Erdogan: “L’uguaglianza tra uomo e donna è contronatura”

ErdoganIl presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan non ha dubbi: “Non si possono mettere gli uomini e le donne sullo stesso piano. È contro la natura, perché la loro natura è differente“.
Si tratta di parole che il leader turco ha pronunciato in occasione di un evento incentrato proprio sulle libertà delle donne, a Istanbul. Erdogan è stato preciso nell’affermare che piuttosto si deve parlare di “equivalenza” tra i due sessi e non di “uguaglianza”.
Considerando l’attualità e la sensibilità di molti sul tema, le affermazioni del leader rischiano di attirare non poche polemiche.
A volte – ha dichiarato Erdogan nel corso dell’evento organizzato dall’Associazione Kadem Donne e Democrazia –le donne rivendicano uguaglianza tra uomini e donne. Ma il modo corretto di porre la questione è ‘uguaglianza tra gli uomini’ e ‘uguaglianza tra le donne’”. Il fondatore del partito islamico Akp, tutt’ora al governo, ha poi rilanciato: “L’uguaglianza trasforma la vittima in carnefice e viceversa. Quello di cui le donne hanno bisogno è di essere equivalenti, non uguali“.
Proprio nel definire le differenze sussistenti tra i due sessi, il presidente ha affermato: “nel mondo del lavoro non si possono imporre le stesse condizioni a una donna incinta e a un uomo“. D’altronde Erdogan, fervente musulmano, non ha mai utilizzato mezzi termini per esprimere le proprie opinioni in tema di parità, o meglio disparità tra i due sessi: “La nostra religione – ha precisato – ha definito il posto delle donne nella società: la maternità“.
Negli ultimi anni il leader turco ha più volte rivolto un appello alle donne del suo Paese, chiedendo loro di mettere al mondo almeno tre figli. Questo perché Erdogan non ha mai celato di considerare l’aborto al pari di un “omicidio”,proponendo di cambiare le disposizioni legislative che lo consentono.

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Batteri resistenti agli antibiotici, a rischio la popolazione mondiale

batteri resistenti antibiioticiUno studio cinese rivela la presenza di batteri in grado di resistere agli attuali antibiotici.
Perché un batterio può resistere ai farmaci?
Una domanda lecita quando le statistiche mettono in evidenza l’uso eccessivo di farmaci come gli antibiotici.
L’Italia, in particolare, è uno dei primi paesi UE che ne fa un uso spregiudicato.
Dunque è il continuo uso di questo medicinale a far sì che il batterio apprenda come difendersi.
Bisogna partire da qui, e dalla domanda iniziale, per capire cosa stia realmente accadendo.

Tipi di batteri, resistenza e uso dei farmaci
I batteri, facendo riferimento a quelli che causano le malattie, si distinguono in sensibili e insensibili.
I primi reagiscono alla somministrazione di un antibiotico, per cui muoiono; a differenza dei secondi che subito dopo tendono a moltiplicarsi.
La situazione arriva a complicarsi nel momento in cui i batteri insensibili condividono la loro resistenza ai farmaci con altri microrganismi.
Ecco che la resistenza per questi ultimi diventa acquisita, perché avviene una sorta di scambio di patrimonio genetico tra specie di batteri. Quanto all’uso dei farmaci è necessario considerare comportamenti sbagliati come:

  • Il non rispetto delle dosi prescritte o indicate nel foglietto illustrativo
  • il non rispetto della durata della terapia 
  • l’eccesso di questi farmaci per uso preventivo. Per esempio negli ospedali

Cos’è avvenuto in Cina?
In Cina si è scoperto che l’abuso dell’antibiotico Colistina negli animali d’allevamento ha prodotto una mutazione genetica tale che i batteri hanno cominciato a non farsi uccidere. La gravità si evince dal fatto che tale gene della resistenza è stato acquisito da altre specie batteriche.
Dunque la situazione potrebbe diventare realmente allarmante nel momento in cui si avrà una diffusione a livello mondiale.
L’intera popolazione correrebbe un rischio tale da dover cominciare a pensare a soluzioni farmacologiche di un livello superiore all’antibiotico. Una soluzione da applicare fin da subito nei casi di degenza ospedaliera preventiva, o a seguito di intervento chirurgico, dovrebbe consistere nell’inserimento perenne di un infettivologo all’interno del team medico. Questo porterebbe a un contenimento dei migliaia di casi di decessi per infezione in Italia.

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In Brasile indigeni contro la distruzione dell’Amazzonia

Brasile foresta AmazzoniaIndigeni Amazzonia – I popoli indigeni più direttamente minacciati dalla catastrofe ecologica non avranno spazio al COP21, la conferenza sull’ambiente che si terrà a Parigi alla fine del mese. Nonostante prove evidenti dimostrino che i popoli indigeni sono i migliori difensori degli ambienti in cui abitano.
La denuncia e’ di Survival international, ong per la difesa dei diritti degli indigeni.
La conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi – sostiene la Ong – si concentrerà infatti sulle politiche energetiche delle nazioni industrializzate, e non sulla distruzione di ambienti naturali come l’Amazzonia. I popoli indigeni del Brasile e di altri paesi sudamericani stanno cercando di resistere al disboscamento, alle attività minerarie e all’allevamento di bestiame che stanno distruggendo vaste aree della foresta, ma alla COP 21 non sembra esserci alcuna intenzione di sostenere i loro sforzi”.
Secondo un recente rapporto del Rights and Resources Initiative (RRI), pochissimi dei governi che parteciperanno al summit di Parigi hanno menzionato i diritti indigeni nelle loro politiche per la conservazione o per il clima.
Pochi si sono limitati a qualche cenno mentre ventisei dei quarantasette Paesi esaminati non hanno addirittura fatto riferimento in assoluto alla gestione delle terre indigene nelle loro proposte.
Sebbene siano stati esclusi dalle principali tribune di dibattito, centinaia di leader indigeni dal Sudamerica parteciperanno comunque alla conferenza per far sentire la propria voce.
Tra questi ci saranno noti attivisti indigeni, come Davi Yanomami, Raoni Kayapó e Mauricio Yekuana.
Il clima sta cambiando. Voi lo chiamate riscaldamento globale. Noi lo chiamiamo Motokari. Sta facendo ammalare i polmoni della terra. Dobbiamo rispettare questo mondo, dobbiamo mettere un freno. Non possiamo continuare a distruggere la natura, la terra e i fiumi”, ha detto Davi Yanomami.
Tra le tribù più attive nella lotta per salvare l’ambiente ci sono, oltre agli Yanomami, i Guajajara, i Ka’apor ed i Guarani. ”La nostra società industrializzata è responsabile della distruzione del mondo naturale e dell’inquinamento atmosferico. I popoli indigeni, invece, si sono dimostrati molto più abili di noi nel prendersi cura dell’ambiente“, ha detto Stephen Corry, direttore generale di Survival international.

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Morti, misteri, fatti inspiegabili: le dieci pagine di Wikipedia più inquietanti di sempre

Pagine wikipedia inquietantiLa lista dei dieci aneddoti macabri e in parte irrisolti catalogati da Wikipedia che non vi faranno dormire la notte:

1) Il caso delle gemelle Gibbons
June e Jennifer Gibbons sono note anche come Silent twins dato che comunicano solo ed esclusivamente l’una con l’altra e se separate cadono in uno stato catatonico.
Fin dalla tenera età dimostrano un alto quoziente intellettivo tanto da arrivare a pubblicare le loro novelle su un quotidiano, ma poi a causa di atti vandalici fra cui l’incendio doloso di un edificio sono rinchiuse in un istituto psichiatrico.
All’interno di quest’ultimo stringono un macabro patto: una delle due deve morire per garantire così un’esistenza normale all’altra. Jennifer decide di sacrificarsi e muore improvvisamente (senza apparente uso di droghe o veleni) di infezione cardiaca permettendo così a June di riacquistare la parola. Attualmente June vive in Galles con un tenore di vita apparentemente normale e autonomo.

2) Il pluriomicidio di Hiterkaifeck
Hinterkaifeck è una piccola fattoria in territorio bavarese dove furono assassinati a colpi di zappa tutti i membri della famiglia Gruber.
Il capofamiglia aveva notato delle orme che nella neve conducevano verso la sua casa senza però tornare indietro e aveva avvertito degli strani rumori all’interno della casa. Il caso è tuttora irrisolto.

3) Il mostro di Flatwood
Nel West Virginia è documentata agli inizi del Novecento una presenza paranormale, probabilmente aliena vista da tre bambini.
I tre riuscirono a scappare dalla tremenda visione meccanica, ma a causa di una nebbiolina da lei emessa ebbero per tre settimane consecutive vomito e convulsioni dovuti all’inalazione di gas tossici.

4) La sepoltura da vivi
Essere sepolti vivi è una paura comune nell’essere umano tanto da essere un luogo comune della letteratura del filone noir.
Questa però era una pratica ampiamente in uso nell’antichità e ci sono attestati degli esempi nella cultura persiana dove la procedura veniva attuata per propiziarsi gli dei mentre in quella romana era riservata alle vestali che avevano violato il voto di castità.

5) La sindrome del Locked In
Una sindrome che permette al soggetto di esprimersi solamente con gli occhi dal momento che ha una paralisi facciale totale e incurabile.

