Dal berlusconismo al renzismo

MatteoRenziSilvioBerlusconi980x571Il berlusconismo in Italia ha portato programmi come “Drive in” o “Grande fratello” o ancora “Non è la rai”. Programmi come questi hanno portato al tempo una rivoluzione nella televisione italiana portando anche in Italia “la società dell’immagine” che si stava diffondendo da anni nel resto del mondo, una società dell’immagine che basava e basa la sua forza sul culto “patinato” dell’immagine, di icone pop, di icone da copertina, di dive e divi della televisione, dello spettacolo, della moda.
Ebbene il berlusconismo in Italia è stato interprete di “qualcosa” che in quegli anni si cominciava a vedere già nel resto del mondo occidentale: “cultura pop da copertina”, “massificante”, “prorompente e impetuosa”, contraria ad una certa cultura che andava ripudiata perché “stantia e vecchia”. Il berlusconismo si è fatto interprete della società dell’immagine contemporanea estremizzandola e rendendola “pacchiana e cafona”, estremizzandola e rendendola ancora più patinata, ancora più superficiale e commerciale.
Il “renzismo” attuale cosa ha ereditato dal berlusconismo?
Sicuramente la stessa esaltazione della cultura pop anche se non con i modi e i contenuti del berlusconismo: cultura pop presente soprattutto nel linguaggio di Renzi, un linguaggio studiato, “scenografato”, un linguaggio che a tanti sarà sembrato un “fiume di parole”.
Del berlusconismo il renzismo eredita anche la “strabordante” presenza mediatica: tutti i giorni Renzi è presente su televisioni, telegiornali, internet, talk-show etc.
Cosa si aggiunge al presunto berlusconismo presente nel renzismo?
Il carattere post-ideologico da condividere con Grillo e il Movimento 5 Stelle: sia Renzi che Grillo sin dall’inizio hanno cercato di intercettare l’elettorato di destra, di sinistra e di centro con un messaggio post-ideologico, postmoderno, un messaggio che non rimanda al passato.
Sia Berlusconi, Grillo che Renzi condividono insieme la personalizzazione della politica che sfocia in un leaderismo assoluto: i tre leader ormai hanno monopolizzato l’elettorato italiano frantumato e disgregato dei tempi recenti.

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La grande bellezza della decadenza italiana

LagrandebellezzaoscarVittoria agli Oscar 2014, ai Golden Globe 2014 e ai BAFTA Awards per “La grande bellezza” di Sorrentino. “La grande bellezza” è un grande film di denuncia sulla politica e sulla società italiana. Esso narra la “grande bellezza” della “decadenza” italiana: con occhio lucido e razionale fa emergere vizi e difetti dell’italiano attuale protagonista di una “società dell’apparire” cafona e pacchiana, una società dell’apparire che è figlia di 40 anni di DC e di venti anni di berlusconismo.
Una decadenza italiana che come il “trenino” visto nel film non porta da nessuna parte: la società italiana, la politica italiana, le classi dirigenti italiane sono come una donna bellissima che ormai è sfiorita e decaduta col passare degli anni.
Un’italianità attuale che celebra da tempo “l’elogio della mediocrità”: mali atavici come clientelismo, corruzione, nepotismo, familismo, favoritismi vari, rimangono indelebili macchie di cui tanti italiani sono promotori incalliti.
Una festa continua e perpetua che ha il sapore del nulla si consuma nell’ostello italico, una festa che vede protagonisti i ceti più bassi fino ad arrivare ai ceti più alti, una festa di logoramento, di dissoluzione assoluta, una festa del menefreghismo più atroce, un abisso da cui rialzarsi è davvero molto difficile.
Tanti italiani sperano che il loro paese risorga dalle sue ceneri come l’araba fenice, che il loro paese si risollevi da un pantano in cui è finita da tempo, tanti italiani sperano nella riscossa, in un domani migliore, tanti italiani non sono complici della grande bellezza della decadenza e ne sono vittime silenti, oppresse, schiacciate all’inverosimile.
Così mentre una parte del paese si consuma in una libidine ed in un edonismo sfacciato e irriguardoso un’altra parte del paese soffre o è costretta a scappare all’estero come se scappasse da un’incubo, da un brutto sogno di un carnevale italiano dove si sono rovesciate, calpestate e maltrattate etica e morale, onore e ritegno.

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Paris Fashion Week Autunno/Inverno 2014-2015: il terzo e il quarto giorno

