custodisce una memoria antica, fatta di uomini e di storia.
È una piccola striscia di terra vulcanica, generosa e fertile, che viene coltivata con sapienza e dedizione da pochi ostinati contadini che ne traggono prodotti dalle caratteristiche uniche.”
La vacanza-lavoro nei campi di un’azienda agricola può essere un’opportunità per scoprire una Ventotene fatta di prodotti tipici e tradizioni, in cui una straordinaria biodiversità è concentrata in un fazzoletto di terra. Si impareranno tante cose sui vari prodotti di stagione, sulle tecniche di coltivazione antiche e sulle più innovative teorie e pratiche dell’agricoltura naturale”, spiegano gli organizzatori del progetto.
Durante la vacanza si offre la propria collaboranzione nei lavori dell’orto e dei campi di lenticchie per alcune ore al giorno e, con un contributo quotidiano di 10 euro, si riceve in cambio vitto e alloggio. Si può decidere quanto restare e scegliere il periodo in cui arrivare: ogni volta sarà diverso, a seconda di quello che c’è da fare in campagna.
La Comunità dei Contadini di Ventotene per Terra Madre promuove l’agricoltura naturale e un turismo slow e amico dell’ambiente. E’ inserita nel circuito internazionale delle Isole Slow, il network di Slow Food che unisce tutte le isole minori del Mediterraneo.
Tra i nuovi progetti a prendere corpo, c’è anche il primo Mercato della Terra dell’isola di Ventotene, a cui hanno partecipato produttori provenienti da tutto il Lazio, offrendo un’esperienza diretta di filiera agro alimentare naturale e diretta.
Insomma, che aspettate? Tornerete a casa più abbronzati, in forma e certamente più felici, appagati da un’esperienza che vi arricchirà in modo del tutto diverso dal solito.
E magari potreste fare il bis: sempre nelle Isole Pontine, ma a Ponza, c’è la possibilità di fare una vacanza gratis se si puliscono le spiagge. Per maggiori informazioni clicca qui.
Lug 26
Come l’Ufo disintegrò il meteorite
15 Febbraio 2013. Sulle prime, colto di sorpresa, c’è chi pensa a un incidente aereo, ad una guerra, o persino alla fine del mondo.
Sono da poco passate le 7 di mattina sugli Urali, quando gli abitanti di Cheliabinsk e altre cinque città della regione, fino al nord del vicino Kazakhstan, sono improvvisamente svegliati dallo schianto a bassa quota di un bolide, meteorite di almeno 10 tonnellate, che si disintegra nell’atmosfera scagliando ovunque frammenti incandescenti, tra boati, fumo e un’accecante luce bianca. Un evento rarissimo che semina il panico.
Alla fine della giornata, il ministro degli Interni è in grado di fare un bilancio aggiornato: 1200 feriti, per fortuna non gravi tranne pochi casi, di cui oltre 100 ricoverati in ospedale. I bambini colpiti sono almeno 200, per lo più da frammenti di vetro esplosi. 3000 gli edifici danneggiati: i danni ammonterebbero a un miliardo di rubli ( 25 milioni di euro ). In frantumi tutti i vetri delle finestre, crollati i tetti di alcuni negozi e le mura di alcune fabbriche come mostrano le tv locali; in tilt allarmi delle auto e cellulari.
Almeno tre frammenti di oggetti cosmici vengono rinvenuti nelle zone circostanti; accanto al lago di Cherbakul si intravede un cratere di 6 metri. Scene da apocalisse immortalate da decine di video amatoriali postati su internet, molti girati in macchina con telefonini, e contorno di parolacce, poi debitamente censurate dalla stampa. Chiuse università, scuole ed asili. La Protezione Civile ha inviato 20mila uomini sul posto, altri 10mila agenti della polizia sono stati mobilitati per riparare le conseguenze e fornire aiuto alla popolazione.