6) La sindrome di Cotard
Questa malattia colpisce il sistema nervoso dell’individuo che non connettendosi più con la propria area emozionale gli fa arrivare a credere di non avere più un corpo o di avere perso persone a lui care.
Questo scompenso psico-emotivo lo porta razionalmente a credere di essere morto o di non aver bisogno di svolgere le proprie funzioni primarie; fortunatamente sono presenti solamente un centinaio di casi.

7) Il caso Taman Shud
Nel 1948 su una spiaggia australiana venne ritrovato un cadavere di un uomo non facilmente identificabile e gli trovarono in una tasca nascosta dei pantaloni una pagina con un verso delle Rubʿayyāt (raccolta di poesie persiane) con la fatidica frase “taman shud” che significa “finito”.
La causa del decesso è stata identificata con l’avvelenamento attuato però con un tipo di sostanza tossica poco conosciuta.
Il morto tuttora non ha ufficialmente un’identificazione sicura, ma è fortemente scandagliata la pista spionistica.

8) Ourang Medan
La Ourang Medan era una nave mercantile olandese scomparsa in circostanze talmente sospette che si pensa non sia mai esistita.
Una testimonianza di un possibile membro dell’equipaggio sul punto di morire pare raccontare dell’avvelenamento collettivo da monossido di carbonio causato da del materiale clandestino che trasportavano a bordo.

9) I Black eyed children
I bambini dagli occhi neri costituiscono una leggenda metropolitana diffusa in territorio americano.
Essi sarebbero stati visti a chiedere l’elemosina o a presentarsi come presenze alle porte delle case o nelle strade. (Vedi anche)

10) Il caso di Joyce Vincent
Nel 2006 Joyce Vincent è stata trovata seduta davanti alla televisione accesa nel suo appartamento a Londra, morta da tre anni.
Il riscaldamento e la televisione sempre accesi sono stati pagati ininterrottamente e costantemente, i familiari erano stati da lei allontanati a causa di gravi traumi e i vicini imputavano l’odore di decomposizione al bidone della spazzatura contingente alla casa.
Dopo tre anni dei suoi creditori le sfondarono la porta di casa trovandola morta probabilmente a causa di un attacco di asma e circondata da pacchi di Natale mai spediti.

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Avvistamento di massa in Russia

avvistamento UFO RussiaUn sorprendente avvistamento si sarebbe verificato in Russia nei cieli sopra la Siberia nella parte più vicina al confine con la Cina.
La notizia ha fatto molto scalpore ed è stata riportata da numerose testate giornalistiche internazionali tra cui il ‘Daily Mail’.
Si tratta dell’ennesimo avvistamento in questo 2015 che si verifica in Siberia, già protagonista negli scorsi mesi di altri fenomeni simili a questo, spesso rimasti senza alcuna spiegazione. 
L’avvistamento in questione si sarebbe verificato nella serata di mercoledì scorso alle ore 22 sopra il paese diOlovyannaya a circa 150 miglia  dalla città siberiana di Chita.
Numerosi i testimoni dell’evento, molti dei quali hanno subito pensato ad un’esercitazione militare. Il fenomeno è stato ripreso anche in numerosi video alcuni dei quali poi postati su Youtube.

Ufo o Meteorite?
Come detto numerosi i testimoni che hanno potuto vedere nei cieli l’oggetto volante non identificato lasciare una scia assai luminosa di colore blu e verde. L’Ufo era talmente luminoso che qualche testimone guardandolo è rimasto abbagliato per qualche istante.
I portavoce dell’esercito russo hanno negato si possa essere trattato di un’esercitazione militare, visto e considerato che al momento in quella zona non era in corso alcuna attività di questo tipo.
Gli studiosi stanno cercando di capire di cosa si possa essere trattato. Al momento comunque l’ipotesi più probabile è che il fenomeno in questione sia da attribuire al passaggio ravvicinato di un meteorite.

Qualcuno parla di detriti spaziali
Un’altra possibile spiegazione di quanto accaduto potrebbe essere il passaggio di detriti spaziali, che nelle ultime settimane in altre parti del mondo, hanno lasciato un segno tangibile del loro passaggio.
Basti ricordare la misteriosa sfera rinvenuta in Spagna nelle scorse settimane, che altri non era che un pezzo di una navicella rimasta nell’atmosfera per lungo periodo.
Insomma anche stavolta a quanto pare, lo strano fenomeno che tanta paura ha scatenato negli abitanti delle zone coinvolte, dovrebbe avere una spiegazione logica.

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Deutsche Bank paga una multa da 31 milioni di dollari negli Usa: “Ha aiutato gli evasori fiscali”

Deutsche Bank multataUna divisione della banca tedesca Deutsche Bank ha trovato un accordo con le autorità Usa per versare una multa da 31 milioni di dollari per archiviare le accuse di avere Aiutato clienti americani ad evadere le tasse.
L’intesa è stata siglata nell’ambito dello “Swiss bank program”, iniziato nel 2013 e pensato per portare gli istituti di credito a risolvere contenziosi con i governi in materia di evasione.
“Deutsche Bank Suisse ha offerto una gamma di servizi e ha permesso alcune pratiche che sapeva avrebbero e hanno aiutato i contribuenti usa a nascondere asset e redditi” all’internal revenue service, l’equivalente americano dell’agenzia delle entrate italiana.
È quanto spiegato in un comunicato diffuso ieri dal dipartimento di giustizia, secondo cui Deutsche bank suisse, con quartier generale a Ginevra, ha aiutato i contribuenti statunitensi a non versare tasse al fisco usa per cinque anni a partire dall’agosto 2008.
Secondo il dipartimento stesso la divisione svizzera della banca contava 1.072 Account legati a clienti usa con un valore massimo di 7,7 miliardi di dollari.
Come parte del patteggiamento, Deutsche bank ha dovuto fornire alle autorità una serie di informazioni sugli account e ha dovuto chiudere quelli facenti capo a persone che non hanno rispettato i loro doveri nei confronti del fisco Usa.
Secondo il dipartimento di giustizia, il gruppo tedesco ha cooperato nelle indagini.

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Il FMI fa accordi con la finanza islamica mentre Parigi esplode

Fondo Monetario InternazionaleMentre il mondo è incollato alle notizie terroristiche dell’ISIS e distratto da un bombardamento mediatico contro gli islamici, la direttrice del FMI (Fondo Monetario Internazionale), Christine Lagarde, stringe accordi con la finanza islamica.
Due giorni prima dell’attentato di Parigi era stata in Kuwait ed aveva annunciato agli sceicchi arabi che il FMI è favorevole a far sviluppare il modello finanziario islamico a condizione che esso preveda una emissione di titoli pubblici garantiti dagli stati islamici. Ovviamente titoli che rendano un interesse per attirare gli investimenti internazionali.
La finanza araba non prevede alcun interesse in quanto è considerato ‘usura’ dalla Sharia.
La finanza araba non presta per speculare ma investe con la partecipazione alle aziende e agli utili. Sul principio della partecipazione alla proprietà si fondano i ‘sukuk’ che sono quote di investimento della finanza islamica senza interessi. Gli utili delle quote investite derivano dalla ripartizione degli utili delle aziende, partecipazioni che comprendono anche il rischio di impresa.
Sono proprio i sukuk che hanno interessato il FMI perché ormai hanno una fetta di mercato globale di 150 miliardi di dollari di partecipazioni in aziende multinazionali ed il loro settore bancario rappresenta l’84% della ricchezza finanziaria nazionale.
Con i proventi del petrolio riescono a finanziare investimenti diversificati in tutti gli altri settori e comprare società strategiche in tutto il mondo. Inoltre, grazie a questa ricchezza, riescono a fare una politica sociale per i cittadini islamici che è basata sul reddito di cittadinanza, quello vero auspicato da Auriti: dalla culla alla tomba. Ossia, sovvenzionano i propri cittadini con i proventi della loro ricchezza dandogli un reddito da quando nasce un islamico a quando muore.
Inoltre, finanziano le nuove attività con i suddetti “sukuk”, obbligazioni senza interessi ma che in cambio prevedono la partecipazione delle banche islamiche alle quote delle imprese, quindi il prestito è garantito da un valore sottostante reale che è il valore dell’impresa. In questo modo non chiedono interessi per la restituzione e si accollano anche le eventuali perdite intervenendo con la ricapitalizzazione. ma la cosa più interessante è che i cittadini islamici non pagano tasse. Non servono con la potenza economica derivante dal petrolio.
Questo sistema di Finanza Islamica è stato ritenuto allettante dal FMI in quanto prevede proprio che i prestiti abbiano un capitale a garanzia certo. Però questo sistema finanziario è rivolto soltanto al mondo arabo ed attualmente rappresenta solo l’1% delle attività finanziarie mondiali. Il FMI ritiene che per dare impulso mondiale alla finanza islamica gli arabi cambino metodo di finanziamento permettendo il prestito con interesse. Cosa che va contro la legge della Sharia.
Non sarà un caso che la Lagarde abbia proposto questo tipo di soluzione. I paesi arabi si trovano in una situazione di difficoltà per mantenere la politica sociale del reddito di cittadinanza e dei finanziamenti gratuiti alle imprese dei propri sudditi perché il prezzo del petrolio è crollato di oltre il 50% (mentre scriviamo ha toccato quota 38 dollari/barile) e di conseguenza hanno problemi di redditività per mantenere un certo sistema sociale.
La Lagarde ha proposto agli arabi di far pagare le tasse ai cittadini, di mettere imposte sui consumi ed anche di far diventare i Sukuk dei titoli di stato con una rendita per interesse in modo che i paesi arabi possano avere liquidità da investitori internazionali che li acquisterebbero. La stessa Lagarde ha detto che il prezzo del petrolio non risalirà per i prossimi tre mesi lanciando un monito agli sceicchi e facendo intendere che ” non si possono dare soldi gratuitamente per comprare sigarette” (in media un arabo fuma 35 sigarette al giorno, ma sono prodotte in Kuwait quindi sono soldi che restano sul territorio e tornano allo stato arabo e non capiamo l’interferenza della Lagarde su tale tema -ndr)
Pare che i capi di stato dei paesi arabi stiano pensando di accogliere i “suggerimenti” del FMI. “Il governo sta prendendo in considerazione l’adozione di sukuk come un mezzo per sostenere il reddito e alleviare il deficit di bilancio previsto“, ha detto al-Saleh. (Ministro delle Finanze del Kuwait)
Preoccupati anche del fatto che se i prezzi del petrolio continuano a restare bassi, come ha previsto la Lagarde con la sua sfera di cristallo, ci sarebbero gravi ripercussioni su tutta la filiera produttiva di petrolio arabo.
Se pensiamo che intere generazioni di arabi sono cresciute con le politiche sociali di reddito di cittadinanza e senza pagare tasse, un tale cambiamento creerà malcontenti. Ed è ciò che sta avvenendo.
Nel frattempo i leader arabi stanno preparando i sudditi a questo cambiamento con una strategia di massiccia comunicazione tipo quella che abbiamo vissuto noi con il “ce lo chiede l’Europa”.
Nel loro caso glielo chiede il FMI e gli accordi di Basilea che hanno stipulato e che ora stanno creando problemi normativi al sistema bancario islamico, che non prevede interesse, in quanto dovranno sottostare alle regole di attuazione di Basilea III, integrare regole macro prudenziali sui patrimoni bancari e assicurare parità di condizioni della finanza islamica con la finanza mondiale. Sinteticamente, non sanno come disobbedire alla legge della sharia se vogliono aprirsi al mercato mondiale della finanza usuraia e non restare chiusi nell’ambito islamico.
In conclusione, ai paesi arabi stanno chiedendo di fare riforme strutturali in senso finanziario che modificherebbero anche l’assetto e le politiche sociali del popolo arabo. Esattamente quello che hanno chiesto a noi, in nome di una stabilità finanziaria mondiale.

