Lug 24
Iperico – Ecco un altro dono della natura
L’iperico chiamato anche erba di San Giovanni è una pianta che fiorisce proprio in questo periodo in un piccolo fiore giallo, cresce principalmente in zone poco umide, nei campi incolti fino a 1600 metri.
La leggenda, ma anche l’esperienza di moltissimi erboristi, narra che l’iperico vada raccolto nella notte tra il 23 e 24 giugno al tramonto, per San Giovanni, il giorno del Solstizio d’Estate.
Nella notte di San Giovanni, infatti, una speciale energia dilaga nella natura e sull’essere umano, motivo per cui si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e andare alla raccolta delle nuove che risultano essere più potenti e cariche di energia.
La leggenda narra che per ottenere poteri di preveggenza le erbe, nel giorno di San Giovanni, vanno colte in luoghi diversi, essiccate in mazzetti e messe sotto il cuscino la sera della festa: dovrebbero essere 9 tra cui senza dubbio l’iperico.
Ciò che si vedrà in sogno accadrà sicuramente. L’iperico è sicuramente una pianta avvolta da magia: il suo nome deriva dal greco hyper-eikon, cioè pianta che cresce sulle vecchie statue.
Per i medici greci Ippocrate e Dioscoride il suo nome significherebbe “al di sopra del mondo degli Inferi”.
Chiamato anche erba caccia-diavoli per la presunta capacità di cacciare gli spiriti maligni e i fantasmi, la leggenda vuole che alla vigilia della festa di San Giovanni una piantina di iperico venisse portata in casa, sul davanzale, insieme ad aglio, ruta e artemisia per proteggersi dagli spiriti di questa speciale notte.
Ma leggende a parte, reali sono le grandi proprietà terapeutiche di questa pianta,dovute ai flavonoidi contenuti, come l´ipericina, la rutina, la quercetina e l´iperoside, sostanze a spiccata azione antidepressiva e sedativa, che si ottengono dall’estratto secco o dalla tintura madre.
L’iperico e’ conosciuto infatti come antidepressivo proprio per queste sue proprietà: si consiglia di chiedere al proprio medico curante o omeopata le dosi da assumere di tintura madre o pastiglie di iperico per questo tipo di utilizzo.
L’iperico come infuso
L’iperico può venir impiegato anche sotto forma di infuso e oleolito, quest’ultimo di semplice autoproduzione. L’infuso di iperico viene impiegato per forme infiammatorie di bronchi e delle vie genito-urinarie, per la sua spiccata attività balsamica, antibatterica, anticatarrale.
L’oleolito di iperico
L’oleolito di iperico, invece, ottenuto dalla macerazione delle sommità fiorite fresche in olio di mandorle o girasole, si utilizza come cicatrizzante ed emolliente.
L’oleolito di iperico si impiega contro le ustioni, escoriazioni di vario genere, gli eritemi solari, contro prurito da psoriasi, secchezza del viso e della cute, piaghe da decubito, come antirughe, smagliature, segni dell’acne e cicatrici.
Se ne consiglia, ad esempio, l’utilizzo durante la gravidanza per evitare le smagliature post parto.
L’oleolito di iperico si utilizza anche per massaggiare il perineo prima del parto per ammorbidire la zona e in caso di emorroidi con un massaggio sulla zona colpita.
Controindicazioni dell’iperico
L’iperico presenta alcune controindicazioni come la fotosensibilità durante l’esposizione ai raggi solari: durante il periodo di assunzione è bene evitare l’esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti.
Per uso interno si consiglia, comunque, di chiedere informazioni al proprio medico e omeopata.
Oleolito di iperico: come autoprodurlo
Ingredienti:
- 70 gr di sommità fiorite fresche
- 250 ml di olio di mandorle o girasole deodorato
In un vaso di vetro inserire le sommità fiorite di iperico, quindi coprirle di olio ed esporle al sole facendole macerare per 3 settimane.
Trascorso questi tempo, filtrare l’olio dal tipico colore rosso ottenuto e conservarlo in bottiglie di vetro scuro, al riparo dalla luce e in luogo fresco affinché il preparato non irrancidisca.
Filtrare più volte qualora divenga necessario eliminare parti più grossolane cadute nell’oleolito.
L’oleolito di iperico non ha scadenza.
Giulia Landini
Lug 24
NASA: enorme oggetto avvistato sul Sole e documentato dalla sonda SOHO
Il 21 luglio 2014 uno strano oggetto dalle grandi dimensioni è apparso nelle vicinanze del Sole ed è stato documentato dalla sonda eliosferica SOHO.
L’oggetto emana un immenso bagliore che parte dall’alto, come dimostra il video sotto e la NASA riferisce che un evento simile si verificò nel 1998. Di cosa si tratta? Un imponente bagliore come quello registrato dalla sonda SOHO, non puo solo far pensare ad una esplosione di massa coronale (da escludere) con conseguente emissioni di raggi gamma, come spesso accade, ma si pensa ad un qualcosa di diverso.
Un oggetto di quelle dimensioni sopra il Sole, potrebbe far pensare alla presenza di un enorme UFO o di un Pianeta X? Si tratta forse di Nibiru? La NASA ci sta nascondendo qualcosa? Quello che si vede è probabilmente un oggetto di proporzioni enormi e la sua forma sembra simmetrica.
La NASA, attraverso il suo profilo Twitter, ha comunicato che la sonda di rifornimento cargo Progress, verrà spostata lontano dalla ISS per 10 giorni e le prove tecniche d’ingegneria avverranno prima dell’uscita in orbita del 31 luglio; un messaggio non proprio chiarissimo. Rimaniamo in attesa nella speranza di altri comunicati da parte della NASA che difficilmente però arriveranno.
Il Video
Lug 24
Il Progetto H.A.A.R.P. e lo spettro delle “guerre ecologiche”
Il Progetto H.A.A.R.P. e lo spettro delle “guerre ecologiche” – “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, … portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia.”
Da un rapporto “segreto” del Pentagono
“La tecnologia è come un paio di scarpe magiche ai piedi di una bambola meccanica dell’umanità. Dopo che la molla è stata caricata dagli interessi commerciali, la gente può solamente danzare, volteggiando vorticosamente al ritmo che le scarpe stesse hanno stabilito.”
Dal libro “Guerra senza limiti” di Qiao Liang e Wang Xiansui
Queste due frasi, estrapolate da due contesti completamente diversi, hanno un punto di contatto fondamentale per introdurre il tema di cui stiamo per trattare; nel testo scritto dai due colonnelli dell’Aeronautica Cinese, Qiao Liang e Wang Xiansui, i due militari cinesi esaminano l’impatto delle nuove tecnologie sul pensiero strategico, sul terrorismo e su tutto ciò che concerne la guerra in questo XXI secolo. Essi accennano due volte alla possibilità che un Paese possa scatenare artificialmente le forze della natura, usandole come “armi non tradizionali” per mettere in ginocchio il nemico. Per esempio sconvolgendo il clima e il regime delle piogge. Tutto ciò sembra fantascienza, ma Qiao e Wang hanno forse ragione nell’includere la “guerra ecologica” tra le 24 forme di conflitto da essi elencate; e tutto ciò diventa ancor più reale se prendiamo in considerazione la prima frase, la cui provenienza sembra essere addirittura il Pentagono.