È uno scenario apocalittico quello descritto dai testimoni oculari. «Un oggetto ha iniziato a esplodere in aria e poi ha continuato a terra, in una nube nera. La gente pensava fosse cominciata la guerra», racconta un abitante di Emanzhilinske, 50 km da Cheliabinsk, interpellato dall’agenzia Interfax. A Chelyabinsk l’aria, riferiscono i residenti, odorava di polvere da sparo; all’alba vedono cadere un oggetto luminoso incandescente verde, simile a un petardo, con una lunghissima scia. Come la traccia di un jet a rovescio, o «una palla di fuoco», nota una donna intervistata da Itar-Tass. Nel distretto Leninsky alle 9.30 del mattino si sente un boato terribile: «Mi sono svegliata di soprassalto, in un primo momento pensavo fosse caduto un aereo». Andrei, tassista citato dal blogger Daryanoff: «Ero in piedi accanto alla macchina, bevevo il caffè. Improvvisamente è apparso un lampo nel cielo, come una saldatura, poco dopo un’esplosione. E’ diventato molto caldo, 50 gradi, pensavo fosse esploso il gas in un palazzo».
I primi pareri degli esperti non si fanno attendere. «Siamo stati fortunati!» hanno commentato sull’esplosione del meteorite. La rivista scientifica Nature ha stimato che si tratterebbe del più grande caduto sulla Terra dal 1908, e ha sviluppato un’energia superiore a quella del test atomico nord-coreano di alcuni anni prima.
In Siberia ricordano ancora quanto avvenuto il 30 Giugno 1908 sopra la remota area della
Tunguska, quando un piccolo asteroide, forse il nucleo di una cometa, di 30-50 metri di diametro esplose entrando nell’atmosfera della Terra.
L’onda d’urto devastò una superficie di oltre 2mila chilometri quadrati e rase al suolo almeno 60 milioni di alberi. Per fortuna l’area era completamente disabitata e non ci furono vittime, non furono mai trovate tracce di roccia meteoritica al suolo.
Il meteorite degli Urali non ha colpito il suolo: è esploso in aria come si vede anche dai video girati dagli abitanti della zona. Gli esperti dicono che siamo stati abbastanza fortunati che sia esploso negli strati più alti dell’atmosfera.
Ma siamo sicuri che si sia trattato solo di fortuna?
Secondo quanto riportato da The Siberian Times, il meteorite che si è schiantato sugli Urali sarebbe stato ridotto in mille pezzi da un UFO in volo nei cieli della Russia Centrale. La teoria si basa sull’analisi di diversi filmati ripresi dalle persone del posto.
Gli appassionati di Ufo insistono le sostenere che nei video un piccolo oggetto volante sembra entrare in collisione con l’asteroide riducendolo in frammenti, nonostante l’esercito russo abbia più volte confermato di non aver lanciato nessun missile.
I sostenitori della teoria dell’UFO sono convinti che gli alieni sorveglino la Terra come degli angeli custodi. Pare che qualche giorno prima dell’evento, la zona sia stata interessata da un significativo aumento delle segnalazioni di oggetti volanti non identificati.
«In un primo momento, abbiamo creduto che il meteorite di Chelyabinsk fosse solo un corpo celeste ordinario», spiega nel resoconto del Daily Mail Alexander Komanev, coordinatore della comunità ufologica di Ekaterinburg.
«Poi i fatti hanno cominciato ad emergere quando sulla rete hanno fatto la loro comparsa diversi video, almeno tre molto simili, nei quali è possibile vedere un oggetto colpire il meteorite. Questo piccolo oggetto gli passa attraverso causando l’esplosione della meteora».
Secondo l’agenzia Itar-Tass, test svolti all’Università federale degli Urali su alcune rocce inusuali, rinvenute da una spedizione dell’Accademia delle scienze, dimostrano che si tratta di particelle di corpi celesti. «Si tratta del meteorite» ha comunicato su Twitter la stessa università, diffondendo anche immagini che mostrano piccole rocce nere di 1 cm di diametro.
«Confermiamo che le particelle rinvenute dalla nostra spedizione vicino al lago Chebarkul hanno realmente la composizione di un meteorite» ha confermato all’agenzia Ria Novosti, Viktor Grokhovsky, dell’Accademia delle Scienze.
Secondo gli scienziati, la parte più grande del meteorite si trova ancora in fondo al lago Chebarkul ma, per recuperarlo, servono soldi per una nuova spedizione. «Abbiamo trovato frammenti, tracce degli strati superiori del meteorite ( solo crosta di fusione e così via ), ciò significa che la maggior parte si trova ancora nel lago» ha spiegato Grokhovsky.