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Mega disastro ambientale in Brasile: il fiume di fango tossico è arrivato fino al mare

Disastro Rio Doce Brasile Aggiornamenti dal Brasile. Dopo il crollo di due dighe connesse all’attività mineraria della Samarco, il Rio Doce si è trasformato in un fiume di fango potenzialmente tossico che nelle ultime ore ha raggiunto il mare.
L’avanzata del fango sta portando con sé morte e distruzione. Il fango è arrivato alla foce del Rio Doce e ha fatto il proprio ingresso nel mare al largo della costa di Espirito Santo, ricoprendo la spiaggia circostante.
Disastro Rio Doce Brasile Il fango tossico purtroppo sta uccidendo i pesci e le altre creature acquatiche del Rio Doce, tra cui troviamo molti crostacei e tartarughe. Sulle rive del fiume si accumulano i pesci morti per soffocamento. Anche gli animali che popolavano i margini del fiume sono stati uccisi dal fango.
Il timore è che il disastro continui coinvolgendo sia la fauna che la popolazione locale, a causa di altre due dighe a rischio. Nel frattempo ci si interroga sulla effettiva tossicità del fango e sulla pericolosità delle sostanze che contiene. Sono in corso delle analisi ma la loro interpretazione al momento risulta contrastante.
Disastro Rio Doce Brasile Il fango probabilmente sta portando con sé sia alcune sostanze pericolose già presenti nei terreni agricoli sia i residui delle attività minerarie. In particolare il fango del Rio Doce conterrebbe arsenico, antimonio, mercurio, zinco, rame e ferro. Secondo alcune analisi, la presenza di mercurio risulta nella norma, mentre l’arsenico è stato rilevato in livelli addirittura di 13 mila volte superiori alle previsioni, come evidenziano i nostri colleghi della Redazione di GreenMe Brasile.
Le maggiori preoccupazioni riguardano la potabilità dell’acqua e ci si chiede se gli animali dell’habitat fluviale siano morti soltanto per la forza del fango o anche a causa delle sostanze potenzialmente tossiche che contiene.

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McDonald oltre ad avvelenarci evade anche il fisco

McDonald's evade le tasseSempre più vergognoso: McDonald (oltre ad avvelenarci) evade anche il fisco. E parliamo di 224 milioni di Euro. Ma il Governo fa finta di niente e nessuno indaga. Ma McDonald è una multinazionale, Tu invece non sei un cazzo e se non paghi il canone Rai vengono a pignorarti anche le mutande!
Ecco l’accusa dell’On. Carla Ruocco (M5s).
Evasione fiscale: perché nessuno indaga su McDonald’sS? Potremmo ottenere fino a 224 milioni di euro.
Ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia per capire come mai, ad oggi, non siano stati avviati, attraverso l’Agenzia delle entrate, i doverosi accertamenti fiscali su McDonald’s.
Codacons, Cittadinanzattiva e Movimento Difesa del Cittadino hanno infatti presentato un esposto contro McDonald’s per evasione fiscale.
La cifra non pagata ammonta, secondo l’esposto, a 74,7 milioni. Se la violazione venisse accertata, potrebbero tornare nelle casse dello Stato italiano fino a 224 milioni di euro!!
Mi domando perché lo Stato non intervenga mai sui grandi evasori, anche solo potenziali, e lasci invece morire le nostre piccole e medie imprese che lavorano per la Pubblica Amministrazione e ricevono i soldi con 400 giorni di ritardo.
Un ritardo spesso decisivo per portarle al fallimento a cause delle cartelle di Equitalia che cadono a pioggia sulle loro spalle.
Ormai è ovvio che i grandi evasori sono appoggiati politicamente. Ed è ovvio, invece, che chi si vede piombare una cartella esattoriale tra capo e collo, non ha santi in paradiso qui dentro.
Ecco l’accusa l’interrogazione parlamentare dell’On. Carla Ruocco (LEGGI).
Ecco quanto dettagliatamente riporta Il Fatto Quotidiano
McDonald’s, “Evasione di un miliardo in Europa. Debito di 74 milioni con l’Italia”
Evasione fiscale per 1 miliardo di euro. Un rapporto stilato da un’Ong e una coalizione di sindacati europei e americani accusaMcDonald’s di aver pagato, tra il 2009 e il 2013, solo 16 milioni di tasse in Europa e, in particolar modo, in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. La denuncia, denominata “Unhappy meal” (leggi qui il documento), parafrasando il nome di un noto menù prodotto dalla multinazionale, delinea la strategia della catena di fast food per eludere il fisco, in base alla quale McDonald’s avrebbe trasferito la sede europea dalla Gran Bretagna alla Svizzera e utilizzato un sistema di pagamenti incrociati di royalties, tutti incanalati attraverso una piccola filiale della casa madre elvetica, basata però in Lussemburgo.
La struttura creata nel Granducato, la McD Europe Franchising Sárl, con 13 impiegati in tutto, ha registrato 3,7 miliardi di eurodi profitti nel periodo preso in esame. L’aliquota, a fronte dei 16 milioni pagati al fisco, sarebbe quindi inferiore allo 0,45 per cento. Il rapporto poi entra nel merito della situazione in Italia. Nella Penisola la multinazionale opera tramite la McDonald’s Development Italy, società registrata negli Stati Uniti, che per quel quinquennio avrebbe pagato royalties per 237.800.000 euro, pari a circa il 5 per cento delle vendite. Se questa somma – si legge nella denuncia – fosse stata girata in Lussemburgo, la multinazionale dovrebbe al fisco italiano74,7 milioni di euro. In più, McDonald’s può subire sanzioni fino al 200 per cento rispetto al dovuto, ossia una cifra pari a 149.300.000 euro.
McDonald’s Italia ha però prontamente smentito le accuse, negando “categoricamente di aver mai avuto rapporti finanziari con alcuna società operante in Lussemburgo. Le supposizioni riportate dal rapporto – si legge in una nota – non hanno nulla a che vedere con McDonald’s Italia, che rispetta le normative vigenti e paga regolarmente le tasse al fisco italiano. Pertanto il rapporto sopra menzionato – concludono – è totalmente inesatto”.
Gli autori della denuncia, ossia l’organizzazione non governativa “War on Want” e l’unione dei sindacati americani (Seiu) ed europei (Epsu), si sono rivolti alle autorità continentali per chiarire la situazione dei conti della multinazionale: “Chiediamo allaCommissione europea, alla Commissione speciale delParlamento sui tax rulings e alla autorità tributarie dei singoli paesi – ha scritto in una nota Jan Willem Goudrian, segretario generale della Epsu – di indagare attentamente sulle pratiche fiscali di McDonald’s e di prendere misure appropriate. E’ vergognoso – ha aggiunto – vedere che una compagnia europea multimiliardaria, che già paga bassi salari alla sua forza lavoro, cerca pure di evitare le sue responsabilità di pagare un’equa parte delle tasse più che necessarie per finanziare i servizi pubblici sui quali contiamo tutti”.