pfw3.1Moda Paris – Nella terza giornata di sfilate, Balenciaga e Alexander Wang, direttore creativo della maison, hanno portato in scena la donna dallo stile urban chic. Tonalità scure e asimmetrie che vediamo in molti capi di abbigliamento, casacche lunghe abbinate a pantaloni affusolati che seguono la linea delle gambe. I dettagli sparkling danno luminosità ad una collezione caratterizzata dal nero e dal grigio, con gli stivali altissimi fino al ginocchio, i capi in pelle, segnati in vita da cinture futuristiche, per un look rock chic e glamour.
A Parigi, al Couvent des Cordeliers, la stilista belga Ann Demeulemeester ha presentato la sua ultima collezione. Protagonista è una donna che ama indossare abiti drappeggiati, caratterizzati da asimmetrie. Molto nero, per uno stile elegante, ma anche altre tonalità che servono a spezzare i look.
Balmain e il suo direttore creativo, il 28enne Olivier Rousteing, portano in passerella i look all’insegna della pelle nera, del mimetico e le fantasie animalier, i drappeggi su gonne e pantaloni e delle catene dorate utilizzate per decorare gli abiti. Una collezione più portabile e soft.
Scende in passerella anche Nina Ricci. La griffe francese è la quintessenza della femminilità. Una collezione elegantissima dai colori sobri e coordinati fra loro, attenta e curata nel minimo dettaglio, che usa le trasparenze e gli spacchi sugli abiti lunghi, o il raffinato ricamo in pizzo sugli abiti da sera o i minidress interamente ricoperti di paillettes. Tra gli accessori vediamo le mary jane in oro e argento metallizzati o in suede.pfw3.2
Rick Owens, lo stilista americano con base a Parigi, porta sulla passerella una donna moderna che indossa scarpe basse sportive che si allungano con una calza di pelle chiusa da una zip dorata sul retro, ha una cappa con due fori per le braccia che ricorda le armature medioevali, gonne pantalone, i capelli disordinati e berretti fiamminghi.
Da Lanvin vediamo Rihanna in prima fila, avvolta in una stola di pelliccia di volpe argentata. Alber Elbaz, il designer di maison, presenta una collezione ispirata a Mademoiselle Coco: abiti di raso nero sottolineati da ricami di perle e jais in contrasto, oppure abiti lunghi tagliati di sbieco e drappeggiati sulla schiena, con frange e piume mischiate sullo stesso capo.
Nella collezione dello stilista Hussein Chalayan, l’azzardo è protagonista: le unghie finte e colorate che si trovano nelle boutique di manicure sono state trasformate in ricamo. Vediamo il fronte delle tuniche lunghe da sera che riporta unghie finte in tutti i colori possibili. C’è persino la versione nail-art, con le fantasie geometriche ed optical.
Il marchio giapponese Issey Miyake, diretto dal giovane Miyamae, presenta una collezione convincente: vediamo il plissé rielaborato come se le pieghe fossero cerchi, e un mix di colori e fantasie.
Raf Simons, direttore creativo di Christian Dior, propone i due aspetti della donna contemporanea: lavorativo e femminile.
Nel lavoro, Dior propone un workwear con tailleur e completi formali. Nella vita privata, abiti più femminili. I capi, lunghi o corti, ma sempre colorati, esaltano le forme. I tailleur, confezionati in colori scuri come il nero o il verde, per l’abbigliamento da ufficio, i cappotti geometrici e maschili. I capi spalla e le pellicce, in colori accesi, come il rosa, il verde, il blu elettrico o il giallo. Il blazer doppiopetto stile anni’80 è un capo must have, abbinato a minigonne, abitini corti o con pantaloni formali. Gli abiti sono vaporosi, con gonne ampie e voluminose, o formati da due pezzi sovrapposti, confezionati con colori come il blu ed il rosso, il rosa ed il rosso, il verde ed il rosa.pfw3.3
La stilista francese, Isabel Marant propone uno stile sofisticato e urban, che punta su poche cromie: il nero, proposto in look total black o accostato al bianco, il verde militare ed il grigio. La donna sembra una guerriera urbana, ma che sa mostrare la sua femminilità con un accessorio, come gli ankle boots imbottiti. Vediamo abbinamenti a contrasto: le gonne drappeggiate e stampate, i maglioni traforati casual anni’90, e cappotti in lana fino ai polpacci.
La sfilata di Sonia Rykiel era molto attesa, per la presenza della top model australiana Miranda Kerr. Il brand propone abiti longuette in seta grezza con pieghe e dettagli cut-out, cappotti di pelliccia, e cappotti di visone lunghi fino al ginocchio, molti abiti lunghi e corti, in bianco e bordeaux, con dettagli in pizzo.
Molto intrigante la nuova collezione di Maison Martin Margiela, che propone abiti eleganti e raffinati, stoffe pesanti e dettagli interessanti, come il pizzo e le cinture sottili che sottolineano il punto vita. La pelle è presente sui capi d’abbigliamento e sugli accessori, per una donna grintosa e forte.

Fabiana Nan

Salva-Roma: errori pagati con i soldi degli italiani

romacapitaleIl governo Renzi ha varato il cosiddetto “Salva-Roma”, decreto sugli enti locali che contiene le misure per “risanare” tra l’altro anche la capitale. Aumenta la TASI fino allo 0,8×1000. Tra le città da salvare anche la città di Napoli che ora dovrà affrontare tasse al massimo per un bel po per evitare il “default” insieme a taglio del costo del personale e vendita di partecipate e patrimonio pubblico.
I disastri di Roma e Napoli sono emblemi del disastro italiano riguardo ad amministrazioni pubbliche fallimentari guidate da decenni sia dal centrodestra che dal centrosinistra.
Amministrazioni che sperperano soldi pubblici come è successo in Lazio e in Piemonte, il tracollo suddetto di Roma e di Napoli e ancora tanti sarebbero gli esempi da citare per affermare e comprovare il “fallimento” di una classe politica incompetente, fallimento che come sempre pagano i cittadini italiani “di tasca loro”.
Il salva-Roma arrivato dopo le polemiche tra Renzi e Marino ha salvato la capitale da un fallimento che è “figlio” di decenni di amministrazione del centrosinistra e dalla recente amministrazione Alemanno, sostituita non a caso dal “nuovo” Marino.
Mentre gli italiani soffrono i “morsi” della crisi economica più grave dal dopoguerra, mentre gli italiani pagano le misure di austerità e rigore volute dall’Europa, le amministrazioni di queste grandi città “non pagano” per gli errori commessi, errori che si riversano sulle spalle dei cittadini con l’aumento già previsto dal governo Letta della TASI.
Mentre si passa al terzo governo non eletto dai cittadini la politica e l’amministrazione dei “vecchi partiti” danno dimostrazione ancora una volta della loro inadeguatezza.
Il governo Renzi che dovrebbe rappresentare il nuovo “mette” le sue prime tasse e salva i disastri fatti da altri con i soldi dei cittadini: se questo è il nuovo…a tanti sembrerà di rivedere lo stesso film con attori diversi, la stessa “messinscena” che va avanti da decenni a danno di tanti incolpevoli italiani costretti a pagare sbagli non da loro commessi.