Poi ha aggiunto che il meteorite, che ora giace in acqua potrebbe essere grande circa 50-60 centimetri, ed i frammenti trovati dagli scienziati sono piuttosto piccoli. «Solo circa 50-53 pezzi, tutti di pochi millimetri. Questo è quanto è stato raccolto sulla neve intorno al cratere». L’esperto ha aggiunto che parti del meteorite potrebbero non essere solo nel lago.
A parlare delle prime analisi dei frammenti è il giornalista scientifico della rivista Nature, Geoffrey Brumfiel. Il contenuto dei frammenti è simile agli oggetti che popolano la fascia principale di asteroidi, compresa fra Marte e Giove, e quindi si ipotizza che il “sasso cosmico” possa essere arrivato da lì.
I frammenti, spiega Nature, sono stati analizzati da una spedizione di ricercatori russi dell’università degli Urali che ha raccolti i campioni nel lago di Chebarkul. Secondo gli ultimi dati della Nasa, il meteorite che ha colpito la Russia aveva un diametro compreso fra 15 e 17 metri e pesava circa 10.000 tonnellate. Mentre i ricercatori russi stanno analizzando i frammenti altri studiosi, spiega Nature, stanno analizzando i dati raccolti da una rete di stazioni a infrasuoni progettata per monitorare i test atomici.
Ben 17 stazioni, di cui una situata in Antartide, hanno raccolto il riverbero dell’esplosione nell’atmosfera e l’Organizzazione Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty che gestisce la rete, sottolinea Nature, l’ha definita l’esplosione più grande mai rilevata dal loro sistema.
Video
Lug 25
Quanta acqua serve per produrre ciò che mangiamo? la lista dei cibi più “spreconi”
Nel nostro blog, abbiamo spesso parlato del consumo di acqua e della necessità di evitare ogni forma di spreco. Una cosa a cui forse facciamo meno attenzione è invece l’acqua sprecata nella produzione di cibo.
L’impronta idrica è un indicatore di consumo di acqua che riguarda sia il consumo diretto, che quello indiretto. L’impronta idrica di un individuo, di una comunità o di business è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati dal singolo, dalla collettività, o da un business.
A tal proposito, il Water Footprint Network, una fondazione olandese senza scopo di lucro, ha stilato un elenco di alimenti che richiedono un consumo maggiore o inferiore di acqua, per la loro produzione.
Questo perché, questioni come la scarsità d’acqua e l’inquinamento, possono essere meglio comprese e affrontate conoscendo tali meccanismi.
“I problemi idrici sono spesso strettamente legati alla struttura dell’economia globale – si legge sul sito della fondazione – Molti paesi hanno esternalizzato significativamente la loro impronta idrica, importando beni ad alta intensità di acqua provenienti da altrove. Questo mette pressione sulle risorse idriche nelle regioni esportatrici, dove troppo spesso i meccanismi di governance dell’acqua e della sua conservazione sono carenti. Non solo i governi, ma anche i consumatori, le imprese e la società civile possono svolgere un ruolo nel raggiungimento di una migliore gestione delle risorse idriche”.
Per acquisire maggiore consapevolezza, in qualità di consumatori, vediamo insieme quali sono gli alimenti che secondo il Water Footprint Network consumano un volume maggiore di acqua.
Al primo posto, e non dovremmo esserne stupiti, si trova la produzione di carne. L’impronta idrica maggiore è quella data delle carni di bovini: 15.400 litri per chilogrammo, seguita poi dalla carne di pecora 10400 litri, di suino 6000 litri, e per ultimo di pollo 4300 litri.
Questo dovrebbe portarci a riflettere sul reale impatto che gli allevamenti intensivi hanno sull’ambiente.
Al secondo posto, e questo forse ci stupisce un po’ di più, troviamo il tè verde: la sua impronta idrica è di 8.860 litri d’acqua per produrre 1 chilo di prodotto. E per ogni bustina che contiene circa 3 grammi di foglioline, vengono consumati circa 30 litri d’acqua.