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Nostradamus: Parigi è l’inizio di una grande guerra

Nostradamus e ParigiNostradamus Parigi e l’inizio di una grande guerra. Nostradamus o come in realtà si chiamava, Michel de Nostredame nasceva in Francia a Saint Remy de Provence o il 14 o il 21 Dicembre 1503 (sulla data di nascita vi è il dubbio del giorno).
Astrologo,scrittore e farmacista, la sua popolarità giunse con la stesura di un libro dal titolo ”Profezie” dove descrive con delle quartine eventi che si verificheranno in futuro. Negli anni gli esperti che si sono dedicati a cercare di decifrare il reale significato celato all’interno delle quartine, hanno accostato alcune quartine a fatti eclatanti verificatesi negli anni, che hanno lasciato veramente perplessi per la somiglianza con i fatti accaduti. Sono passati pochi giorni dal vile attentato parigino rivendicato dai terroristi che fanno capo all’ISIS, e molti hanno tirato in ballo una quartina di Nostradamus che sembra in maniera inquietante anticipare qualcosa che oltre al vile attentato, la quartina recita così:

La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti….poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere.

La quartina fa riflettere e decisamente fa paura, visto che stavolta la diplomazia internazionale non sembra ben disposta a risolvere la questione diplomaticamente.
In precedenza una quartina simile fu accostata al precedente atto terroristico che colpì gli USA in uno dei suoi simboli maggiormente riconosciuti nel mondo ” The Twin Towers “.
Le torri gemelle furono colpite e abbattute l’11 Settembre 2001, e in quell’occasione il mondo moderno comincio’ a conoscere seriamente il terrorismo fondamentalista che non guarda in faccia nessuno con la sua crudeltà. E
d anche per questo atroce atto terroristico qualcuno ha ipotizzato una impressionante correlazione con un’altra quartina profetica di Nostradamus. Eccola:

A 5 e 40 gradi il cielo brucerà
Fuoco si approssimerà alla grande Città Nuova
All’istante una grande fiammata si spargerà e farà sprofondare
Quando si vorrà dei Normanni fare sofferenza.

40 gradi la stessa latitudine, Città Nuova, New York (tradotto città nuova), la sofferenza dei Normanni, è facile il riferimento alla cultura occidentale. Tutte queste analogie non possono solo che fare riflettere.

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Farmaci generici anche per gli animali: parte la petizione

farmaci generici per animaliPetizione farmaci generici per animali – Roma, 19 novembre 2015 – I medicinali veterinari hanno prezzi altissimi nonostante, in moltissimi casi, abbiano la stessa composizione di quelli per uso umano. LNDC lancia una petizione popolare per chiedere di mettere fine a questa ingiustizia.
Nelle giornate del 12 e 13 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali, Lega Nazionale per la Difesa del Cane lancia una petizione per chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute la possibilità di prescrivere i farmaci generici a costo contenuto anche per uso veterinario. Attualmente, infatti,la legge prevede che i medici veterinari non possano prescrivere farmaci per uso umano se esiste il corrispondente farmaco per uso veterinario. Tuttavia questi ultimi costano in media 4 o 5 volte, arrivando perfino a 10 o 20 volte, più di quelli per l’uomo nonostante il principio attivo sia identico, spiega Lega nazionale per la difesa del cane.
Queste differenze di prezzo sono ingiustificate e incomprensibili e portano moltissimi proprietari di animali da compagnia a non potersi occupare adeguatamente della salute e del benessere del proprio amico a quattro zampe. Una situazione che nuoce alle famiglie, già provate dalla crisi attuale, e che impone di usare dei medicinali specifici in ragione degli interessi dell’industria farmaceutica, senza considerare la reale tutela sanitaria degli animali che non possono e non devono essere considerati beni di lusso bensì un valore sociale.
Lega Nazionale per la Difesa del Cane si batterà quindi affinché gli animali domestici che ormai fanno parte integrante delle nostre famiglie non debbano soffrire a causa di questa ingiusta discriminazione e possano essere curati a prezzi accessibili, quando possibile. LNDC lancia quindi un appello a tutte le persone che vivono con uno o più pet, o semplicemente a chi li ama e vuole vedere tutelati i loro diritti, affinché firmino la petizione popolare – ai sensi dell’art. 50 della Costituzione Italiana – per chiedere di emanare una disposizione secondo cui i generici già registrati per gli umani, a parità di composizione, siano di fatto considerati anche a uso veterinario.

Firma la petizione

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Essere pagati per andare in bicicletta

Pagati per andare in biciclettaEssere pagati per andare in bicicletta si può, anche se non si è ciclisti professionisti: accade a Massarosa, dove chi sceglie di andare a lavorare usando la bicicletta invece della macchina viene rimborsato con 1 euro ogni 4 chilometri percorsi.
Il cosiddetto bike to work, che è già stato sperimentato con un discreto successo in varie realtà europee, è arrivato – quindi – anche in Italia.
Il Comune di Massarosa, in provincia di Lucca, è il primo che può vantare un’iniziativa del genere, che è stata varata direttamente dall’amministrazione pubblica: si tratta di un progetto che è solo sperimentale, almeno per il momento e che prevede un rimborso massimo di 600 euro ogni anno (pari a 50 euro al mese) per coloro che si muovono, sia sul territorio comunale che nei paesi limitrofi, in sella a una bici per andare e tornare dal lavoro.
I soldi che vengono utilizzati per il finanziamento del bike to work, per altro, vengono ricavati dalle multe alle auto: è stato calcolato, per la precisione, che per la sperimentazione ci sarà bisogno, in tutto, di 30mila euro circa.
L’iniziativa si baserà, tra l’altro, su un applicazione per gli smartphone: sarà tramite questa applicazione che potranno essere conteggiati e verificati i chilometri realmente percorsi dai cittadini.
All’inizio il progetto durerà per un anno e vi saranno ammessi solo 50 lavoratori, scelti tramite un regolare bando in base all’ordine cronologico. I requisiti per partecipare sono immaginabili: è necessario solo essere domiciliati o residenti nel paesino toscano. Affinché il progetto possa garantire la massima trasparenza, inoltre, non più di cinque dipendenti comunali potranno essere selezionati e tra le aziende private non potranno essere scelti più di dieci lavoratori della stessa società.
Pagati per andare in biciclettaIl bando verrà messo a disposizione nei prossimi giorni e tutti gli interessati avranno la possibilità di scoprirlo negli uffici comunali o sul sito dell’amministrazione di Massarosa: chi verrà selezionato sarà tenuto a sottoscrivere un patto di adesione al progetto, che si spera di far partire il prima possibile, anche se in realtà non è ancora stata stabilita una data di inizio sicura.
Già da molti anni il Comune di Massarosa è attivo per promuovere l’uso della bici e in questo senso si spiega il ripristino di molte piste ciclabili, di molte strade bianche e di diverse zone a traffico lento, in cui il limite di velocità da non superare è di 30 chilometri orari.
Certo, per quanto al momento tra la cittadinanza si possa riscontrare un certo grado di soddisfazione a favore dell’iniziativa, resta da capire quanti saranno gli effettivi che presenteranno la domanda di adesione e sceglieranno di rinunciare alla macchina, anche in inverno. Quel che è certo è che Massarosa, grazie a questa iniziativa, ha guadagnato molto in popolarità e in visibilità.
Il bike to work, come detto, non è una primizia di Massarosa. Qualche tempo fa, per esempio, in Francia il Ministro dell’Ambiente Segolene Royal ha annunciato l’intenzione di fornire un incentivo economico a chi va a lavorare usando la bicicletta: un incentivo che varierà dai 21 centesimi ai 25 centesimi di euro per ogni chilometro.
Oltralpe, il suggerimento di mettere in pratica il progetto è arrivato da Frédéric Cuviller, titolare del dicastero dei Trasporti, che si è messo in cerca di aziende disposte a sperimentare e mettere alla prova il sistema di rimborsi.
Pagati per andare in biciclettaChiaramente, anche per queste società ci sarà un guadagno, nel senso che quelle che aderiranno al programma avranno l’opportunità di usufruire di un alleggerimento a livello fiscale. Allo studio del Ministero dei Trasporti, poi, c’è la possibilità di aumentare le multe per chi parcheggia la propria auto in corrispondenza delle piste ciclabili.
C’è da sottolineare, naturalmente, che il ricorso alla bici non potrà essere incentivato in maniera concreta fino a quando non saranno realmente migliorate le varie misure di sicurezza destinate a proteggere i ciclisti e a tutelarli sulle strade. I vantaggi del bike to work, in Francia, si associano a quelli offerti dai servizi di bike sharing, che però è disponibile solo nelle grandi città.
Insomma, dalla Francia a Massarosa, l’obiettivo comune sembra quello di promuovere le due ruote, non solo per una questione ecologica e di rispetto dell’ambiente, ma anche per compensare stili di vita che sono sempre di più all’insegna della sedentarietà e della mancanza di movimento.