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Renzi, Berlusconi e Grillo: tre leader a confronto

BerlusconirenzigrilloLa politica italiana attuale è caratterizzata dalla presenza di 3 leadership forti e carismatiche: Renzi, Grillo e Berlusconi. Vediamo un po di metterli a confronto.
Riguardo ad abilità nella comunicazione i tre si equivalgono più o meno con contenuti e modalità diverse di certo. Invece se pensiamo alla visibilità mediatica non c’è dubbio che Renzi riesce ad essere “onnipresente” sui diversi canali di comunicazione, molto più sia di Grillo che di Berlusconi.
Per quanto riguarda la “presa sugli elettori” Berlusconi ha dimostrato di essere più volte un “campione”; Grillo ha dimostrato di avere presa sugli elettori nelle elezioni politiche del 2013. Entrambi i leader però hanno fallito le amministrative e le regionali successive alle politiche.
Renzi invece ha solo vinto le primarie per segretario del PD ma il suo apporto è stato determinante per il partito per vincere le recenti competizioni elettorali regionali. Renzi e Grillo poi a differenza di Berlusconi sembrano avere più forza propulsiva e rivoluzionaria mentre il cavaliere per i suoi guai giudiziari sembra “avviato al viale del tramonto”. Anche riguardo al potenziale Renzi e Grillo sembrano avere più potenziale per la novità che riescono ad esprimere e tra i due Renzi sembra avere più potenziale. Però questi ultimi proprio per la loro carica di novità potrebbero anche “bruciarsi” mentre Berlusconi esprime sempre lo stesso mondo uguale a se stesso e per questa sua costanza potrebbe sopravvivere ancora qualche anno.
Ai tre viene spesso associata anche la categoria del pupulismo come anche quella della personalizzazione della politica: si vede che nella politica italiana degli ultimi anni questi fenomeni sia politici che sociali hanno assunto un’importanza capitale.
Una differenza da annotare è senza dubbio il fatto che tra i tre Renzi e Berlusconi puntano molto più sulla televisione mentre Grillo punta più al web e in questo Grillo esprime una novità non da poco per il suo rivolgersi soprattutto ad un canale che fino a qualche anno fa non esisteva nemmeno.
In ultima analisi sia Grillo che Renzi sembrano puntare ad un elettorato postideologico né di destra né di sinistra né di centro mentre Berlusconi può puntare a destra e al centro ma non a sinistra.
Perciò complessivamente lo scontro futuro nella politica italiana sarà sicuramente tra Renzi e Grillo anche se Berlusconi o la sua parte faranno di tutto per non farsi escludere dalla scena.

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Benessere – I Trend del 2014

Spa.1Il mondo del wellness cambia velocemente: hotel salutisti, terme urbane, applicazioni del telefonino che ci insegnano a restare sempre in forma.
La Società Spafinder Wellness ha ipotizzato il benessere del 2014, con una classifica delle dieci tendenze più popolari.
Al primo posto della top ten c’è la tendenza alla vacanza salutare: le strutture alberghiere che offrono centri benessere con spa e palestra avranno molto successo in quest’anno.Spa.2
Al secondo posto c’è il trend delle App per smartphone, tablet e portatili. Il telefonino è un importante alleato per ritrovare il peso giusto, una sorta di personal trainer sempre a disposizione, come si è recentemente visto al Mobile World Congress Barcelona (24 – 27 Febbraio 2014).
Le terme salgono al terzo posto: saranno sempre più frequentate e sono in molti a costruire nuovi impianti intorno alle sorgenti naturali.
Le attività che simulano la sospensione di gravità, dallo yoga al fitness flottante, sono al quarto posto. La gente ha bisogno di eliminare lo stress staccando i piedi da terra.
Al quinto posto c’è il fitness competitivo, dalla maratona stracittadina alle corse in bici, per affermare il proprio primato e per dare anche una finalità all’allenamento.
La tendenza alla naturalità occupa il sesto posto: si tratta di riscoprire un look acqua e sapone e dell’uso di prodotti di bellezza biologici e sostenibili.Spa.3
La settima posizione è dell’aromaterapia mentre l’ottava è della spa dietro casa: il bisogno di relax deve essere soddisfatto non solo durante le vacanze, ed è per questo che nel 2014 si moltiplicheranno i centri benessere urbani, in cui andare durante la pausa pranzo o nel weekend.
Al nono posto c’è il benessere per gli anziani; all’interno delle spa ci saranno sempre più aree destinate a chi ha superato i sessanta anni.
All’ultimo posto c’è la ricerca di nuove destinazioni: i turisti del benessere non si accontentano più di paesi come Thailandia o Turchia, ma vogliono scoprire terme nelle mete poco conosciute, come Ghana, Nicaragua o Bhutan.