Forse è solo qualcosa che molti si limiterebbero a bollare come “follia”, eppure parrebbe che qualcuno in possesso di tecnologie straordinarie si diletti a giocare con il datario e con i numeri; forse le date 26 Dicembre 2002 (ciclone Zoe in Polinesia), 26 Dicembre 2003 (terremoto a Bam, città dell’Iran meridionale, nella regione di Kerman), 26 Dicembre 2004 (onda tsunami nell’Oceano Indiano, a causa di un terremoto con epicentro al largo della costa nord-occidentale di Sumatra in Indonesia), 26 Dicembre 26 (terremoto del Hengchun, presso Taiwan), 26 Dicembre 2009 (terremoto nell’isola di Maluku in Indonesia), 26 Dicembre 2010 (terremoto nell’arcipelago di Vanuatu nel Pacifico sud-occidentale) sono solo una coincidenza incredibile.
Forse non è vero, al di là delle date, che lo tsunami del Dicembre 2004, come suggeriscono alcuni siti di cospirazionismo, è stato provocato da un esperimento tecnologico segreto, se non addirittura voluto come sostengono altri, ma questo non basta certo a scartare del tutto l’idea che con il controllo dell’atmosfera gli uomini non abbiano mai pensato di giocare; anzi.
Gli stessi sospetti dei “paranoici” riguardo al disastro dello tsunami dell’Oceano Indiano probabilmente non sarebbero mai potuti nascere se le premesse, almeno generiche, per una tale follia, non fossero esistite in primo luogo; questo perché, come sempre, la fantasia ha sempre bisogno di un appiglio reale, per potersi liberare.
Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell’uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.
Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi, abbiamo incominciato ad infliggere noi delle ferite terribili al nostro ambiente, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.
Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico controllato a scopi militari.
Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato progetto “H.A.A.R.P.”, acronimo di “High-Frequency Active Auroral Research Program”, ovvero, tradotto, “Progetto Attivo Aurorale di Ricerca ad Alta Frequenza”. E’ il cuore vero e proprio del più vasto, e ben più noto, programma di “Guerre Stellari”, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa, drogato da una spesa militare mai vista in precedenza e giustificata dal solito bipensiero orwelliano: “La guerra è pace”.
H.A.A.R.P. è un’installazione civile e militare statunitense situata in Alaska, nei pressi di Gakona, di cui occupa un’estesa area, a ovest del Parco Nazionale Wrangell-Santo Elias, in una base della United States Air Force.
Su questo territorio è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne costituite da un trasmettitore capace di trasmettere onde elettromagnetiche sulle onde corte da 2,8 a 10 MHz con una potenza di 960 kW. La potenza irradiata efficace (ERP) è di 84 dBW (corrispondendo a 500 MW), questo vale però solo per la frequenza di 10 MHz. Due frequenze spesso usate sono 3,39 e 6,99 MHz.
Ciascuna antenna corrisponde a un dipolo a croce che può essere polarizzato in modo lineare o circolare per la trasmissione e la ricezione.
La struttura è stata costruita modificando una precedente installazione radar esistente nella zona.
Bernard Eastlund, noto fisico statunitense, è uno dei proprietari del brevetto (US Patent #4,686,605) che ha portato allo sviluppo dell’H.A.A.R.P..
Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di chilometri di profondità; a conferma di ciò, è on-line il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam.
La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie.
Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi, era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.
Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici. Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata.
Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa U.S.A., produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici”) e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.
Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di H.A.A.R.P. verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti; la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando, a seconda delle diverse frequenze, cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.
Gli avvenimenti geopolitici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come “La Grande Scacchiera” di Zbygniew Brzezinsky del 1997, o i testi programmatici del PNAC, “Project for a New American Century”, dello stesso anno.
lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.
Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro “Tra due età”: “La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza […] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta“. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il “Progetto Popeye” per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.
Il documento più interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito U.S.A. nell’Agosto del 1996, intitolato “Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025″, nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aerospaziali U.S.A. potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.
Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato “Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio”, ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC ed attuale direttore del personale di Dick Cheney.
Il concetto alla base di questo rapporto è la “Full Spectrum Dominance”, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto.
Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’impero a farlo esclusivamente via terra e mare.
Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale U.S.A., Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare, ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri, navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma, dallo spazio”.
Il 22 Febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.
ono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che «gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate». Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che «i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] H.A.A.R.P. potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo».
Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità.
Anche la Russia, su questo progetto, ha detto al sua; il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma H.A.A.R.P., gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”. Alcuni scienziati temono che la ionosfera possa collassare per squilibrio elettrico, concludendo: “Possiamo davvero rischiare di manomettere qualcosa che ancora non comprendiamo del tutto, e che appartiene ad ogni forma di vita, non solo umana, su questo pianeta?”.
Nonostante ciò, la Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico.
Tirando le fila di tutto il discorso, c’è la seria possibilità che tali progetti e studi applicati di questo tipo possano risultare potenzialmente dannosi; che H.A.A.R.P. sia usato per eventuali fini bellico-militari, che possa provocare tsunami, uragani o terremoti, è comunque da sottolineare come le sperimentazioni complesse e di intervento attivo sull’atmosfera come questa possano effettivamente, in maniera imprevedibile e non voluta, provocare, su lungo raggio, disastri che potrebbero rivelarsi incontrollabili.
Volendo concludere riassumendo tutta la nostra analisi in poche parole, basta ricordare cosa affermò Bertolt Brecht, drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco tra i più grandi ed influenti del Novecento: “La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all’intera Umanità“.
Qui troverete un filmato indipendente riassuntivo di ciò che abbiamo riferito sopra: Video
Lug 24
Le interferenze del “forse” dimissionario
Le interferenze del “forse” dimissionario – E’ una notizia dell’ultima ora che val la pena commentare nelle poche righe che merita.
500 gli emendamenti alle legge costituzionale antidemocratica presentata dal governo Renzi, dalla sig.ra Boschi e dai suoi relatori Finocchiaro e Calderoli, sui quali è stato chiesto il voto segreto. L’approvazione di tale procedura deve essere presa dal presidente del Senato Grasso.
Grasso è stato convocato dal sig. Napolitano in queste ore, forse per ridurre al minimo gli emendamenti ? Ancora una volta questo Presidente della Repubblica interviene in prima persona, dopo già le inaccettabili dichiarazioni di ieri, su quanto dovrebbe scegliere liberamente il parlamento senza nessuna intromissione, meno che meno la sua.
Ancora una volta Napolitano travalica i suoi compiti e non per un obiettivo che riguardi la gente o richiesto dal popolo, ma per una riforma del senato che da più parti, ed anche da valenti costituzionalisti, è stata definita inutile e autoritaria.
Il signor “mi dimetto quando lo dico io” sembra aver completamente dimenticato il senso ed i limiti del suo mandato ed aver interpretato le sue funzioni come quelle di un “novello” padre della patria, da nessuno riconosciuto e da nessuno votato. La fretta con la quale il governo ed il sig. Napolitano vogliono chiudere una questione, che nulla ha a che vedere con le condizioni economiche in cui è ridotta l’Italia, grazie, soprattutto, alle “scelte” (imposizioni) proprio del Presidente della Repubblica, sono il sintomo di una chiara e lampante svolta autoritaria di un partito, il PD, che sembra non riconoscere neanche più nel parlamento il luogo dove decidere assieme non le tasse, ma addirittura la modifica costituzionale di una delle camere ed il peso del voto popolare.