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Anche Prodi in tribunale. Ne sapete niente? Chiedetevi perché

Processo Standard PoorsFate la prova. Non fidatevi di me. Cercate “Prodi Trani” sui motori di ricerca. Cercate su Repubblica e Corriere. Provate a vedere se vi raccontano per filo e per segno quello che ha detto Prodi giovedì 19 novembre (quattro giorni fa) a Trani, chiamato a deporre dal PM Michele Uggiero nel corso del processo a Standard & Poor’s.
Per carità, che Romano si sia molto arrabbiato perché aveva appuntamento davanti al giudice alle 11.15 ma ha dovuto aspettare fino alle 15.30 (porello), questo ve lo raccontano tutti. Che all’altro testimone, Giuseppe Vegas, presidente della Consob, hanno rubato la macchina mentre deponeva, è una notizia che troverete con facilità. Ma provate a capire cos’abbia detto Prodi non ai giornalisti, dopo e prima, ma sul banco dei testimoni.
Eppure, nei 15 minuti durante i quali ha parlato, rispondendo alle domande dell’accusa e della difesa, di cose deve averne dette un bel po’, non certo quelle due o tre righe riportate dalla stampa. E considerato che lo scherzetto del downgrade sul rating di Standard & Poor’s ci potrebbe essere costato ben 3.1 miliardi di euro, direi che la deposizione di Romano Prodi, così come tutte le altre, da Maria Cannata (direttore del dipartimento debito pubblico del Ministero del Tesoro) a Giulio Tremonti, ex ministro delle finanze, da Vegas della Consob a Elio Lannutti, da Mario Draghi (che, pur citato, non è venuto perché “teme clamori mediatici“), passando per Pier Carlo Padovan (che dovrebbe essere sentito a breve) fino ad arrivare a lui, Mario Monti, che “non poteva” e dunque ha rimandato la sua udienza al prossimo 27 gennaio, era uno di quei processi a cui la stampa avrebbe dovuto stare incollata come se non ci fosse un domani. Con tutto il rispetto per il giallo di Avetrana, per il processo sulle escort di Berlusconi, sugli scontrini di Marino e così via, si intende. Invece niente. C’erano quattro gatti a pedali. E pure omertosi!
Di cosa si tratta, ve l’ho spiegato nel post “Dovrebbe essere su tutte le prime pagine dei giornali. E invece è solo qui“. Riassumendo, l’accusa riguarda cinque tra analisti e manager dell’agenzia, accusati di aver fornito – tra maggio 2011 e gennaio 2012 – quattro report contenenti informazioni distorte sull’affidabilità creditizia italiana che portarono al declassamento di due gradini del rating, da A a BBB+. In base a quel declassamento, secondo la clausola di terminazione anticipata (early termination), Monti pagò a Morgan Stanley 3,1 miliardi di euro sull’unghia (si credeva fossero “solo” due miliardi e mezzo, ma proprio giovedì scorso Maria Cannata ha corretto il dato). Peccato che Standard & Poor’s sia controllata da Mc Graw Hill. Poi vengono le partecipazioni di Blackrock e Capital Investors. E Morgan Stanley era a sua volta partecipata dalle ultime due. Sarebbe stato semplice per Morgan Stanley influenzare Standard & Poor’s e poi passare all’incasso da Mario Monti. Secondo la procura di Trani, il pagamento rappresenta “un forte elemento indiziario” a carico di Standard & Poor’s, che nel 2011 decise “illegittimamente e dolosamente” il declassamento “al solo fine di danneggiare l’Italia“.
«Chi opera il giudizio di rating non deve avere interessi confliggenti, ciò è previsto dal regolamento Esma (la cosiddetta Consob europea, ndr)» ha detto al processo Giuseppe Vegas, presidente Consob, aggiungendo che «La mancanza di coerenza delle metodologie sul rating italiano da parte di S&P fu segnalata all’Esma dalla Consob, perché si riteneva che vi fosse una possibile violazione del regolamento europeo». Ma l’Esma archiviò tutto.
Sta di fatto che, nonostante i progressi lacrime e sangue dell’Italia, parlare con Standard & Poor’s era molto complicato. «C’era un’ipercriticità da parte di S&P verso l’Italia», ha commentato Maria Cannata. «Con S&P è come parlare al vento. A me è sembrato che quando noi rappresentavamo i progressi, loro li tenevano in pochissima considerazione». «Ma S&P aveva pregiudizio?», ha chiesto allora Michele Uggiero. E la risposta è stata chiara: «Se un soggetto è ipercritico – ha detto Cannata – vuol dire che non c’è serenità nel giudizio. Per me questo è un pregiudizio». E ha aggiunto: «Ritengo inappropriato che soggetti privati possano avere un così importante compito di valutazione». «Il declassamento di due notch (gradini, ndr) del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s – ha concluso – non ci stava. E’ stato poco coerente nel merito da parte di S&P aver detto nel Credit Watch che il declassamento poteva arrivare fino a due gradini e poi, nonostante le manovre messe in atto dal governo, è stato confermato il declassamento che, secondo me, poteva essere giustificato con un solo notch».
Poi è stato il turno di Prodi. Sulla cui deposizione, haimé, si sa molto poco, se non che abbia detto: «I giudizi delle agenzie sono certamente delle opinioni, ma hanno evidentemente delle conseguenze, come sostengo da tanto tempo» e «C’è sempre il rischio di conflitto di interessi per le società di rating». «Quello che mi preoccupava e che mi preoccupa è la debolezza del nostro sistema di fronte a questo giudizio, che deve essere inserito in un più robusto quadro normativo perché ha delle conseguenze sulla vita di un Paese». «Ci sarebbe voluta – ha spiegato – una struttura sovranazionale, tipo Fondo monetario, che disciplinasse questo giudizio che si dà sulle imprese o sugli Stati, perché ha conseguenze molto forti, quindi era bene elevare il livello del giudizio. Oppure, se questo è molto difficile, avere anche società europee di rating per articolare meglio la dialettica in questo campo». Un po’ poco per una deposizione di un quarto d’ora secco. Dobbiamo aspettare il deposito degli atti processuali per sapere tutto quello che ha detto l’ex presidente della Commissione Europea, nonché ex presidente del Consiglio italiano?
Nel corso del dibattito, il giudice, Giulia Pavese, ha respinto molte domande perché a suo dire formulate in maniera “suggestiva”. Il Pm ha replicato allora «Non è che le domande scomode non le dobbiamo ammettere. Presidente allora le formuli lei le domande in modo non suggestivo».
Prossimo giro: Pier Carlo Padoan, Maria Pierdicchi, ex responsabile Standard & Poor’s per il sud Europa, e Marco Galluzzo, giornalista Corriere della Sera che all’epoca dei fatti seguiva le posizioni di Monti sulle agenzie di rating. Tutti e tre il 10 dicembre. Mario Monti invece – ripetiamo – ha detto che “non poteva”, e dunque la sua deposizione è rinviata al 27 gennaio. Nella speranza che ad ascoltare quello che dice ci siano un po’ più di quattro gatti.


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Scandalo Novartis: colosso farmaceutico multato per tangenti pagate alle farmacie

NovartisLa giustizia americana ha inflitto una multa di 390 milioni di dollari alla divisione statunitense di Novartis, accusandola di aver pagato tangenti e offerto sontuose cene a medici per incoraggiarli a prescrivere le medicine contro l’ipertensione e altre malattie, invece che preparati della concorrenza.
I pagamenti effettuati da Novartis Pharmaceutical erano iscritti come onorari per i dottori per la loro partecipazione a programmi educativi, nei quali dovevano mostrare slide e istruire altri medici sui medicinali usati.
Il Dipartimento di giustizia statunitense aveva depositato, a fine giugno, ad una corte federale di Manhattan (New York) una causa che chiedeva al gigante farmaceutico pagamenti fino a 3,35 miliardi di dollari.
La pena, inflitta, venerdì, è nettamente inferiore alla richiesta e mette le parola fine all’inchiesta USA. Le presentazioni, secondo le accuse, non erano però altro che uscite sociali per i medici.
Inoltre Novartis, avrebbe incoraggiato dal 2005 i farmacisti a vendere il Myfortic, versando loro ristorni illegali. Queste commissioni occulte erano mascherate come ribassi e ristorni, si legge nella denuncia depositata presso un tribunale di Manhattan.
Per spiegare l’intreccio di interessi che univa la Novartis alle farmacie coinvolte, il Dipartimento della Giustizia USA cita un caso emblematico: a Los Angeles per “spronare” il titolare di una farmacia a “convertire” tra i 700 e i 1000 pazienti al Myfortic, la Novartis gli avrebbe garantito il 5% sulla vendita del farmaco assicurandogli in tal modo proventi di milioni di dollari aggiuntivi all’anno.
Il successo di questo tentativo avrebbe fatto capire alla Novartis che con questo metodo, anche pagando tangenti del 10% o del 20%, i suoi profitti sarebbero comunque aumentati.
La logica era che i costi nel breve termine si sarebbero presto trasformati in guadagni nel lungo periodo.
Il sistema americano dell’assicurazione malattia per gli over-65 (Medicare) e per i più poveri (Medicaid) ha dunque versato decine di milioni di dollari in rimborsi per questo medicamento, secondo la denuncia, milioni di dollari pagati di troppo, per un sistema di concorrenza sleale.
Il ministero pubblico americano esigeva da Novartis una compensazione finanziaria e il pagamento di una multa a cui ora è stata condannata.
Il Myfortic viene assunto nei casi di trapianto di rene, per impedire al sistema immunitario dell’organismo il rigetto.
Questa condanna alla multa per un importo molto cospicuo, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” sottolinea la dicotomia profonda di come gli interessi delle case farmaceutiche prevalgono sul diritto alla salute dei cittadini.