Fabiana Nan

Paris Fashion Week Autunno/Inverno 2014-2015: il primo e il secondo giorno

Paris1.1Per l’apertura della Settimana di Moda parigina, sei star della musica (tra queste i Massive Attack, Cassius e Azealia Banks), si sono esibite dal vivo per la sfilata dell’intimo disegnata da Natalia Vodianova per il marchio Etam. Nel Palazzo della Borsa, a pochi passi dal Louvre, hanno sfilato 80 modelle con tanto di finale sul palco trasformato in una discoteca. Erano presenti celebrità come Emmanuel Beart a Kate Moss. La pelle sarà protagonista della prossima stagione fredda, come decretato da Anthony Vaccarello, fashion designer italo-belga, che ha presentato la sua collezione casual chic a Parigi. Abbiamo visto dei giubbotti in stile biker, ma anche minigonne o con spacchi vertiginosi, trench dal gusto urban chic e maglie traforate. Una collezione giovane, molto rock, ma anche sensuale.
La donna di Anthony Vaccarello è forte, tenace, coraggiosa, ha carattere, indossa capi di abbigliamento, rigorosamente in pelle nera.
La nuova collezione haute couture del gruppo svedese H&M Studio, presenta abiti in materiali più difficili da trovare a buon prezzo come la pelliccia e la pelle. Tra gli accessori, un must have sono gli stivali alti, di pelle stampata. Sul palco, dal vivo, si esibisce la cantante e sorella di Vincent Cassel. In prima fila, c’erano Jessica Alba e Miranda Kerr. Nella seconda giornata, Guy Laroche e Marcel Marongiu, direttore creativo della maison, puntano tutto sui capi di abbigliamento in pelle: gonne longuette in nero, verde e marrone, giubbotti in pelle, per una collezione moderna e giovane.Paris1.2
Le donne di Guy Laroche non nascondono l’animo rock e la loro sensualità (tanti top trasparenti).Tra gli accessori da notare gli stivaletti poco più alti della caviglia.
Un grande nome nel calendario delle sfilate: Dries Van Noten, che a breve, sarà celebrato in una mostra, “Dries Van Noten Inspiration”, nel museo di Les Arts Decoratifs all’interno del Louvre. La nuova collezione presenta delle silhouette dei fiori disegnati su un fondo colorato e le fantasie optical del Novecento, che diventano stampa, tessuto jaquard, intarsio, ricamo o pelliccia. Il suo stile è un mix di spunti esotici e contemporanei. La sfilata si conclude con abiti in paillettes color rame in tutti i possibili giochi di accostamento col blu notte. Molto poetico.
Alexis Mabille sfila presso l’Hotel Salomon de Rothschild con una collezione molto dark: nero, blu, grigio, ma anche verde scuro e bordeaux, sono spezzati da sprazzi di bianco, così come da dettagli in tulle trasparente per un effetto vedo-non-vedo. La collezione utilizza l’asimmetria e la combinazione di abbigliamento sportivo e glam chic: vediamo eleganti jumpsuit impreziositi da cappucci, cappotti pesanti, gonne lunghissime, asimmetriche che ripropongono lo stile tartan in una versione moderna e contemporanea, capi realizzati con mix di pizzo, tulle e paillettes, per una donna femminile e sensuale.
La collezione di Christophe Lemaire è monocorde, monocolore e in apparenza monotona: mancanza di colore e assenza di dettagli, ma c’è uno studio profondo sulla forma, sulla silhouette e sul taglio di ogni pezzo. Giacche, cappotti, trench, maglie, nel rispetto della qualità e di artigianalità. Due caratteristiche che Lemaire ha dimostrato di saper maneggiare con successo.Paris1.3
Rochas ha sfilato al Paris Fashion Week con la nuova collezione a/i 2014-2015, molto attesa e anche un po’ italiana, perché il nuovo stilista della maison è Alessandro Dell’Acqua. La collezione è stata un trionfo: la moda per una principessa moderna, opulenta e lussuosa, un mix tra abbigliamento sportivo e glam chic. Tonalità un po’ troppo scure per i cappotti oversize ed avvolgenti, ma femminili. Unici gli abiti impreziositi da balze, cristalli o stampe floreali, come l’abito lungo da principessa coordinato ad un altro ancora più lungo. Una collezione originale, regale, sartoriale e creativa.
Gareth Pugh ha presentato una collezione originale, dove il bianco è protagonista, insieme ai colori metallizzati, che sembrano delle vere e proprie armature. Le forme non sono mai lineari, ma esagerate ed eccessive, aprendosi sul collo e sulla vita in vere e proprie sculture. Abbiamo visto abiti, capispalla, pantaloni che quasi non si riconoscono, perché sono realizzati con materiali lucenti, a specchio, con un tessuto metallico che annulla le forme del corpo. Gli accessori, come i cappelli a falda larga o le retine sulla testa, vestono una donna moderna guerriera scintillante e candida, ma audace.

Fabiana Nan

Infezione simile alla poliomelite che paralizza i bambini negli USA

Poliomelite1Negli USA, precisamente in California è allarme rosso a causa di un infezione ancora sconosciuta che paralizza i bambini.
L’infezione, probabilmente causata da un virus, ricorda molto la poliomelite, malattia che è stata quasi completamente debellata in tutto il pianeta ma, ciò non toglie che potrebbero essersi diffusi altri virus che attaccano il midollo osseo proprio come la poliomelite (grave malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale).
In Pakistan, Afganistan e Nigeria del Nord, casi di poliomelite sono ancora segnalati di frequente.
La notizia, dell’infezione riferita dalla Nbc News, parla di 5 bambini, ma, il sito della Bbc Health parla invece di circa 20 bambini; dati quindi molto discordanti tra loro.
Per ora, in alcuni casi che sono stati accertati dalla University of California di San Francisco, si parla di bambini di età compresa tra i 2 e i 16 anni colpiti tra l’agosto del 2012 e il luglio 2013 e tutti già vaccinati contro la poliomelite.
Ma altri casi simili sono stati riscontrati in Asia e in Australia.
Secondo gli accertamenti effettuati dalla University of California, 2 dei 5 bambini, esaminati sarebbero risultati positivi ad un agente infettivo chiamato enterovirus 68, virus raro che ha sintomi simili a quelli della poliomelite, negli altri tre casi, si stanno ancora effettuando accertamenti.
Secondo Emanuelle Aubant, neurologo e autore della ricerca, non è il caso di diffondere allarmismo in quanto trattasi di casi rari e i virus, come ben tutti sappiamo possono arrivare, diffondersi e scomparire come sono arrivati.
Essendo il numero dei casi così basso, non sono ancora chiare le cause della patologia e esistono ancora molte cose da chiarire.
I risultati di tale ricerca saranno presentati nel prossimo aprile, alla riunione annuale di Neurologia che si terrà come di consueto a Philadelphia.
Keith Van Haren della Stanford University a Palo Alto ha dichiarato che, questa sindrome sembra essere molto rara e se un genitore si accorgesse di sintomi sospetti, simili a paralisi nel bambino, il piccolo deve essere subito sottoposto a cure mediche e accertamenti.
Il professor Massimo Andreoni infettivologo dell’Università di Torre Vergata, ha dichiarato che il gruppo di casi in California è un dato interessante e che merita attenzione e approfondimenti di studio.