Per tonnellata di prodotto, i prodotti di origine animale hanno in genere una impronta idrica maggiore di prodotti vegetali. Secondo i dati riportati dalla fondazione, infatti, l’impronta idrica di un burger di soia di 150 grammi prodotto in Olanda è di circa 160 litri. Un hamburger di manzo dallo stesso paese costa circa 1000 litri.
Anche il riso è un alimento sprecone di acqua: per produrne un chilogrammo ne necessitano 2.500 litri.
Segue lo zucchero di canna, che ha un’impronta idrica di 1.800 litri; il pane, 1.600 e l’orzo, 1.420 litri di acqua per chilogrammo prodotto.
A gran sorpresa, anche le mele richiedono parecchia acqua per essere prodotte: per una sola ne occorrono ben 125 litri; 1140 litri d’acqua a confezione per quanto riguarda il succo di mela.
Ancora, troviamo il latte: per produrne 1 solo litro servono mille litri di acqua. Infine, per il vino, prodotto tipico italiano, l’impronta idrica è di 610 litri per kg: significa che un solo bicchiere costa 110 litri d’acqua.
E per gli amanti del caffè: una tazza richiede ben 140 litri di acqua. Tutta insieme, la popolazione mondiale richiede circa 110 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, per bere il caffè. Non poco.
L’intento della Water FootPrint è quello di sensibilizzare aziende e consumatori sul grande spreco di acqua nel mondo. La prossima volta, quando facciamo un acquisto, ripensiamo a questo elenco. L’acqua potabile è un vero e proprio oro blu ed è giunto il momento di chiedere al settore alimentare di contenere consumi e sprechi.
Lug 25
Siberia: una misteriosa struttura appare sul fondo del Sinkhole nella regione di Yamal
Siberia: una misteriosa struttura appare sul fondo del Sinkhole nella regione di Yamal – Nuovi elementi vengono fuori dalle analisi di un team di scienziati russi appena tornati dalla prima spedizione dentro il gigantesco buco. Il primo elemento sono i segni di erosione sul bordo scuro del cratere. Il team esplorativo ha trovato un lago ghiacciato sul fondo, formatosi in seguito alla caduta dell’acqua lungo le pareti del cratere, erodendo il permafrost.
Il sopralluogo ha appurato che il diametro del buco è tra i 50 e i 100 metri. «Il cratere ha più la forma di un ovale che di un cerchio, cosa che rende difficile calcolare l’esatto diametro», ha raccontato Andrei Plekhanov dello Scintific Research Center dell’Artico.
I ricercatori pensano che il fenomeno si sia formato negli ultimi due anni. Non appaiono tracce di esplosione. Le osservazioni inoltre eliminano la possibilità che un meteorite abbia colpito la regione.
“Beh, dobbiamo continuare la nostra ricerca per rispondere a questa domanda – continua Plekhanov- Le ultime due estati sono state relativamente calde per la regione di Yamal.
Forse, questo ha in qualche modo influenzato la formazione del cratere. Ma dobbiamo continuare le nostre ricerche per affermare qualcosa di definitivo. Quello che possiamo dire per certo è che è stata un’espulsione nel permafrost, quindi non c’è stato rilascio di calore come si era pensato in precedenza.
Comunque, non ho mai visto niente di simile, anche se sono stato molte volte nella regione di Yamal» conclude Plekhanov. Gli esperti spiegano che il fenomeno è forse il segno di un riavvio di un processo che non si vedeva da 8 mila anni, quando il paesaggio di Yamal si è andato formandosi su quello che una volta era un mare.
Il Video
di Antonio Marvasi
Lug 25
But that really Pantone law in fashion?
Come avrete capito dal titolo parliamo ancora del “Dio” Pantone… E se qualcuna non ricordasse di chi stiamo parlando.. Niente paura…
Anche quest’anno, infatti, la multinazionale americana Pantone, massima autorità nel campo del colore che ogni anno detta regole sulle nuance trendy, ha decretato i colori del post autunno/inverno.
Facendo giretti per negozi soprattutto di grosse catene mi sono accorta che oltre al saldo già le nuove collezioni si fanno spazio, questo articolo, nasce appunto per farvi conoscere le tinte che ci aspetteranno nella nuova stagione e farvi “regolare” su cosa scegliere e cosa no.