Ricordiamo anche che la Novartis è stata spesso al centro di scandali e polemiche:

  • Nel 2007 la Novartis ha perso una causa in India: l’Alta corte di Chennai, ha infatti respinto il ricorso della multinazionale contro la legge indiana che consente alle industrie locali di produrre copie a basso costo dei farmaci essenziali, i cosiddetti “salva-vita”. La sconfitta giudiziaria del colosso farmaceutico ha quindi consentito alle industrie farmaceutiche indiane di continuare a produrre farmaci low cost (secondo Medici senza frontiere, circa l’84% dei retrovirali, che servono per curare l’Aids, viene prodotto proprio in India). 
  • Nel giugno 2009 la Novartis ha rifiutato di fornire i vaccini gratuiti per i poveri dei paesi in via di sviluppo, al fine di contrastare un’epidemia di influenza in corso.
  • Nel 2012 il ministero della Salute e l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) hanno vietato l’utilizzo di 4 vaccini antinfluenzali a scopo cautelativo, prodotti negli stabilimenti toscani dell’azienda, per la presenza di un fenomeno di aggregazione proteica osservato nella loro produzione. 
  • Infine, è dello scorso anno in Italia la condanna al pagamento di una multa di circa 180 milioni di euro che l’Antitrust ha inflitto nei confronti di Novartis e Roche per aver creato un “cartello” volto a favorire le vendite del farmaco Lucentis (contro la maculopatia) – carissimo – a discapito del ben più economico Avastin, realizzando un illecito incremento dei costi a carico del Ssn.

Fonte 1

Fonte 2

Astronauta scatta foto a un UFO e la posta su Twitter

Foto ufo astronauta Scott KellyIl 15 novembre, l’astronauta Scott Kelly, in orbita nella Stazione Spaziale Internazionale da ben 237 giorni, ha twittato una foto dell’India dallo spazio. Tuttavia, nell’angolo superiore destro della fotografia si nota un oggetto non identificato. Un UFO, appunto. Secondo UfosightingDaily si tratta di un oggetto dal corpo metallico, a forma di sigaro, della lunghezza di 25 metri e distante circa 150-200 metri dalla stazione spaziale.
L’immagine sta facendo il giro della rete. Alcuni sostengono che si tratti di un riflesso prodotto dal vetro della finestra dalla quale Scott scatta le sue foto. Altri che possa trattarsi di un riflesso delle luci della International Space Station stessa. Ovviamente, queste spiegazioni non convincono tutti. La NASA, dal canto suo, non commenta. In rete fioriscono i video che si pongono interrogativi.
Chissà se sarà lo stesso Scott Kelly a chiarire l’equivoco, o se magari invece, prestando più attenzione a quello che vede quando si affaccia all’oblò della stazione orbitante, riuscirà a scorgere nuovamente l’oggetto non identificato. Il tempo ce l’ha, dato che gli restano ancora più di tre mesi da passare nello spazio (105 giorni).

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Intervista al senatore americano Richard Black: la Russia sta salvando la Siria

senator richard blackL’aviazione russa ha cambiato drammaticamente la situazione sul campo nel conflitto siriano mostrando al mondo intero che i terroristi islamici possono essere colpiti e sconfitti dalle forze lealiste se supportate da un sincero alleato. Ma, come uno scorpione, l’ISIS e le altre organizzazioni terroristiche colpiscono dove e quando uno non se lo aspetta. I recentissimi attacchi a Parigi sono una dimostrazione chiara e tragica di questa verità. Spondasud ne parla con il Senatore Richard Black del Senato statale della Virginia, recentemente rieletto alla sua carica.

1) Il vecchio scenario siriano è cambiato dall’intervento russo contro i terroristi. E’ rimasto sorpreso dal comportamento dei russi?
Mi sono sentito molto sollevato quando la Russia ha finalmente inviato aerei per sostenere il legittimo governo della Siria.
Sentivo che sia la Russia e che l’Iran erano in attesa fino a quando l’accordo nucleare iraniana fosse stato perfezionato e questa sensazione si è rivelata corretta. Quando la Russia ha iniziato a rafforzare le forze di terra siriane, gli Stati Uniti subito hanno gridato allo scandalo.
Abbiamo sostenuto che i russi dovrebbero ignorare la filiale di al-Qaeda “Esercito di Conquista” e invece attaccare obiettivi ISIS. Ma l’Esercito di Conquista ha minacciato di invadere le basi aeree della Russia in Siria se non fossero stati subito fermati. Chiedere alla Russia di ignorare una minaccia militare imminente e invece perseguire lontane forze ISIS erano semplicemente assurdo.
Nonostante la complessità della guerra, ci sono essenzialmente due forze oggi – Siria e terroristi. E ci sono due concorrenti eserciti terroristici – ISIS e l’Esercito di Conquista. Entrambi sono figli di al-Qaeda, che ha ucciso 3000 americani l’11 settembre 2001. L’Esercito di Conquista è costruito attorno al-Nusra, che ha giurato fedeltà ad al-Qaeda.
Così gli Stati Uniti ora sono tornati ora al punto di partenza nella guerra al terrorismo. Oggi, armiamo ed addestriamo al-Qaeda – la stessa forza che ha abbattuto le Torri Gemelle e ha colpito il Pentagono.
Oggi, inviamo missili anticarro all’Esercito di Conquista e quei missili vengono utilizzati per prolungare la miseria del popolo siriano.

2) Le forze siriane erano esauste dopo quasi 5 anni di guerra ma la Russia ha aiutato a migliorare le difese della nazione. Secondo la sua esperienza, che cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro di guerra?
La Turchia è la linea di rifornimento per tutti i terroristi nel nord della Siria.
Quando i curdi cominciarono a sigillare il confine turco con la Siria, gli Stati Uniti hanno concordato un tipo di “no fly zone” in cambio per la Turchia dell’adesione alla coalizione, in gran parte inefficace, contro l’ISIS. In realtà la Turchia è il più stretto alleato dell’ISIS.
I Turchi non avevano alcuna intenzione di nuocere all’ISIS. Invece la Turchia ha lanciato 297 attacchi aerei contro i curdi eroici che avevano sconfitto l’ISIS a Kobani. I Turchi hanno spinto le forze curde lontano dal segmento di confine turco utilizzato dalla Turchia per rifornire l’ISIS.
Quella mancanza di confine conduce direttamente a Raqqa, la capitale di ISIS. Migliaia di camion armati vengono spediti dalla Turchia in Siria e Iraq e viaggiano attraverso quella “no fly zone”. Tuttavia, con l’aiuto russo, i terroristi sono stati respinti in molti settori. E proprio la settimana scorsa, la Siria ha rotto i tre anni di assedio alla base aerea di Kuweires.
Con l’aiuto della Russia, la Siria è riuscita a salvare 1.200 valorosi giovani soldati da morte certa. Ricordate, i terroristi non hanno alcun campo per i prigionieri di guerra, essi sono addestrati dai servizi segreti occidentali ad uccidere tutti i prigionieri, al fine di diffondere il terrore. In futuro molto dipenderà da quanto saranno efficaci i missili anti-carro americani nello smussare le avanzate siriane.
Ci sono indicazioni che, oltre ai missili anticarro TOW, possono essere stati forniti in numero limitato dei missili anti-aerei spallabili. Tuttavia, i recenti attacchi terroristici a Parigi possono indurre l’Occidente ad essere riluttante nel rilasciare MANPAD in gran numero.
Tutte questi missili, MANPAD e TOW, possono distruggere aerei passeggeri durante il rullaggio per il decollo. Essi presentano un pericolo chiaro e presente per l’aviazione civile e l’Occidente lo deve soppesare assieme la sua continua aggressione contro il popolo siriano.

3) I terroristi di Al-Qaeda e dell’ISIS hanno usato ed usano massicciamente missili anti carro, I ben noti TOW. Queste armi sono fabbricate negli Stati Uniti. Come è possibile che questo tipo di armi sia finito nelle mani di quei demoni?
I missili TOW sono forniti ai terroristi in due modi. In primo luogo, vengono inviati ai cosiddetti ribelli “moderati”.
Quei ribelli spesso li passano direttamente ai terroristi. In realtà molti ribelli addestrati dagli Stati Uniti mollano rapidamente per unirsi e combattere con al-Qaeda o l’ISIS.
In secondo luogo, i missili sono venduti ad Arabia Saudita o Turchia nel quadro degli accordi che vietano loro di trasferirli senza l’approvazione degli Stati Uniti.
Recentemente, l’Arabia Saudita ha ricevuto l’autorizzazione degli Stati Uniti di inviare 500 missili TOW ai terroristi che combattono nel teatro di Aleppo. Vendere i TOW ai nostri alleati arabi mantiene le impronte digitali americane fuori dalle armi che vengono trasferite ai terroristi.

4) Migliaia di TOW. Non è possibile che siano stati tutti comprati al mercato nero?
Pochi missili TOW sono sul mercato nero. Quasi ogni missile è stato deliberatamente fornito ai terroristi dalla Coalizione.

5) Recentemente sulla stampa è apparsa la notizia di un piano per rifornire “ribelli selezionati” di missili anti-aerei spallabili. Chi potrebbe mai avere una simile idea in un governo?
I primi rapporti erano poco chiari. Tuttavia, tali rapporti sembrano ora giustificati.
A quanto pare, questi missili antiaerei spallabili sono attrezzati per limitarne l’uso al teatro siriano attraverso tecnologia basata su GPS.
Ciò sembra una manovra molto rischiosa. Si basa sull’assunto che i componenti non possano venir modificati per essere usati altrove.