Sabrina Stoppa

Il Tè delle cinque torna di moda

teiera1Il Tè delle cinque torna di moda – L’Afternoon Tea, il famoso tè delle cinque, simbolo della cultura e della tradizione britannica, torna di moda. Iniziato dalla Regina Vittoria, nei salotti di Buckingham Palace, con le sue regole di etichetta e l’abbigliamento adeguato, il tè pomeridiano è diventato un’usanza sociale introdotta nel 1840 da Anna, la duchessa di Bedford, accompagnato da sandwich e dolcetti. E’ da allora che il rito del tè è un appuntamento fisso nelle occasioni mondane, ma anche domestiche. L’infuso inglese per eccellenza è l’Earl Grey che viene servito con il latte.
Per un tempo, il rito del tea time è rimasto solo nei salotti borghesi delle vecchie zie, sostituito dal frenetico happy hour dei più giovani, a causa del cambiamento della vita sociale. Oggi invece, c’è chi pensa ad un proprio revival della tradizione del tè delle cinque, riproponendolo nei grand hotel di Londra e di tutto il mondo.Te2
Un piacere “slow”, da condividere in un ambiente raffinato, intimo, come propone il Ritz, tempio del più classico British tea, anche per gli uomini d’affari. La tea stylist nostrana, Francesca Natali, vincitrice, con il suo libro “Il gusto del tè”, del primo premio in Italia come Best Tea Book 2014 by Gourmand Awards, ci spiega che oggi il tè vive un momento di grande rilancio nella cultura occidentale, per diffondere un nuovo stile di vita che comunica più serenità, benessere e scambio interpersonale. Al Ritz ci sono fino a 30 varietà di tè, dai mélange bianchi, ai verdi più delicati, ai neri e oolong, rooisbos, infusi di frutta o il masala chai indiano (tè speziato). Le delizie di tradizione inglese accompagnano il tè: finger sandwich, muffin e una delicata pasticceria.
L’ora del tè al lussuoso hotel Sanderson di Londra, è una vera avventura gastronomica: tramezzini, scones e dolci ispirati dal Tè al Cappellaio Matto.Te3
Nel celebre Soho, al Yauatcha, il tea time pomeridiano è accompagnato dai piatti leggeri tipici della cucina cantonese: involtini con merluzzo, insalata di anatra, e come dolce, crema al mango con sago. Il tè al Dorchester di Park Lane, comprende 20 tipi di tè, servito in tazze di finissima porcellana Wedgwood. Al Claridge’s di Brook Street, ci sono i scones e le marmellate più insaporite di Chatsworth. Il tea time alla Tea Smith, è una passione, una ragione di vita. Le degustazioni e le tecniche di preparazione sono spiegate da uno staff molto preparato. Da assaggiare la delicatissima pasticceria.
Ad Hamilton Place si trova il Four Season, un altro tempio del tè, specialmente del Twinings, che ha compiuto 300 anni, mentre al W Hotel nel quartiere West End di Londra, l’interpretazione del tè è tutta rock’n’roll, con piatti del menù chiamati secondo i nomi delle rock star. Provate la sponge cake Purple Haze, omaggio a Jimy Hendrix.

Fabiana Nan

Milano moda donna autunno/inverno 2014-2015 – Il sesto giorno

mfw6.1L’ultima giornata della Settimana Moda Donna a/i 2014-2015 a Milano ci ha regalato bellissime collezioni femminili.
I fratelli canadesi Dean e Dan, hanno presentato la loro collezione Dsquared2, in una maniera molto originale: le modelle uscivano da una sorte di “prigione” per entrare in passerella. Vediamo tagli semplici, lineari, abiti e giacche a trapezio, lunghezze variabili, dallo short invisibile, al minidress, all’abito di sera lungo, per una ragazza sbarazzina e glamour. Come materiali utilizzati, il pitonato, il maculato. I colori: il verde, il viola, l’azzurro e il marrone terra bruciata.
Il Re Giorgio Armani trionfa , come sempre, la sua collezione è unica, elegante e raffinata, classica e moderna allo stesso tempo, dominata dal nero. Ma c’è anche il verde lime, per i completi sartoriali giacca-pantalone, larghi. Belli, eleganti gli abiti da sera monospalla, con ricami luccicanti. Un’altra tonalità presente nella collezione è il grigio polvere, che lo vediamo nei tailleur molto femminili.mfw6.2
Una donna decisa e sensuale quella di Massimo Rebecchi, che veste abiti morbidi di un look luxury, broccati o macrame, cappotti tradizionali, gonne trasparenti, maglie di lana in lavorazione mohair con intarsi di pizzi e chiffon, pantaloni skinny e oversize. I materiali sono pregiati e in vari colori: le tinte pastello, il cammello e il nude.
Stella Jean ha portato sulla passerella una collezione ironica e molto colorata, dove il rosso mattone è il protagonista. La sfilata è un gioco di stili, stampe e colori: giacche e cappotti oversize, gonne ampie con le vite segnate dalle cinture, stampe etno e oniriche.
Con la N-U-De NEW UPCOMING DESIGNERS 18a edizione, la Camera Nazionale della Moda Italiana da il suo contributo per promuovere la nuova generazione di stilisti sia italiani sia internazionali. Stavolta, all’interno di Palazzo della Ragione, la sfilata collettiva N-U-De ha presentato le collezioni a/i 2014-2015 di Mauro Gasperi e Francesca Liberatore.
E arriva la notizia dell’ultima ora: un altro marchio italiano di moda, Krizia, è stato venduto. Il brand è stato acquisito dalla Shenzen Marisfrolg Fashion, attiva nel pret-à-porter di fascia alta.mfw6.3
Anche nell’ultima giornata delle sfilate, i fotografi hanno immortalato i Vip presenti nelle prime file: da Dsquared2, c’erano Leigh Lezark e Geordon Nicol, Renzo Rosso di Diesel, James Goldstein, Eleonora Carisi, Hofit Golan, Victoria Bonia e Anna Dello Russo. Ma le attrici e top model sono passate in secondo piano, perché ad attirare i flash dei fotografi all’entrata della sfilata di Giorgio Armani sono stati gli sportivi: la star del Milan Ricardo Kakà, con la moglie Caroline, il campione di tennis Fabio Fognini ed il collega di racchetta Stanislas Wawrinka con la moglie. Presenti anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, Cinzia Sasso, Irina Shayk, Massimo Gramellini con la moglie, Antonia dell’Atte, Eva Riccobono e Rosetta Loy. Da Massimo Rebecchi abbiamo visto Veronica Ferraro, mentre da Stella Jean c’era la cantante Siria.
E adesso, ragazze, preparatevi le valigie, oggi si parte per Parigi! Fino al 5 Marzo, la Paris Fashion Week sarà il punto di riferimento per i celebri fashion designer, bloggers di moda, celebrities e giornalisti. Ci saremo anche noi!

Fabiana Nan

Il nuovo Governo Renzi

Governorenzi

Il nuovo governo Renzi è il sessantatreesimo governo della Repubblica Italiana e il secondo della XVII legislatura. E’ in carica dal 22 febbraio 2014 dopo aver prestato il giuramento di rito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha incaricato di formare questo Governo dopo le dimissioni di Enrico Letta.

 

Vediamo chi sono, uno ad uno, i nostri nuovi Ministri del Governo Renzi:

???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Maria Elena Boschi (Riforme e Rapporti con il Parlamento):
33 anni, Laureata in Giurisprudenza, alle ultime elezioni è stata eletta nella XII circoscrizione (Toscana) nelle file del Pd. Con Renzi Segretario del partito, diventa responsabile per le riforme del Pd. Alla camera dei deputati è segretario della Commissione Affari Costituzionali ed è anche una componente della presidenza del Consiglio e interni.