Chi ha detto che nella stagione fredda solo il nero o i colori scuri la fanno da padroni?
Infatti Pantone per questo autunno/inverno ci propone una vasta scelta di colori, ho avuto modo di vedere una pre-fall (offertami gentilmente dalle ex colleghe di Mango), della collezione e devo dire che Aurora red e Sangria sono i colori che ho preferito e che saranno prevalenti… Anche se poi sarà la clientela a scegliere la vera preferenza in stagione, già fu cosi’ per la primavera/estate… Si decretò il Radiant Orchid.. Ma sfido chiunque a trovare il colore nei negozi, la clientela ha decretato il Giallo come trionfatore!!
D’altra parte Pantone crede nel Radiant Orchid e ce lo ripropone nella stagione fredda. Ad accompagnarlo nella tabella pantone c’è anche un colore simile il Mauve mist, personalmente mi crea qualche perplessità, ma chi lo sà.. Avrà la sua rivalsa sta volta?
Vi si accosta il bellissimo Royal Blue (un blu intenso) che tende al viola insieme ad un Bright Cobalt (blu cobalto intenso).
Colori abbinabilissimi, semplici, in versione casual li vedo con un jeans, in elegante a pantaloni neri.
Tra i neutri spiccano Cognac (un marrone caldo non troppo scuro) e Aluminium (un grigio tortora dalle note metalliche)… Anch’essi molto semplici negli abbinamenti con il colore che tutti adorano in inverno ossia il Nero!
Un’altro dei miei favoriti è indubbiamente Misted Yellow (un giallo pastello non troppo acceso quasi color senape), mentre il verde è rappresentato da un autunnale e sofisticato Cypress verde (simile al muschio).
Quindi ragazze siete avvisate…. Se di tendenza vorrete restare, questi colori dovrete cercare! 😀
E con questa rima vi auguro buon nuovo shopping!
Lug 25
Ibernazione umana? Al via la sperimentazione
Tenere in vita i pazienti sospendendo o meglio rallentano le funzioni vitali di un individuo mediante mezzi esterni, senza però causarne la morte. Dilatare il tempo a disposizione dei chirurghi per portare a termine un intervento salvavita.
Stiamo parlando della tecnica nota come “animazione sospesa”, il passo prima di una vera e propria ibernazione, la conservazione del corpo al riparo dall’”usura del tempo” tramite processi medici standardizzati.
Il nome evoca scenari da film, ma la sperimentazione è in fase avanzata. La messa in pratica clinica di questo metodo rivoluzionario sta avvenendo al Presbyterian Hospital UPMC di Pittsburgh, in Pennsylvania, negli Stati Uniti.
La procedura prevede la sostituzione del sangue con una soluzione salina, in modo da scongiurare il rischio di ipossia nel cervello e nel cuore: così facendo, la temperatura corporea scende a 10 gradi dopo circa 15 minuti, fermando la respirazione, l’attività cerebrale e quella del sistema cardiovascolare. Il paziente in questo modo si trova sospeso tra la vita e la morte, al riparo dai danni celebrali, e in attesa di essere risvegliato.
Il coordinatore della ricerca Samuel Tisherman ha dichiarato a Scientific American: “Quello che vogliamo fare è sospendere la vita, ma preferiamo non chiamarla ‘animazione sospesa’ perché suona troppo fantascientifico, se un paziente arriva due ore dopo la morte non si può fare nulla, ma se sta morendo e si può interrompere il processo forse c’è una chance per lui”.
Una volta attuata la sostituzione del sangue, il metabolismo delle cellule del paziente tende a rallentare grazie alle basse temperature. Al termine dell’operazione, il sangue viene rimesso in circolazione per riportare a livelli normali la temperatura corporea.
La tecnica è stata già testata con successo sui maiali nel 2002 dall’Università del Michigan: al termine dell’intervento le cavie si sono svegliate senza problemi neurologici, in qualche caso senza bisogno di defibrillazione.