6) E’ possibile in Siria un secondo “scenario afgano” contro la Russia?
Quando l’Unione Sovietica scomparve, molti di noi sperarono che questo segnasse una nuova era per le relazioni tra Stati Uniti e Russia. Purtroppo, l’apparato della politica estera [Americana] ha avuto migliaia di esperti sovietici con l’interesse a mantenere relazioni ostili con la Russia.
Anche se ho servito [nell’esercito] durante la guerra fredda, ho visto un grande potenziale per un terreno comune tra la Russia e l’Occidente.
Purtroppo, né i Presidenti Repubblicani né quelli Democratici hanno preso il controllo deciso sulle attività anti-russe del Dipartimento di Stato e della CIA.
Essi continuano a perseguire azioni aggressive nei confronti della Russia e sono sicuro che alcuni di loro vorrebbero trasformare la Siria in un nuovo scenario afgano.
Tuttavia, questo è molto rischioso. Abbiamo visto che l’istigazione del terrorismo islamico è estremamente pericolosa per gli interessi degli Stati Uniti: le nostre azioni hanno ora infiammato tutta la regione e minacciano il diffondersi della violenza in tutta Europa.

7) In Siria le donne guidano automobili, insegnano in scuole e Università, prestano servizio nella polizia e nelle forze armate. In Arabia Saudita le donne sono decapitate con l’accusa di stregoneria. Perché Washington accusa il Presidente Assad di tutto e tace con la Casa dei Saud?
Il generale Wesley Clark, ex Comandante supremo alleato dell’Europa, ha rivelato che nel 2001 sono stati redatti dei piani americani per rovesciare sette paesi pacifici, tra cui la Siria.
Dieci anni dopo, il segretario di Stato Hillary Clinton ha messo tali programmi in azione. A quel tempo, la Siria era una nazione stabile e pacifica.
Sotto il presidente Assad i siriani avevano la maggiore libertà religiosa e i maggiori diritti delle donne rispetto a qualsiasi altro popolo arabo.
Ma nel 2011 agenti dei servizi segreti stranieri e la Fratellanza Musulmana spinsero delle folle ad attaccare i cristiani e le altre minoranze religiose. Hanno volutamente trasformato delle normali manifestazioni in una ribellione violenta che ha infiammato il mondo islamico e provocato 250.000 morti.
Questo non è stato fatto per migliorare la libertà siriana, dal momento che i siriani erano già liberi come qualsiasi popolo in quella regione.
L’Arabia Saudita, d’altra parte, è una delle dittature più brutali del mondo. Permise ufficialmente la schiavitù fino al 1962. E dal momento che il Corano approva la schiavitù [Non è così – NdT], la schiavitù è quasi certamente praticata tranquillamente da alcuni dei nostri alleati tra gli Stati del Golfo.
L’ISIS è stato finanziato dall’Arabia Saudita. L’ISIS gestisce apertamente dei mercati di schiavi ed io non sono a conoscenza del fatto che i nostri alleati arabi della coalizione abbiano criticato questa pratica.
Ho letto la Costituzione siriana. Protegge la libertà religiosa, i diritti delle donne e lo Stato di diritto. Richiede elezioni nazionali. Il presidente Assad è stato eletto da un enorme margine alle elezioni che sono apparse le più eque possibili, considerando gli impedimenti del tempo di guerra.
Nel corso di tali elezioni, le nazioni occidentali si rifiutarono di consentire ai siriani nei loro paesi di votare.
Hanno impedito il voto ai siriani nei loro Paesi perché sapevano che avrebbero votato a grande maggioranza a favore di Assad. L’Occidente ha evitato questa situazione imbarazzante semplicemente vietando di votare a tutti i siriani all’estero.
L’Occidente non vuole in Siria un presidente eletto dal popolo. Vogliamo installare un fantoccio, un Quisling, che tradirà la sua gente. Molti dei nostri alleati della coalizione sono dittatori assoluti. Non avrebbero mai permesso elezioni come quelle in Siria.
Si chiamano re ma in Medio Oriente, che è semplicemente un altro termine per il dittatore. America è diventata una alleata dell’Arabia Saudita a causa della politica del petrolio e della capacità saudita di comprare amici politici.
Oggi, è chiaro che gli Stati Uniti potrebbero essere il più grande produttore al mondo di petrolio se scegliessero di esserlo. Questo ci permetterebbe di prendere le distanze dall’Arabia Saudita, cosa molto positiva per la pace nel mondo.

8) C’è niente che un onesto gentiluomo della Virginia possa fare per fermare la guerra in Siria?
Il 1° aprile del 2014 ho scritto al presidente Assad. La mia lettera ha causato onde d’urto in tutto il mondo. Era come fossi “il ragazzo che ha detto che il re era nudo”. I media si sono indignati e hanno tentato di distruggermi deridendo la mia lettera.
Ma la mia lettera ha detto solo due cose: in primo luogo, ho ringraziato l’esercito siriano per il suo galante salvataggio dei cristiani tenuti prigionieri dai terroristi lungo il massiccio del Qalamoun.
Poi, ho detto che non potevo spiegare perché gli Stati Uniti sostenessero gli stessi terroristi di al-Qaeda che aveva ucciso 3000 americani il 9/11. Quando sono stati pubblicati degli estratti dalla mia lettera, molti hanno ritenuto che le mie opinioni fossero convincenti.
Hanno cominciato a mettere in discussione e poi a criticare apertamente la politica degli Stati Uniti in Siria. Continuerò a parlare e lo farò fino a quando ai siriani sarò permesso di determinare il proprio futuro ed eleggere il proprio governo.
Credo che sempre più persone si rendano conto dell’assurdità di schierarsi con i terroristi contro la Siria. Essi non credono più al mito di “moderati attentamente controllati”.
Abbiamo bisogno che le persone capiscano che se Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna smettessero di sostenere i terroristi, la guerra sarebbe finita.
I rifugiati potrebbero tornare a casa. È così semplice. Noi siamo la causa della guerra e la possiamo terminare quando vogliamo.

9) I Siriani nei territori occupati molto probabilmente non leggeranno questa intervista. Potrebbe ugualmente dire qualcosa a coloro che sono ancora sotto i piedi dei terroristi?
Io sono un patriota americano. Diversamente dalla maggior parte dei funzionari, ho combattuto e sanguinato per il mio Paese durante alcuni dei combattimenti più feroci a memoria d’uomo.
Come ufficiale del Corpo dei Marine, sono stato ferito ed entrambi i miei marconisti sono stati uccisi vicino a me, mentre attaccavamo le posizioni nemiche lungo il fiume Hoi An in Vietnam.
Come pilota di elicottero, ho anche volato in 269 missioni di combattimento ed il mio veicolo è stato colpito da fuoco nemico in più occasioni.
Quindi le mie opinioni rappresentano la convinzione di un patriota che l’America è migliore di questo. Se fossi più giovane, combatterei e forse darei la mia vita per la Siria, perché credo che la sua causa sia giusta. Vorrei lottare per difendere non solo i miei fratelli e sorelle cristiani ma tutti i buoni siriani di ogni fede.
Ogni sera, io prego il nostro Salvatore, Gesù Cristo, affinché cessino gli interventi stranieri in Siria. Prego per i soldati siriani e tutti i loro alleati, che siano vittoriosi e liberino la Siria. Prego per i coraggiosi russi, che tornino sani e salvi da ogni missione eroica.
Il mio cuore si spezza per le donne e i bambini tenuti come schiavi a causa delle operazioni segrete americane. Non riesco a credere che siamo diventati complici nel ristabilire la schiavitù in Medio Oriente.
Sono profondamente addolorato quando vedo i terroristi che sosteniamo commettere esecuzioni di massa di prigionieri indifesi e quando vedo uomini crocifissi o bruciati o annegati da coloro che ci sono favorevoli. Ma vorrei anche dire questo.
Ogni giorno, sempre più americani ed occidentali si rendono conto di quanto spregevoli siano state le nostre politiche siriane. Le persone chiedono la pace in Siria. Molti americani sono grati che la Russia e l’Iran si siano affrettati a sostenere la Siria nel momento del bisogno.
Io starò con la Siria e non vi abbandonerò mai se siete siriani liberi sotto la protezione del governo, o se siete schiavi dei terroristi. Credo che la Siria sarà libera di nuovo.
E l’eroismo di coloro che hanno difeso la vostra Nazione continuerà a vivere nella Storia per le generazioni a venire. Chi avrebbe mai immaginato che una piccola Nazione come la Siria avrebbe resistito con tanto coraggio contro questo male così esteso? Questo può essere accaduto solo attraverso la grazia di Dio. Ed io onoro ciascuno di voi, io che piango per voi che soffrite.

10) Che cosa pensa del terribile massacro operato dai terroristi islamici a Parigi? Cosa possiamo fare per impedire tali eventi?
Gli attacchi di Parigi sono stati tragici ed il presidente Hollande ne ha accusato l’ISIS. Tuttavia, io accuso anche il Presidente Hollande per aver contribuito a creare l’ISIS, in primo luogo.
Quando la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti si unirono ai despoti arabi per avviare la rivolta siriana, sapevano che stavano scatenando il terrore contro il popolo siriano.
Pensavano che il terrore potesse essere contenuto? Sono stato a Parigi diverse volte e sono molto affezionato alla Nazione francese. Così mi sono rattristato ed arrabbiati per la perdita di vite umane francesi.
Ma vorrei suggerire che i francesi concentrino parte della loro rabbia sul proprio governo, che ha tradito tutte le persone oneste armando questi terroristi feroci in Siria.
Vorrei rovesciare la mia rabbia sull’Unione europea e il governo francese per aver invitato migliaia di potenziali terroristi ad entrare liberamente in Europa, dove possono macellare le famiglie di ogni Nazione dell’Unione europea.
Sappiamo che almeno uno degli assassini era appena arrivato dalla Siria e un altro dall’Egitto. Ho sentito stime che il 30% dei cosiddetti immigrati provengono dall’ISIS o sono simpatizzanti dell’ISIS.
Non sono attacchi terroristici inevitabili quando i terroristi arrivano in Europa quotidianamente ad ondate? Non è un atto di tradimento invitare nel vostro Paese le persone che vi disprezzano? La gente deve respingere il male che permea le nostre capitali e trovare nuovi capi – patrioti che difendano le loro Nazioni e fermino il terrorismo scatenato sul mondo.
Sciogliere l’Unione Europea e la NATO se questo è quello che ci vuole. Ma in qualche modo, farla finita.