 

Mariannamadia5Marianna Madia (Semplificazione e Pubblica Amministrazione):
33 anni si laurea in Economia con Lode all’Università la Sapienza di Roma nel 2004, continua gli studi e nel 2008 diventa dottore di ricerca.
Nel 2006 ha fatto parte della Segreteria tecnica del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il Governo Prodi. Eletta per la prima volta alla Camera nel 2008.

 

Federicamogherini

 

Federica Mogherini (Esteri – pd):
41 anni, ha sostituito la longeva Emma Bonino. La Mogherini era già responsabile esteri per l’Europa della segreteria del pd.



 

Robertapinotti

 

Roberta Pinotti (Difesa – pd):
53 anni, nel 2006 era Presidente della Commissione Difesa della Camera, nel Governo Letta ricopriva la carica di sottosegretaria al Ministero della difesa, oggi Primo Ministro donna del Ministero della Difesa.

 

 

GiulianopolettiGiuliano Poletti (Lavoro e politiche sociali – pd):
63 anni, diplomato perito agrario, da giovane svolgeva l’attività di tecnico agricolo e nel 1975 viene eletto consigliere comunale a Imola. Presidente di Legacoop di Imola dal 1989, nel 2000 lascia l’incarico perché eletto Presidente Regionale di Legacoop e, successivamente dal 2002 ne diventa Presidente Nazionale. Nel Governo Letta, si occuperà del Ministero di lavoro e Welfare.

 

Stefaniagiannini1Stefania Giannini (Istruzione – scelta civica):
53 anni, ha lavorato per 20 anni nelle Università. Professoressa di glottologia e linguistica dal 1999, la Giannini fu Rettrice dell’Università Italiana per gli Stranieri di Perugia dal 2004 al 2013 quando fu eletta Senatrice. Nel 2011 riceve dal Presidente Napolitano il titolo di Grande Ufficiale dell’ordine dal merito della Repubblica Italiana.

 

AngelinoalfanoAngelino Alfano (Interno – Ncd):
44 anni, Laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano entra in parlamento per la prima volta nel 2001. Alfano a 26 anni esordisce in politica e viene eletto deputato dell’Assemblea regionale siciliana.
Dopo 3 governi Berlusconi, nel quarto viene nominato Ministro della Giustizia nel (2005). Fondatore del nuovo centrodestra, Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel Governo Letta, è riconfermato Ministro degli interni anche nel Governo Renzi.

Andreaorlando

Andrea Orlando (Giustizia – pd):
45 anni passa da Ministro dell’Ambiente a Ministro della Giustizia. Due Ministeri decisamente molto diverse tra loro. Andrea Orlando, è parlamentare del Partito Democratico dal 2006, ha fatto parte della Commissione Bilancio, Politiche dell’Unione Europea, Giustizia e della Commissione parlamentare Antimafia.

 

FedericaguidiFederica Guidi (Sviluppo economico – tecnica):
45 anni, laureata in Giurisprudenza. Dal 2002 al 2005 è stata Presidente regionale dei Giovani Imprenditori dell’Emilia Romagna e Vicepresidente degli imprenditori della regione, dal 2008 Presidente Nazionale dei Giovani di Confindustria. Non appena saputo della sua nuova carica di governo, si è subito dimessa dalle cariche ricoperte ai vertici dell’azienda di famiglia Ducati Energia SPA.
La Guidi, ora dovrà vedersela, nel ricoprire il suo ruolo di ministro con i conflitti di interesse con la sua famiglia.
Infatti, per il rilancio sul mercato internazionale delle imprese italiane, la Guidi dovrà interessarsi di Simest (società strategica a controllo pubblico) che fornisce assistenza alle imprese italiane nel processo di globalizzazione; La Simest, dal dicembre 2012, detiene il 15,04% della Ducati Energia SPA.
Infine la Guidi, dovrà imbattersi in Finmeccanica, (controllata dallo stato per il 30%) che da mesi è impegnata in trattative per la cessione di Bredamenarinubus la più rilevante azienda italiana produttrice di autobus e di cui la Ducati Energia SPA è in corsa con altre aziende per il suo acquisto.

MauriziomartinaMaurizio Martina (Politiche Agricole – pd):
36 anni, inizia la sua carriera politica militando nella Sinistra giovanile. Nel 2004 diventa Segretario dei Ds bergamaschi, nel 2007 viene eletto segretario del Pd Lombardo, riconfermato poi nel 2009 e nel 2010 viene eletto Consigliere regionale, carica riconfermata nel 2013. Si è poi dimesso a maggio dello stesso anno per ricoprire la carica di Sottosegretario di Stato presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

GianlucagallettiGian Luca Galletti (Ambiente – Udc):
53 anni, laureato in Scienze Economiche e Commerciali presso l’Università degli studi di Bologna prende il posto di Andrea Orlando che passa al Ministero della Giustizia. Galletti è stato Consigliere Comunale al Comune di Bologna dal 1990 al 2000. Deputato alla Camera dal 2006 al 20028, riconfermato dal 2008 al 2013 ricoprendo gli incarichi di Vice Presidente della V Commissione (Bilancio, tesoro e Programmazione) dal 2009 al 2010. Nel maggio del 2013 viene nominato Sottosegretario di Stato al Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

Maurizio Lupi (Infrastrutture – Ncd):
55 anni, Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano, dal 1984 è iscritto all’ordine dei Giornalisti della Lombardia e, dallo stesso anno al 1993 è stato assunto al settimanale cattolico “Il sabato” fino alla chiusura del giornale. Dal 1989 è membro del consiglio di Amministrazione della Smau e dal settembre 1994 è Amministratore Delegato della Fiera Congressi di Milano da cui nel 2013 si autosospende. Inizia la sua carriera politica a Milano nel 1993 come Consigliere Comunale della Dc. Nel 2001 passa a Forza Italia e poi arriva in Parlamento dove a novembre passa nelle con in Nuovo Centrodestra di Alfano. Già Ministro delle Infrastrutture nel Governo Letta, è ora riconfermato allo stesso ministero anche da Renzi.