La raccolta di firme promossa dal “Fatto Quotidiano” da il termometro del sentire del paese, ben diverso dai diktat e dalle prese di posizione di un ex-rottamatore e di un ex-fascista.
Impedire al parlamento di scegliere liberamente è pratica fascista, di quel fascismo ripudiato dalla nostra Costituzione, dai nostri morti per ottenerla, da quella libertà conquistata, passo dopo passo, da chi ci ha preceduto.
Nessun Napolitano, nessun Renzi, nessun ricatto può essere accettabile…ne va del futuro della nostra libertà.
Lug 23
Esiste un codice alieno nei nostri geni (SETI biologico)
La risposta alla domanda se siamo soli nell’universo, potrebbe essere proprio sotto il nostro naso, letteralmente, all’interno di ogni cellula del nostro corpo.
I ricercatori ritengono che la risposta alla domanda se siamo soli nell’universo potrebbe essere nascosta nel nostro codice genetico. Questi sostengono che le cellule del nostro corpo nascondano messaggi alieni. Il fisico Vladimir I. Shcherbak dell’Università Nazionale al-Farabi Kazakh National del Kazakhstan e l’astrobiologo Maxim A. Makukov dell’Istituto Astrofisicodi Fesenkvo si riferiscono a questo concetto come “SETI biologico”. E’ un messaggio di matematica e semantica che non può essere spiegato con cause naturali, ha inoltre riferito la rivista “Icarus”.
I due studiosi ipotizzano che un segnale intelligente potrebbe essere incorporato nel nostro codice genetico attraverso un messaggio matematico e semantico non coerente con l’evoluzione darwiniana
Questi affermano che il codice genetico “è una corrispondenza flessibile tra codoni (triplette di nucleotidi sull’RNA) e aminoacidi, e questa flessibilità permette la modifica artificiale del codice“.
Tuttavia, hanno sottolineato che una volta fissato, “il codice rimane invariato attraverso scale temporali cosmologiche“. Sostengono che “il genoma umano presenta anche un ordine accurato e preciso nella mappatura tra il nucleotide e aminoacidi del DNA e le disposizioni del codice rivelano una serie di modelli aritmetici simbologici e ideografici.”
Gli scienziati sottolineano che questi modelli sono come “il prodotto di una precisa logica di un computer avanzato, piuttosto che di processi stocastici“.
Concludono che “qualunque sia la vera ragione dietro il sistema decimale, il codice sembra essere stato inventato al di fuori del sistema solare diversi miliardi di anni fa“.
Questo tipo di “segni intelligenti” sarebbe il timbro indelebile di una civiltà aliena che ci ha preceduto molti milioni o miliardi di anni. L’impronta biologica sul genoma umano, sarebbe l’eredità di questa remota civiltà della Via Lattea.
Makukov sembra sostenere la teoria della panspermia , l’ipotesi che la vita sulla Terra è stata seminata dallo spazio. Ma c’è qualche altra prova a sostegno delle conclusioni dei due astrofisici? Sì!
“Stranger” nel nostro materiale DNA
La ricerca pubblicata sulla rivista Nature nel 2012 , diretto da Robert Gifford, un virologo presso il Centro Ricerche Aaron Diamante AIDS, e John Coffin, virologo presso la Tufts University School of Medicine di Boston, rivela che tutti gli esseri umani potrebbero essere molto meno intelligenti.
Lo studio spiega che nel genoma umano ci sono parti di un virus, in particolare il Bornavirus, portatore di morte a cavalli e pecore.
Sembra che circa 2 milioni di anni fa, questo virus ha messo un pò del suo materiale genetico nel nostro DNA, ed è stato dimostrato che questo tipo di RNA del virus può agire come un retrovirus (come l’HIV) ed essere integrato come ospite dei nostri geni.
Questa ricerca può aiutarci a comprendere meglio la nostra evoluzione, rivelando come oggi il mondo è il risultato di un interferenza di un virus contenuto in ognuno di noi. secondo Robert Grifford sembra che fino all’8% del nostro genoma potrebbe ospitare materiale genetico del virus.
In uno studio parallelo, ricercatori giapponesi affermano che questa “infezione preistorica” potrebbe essere una fonte di mutazioni umane, soprattutto nei nostri neuroni. Ma cosa succederebbe se in Invece di un “infezione” fosse il “marchio” suggerito da Shcherbak e Makukov?
Questa teoria affascinante, se confermata, sosterrebbe la tesi dell’antico astronauta, secondo la quale, in tempi antichi, alcuni stranieri avrebbero visitato la Terra, e contribuito all’evoluzione e allo sviluppo della civiltà umana nel nostro pianeta.
Se fosse così, l’umanità scoprirebbe non solo che non è l’unica specie che vive nell’universo, ma sarebbe anche parte di una vera famiglia cosmica universale… Anche se la domanda rimane sempre la stessa:
chi ha progettato il progettatore?
Lug 23
Israele: un punteruolo di rame ritrovato sposterebbe l’età del rame molto più indietro
Israele: Un Punteruolo Di Rame Ritrovato Sposterebbe L’Età Del Rame Molto Più Indietro – In Medio Oriente l’età del rame cominciò molto prima di quanto finora si è pensato: lo testimonierebbe un manufatto ritrovato nel sito di Tel tsaf, in Israele.
Gli scienziati lo chiamano “calcolitico”, ma nei libri di scuola si parla di “età del rame”: è l’epoca preistorica di transizione tra l’età della pietra e quella dei metalli; una tappa fondamentale nell’evoluzione tecnologica della nostra specie, circa cinque-seimila anni fa. Fino a oggi si è pensato che nell’area oggi chiamata “medio Oriente” – Palestina, Israele, Libano, Siria, Giordania – l’avvento dell’era del rame fosse databile al 4200-3800 a.C. Ma un ritrovamento effettuato nel sito archeologico di Tel tsaf, in Israele, permette di retrodatare l’inizio dell’età del rame, in quell’area, di almeno mezzo millennio.
Un punteruolo pieno di domande Scavando un complesso di edifici costruiti con mattoni di fango, distribuiti in sale rettangolari e grandi silos per il grano, è affiorato – all’interno del luogo di sepoltura di una donna di circa quarant’anni – un punteruolo in rame, che originariamente era dotato di un manico, molto probabilmente in legno. Tutto intorno all’oggetto, utilizzato per forare pelli e tessuti, sono emerse perline, ceramiche finemente decorate e una collana fatta con guscio d’uovo di struzzo.
Sono tutte testimonianze – dicono gli studiosi nella loro ricerca “The Beginning of Metallurgy in the Southern Levant: A Late 6th Millennium CalBC Copper Awl from Tel Tsaf, Israel” – che confermano la centralità commerciale del sito archeologico, posto in uno dei gangli di una vasta rete di scambi che portava molto, molto lontano. I reperti, infatti, sembrerebbero provenire dall’Armenia, dalla Siria, dalla Mesopotamia e dall’Egitto. Le stime effettuate in laboratorio sull’età del punteruolo lo confermerebbero come il primo manufatto metallico ritrovato nell’area: sarebbe la testimonianza dell’arrivo della tecnologia metallurgica.