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Gli Usa approvano il super salmone modificato geneticamente. Con il TTIP, lo mangeremo tutti

salmone ogmIl salmone AquAdvantage è un Salmone Atlantico modificato geneticamente perché cresca due volte più velocemente rispetto agli altri suoi simili.
Nella catena del dna del salmone AquAdvantage sono stati inseriti piccoli pezzi di dna che codificano il gene responsabile dell’ormone della crescita del Salmone Reale.
Ma non è finita: siccome il salmone atlantico produce l’ormone della crescita solo alcuni mesi all’anno, AquaBounty (la società produttrice) ha innestato nel dna dell’AquAdvantage frammenti ancora più minuscoli di dna di Zoarcidae (Ocean Pout), che consentono al gene del Salmone Reale di prodursi anche in acque la cui temperatura è prossima allo zero. In questo modo, la nuova chimera può sopravvivere in situazioni ambientali difficili e, soprattutto, continuare a crescere tutto l’anno.
“I produttori dicono di poter produrre un salmone in 24/30 settimane. Noi possiamo farlo in 18“, dice Ron Stotish, alla guida di AquaBounty.
Secondo alcuni esperti come Michael Hansen, tuttavia, i salmoni geneticamente modificati potrebbero condurre a reazioni allergiche. Inoltre, se dovessero in qualche maniera finire in libertà, potrebbero causare inquinamento genetico e avere effetti dannosi sulla popolazione naturale di salmoni. Gli ingegneri genetici sottolineano anche che i pesci creati in laboratorio sono tutti femmine e sterili. Esattamente come in Jurassic Park, dove tuttavia l’esito finale è stato piuttosto disastroso.
In ogni caso, è notizia di oggi che la Food and Drug Administration ha approvato il salmone geneticamente modificato. E’ il primo animale alterato geneticamente, in maniera così massiccia, ad essere ammesso al consumo umano negli Stati Uniti.
E quando il TTIP, il gigantesco trattato commerciale tra Usa e UE che è in fase di negoziazione finale, a porte chiuse, sarà approvato, il rischio è che sulle nostre tavole compaiano anche il salmone AquAdvantage e altre chimere. Oltretutto, senza garanzia di poter ottenere un’etichettatura esaustiva, come sta accadendo con il TPP (l’omologo trattato negoziato sul lato del Pacifico). Senza che, giuridicamente, vi sia modo di opporsi. A meno che lo Stato italiano non sia disposto a sopportare una causa di risarcimento miliardaria da aziende come la AquAdvantage.

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Scienziati calano un microfono a 9 miglia di pofondità nella Terra: ascoltate

pianeta TerraRumori dalla profondità della Terra – Il video che vi mostriamo oggi è intitolato “sounds of hell”, cioè I suoi dell’inferno.
I suoni che sentirete sono davvero terrificanti, secondo alcuni sono una testimonianza dell’esistenza dell’inferno e sono state registrate dallo studioso dr. Azzocove.
Il dottore è un uomo di scienza che all’udire di quei lamenti ha creduto nell’esistenza di qualcosa di sovrannaturale.
Questo video è stato girato in siberia e la registrazione è stata effettuata ad una profondità di 9 miglia, all’interno della superficie terrestre.
Le perforatrici durante la perforazione raggiunsero una zona in cui si segnava la presenza di una caverna e I sensori della temperatura mostrarono un aumento delle temperature fino a 2000 gradi fahrenheit.
Gli scienziati hanno calato un microfono per sentire I movimenti della piastra terrestre ed invece hanno registrato ben altro, secondo alcuni si tratta delle urla strazianti dei dannati.


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RevOILution, l’elettrodomestico per produrre l’olio extravergine d’oliva in casa

olio di oliva fatto in casaChe in questi ultimi anni l’homemade stia spopolando è ormai acclarato: dai prodotti di bellezza alle conserve, dagli essiccatori per alimenti fino ad arrivare ai mini box per produrre germogli… Ma, almeno fino ad oggi, a nessuno era venuto in mente di produrre in casa anche l’olio.
Ebbene, una piccola realtà italiana ha sviluppato un elettrodomestico che permetterà a chiunque di produrre dell’olio extra vergine d’oliva direttamente in casa.
Stiamo parlando di RevOILution, un innovativo elettrodomestico in grado di produrre in soli 45 minuti dell’olio extra vergine d’oliva spremuto a freddo, in ogni stagione dell’anno e, soprattutto, senza alcuna alterazione. “Non una semplice spremuta d’oliva – ha spiegato Antonio Pagliaro, ideatore, fondatore e amministratore di Age, la Start Up che ha inventato e realizzato RevOILution – ma olio vero, realizzato con un processo completo, dalla spremitura alla gramolatura, che separa l’acqua dall’olio e attiva i polifenoli.
Fino alla fase di separazione della parte liquida da quella solida”.
Non solo, perché la piccola startup ha anche pensato a come ovviare al problema delle stagioni durante le quali le olive non si raccolgono: oltre alla macchina per la spremitura, infatti, è disponibile anche il Bag d’O, confezioni di olive italiane selezionate per varietà, surgelate al momento della raccolta e racchiuse in contenitori sottovuoto per mantenerne intatta la fragranza nel tempo. “Con un chilo di olive si ottengono circa 125 millilitri d’olio a un costo medio di 15 euro al litro, simile a quello dei piccoli produttori tradizionali – ha precisato Pagliaro – Inoltre RevOILution consiglia quale miscela di olive scegliere in base alle preferenze personali”.
Senza dimenticare quello che Pagliaro ha definito come “l’alto valore etico”: la startup, infatti, oltre ad aiutare i piccoli produttori a commercializzare le olive senza essere emarginati dalle grandi aziende, farà produrre l’elettrodomestico (realizzato in acciaio e alluminio, così da garantire una durata ventennale) in Italia.
Per comprarlo, però, (il costo iniziale dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.000 euro) bisognerà attendere ancora qualche mese: la startup sta difatti completando i test e dovrebbe avviare a gennaio 2016 una campagna di crowdfunding su Kickstarter o Indiegogo per raccogliere capitali per l’industrializzazione.

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Riscaldamento globale è una beffa: livello di anidride carbonica uguale al 1910

Riscaldamento globale - Svante August ArrheniusRiscaldamento globale – Sembra che il livello di CO2 in atmosfera, oggi calcolato a 400 ppm (parti per milione), sia rimasto invariato rispetto al livello del 1910.
Svante August Arrhenius (19 febbraio 1859 – 2 ottobre 1927) fu uno dei padri fondatori della chimica fisica. Fu premio Nobel per la Chimica nel 1903 nonché teorico del riscaldamento climatico dovuto alla deforestazione per fare posto a terreno agricolo.
In un articolo del 1910, Arrhenius scrisse: “la attuale proporzione di anidride carbonica nell’aria è circa di una parte ogni 2500“. Leggete qui.
Facendo le debite proporzioni stechiometriche, risultano 400 ppm proprio come oggi.
I fanatici (sempre di ordine massonico statunitense) gridano allo scioglimento dei ghiacci polari e all’aumento della desertificazione.
In realtà, assistiamo a un incremento dei ghiacci antartici e il livello del mare non sta salendo come insistono i credenti nel riscaldamento globale. Il clima fluttua continuamente, i deserti si allargano e restringono ciclicamente con i cicli climatici che possono durare decenni, millenni o milioni di anni.
Esempio lampante sono le ere glaciali. Duemila anni fa il Tevere a Roma gelava sovente e i monti capitolini s’imbiancavano di neve durante l’inverno. Oggi il bioma (associazione vegetale e animale) attorno l’Urbe è palesemente mediterraneo.
Ai tempi dei gladiatori, i leoni destinati agli spettacoli nell’anfiteatro Flavio venivano condotti attraverso il Sahara che era quasi una savana, non ancora un rovente deserto di dune di sabbia. Solo 20 secoli fa, un battito di ciglia su scala geologica.
Senza tenere in considerazione cosa sono e a cosa servono le scie chimiche.
Il riscaldamento globale è pura invenzione esattamente come il “terrorismo islamico”. Al Gore dietro l’uno, John McCain dietro l’altro. Infine, basta rammentare che eventi meteorologico catastrofici come terremoti e cicloni intervengono spesso dove opera l’esercito USA. Di recente in Yemen.
Nessuno si chiede come mai gli “ambientalisti” dei miei stivali, quali Greenpeace, pretendono di imporre la “carbon tax” in tutto il mondo ma gli USA continuano a non aderire al Protocollo di Kyoto, e seguenti, per il controllo dell’emissione di diossido di carbonio (come si dovrebbe dire correttamente).
Forse perché costoro, pure da noi, sono al servizio degli USA e del piano di globalizzazione.

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