DariofranceschiniDario Franceschini (Cultura – pd):
55 anni, dal 1985 laureato, inizia ad esercitare la professione di avvocato Civilista.
Si iscrive alla Dc, poi passa nel Ppi fino ad arrivare ai vertici del partito.
Con il Governo Dalema, Franceschini diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali. Il ruolo gli fu poi riconfermato anche nel successivo governo Amato.
Contribuisce a fondare la Margherita, e con l’Ulivo diventa Capogruppo alla camera. Con la nascita del Pd diventa prima Sottosegretario del partito, poi, quando Walter Veltroni si dimette ne diventa Segretario.
Nel governo Letta diventa Ministro per i Rapporti con il Parlamento e appoggia Renzi nella corsa alla Segreteria del Partito.

Beatrice Lorenzin (Salute – Ncd):
43 anni riconfermata allo stesso ministero che ricopriva anche nel precedente governo. E’ diplomata al Liceo Classico e prima di entrare in politica, la Lorenzin era libera professionista.
Anche nel precedente governo Letta era deputata. La sua carriera politica è iniziata nel 1996 quando è entrata nel movimento giovanile di Forza Italia.

 

Mariacarmelalanzetta

 

Maria Carmela Lanzetta (Affari Regionali):
58 anni, è sindaco simbolo della lotta alla ‘ndrangheta nel paesino di Monasterace in Calabria distinguendosi per la sua lotta in difesa della legalità. Ora chiamata a ricoprire la carica di Ministero degli Affari Regionali.

 

 

Piercarlopadoan1Pier Carlo Padoan (Economia – tecnico):
64 anni assente al giuramento dal Presidente Napolitano perché si trovava a Sidney e non ha fatto in tempo a rientrare. Laureato in Economia è stato professore presso l’Università la Sapienza di Roma.
Padoan, ha anche insegnato in molte università sia Italiane che straniere tra cui Bruxelles,Urbino, Tokio.
E’ stato anche dal 1998 al 2001 consulente economico dei primi ministri italiani Massimo d’Alema e Giuliano Amato.
Dal 2001 al 2005 è stato direttore esecutivo per l’Italia presso il FMI (Fondo Monetaria Internazionale).
E’ stato nominato nel 2007 vicesegretario generale e capo economista dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).
Padoan è anche stato consulente presso la Banca Mondiale, la Bce e la Commissione Europea e Presidente dell’Istat.

Sabrina Stoppa

James Dean, l’archetipo del ribelle inquieto

jamesdeanTre film sono bastati per renderlo immortale nonostante sia scomparso a soli 24 anni “Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi” (James Dean).
Come Marylin Monroe ha rappresentato il sogno e la contraddizione del mito americano. Una meteora che raggiunge il successo improvvisamente e nello stesso modo sparisce lasciando ancora più vivo il suo mito.
Stiamo parlando di James Dean, icona per eccellenza della ribellione giovanile del secondo dopoguerra. Ad un giovane di appena 24 anni è bastato aver interpretato tre film per entrare di diritto nella storia del cinema e soprattutto nel mito dell’eroe pieno di fragilità, contraddizioni e ambiguità. La sua morte, come nel caso della Monroe, ha sicuramente ingigantito la sua figura. Hollywood dopo aver perso prematuramente una promettente star, ha creato prontamente un mito immortale, intramontabile; quindi eterno.
Era il tardo pomeriggio, già tendente alla sera, del 30 settembre 1955: nella statale 466 in direzione di Salinas, California, una Porsche Spider non poté evitare la collisione con un altro veicolo che, forse per una distrazione dell’autista, ne aveva invaso la corsia. L’impatto fu devastante: per il conducente dell’auto non ci fu nulla da fare, era deceduto sul colpo e la sua auto ridotta in pezzi. Alcune ore più tardi, tra lo sgomento generale, cominciò a diffondersi la notizia che James Dean era morto.
Aveva 24 anni. Oggi, a 59 anni dalla scomparsa dell’attore e dalla nascita del mito, quella di James Dean è un’icona che la cultura giovanile ha introiettato, ormai quasi inconsapevolmente, e la cui leggenda continua a perpetuarsi da più generazioni, senza peraltro veder diminuire il suo sottile fascino e la sua attualità.
Non è facile trovare un altro personaggio che, al suo pari, ha influenzato tanto, e così a lungo, i comportamenti, il modo di vestire, le mitologie metropolitane dei giovani; al punto da potersi affermare che in ogni giovane c’è riposto qualcosa che appartiene a James Dean, prototipo di ogni teenager.
James Byron Dean nasce l’8 febbraio del 1931 a Marion, nell’Indiana, in quello che allora era uno tra gli stati americani più depressi e rurali. La sua prima infanzia fu segnata dalla prematura scomparsa della madre e dal difficile rapporto con il padre. Fu amorevolmente allevato dagli zii e, appassionatosi sin da giovane al teatro e ad altre attività creative, cominciò a sviluppare una personalità inquieta, eccentrica, ambiziosa, e che sarebbe rimasta carica di conflitti adolescenziali mai risolti.
La carriera cinematografica di James Dean è composta da tre film girati tra il 1954 e il 1955. Sono “La valle dell’Eden” di Elia Kazan, “Gioventù Bruciata” di Nicholas Ray e “Il Gigante” di George Stevens. Il regista Elia Kazan scelse lo sconosciuto James Dean proprio per la sua complessità caratteriale. Per il ruolo, il giovane “rubò” la parte a Marlon Brando e a Montgomery Clift: gli altri due più anziani “ribelli di Hollywood”, entrambi modelli di riferimento per il ragazzo dell’Indiana. Le due star non possedevano, a parere di Kazan, la stessa carica emotiva, lo stesso risentimento nei confronti della figura paterna, la stessa giovanile irruenza, la medesima profonda infelicità.
Fu così che al giovane attore, per la prima volta, si aprirono le grandi porte della celebrità e del successo, da egli a lungo anelato. Ma, se James Dean aveva bisogno di Hollywood per appagare la sua innata e irrefrenabile ambizione, anche Hollywood aveva bisogno di attori come lui. In quegli stessi anni, infatti, la celebre “fabbrica dei sogni” si stava aprendo anche a un nuovo modo di far cinema: più libero e indipendente, caratterizzato da uno stile più realistico, pregnante e meno auto-celebrativo, attento ai fenomeni sociali e soprattutto al nascente universo giovanile, che il cinema stesso contribuì a definire ed alimentare.
James Dean restò a Hollywood appena diciotto mesi ed ebbe il tempo di recitare solo in tre pellicole ma, pur in questo esiguo arco di tempo, rivoluzionò non soltanto la vita di milioni di teen-ager, ma anche lo stile di recitazione di parecchi attori cinematografici.
Il celebre regista Francois Truffaut scrisse di lui, dopo la sua morte: “Dean va contro cinquant’anni di cinema. Lui recita qualcos’altro da quello che pronuncia, il suo sguardo non segue la conversazione, provoca una sfasatura tra l’espressione e la cosa espressa. Ogni suo gesto è imprevedibile. Dean può, parlando, girare la schiena alla cinepresa e terminare in questo modo la scena, può spingere bruscamente la testa all’indietro o buttarsi in avanti, può ridere là dove un altro attore piangerebbe e viceversa, perché ha ucciso la recitazione psicologica il giorno stesso in cui è apparso sulla scena”.