È anche vero, però, che la sua presenza nel sito di scavo, accanto a manufatti di provenienza esotica, potrebbe dimostrare che i commerci permisero di acquistare strumenti prima ancora che le popolazioni residenti sviluppassero le tecnologie adatte a produrli. E il bronzo? Dopo l’età del rame venne l’età del bronzo. E gli archeologi, che lo sanno bene, sono rimasti a bocca aperta quando – dall’analisi spettroscopica condotta sul principale reperto ritrovato a Tel tsaf – sono emerse tracce di stagno. Si sa: stagno e rame sono gli elementi della lega metallica nota come bronzo. Quindi la domanda sorta nelle loro menti è stata di quelle memorabili: “Possibile che qui si sia passati addirittura dalla pietra al bronzo?” No, molto probabilmente è stato soltanto un abbaglio dovuto all’entusiasmo.
Non è raro, infatti, che alcuni minerali contenenti rame – usati della produzione del metallo utilizzato per l’ormai celebre punteruolo – contengano anche tracce più o meno consistenti di stagno. Non si tratterebbe dunque di una lega realizzata coscientemente, ma di un miscuglio del tutto involontario. La composizione del metallo del punteruolo, però, ha almeno permesso di risalire con qualche certezza in più all’origine geografica dell’oggetto. Minerali contenenti rame e stagno, all’epoca, si estraevano nel Caucaso, la catena impervia di montagne tra mar Nero e mar Caspio: molto probabilmente il punteruolo di Tel tsaf venne proprio da lì. Dalla terra leggendaria del “Vello d’oro”, che mosse le brame degli Argonauti. Vista così, tutta la storia umana sembra essere stata innescata dai metalli, più o meno vili essi siano stati considerati nel corso dei millenni.
Lug 23
California: misterioso oggetto registrato sui cieli di Los Angeles
Il 9 luglio 2014 lo Skywatcher Jonathan Castro ha filmato un Ufo sulla città di Los Angeles in California. Il filmato è incredibile e mostra uno strano oggetto lucente e dall’aspetto metallico, che evoluisce sopra il cielo californiano.
Il video è suggestivo e palesa la presenza di un grosso Ufo a forma di H, che ruota su se stesso, muovendosi in modo erratico e fluttuando per tutta la durata della registrazione. Il fantastico oggetto volante, ripreso da Castro, emana un bagliore che sembra provenire dalle luci colorate presenti sul velivolo.
Alcuni lettori, commentano il video asserendo che si tratta di un pallone ad elio e che le luci che si possono osservare, sarebbero solo dei semplici riflessi del Sole. Ma le evoluzioni in cielo dell’oggetto, non sono quelle di un classico pallone e lo Skywacther Jonathan Castro ne è convinto. Non si tratta di un pallone ad elio ma di un UFO. Il filmato, presente anche su Youtube, in poche ore ha ricevuto tantissime visualizzazioni. In attesa di ulteriori approfondimenti sul caso vi invitiamo a giudicare questo incredibile filmato.
Il Video
Lug 23
Star Wars VII: svelata la trama e le immagini di un X-Wing Fighter
Star Wars VII: svelata la trama e le immagini di un X-Wing Fighter – I rumor sull’Episodio VII di Star Wars diretto da JJ Abrams continuano: sembra che il regista e il suo entourage facciano difficoltà a mantenere chiuso il coperchio della padella (cinematografica) più calda del momento.
E il film più atteso del 2016 – la data di uscita di Natale 2015 potrebbe essere spostata a causa della gamba rotta di Harrison Ford – ha sempre meno segreti.
Le ultime novità raccontano alcuni possibili dettagli della trama: all’inizio della pellicola due personaggi dall’identità non ancora chiara (interpretati da Daisy Ridley e John Boyega) trovererebbero una mano mozzata che tiene un light saber.
Questa mano, non è chiaro se sia androide o umana, dovrebbe appartenere a Luke Skywalker.
A questo punto dovremmo comprendere che la vicenda ha luogo 30 anni dopo l’ultimo conflitto tra il cavaliere Jedi e suo padre Darth Vader, seguendo personaggi come Han Solo e Chewbacca alla ricerca proprio di Skywalker.
Interessante, no? Sicuramente una incipit perfetto per scaldare l’animo dei fan della saga. Ammesso che non si tratti di pettegolezzi e basta. Intanto oggi pomeriggio è emerso un nuovo video nel quale proprio JJ Abrams mostra, con un certo orgoglio, un X-Wing fighter.
Ecco a voi il Video.
Lug 23
Come difendere la propria privacy su internet
Browser, cellulari, social network, app: è boom di servizi che promettono di proteggere la privacy su internet. Che il datagate ci abbia insegnato qualcosa?
Internet-privacy
Lo scandalo del Datagate è ormai archiviato. Ma la privacy ha ancora la febbre alta: l’idea che i nostri dati personali possano finire nelle mani di un criminale informatico o nel database di una multinazionale, non smette di ronzarci in testa.
Siamo un libro aperto e dalle ricerche che facciamo su Google ai tweet, alle pagine che visitiamo tutto sembra pronto per essere intercettato. Eppure anche su internet l’invisibilità è possibile. Basta usare un po’ di accortezza e entrare nel mondo di Tor, il network che garantisce l’anonimato online.
Tor è l’acronimo di The Onion Router.
E’ nato come rete mondiale di server (con l’iniziale contributo della US Navy) per permettere alle persone di navigare in Internet in modo anonimo.
Col tempo si è trasformato in una organizzazione non-profit dedita allo sviluppo di strumenti per la privacy online. In pratica copre la nostra identità, spostando il traffico su diversi server e crittografandolo, in modo che non sia riconducibile a noi.
L’effetto immediato è che nessuno può conoscere l’indirizzo IP del nostro computer, né sapere da dove siamo collegati. Come suggerisce la parola onion (cipolla in inglese), Tor crea un numero di strati che nascondono la nostra identità al resto del mondo.
Ma esistono anche social network, messenger, motori di ricerca, smartphone: tutto rigorosamente a prova di spioni.
Navigazione
Per accedere alla rete Tor, basta scaricare il browser Tor, un programma gratuito e open source che permette di navigare il web in modo anonimo: cripta i nostri dati di navigazione e li fa rimbalzare di server in server in giro per il mondo, rendendo praticamente impossibile a chiunque seguirne le tracce.
La sua forza sta nel numero di utenti: più ce ne sono più è difficile rintracciarli. E se pensate che solo l’anno scorso Tor è stato scaricato da 120 milioni di persone…
Email
Il modo più semplice per inviare un’e-mail anonima è utilizzare un servizio di webmail da Tor. Peccato che la maggior parte dei grandi servizi di mail, come Gmail, per l’apertura di una casella richiedano molte informazioni personali a cominciare dal numero di telefono.
Ma esistono anche webmail criptate come safemail, oppure servizi di email temporanea come Airmail o Guerrilla Mail che usati con Tor permettono di inviare e ricevere email in modo anonimo.
Volendo esistono anche delle estensioni per il programma Thunderbird come Enigmail, che permettono di crittografare la posta in uscita.