Al momento non è chiaro per quanto tempo il corpo possa rimanere in animazione sospesa senza avere danni: ”Noi stiamo cercando di salvare vite – spiega Tisherman – non di impacchettare le persone per mandarle su Marte. Forse un giorno qualcuno scoprirà qual è il limite, ma ci vorrà ancora molto tempo”.
Se la tecnica si rivelasse un successo i suoi usi potrebbero essere molteplici.
Il metodo potrebbe essere adottato da altri trauma center inoltre una volta perfezionata anche la strumentazione e i fluidi utilizzati si potrebbe tentare un’animazione sospesa fuori dagli ospedali. Per esempio in teatri di guerra: “l’esercito americano potrebbe essere interessato” ha dichiarato lo stesso Thisherman. E il futurò come spesso avviene gli usi medici e militari potrebbero essere traferiti al campo civile, con tutte le conseguenze del caso.
La differenza con la criopreservazione. L’ibernazione umana, è sicuramente una cosa diversa. Nota con il termine di criopreservazione, consiste nel tentativo di conservare nel tempo il corpo di una persona mediante il veloce abbassamento della temperatura fino a raggiungere valori vicini allo zero assoluto. Lo scopo sarebbe quello di “scongelare il corpo” a distanza di anni, mantenendo inalterata l’integrità dei tessuti, degli organi vitali e del cervello e poter fermare il tempo.
La pratica è ancora una chimera scientifica ma i sostenitori dell’ibernazione umana sostengono che bisogna finanziare la ricerca, anche a costo di fallire.
Il ragionamento alla base è semplice: ”la probabilità di resuscitare un corpo ibernato, per quanto piccola, è sempre maggiore della probabilità di resuscitare un corpo distrutto dal tempo trascorso sotto terra anche una infinitesima probabilità vale l’investimento economico necessario per procedere con la tecnica di crioconservazione”.
Il mercato della biostasi. Come in tutti i campi, l’ibernazione umana ha rapidamente scalato la vetta dello sfruttamento commerciale.
Esistono alcune società in Europa ma soprattutto negli Stati Uniti, che promettono di effettuare l’Ibernazione umana, (criopreservazione, biostasi o come la si voglia chiamare) dietro un lauto compenso.
E’ una pratica consentita dalla Legge. Il corpo di pazienti terminali, dopo la morte viene preso in consegna. Si procede con l’abbassamento della temperatura corporea di persone dichiarate legalmente morte, fino al raggiungimento della temperatura dell’azoto liquido.
A quel punto la decomposizione si ferma e la speranza è che, in futuro, sarà possibile riportare in vita tali persone, nonché ripristinarne la condizione giovanile e di salute, tramite sufficientemente avanzate procedure scientifiche. Una persona mantenuta in tali condizioni è considerata un “paziente criopreservato”, in quanto nelle intenzioni ottimistiche dei fautori di questa tecnica, l’essere umano non è considerato come realmente “morto”.
Lug 25
Film verità sull’Area 51: anticipazioni della misteriosa pellicola in uscita nelle sale americane
Film verità sull’Area 51: anticipazioni della misteriosa pellicola in uscita nelle sale americane – L’attesa è stata lunga ma finalmente a breve nelle sale cinematografiche americane uscirà l’atteso film sull’Area 51; la regia di Oren Peli (il regista di Paranormal Activity) ci guiderà nel mistero degli extraterrestri e della famosa base segreta americana.
Trama del film
Tre amici, appassionati di extraterrestri, scelgono di andare a Las Vegas per incontrare un’ex impiegato dell’Area 51, il loro scopo è quello di indagare e conoscere una volta per tutte i misteri che avvolgono la famosa roccaforte americana. Per farlo si affidano a Novak, l’ex dipendente della nota zona militare, ed a Natalie una ragazza che afferma di essere stata rapita dagli alieni.
Ci sono voluti 5 anni di lavorazione da parte del regista Oren Peli per riuscire a terminare questa pellicola che si preannuncia molto interessante. Il produttore cinematografico israeliano torna nelle sale mondiali dopo il boom ottenuto con il lungometraggio “Paranormal Activity” che ha incassato ben 108 milioni di dollari. Il regista, noto per la sua predilezione verso il paranormale, cercherà di farci entrare nella famosa base segreta americana facendoci venire la pelle d’oca.