Messenger
Pidgin è uno tra i più popolari messenger in circolazione perché permette di collegarsi a diversi sistemi di chat: da Google a Yahoo. La buona notizia? Può essere usato anche sulla rete Tor, modificando le impostazioni del proprio account (qui le istruzioni inglese). Ma se avete pazienza… è quasi certo che presto Tor lancerà il suo messenger: si chiama Instant Bird e cambierà il nostro modo di comunicare su internet.
Smartphone
A breve arriverà sul mercato Blackphone, uno smartphone Android nato dalla collaborazione tra un’azienda che fornisce servizi di comunicazione criptata e un’azienda di telefonini, la Geeksphone. I suoi punti forti sono una serie di app che permettono di fare telefonate e mandare sms crittografati e un abbonamento di due anni a SpiderOak, un sito “cloud” dove conservare file in modo anonimo e sicuro.
Volete navigare in modo anonimo dal vostro vecchio smartphone Android? l’app più diffusa è Orbot che usa il network di Tor per criptare le comunicazioni. L’alternativa per l’iPhone è invece Onion Browser (0,89 cent), che offre diversi livelli di protezione della privacy una volta online.
Social Network
Un social network anonimo è decisamente un ossimoro: come si può restare anonimi e mantenere al tempo stesso in contatto con una rete di amici? L’ipotesi che si fa strada per ora è quella di social network come Secret.ly dove si possono scambiare pensieri pubblici in modo anonimo, attraverso un’app per lo smartphone.
Più che una protezione per l’anonimato, è un’invocazione alla libertà di parola (troll inclusi). Ma c’è anche Social Number, dove invece del nome, gli utenti sono riconoscibili da un numero. Tocca poi ricordarselo.
Motori di ricerca
Il cruccio numero uno di Google è DuckDuckGo, un motore di ricerca che aggrega risultati da oltre 100 fonti tra cui Yahoo, Wikipedia, Wolfram Alpha e Bing.
E lo fa senza rischi per la privacy, visto che non raccoglie nessun dato dopo che abbiamo fatto le nostre ricerche e evita l’uso di cookie e non registra l’indirizzo IP né altre informazioni che potrebbero ricondurre alla nostra identità.
E presto potrebbe fare il botto: secondo indiscrezioni la Apple ha deciso di affiancarlo a Google come motore di ricerca su Safari con il lancio di iOS 8, il prossimo aggiornamento del suo sistema operativo mobile. Che per la privacy sia arrivato il tempo della (dolce) vendetta?
Lug 23
Il business dei sani – ecco come le case farmaceutiche fanno i miliardi
Il business dei sani – ecco come le case farmaceutiche fanno i miliardi – Il settore del farmaco scoppia di salute e il mensile E, edito da Emergency, mette in fila i numeri per scoprire quanto vale “Il business dei sani”, come titola la copertina del numero in edicola.
Un business da primato, che nemmeno la crisi planetaria ha scalfito. “Il giro d’affari delle aziende farmaceutiche nel mondo ha superato nel 2010 i 610 miliardi di euro, fatturato a cui quelle italiane contribuiscono con una quota di circa 25 miliardi – spiega l’inchiesta di Roberta Villa -.
La spesa media pro capite di ogni italiano per le medicine è di oltre 300 euro l’anno, ma non è tutto qui, perché il settore dei farmaci concorre per meno del 15 per cento all’ intero comparto economico che ruota attorno alla salute.
E questo mercato del benessere, dai confini sempre più sfumati, rappresenta ormai il 10 per cento dei consumi in Europa e il 15 per cento negli Stati Uniti“. eccato per le conseguenze collaterali, che hanno nomi difficilotti ma spiegazioni assai semplici.
Il “disease mongering” non è un morbo contagioso, ma la prassi di marketing che negli ultimi anni ha consentito al comparto di far volare utili e nuovi brand: come spiega Gianfranco Domenighetti, docente di Comunicazione ed economia sanitaria presso l’Università della Svizzera italiana, l’importante non è riuscire a vendere più medicine ai soliti malati, ma sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attenzione alla salute.
Come? Semplice basta “gonfiare” l’importanza di una malattia o se occorre, inventarsela di sana pianta” dice Domenighetti invitando l’utente medio a meditare sull’utilità di screening massivi e campagne di prevenzione sempre più frequenti.
Perché, a dire il vero, le malattie restano più o meno le stesse e “solo il 2, 4 per cento dei farmaci immessi sul mercato dal 1981 al 2008 rappresenta un vero importante progresso terapeutico, mentre l’80 per cento non sono che copie dell’esistente, a eccezione del prezzo, che di regola è triplicato” chiosa l’economista svizzero, ma davvero l’industria riesce a condizionare la domanda di farmaci fino al punto di danneggiare il reale interesse del consumatore/paziente? Risponde Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: “Questa idea di curare i sani è solo l’ultimo atto di una strategia che inizialmente è partita allargando artificialmente la platea dei malati. Non è un caso che i valori-soglia considerati un tempo normali per la glicemia, il colesterolo o la pressione arteriosa siano stati progressivamente abbassati: per ognuno di questi aggiustamenti, è cresciuto a dismisura il numero di persone cui prescrivere medicinali”. E se la prossima volta che leggerete sul giornale un mega inserto sulla salute dove si parla di doloretti alla schiena, tenete a mente questa battuta rapida ma efficace: “La fibromialgia, per esempio, è una ‘nuova’ malattia che sembra fatta apposta allo scopo di vendere analgesici”. Parola di Garattini.
Oltretutto c’è da ragionare sulla relatività del concetto salute sulla forza dei modelli culturali capaci di espandersi a suon di investimenti miliardari. Gli Stati Uniti, si sa, sono la patria dell’extra large e anche in ambito farmaceutico stanno facendo scuola alla vecchia Europa.
Negli Usa una persona su quattro prende ogni giorno la pillola per tenere a bada la pressione e i medicinali contro gli stati ansiosi sono ormai alla portata dei bambini di quattro anni. Donne isteriche? Uomini disoccupati? Adolescenti inquieti?
Tutti in fila per la terapia, magari venduta via internet con sconti favolosi, giusto per invogliare il cliente.
In Italia, storicamente, la classe medica ha posto un freno all’invadenza del business, ma i tempi magri e l’inesorabile tendenza al supporto fast – meglio buttar giù un antidolorifico al volo piuttosto che impegnare tempo e denaro in cure tradizionali cui la sanità pubblica non può più far fronte – fanno pensare a un futuro ancor più florido per i commercianti del benessere. “Per questo abbiamo deciso di occuparcene – spiega Maso Notarianni, vicedirettore di E -. Noi siamo la testata di Emergency, e tutti si aspettano notizie sulle attività nei vari luoghi del mondo dove opera l’organizzazione.
In realtà il mondo è un affare complicato, dove tutto si correla. I soldi, la ricchezza, la democrazia, i diritti umani. Anche in Italia, nella sanità privata o in quella pubblica, c’è chi pensa solo al profitto. Secondo noi la salute è un’altra cosa, il rispetto per l’essere umano è la priorità: in un ospedale sperduto tra la guerra o nella clinica degli orrori a Milano cambia poco”.
Lug 22
Tavolo solare che ricarica i dispositivi
Tavolo solare che ricarica i dispositivi – Oggi vogliamo parlarvi dell’ultima trovata: il “Solar Charging Table“. E’ stato progettato dalla famosa azienda giapponese Panasonic e presentato durante il Retail Tech Expo di Tokyo, come soluzione (quasi) definitiva per tutti coloro che si trovano in giro per la città con il telefono o il lettore mp3 scarico e non sanno come rimediare al problema.
Sfruttando i pannelli solari installati sulla sua superficie sarà possibile ricaricare cellulari, tablet, computer portatili semplicemente appoggiandoli su di esso, sfruttando le tecniche di ricarica ad induzione (per questo i dispositivi dovranno essere compatibili con questa tecnologia, o dotati di accessori appositi), inoltre moltissimi dispositivi potranno essere ricaricati contemporaneamente.
L’energia solare, quindi pulita, servirà anche per le piccole cose. I bar, i ristoranti e le attività commerciali che operano all’aperto potranno servire i loro clienti anche in questo senso, evitando cavi e fili.
Naturalmente è troppo presto per conoscerne il prezzo, ma difficilmente sarà abbordabile ai più.
Lug 22
Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l’acqua
L’acque è una risorsa importante e la Nestlé lo sa bene, continuando nelle sue acquisizioni, in questo caso nella riserva degli indiani Morongo in California.
Gli abitanti di Riverside, vivendo in una terra arida con penuria di acqua al confine di questa regione, si lamentano del fatto che la multinazionale svizzera riesca ad estrarla dal sottosuolo e imbottigliarla con il marchio Pure Life rivendendola in tutto il Nordamerica.
Tutto regolare dal punto di vista giuridico, visto che l’accordo della Nestlé con gli indiani, stipulato nel 2002 con termine 2027, non può essere modificato perché lo Stato della California non ha nessuna giurisdizione in questo territorio, aggiungendo il fatto che sono ignoti i termini del contratto e la quantità di acqua che viene estratta, ma risulta certo il profitto da parte del colosso elvetico stimato in circa 8 miliardi di euro l’anno.
Questa storia è stata raccontata dal regista svizzero Urs Schnell nel documentario “Bottled Life” premiato lo scorso anno al Festival di Berlino, denunciando il fatto che coloro che vivono ai margini della riserva indiana si lamentano della cattiva qualità dell’acqua, e del fatto che durante la giornata, viene interrotta più volte l’erogazione.
Questa è una vera e propria guerra per accaparrarsi le risorse, in questo caso dell’acqua, ambito nel quale la Nestlé ha ormai assunto una posizione di monopolio, assieme a Danone e Coca Cola, e quando questo “risiko” sarà completato potranno chiudere i rubinetti e ricattare il mondo come già stanno facendo.
L’acqua viene presa in ostaggio, con le buone o con le cattive, divenendo profitto per pochi, mentre noi ignari consumatori ci sentiamo ormai “sicuri” solo se l’acquistiamo in bottiglia, frutto di politiche mirate e di un battage pubblicitario finalizzato a considerare l’acqua sicura solamente se imbottigliata.
Lo sappiamo bene in Italia, visto che in Europa siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia, mentre nel mondo siamo al secondo posto, come riferito dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali.
L’acqua fondamentale risorsa del pianeta sta rapidamente sparendo, la sua scarsità a livello globale si profila come la maggiore minaccia di crisi ecologica, economica e politica.
L’acqua è un bene imprescindibile per la vita umana, per questo fa gola alle multinazionali e il suo business ha un valore immenso, generando una estrazione selvaggia dalle falde.
Il film documentario “Bottled Life” non parla solo dell’acqua dei Morongo, ma anche di altri luoghi, per esempio di ciò che sta accadendo in Pakistan dove i pozzi scavati dalla multinazionale svizzera Nestlé stanno privando la popolazione dell’acqua potabile, che poi rivende a caro prezzo dopo averla, mentre la prima acqua “purificata”, cioè acqua di rubinetto trattata con l’aggiunta di minerali, viene commercializzata nel Paese asiatico.
Secondo me è un atto criminale e siamo in presenza di un commercio ignobile e sregolato, visto che ogni anno in Pakistan muoiono più di 200.000 bambini a causa della dissenteria e l’accesso alle proprie falde sotterranee è la sola possibilità per le persone per avere acqua sicura.
Insomma, l’acqua è vita, non un bene da cui trarre un indiscriminato profitto, in nome del quale, la Nestlé sta contribuendo al depauperamento delle risorse idriche, inaridendo le locali fonti d’acqua e i pozzi fino a oggi utilizzati per uso domestico e agricolo.
Difficile pensare che l’estrazione dell’acqua condotta dalla Nestlé sia sostenibile da parte dell’ambiente, visto che quasi sicuramente ciò avviene molto più velocemente di quanto possa essere naturalmente rinnovata, mettendo a rischio il diritto all’acqua da parte delle future generazioni.
Lug 22
Limone e bicarbonato – soluzione troppo economica, la sanità tace
Il bicarbonato di sodio è uno dei più potenti alcalinizzanti. Otto Heinrich Warburg, premio Nobel nel 1931 per la sua tesi “La causa principale e la prevenzione del cancro”, ha dichiarato: Le cellule tumorali vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno.
Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino, ossigenato, consentendo il funzionamento normale, privare una cellula del 35% di ossigeno per 48 ore può probabilmente innescare un processo canceroso. Le sostanze acide respingono ossigeno, mentre le sostanze alcaline lo attraggono.
Le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno.
Invece la glicemia sopravvive fino a quando l’ambiente è privo di ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini, quindi il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e alcalinità.
La dr. Elisabetta Izquierdo: “Io sono un medico e mi rifiuto di credere che radio e chemioterapia siano gli unici strumenti per debellare il cancro”.
Il bicarbonato umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche farmaceutiche può curare il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia.
La “soluzione” della medicina organizzata per il cancro si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.
La soluzione può essere nel kit del vostro bagno.
Dose Consigliata:
- 1/2 litro di acqua
- succo di 3 limoni
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio.
Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno, ma non tra i pasti.
È meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.
Nel suo libro, “Vincere la guerra al cancro“, il suo autore – il dottor Mark Sircus – affronta la questione del bicarbonato di sodio che aiuta a salvare innumerevoli vite ogni giorno.
Il bicarbonato di sodio è noto come antico metodo per accelerare il ritorno a livelli normali di bicarbonato nel corpo. E’ inoltre economico, sicuro, e forse potrebbe essere la medicina più efficace a disposizione contro il cancro. Il Bicarbonato di sodio dà al corpo una forma naturale di chemioterapia che uccide efficacemente le cellule tumorali senza gli effetti collaterali devastanti evitando anche i costi della chemioterapia convenzionale.
Dal momento che nessuno si può arricchire e fare un sacco di soldi con qualcosa di così semplice, nessuno lo promuove e quindi manca il supporto per essere studiato e sperimentato.
La comunità medica ha voltato le spalle Dr. Simoncini e ad altri colleghi, perché, da onesto specialista oncologo, ha rifiutato di utilizzare i metodi convenzionali per i suoi pazienti che decidono di farsi somministrare cure a base di bicarbonato di sodio, curando con impressionante successo nel 99 per cento dei casi il cancro al seno.
Il cancro della vescica può essere curato in breve tempo, completamente e senza chirurgia, chemio o radioterapia, utilizzando solo un apparato di infiltrazione locale (simile ad un catetere) per infondere bicarbonato di sodio direttamente nella zona infetta del seno o della vescica, ma può anche essere consumato per via orale.