La preparazione del film è stata molto difficoltosa dovuta soprattutto al cambio della guardia proprio alla regia; inizialmente infatti il progetto era stato affidato a Chris Denham ma nel 2011 il suo licenziamento innescò questi ritardi a catena, con alcune novità inserite nel film, cambi di programma e scene rigirate completamente.
Il film è stato girato con un taglio documentaristico e per far immedesimare ancora meglio il pubblico. Oren Peli si è affidato ad un cast di attori semi-sconosciuti: Bren Rovner, Darren Brigg e Reid Warner interpreteranno i 3 ragazzi protagonisti della storia.
Quando potremo vedere nelle sale il film? Il produttore Jason Blum non ha ancora comunicato la data, un altro mistero per un film horror – fantascientifico che ci terrà incollati alle nostre poltrone. Scopriremo finalmente i lati oscuri e nascosti della famosa Area 51? Avremo rivelazioni scottanti sulla misteriosa base segreta americana? Non resta che attendere.
Il Video
Lug 25
Damien Hirst: pro o contro?
Negli ultimi mesi, incuriosita da un post pubblicato su facebook da una mia cara amica, ho iniziato a seguire la storia e il percorso di Damien Hirst, 48enne di Bristol, definito da una parte di pubblico come un originalissimo e geniale artista, mentre d’altra parte attaccato e guardato con sospetto.
Premetto che nel mio percorso di studi mi sono trovata più volte a ricredermi positivamente su artisti che precedentemente non comprendevo, a capire ed apprezzare la loro arte, ma leggendo e approfondendo l’operato di Hirst devo ammettere che ancora rimango totalmente perplessa.
Voglio qui di seguito raccontarvi alcune delle tappe della carriera di Hirst, in modo che ognuno possa sviluppare la propria personale opinione su un personaggio così tanto discusso in questi ultimi anni.
È di pochi mesi fa la polemica che ha visto protagonista Hirst in seguito alle sue anticipazioni riguardo all’opera che sarebbe stata una delle protagoniste di una nuova mostra ad Arezzo.
Le numerose associazioni animaliste (come OIPA, LAV, EMPA e LEAL) si sono schierate contro Hirst con campagne internet, raccolte di firme e rivolte in piazza per fare in modo che la pecora in formaldeide, contenuta all’interno di una cassa trasparente, non venisse accolta all’interno del museo. Sono state raccolte più di 16 mila firme, ma senza risultati: tuttora, da più di un mese ormai, la pecora morta è visibile all’interno della galleria di arte contemporanea di piazza San Francesco.
Dal 14 giugno infatti si sta svolgendo ad Arezzo Icastica 2014, manifestazione artistica di importanza internazionale, che si occupa di trattare tematiche di estetica universale attraverso opere d’arte visiva, rappresentazioni di danza e teatro, design, poesia, giornate studio, architettura e molto altro. Insieme ad Hirst sono ospitate le opere di un’altra quarantina di artisti.
Hirst non è nuovo a questo genere di installazioni in cui animali morti vengono imbalsamati, immersi in formaldeide e presentati come soggetti dell’opera. Risale al 2004 il simbolo della sua carriera: “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living”.
L’installazione consisteva in uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide all’interno di una vetrina. Risale al 2012 l’evento svolto all’interno della Tate Modern Gallery di Londra dove Hirst aveva inserito artificialmente, fatto crescere e morire più di 9000 farfalle in una stanza chiusa senza finestre. Le farfalle venivano continuamente calpestate dagli spettatori della mostra e subito sostituite.
Le associazioni animaliste, in risposta alle continue proposte artistiche di Hirst, si sono schierate contro i suoi progetti che prevedono, all’interno di performance e installazioni, l’utilizzo dissacrante di alcune varietà di animali come pecore, mucche, maiali, zebre, lepidotteri e squali.
Al contrario esiste anche una percentuale di sostenitori che sostengono il diritto dell’artista alla libertà espressiva, partendo dal principio che l’arte sia un mezzo flessibile e strettamente legato all’evoluzione dei tempi e non strettamente legato all’ideale di bellezza classica e universale.
E voi che cosa ne pensate?
Elisa Giulia Chiesa
Lug 24