Il bicarbonato di sodio applicato ai tumori alla fine li fa scomparire rapidamente, che molti dei trattamenti chemioterapici attualmente includono bicarbonato di sodio, con la scusa che “aiuta” a proteggere i reni, il cuore e il sistema nervoso del paziente è un dato di fatto. Ed è stato già stabilito che la somministrazione di chemioterapia senza bicarbonato può uccidere il paziente.
Così, quando sentiamo parlare sui “successi” della chemioterapia è proprio il bicarbonato di sodio che agisce, non solo per fermare metastasi ma anche per ridurre al minimo gli effetti collaterali dannosi della tossicità chemioterapica. Inoltre non esistono studi per separare gli effetti del bicarbonato di sodio dagli agenti chemioterapici tossici.
Lug 22
Una presunta figura umanoide sulla luna
Il 20 luglio 2014 una misteriosa figura è stata avvistata su Google Moon. Lo strano essere sembrerebbe avere le sembianze di un Umanoide.
Nelle foto si distingue benissimo questo presunto Umanoide e anche la sua ombra.
Di seguito le coordinate per osservare direttamente su Google Moon (oppure attraverso Google Earth) l’eccezionale scoperta: 27°34’26.35″N 19°36’4.75″W.
Nel 1967 la NASA catturò un’immagine che fu ribattezzata “The Shard”; una strana torre apparve in una foto acquisita dalla sonda Lunar Orbiter III.
Le missioni spaziali ci hanno detto tutto? Dopo il 1973 la NASA sospese le missioni Apollo e non mandò altri astronauti sulla Luna, perché?
Tutto lascia presagire che non siamo soli e l’immagine catturata sulla Luna il 20 luglio 2014 sembra confermare la tesi di diversi scienziati ed esperti.
Il Video
Lug 22
I buoni e i cattivi
I buoni e i cattivi – Ce lo dicono e ce lo ripetono tutti i giorni, per paura che ce ne dimentichiamo, per paura che la verità riesca a sfondare quel muro di menzogne che i “buoni” hanno costruito attorno alle loro missioni di pace, di liberazione, di guerra al terrorismo, di difesa dei “valori” di quello che chiamano “democrazia”.
I buoni hanno sganciato l’atomica per conquistare la pace, uccidendo generazioni e generazioni di innocenti, l’hanno difesa con il napalm, con l’uranio inattivo, con campi di concentramento, come Guantanamo, dove la tortura e l’annullamento dell’individuo sono soltanto quei metodi di persuasione e di redenzione necessari alla causa.
I buoni non uccidono, colpiscono, con precisione, solo gli obiettivi militari e lo fanno per evitare vittime innocenti. I “danni collaterali” o i “morti telegenici” sono le tecniche dei cattivi per screditare la missione umanitaria che Dio, prima, e il mondo intero, poi, ha affidato a questi “supereroi” senza maschera e senza peccato, senza anima e senza vergogna.
I buoni bonificano il mondo dai “cattivi” sulla base delle loro regole e del loro “sentimento” di libertà, che coincide con quello dei Pinochet cileni, con quello dei presidenti israeliani, ma non con quello dei Saddam iracheni o Gheddafi libici.
Quel genocidio, che va avanti da decenni in Palestina, che un popolo intero, a cominciare dai bambini, subisce da parte del popolo israeliano, è, per i “buoni”, il diritto alla difesa che, a chi è più forte, più ricco, più influente, non si può negare. Poi c’è l’olocausto, quello sul quale i “buoni” di prima chiusero entrambi gli occhi, per poi riaprirli a strage avvenuta, che giustifica ogni cosa, ogni bomba, ogni eccidio, ogni muro, ogni deportazione.
Non si può, né si deve, ribellarsi alla legge dei “buoni”, il rispetto della libertà passa per il sacrificio di intere popolazioni, di interi continenti…quel sangue delle vittime della “democrazia” dei più forti, impresso sulle pietre che i ragazzi palestinesi scagliano contro i loro aguzzini, sono l’urlo di quel mondo tradito, violentato, ucciso, terrorizzato che, della libertà dei buoni, conosce solo le bombe.
Lug 21
Misterioso oggetto volante viene avvistato su Roma il 19 Luglio 2014 – il video
Il video che vi presentiamo è stato registrato a Roma – nella zona Tiburtina – la sera del 19 Luglio 2014 dal signor Stefano Ercolino appassionato di UFO e Skywatcher (osservatore del cielo). Stefano è riuscito a documentare un misterioso oggetto che passava sopra la sua abitazione di Roma verso le ore 20.43. Ecco la sua testimonianza:
Ero uscito fuori nel mio giardino per dare da mangiare ai miei gatti, quando all’improvviso una luce brillantissima si è accesa nel cielo, quasi come se volesse segnalare per farsi vedere a tutti i costi. L’Oggetto era fermo, e pulsava e brillava di una luminosità meravigliosa, mai vista prima nei miei precedenti avvistamenti. Sono corso immediatamente dentro casa per prendere la videocamera digitale, sperando di poter riprendere l’Oggetto prima che sparisse. Tornato subito fuori in giardino (dopo circa 30 secondi) ho iniziato a registrare. L’Oggetto era ancora lì, ma aveva diminuito la sua potenza di luce (ma era sempre ben evidente), e nel momento in cui ho iniziato a riprenderlo ha iniziato lentamente a muoversi, fino a sparire dalla mia visuale dietro i tetti del palazzo di fronte a me. Come punto fermo di riferimento, per monitorare il movimento intelligente dell’Oggetto, ci sono le antenne televisive poste sul tetto del palazzo di fronte a me.
A circa metà registrazione ho inserito il “Night Shot” (Infrarossi). Purtroppo sulla videocamera era impostato l’Auto Focus (messa a fuoco automatica), il quale non ha permesso la costante nitidezza in registrazione dell’Oggetto; avrei voluto inserire la messa a fuoco Manuale, ma avrei dovuto perdere tempo e distrarmi per accedere alle impostazioni della videocamera, per cui ho lasciato l’Auto Focus. Inoltre non avendo la videocamera ferma su un supporto fisso, durante le zoomate le immagini sono un pò mosse. Nonostante ciò si nota comunque che l’Oggetto è sferico e solido, e che emette una luce mobile dalla superficie della sua stessa forma sferica, e che la dirige e sposta in modo bizzarro intorno a se, mentre è in movimento. Avrei anche voluto prendere il mio puntatore Laser Astronomico verde e dirigerlo sull’Oggetto, ma essendo capitato tutto all’improvviso, ed essendo da solo, con solo due mani, non ho avuto tempo ne modo. I rumori che si sentono in sottofondo sono i miei gatti che mangiano i croccantin.
La Redazione Segnidalcielo ha effettuato delle analisi su alcuni “frame” (fermo immagine) tratte dal video, dove si può notare la sfera di luce. Ma osservando attentamente le immagini, si può notare che dietro quella sfera di luce, si nasconde un oggetto di forma ovoidale che ruota su se stesso. Il misterioso velivolo vola in modo erratico e a bassa quota sopra le abitazioni e non emette rumore. La stessa sera, anche lo Skywacther Fabrizio Molly, ha registrato un misterioso oggetto volante di forma sferica che volava sopra la sua abitazione nella zona del litorale romano (Ostia). Rimaniamo in attesa di ulteriori segnalazioni riguardanti questi avvistamenti avvenuti tra la capitale e il litorale romano.
Il Video
Lug 21
Multinazionali – Ecco le 10 aziende che controllano tutto
Multinazionali – Ecco le 10 aziende che controllano tutto – Sono solo 10 le grandi aziende globali a cui fanno capo la stragrande maggioranza dei marchi che troviamo nei supermercati.
Un impero che secondo Oxfam schiaccia i produttori locali e continua a inquinare il pianeta. Altro che km zero. Ci sono anche marchi molto noti e amati dagli italiani (come Buitoni, Bertolli, S. Pellegrino e Algida) tra le centinaia di sigle che campeggiano sulla maggior parte dei prodotti alimentari che troviamo ogni giorno nei supermercati, e che fanno capo a sole 10 aziende multinazionali.
Sono queste, le Big 10 del Food, che Oxfam International ha messo in fila in un bell’infografico che ce le mostra tutte: sono
- Coca Cola
- PepsiCo
- Unilever
- Danone
- Mars
- Mondelez International (la ex Kraft)
- Kellogg’s
- General Mills
- Nestlé
- Associated British Foods
Un’iniziativa che mira a far conoscere ai consumatori come funziona il mercato del cibo globale, ormai saldamente in mano a queste poche compagnie, che tutte insieme hanno tra l’altro un impatto ambientale fortissimo: secondo Oxfam infatti le Big 10 hanno immesso nell’atmosfera 263,7 milioni di tonnellate di gas serra nel 2013, e se fossero una nazione del mondo sarebbero al venticinquesimo posto nella classifica dei paesi più inquinanti.
Per saperne di più è possibile consultare il sito della campagna “Behind the Brands”.
Gabriella Meroni
Lug 21
Bus turistico supera accidentalmente il confine dell’Area 51, è la prima volta nella storia
L’area 51, inizialmente chiamata Nevada test site – 51, consiste in una vasta zona militare operativa di 26.000 km² situata nel sud del Nevada. Gli elevati livelli di segretezza che circondano la base ed il fatto che la sua esistenza sia stata solo vagamente ammessa dagli Stati Uniti fanno dell’Area 51 un posto top secret.
La base inoltre viene da sempre associata agli UFO e alla presenza di velivoli extraterrestri nascosti in questa base con lo scopo di tranrne benefici tecnologici (Retrotecnologia aliena).
Numerosi testimoni avrebbero ammesso che il governo statunitense avrebbe avuto contatti con gli extraterrestri e che all’interno dell’Area 51 si troverebbero i resti di alcune astronavi ed anche diversi corpi alieni.
Tra gli ufologi è diffusa la convinzione che dopo l’incidente di Roswell ( 1947 ) i resti di un Ufo e del suo equipaggio fossero stati trasportati all’interno di quest’area.
Pochi giorni fa un tour bus, che trasportava i visitatori nelle vicinanze dell’Area 51, ha accidentalmente superato la linea di confine. Il tutto è stato ripreso, attraverso un filmato, dal conducente del veicolo e dai suoi 4 passeggeri. Per la prima volta in assoluto è stato dunque valicato il limite militare di questa base top secret.
Denis Ryan, l’autista del bus, era così occupato nel conversare con i suoi passeggeri che non si è accorto di aver superato la linea di confine; Ryan ha notato fin da subito la presenza di un camion bianco che si è messo immediatamente sulle loro tracce. Il bus ha proseguito la sua corsa per circa due minuti, prima di essere fermato dalle guardie perimetrali. Ryan ed i suoi passeggeri sono stati citati per violazione di domicilio e sono stati scagionati solamente dopo diverse ore. L’autista non potrà effettuare giri turistici nelle vicinanze dell’Area 51 per almeno due anni.
La notizia in America ha avuto un grande effetto mediatico ed è stata riportata anche dai telegiornali nazionali. Nel video possiamo vedere il curioso filmato che riprende l’avventura accidentale di questo tour bus e le interviste ai testimoni.
Il Video
Lug 21
Alcuni rimedi naturali contro le scottature solari
Se rischiate di rovinarvi il weekend o la vacanza al mare a causa di una brutta scottatura, non scoraggiatevi. Esistono tanti rimedi naturali che vi aiuteranno ad alleviare rossori e bruciori. La prossima volta però ricordate di utilizzare una protezione solare adatta, meglio se con filtri minerali, per proteggere la vostra pelle al meglio ed essere green anche in spiaggia.
Se la pelle scotta, per calmare la sensazione di bruciore non c’è niente di meglio di realizzare un impacco del tutto naturale da applicare sulle zone interessate. Ve ne proponiamo sette.
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Impacco all’aloe vera – Applicate sulla pelle del gel d’aloe vera come se si trattasse di un doposole. Per un effetto ancora più rinfrescante, riponetelo in frigorifero prima dell’utilizzo.
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Impacco all’olio di cocco – Con l’aiuto di un batuffolo di cotone applicate sulle zone interessate dell’olio di cocco che avrete acquistato in erboristeria o in un negozio di alimentari etnici. Fate attenzione che l’olio che sceglierete sia completamente naturale e privo di profumazioni di sintesi.
- Impacco al tè verde – Applicate direttamente sulla pelle delle bustine di tè verde che avrete messo in infusione e poi lasciato raffreddare. Una volta raffreddatosi, potete aggiungere il tè ottenuto all’acqua della vasca per un bagno rinfrescante o applicarlo sulla pelle tramite delle spugnature utilizzando un panno o un piccolo asciugamano.
- Impacco allo yogurt – Per il vostro impacco potete scegliere di utilizzare dello yogurt bianco naturale, ancora meglio se biologico o realizzato da voi. Lo yogurt avrà un effetto emolliente, idratante e rinfrescante sulla vostra pelle.
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Impacco al cetriolo – Il cetriolo presenta proprietà lenitive straordinarie. Per ottenerne il succo, frullatene la polpa e filtratela attraverso un colino molto fitto. Raccogliete il liquido ottenuto in un bicchiere ed applicatelo sulla pelle con l’aiuto di alcuni batuffoli di cotone. Si tratta di un impacco adatto sia per il viso che per il corpo.
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Impacco al melone – Seguendo lo stesso procedimento indicato per l’impacco al cetriolo, potete ottenere del succo dalla polpa di melone per realizzare un impacco dalle proprietà rinfrescanti e allevianti.
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Impacco alla lattuga – Fate bollire nell’acqua alcune foglie di lattuga per qualche minuto. Scolatele raccogliendo l’acqua in una ciotola e lasciate riposare il liquido così ottenuto finché non si sarà raffreddato. Utilizzatelo per realizzare delle compresse da applicare sulle scottature con l’aiuto di ovatta o teli in cotone.
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Bagni allevianti – Per dare sollievo alla pelle che pizzica a causa di un’esposizione al sole troppo prolungata, provate uno dei tre bagni allevianti che vi proponiamo. All’acqua tiepida della vasca potrete aggiungere:
- un bicchiere di aceto di mele;
- mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio ed una manciata di sale grosso
- un bicchiere di farina d’avena, dalle proprietà emollienti; potete versare la farina direttamente nell’acqua o riporla in un sacchetto d’organza, da lasciare nella vasca mentre sarete immersi.