Alessandro Ceccarelli

Milano moda donna autunno/inverno 2014-2015 – Il quinto giorno

mfw5.1Sfilata mattutina per Serghei Grinko. La collezione a/i 2014-2015 pret-à-porter è molto easy e convincente. Lo stilista ha mescolato capi in total black ai colore nocciola, con stampe minimal a contrasto. Vediamo anche trasparenze tono su tono, la scarpa bassa e il cappello molto chic. Il grigio ghiaccio e il glicine, come nuances fondamentali dei capi, accompagnate da un total black e da un total white.
Marni, con la sua guida Consuelo Castiglioni, esalta il lusso. Ci sono state due sfilate: nella prima, la protagonista era la donna zarina, che ama le linee classiche arricchite da dettagli preziosi: piume, pellicce e pietre che segnano il punto vita, di un lusso misurato. Strepitose le borse e le calzature bicolori. Nella seconda, la collezione sporty-chic fa molto uso del neoprene, pero è meno esaltante.
Molto elegante e glamour la collezione di Roccobarocco. Abbiamo ammirato le camicie con trasparenze e ricami in pizzo nero, i pantaloni stretch in argento, le pellicce colorate, gli abitini leggeri in azzurro e rosa pastello, le giacche sartoriali, ancora le camicie con colletto alto chiuso da fiocchetto nero e minidress neri con ricami oro. I colori sono: il bianco, il nero, l’oro, l’argento, il rosso, il rosa salmone.
Con la sua collezione, Laura Biagiotti ritorna al futuro. La maglia è protagonista, così come la treccia nei capi di cashmere. Gli abiti sono eleganti, ricamati e preziosi. Non mancano i look tipicamente maschili, con giacche, pantaloni e camicie che ricordano il guardaroba dell’uomo. Tanti giacconi reversibili in lana mouflon, confortevoli e oversize, gonne e cappe in colori forti o neutri, e dettagli metallici.mfw5.2Il fashion designer britannico John Richmond veste una donna di carattere. Sfondo musicale: Biondie. Usa tantissimo il nero, poi l’arancio acido, il giallo, il blu elettrico e il fucsia. I teschi inseriti negli abiti, sono ricchi di strass, giacche e maglie tendenza anni’80, con spalle molto larghe e tagli sartoriali maschili, chiodi borchiati da bikers, stivaloni sopra al ginocchio e shorts ridottissimi.
Lo show di Dolce&Gabbana ci porta nel mondo delle fiabe e leggende. Come in un film da Disney, ci sono fate e folletti, una foresta incantata, c’è la musica di Tchaikovsky e le modelle che sfilano vestite con cappucci e passamontagna ricamati. L’immaginario dei bambini si ritrova sui tessuti e decori, dentro le gabbie dorate dei tacchi, sopra i cappucci di pelliccia e sotto le calzamaglie di lana. La collezione è magica, il racconto diventa tessuto, la favola diventa abito.
Gaia Trussardi ha immaginato con la sua collezione, una donna molto giovane e moderna, un ritorno agli anni’90, con giacche a spalle larghe, camicie portate sopra la t-shirt e pantaloni ampi alla caviglia. I maglioni in toni del cammello, bianco e nero, per il giorno. Tessuti luccicanti per la sera. Le scarpe sono basse e comode, da portare con il calzino corto.
Molto colorata la collezione di Angela Missoni, un vero mix di colori, da quelli pastelli alle tonalità più vivaci come il giallo canarino e il blu elettrico. I motivi geometrici e a zig-zag si ritrovano su abiti, gonne e cappotti. Molto originali gli accessori: parigine sportive abbinate alle ankle boots, guanti in pelle e borse glamour.
Marco De Vincenzo rilancia una moda con linee geometriche, quadri, pois e onde, in chiave futurista. Tessuti lucidi, colorati, un po’ anni’60, vestono una signorina delle stelle che indossa ankle boots come scarpa adeguata agli outfit.mfw5.3.pg
Massimiliano Giornetti, designer di Salvatore Ferragamo, presenta una collezione di abiti, cappotti e cappe in tessuti morbidissimi, raffinati e spalmati con riflessi metallici. I cappotti hanno la parte alta in castoro che poi, scendendo, cambiano in visone. Gli abiti e le gonne ricordano piumaggi e pellicce dei fantastici animali della foresta. Una sensualità contemporanea per un mondo quasi onirico.
La collezione di Anteprima, firmata Izumi Ogino, è calda, confortevole e avvolgente. I maglioni morbidi con il collo alto si abbinano ai pantaloni palazzo. Le gonne sono ampie, svasate, sotto al ginocchio e fatte in tessuti rigidi. I colori scelti: tutte le nuances del grigio, ma anche ruggine/mattone, blu, giallo e rosa cipria per i capi più eleganti.
La ready to wear di Musso è una festa di colore e linee sartoriali classiche. La donna del marchio è elegante, molto chic, ma anche ironica. Ama i colori forti, dall’arancio, al verde bosco, al blu elettrico, con un tocco di bianco e nero. Il pezzo forte della collezione è il peplum.
Ancora polemiche sulla presenza degli attivisti di Greenpeace, che hanno organizzato un blitz sulla tettoia dell’ex cinema di Via Piave, dove il brand Dolce&Gabbana presentava la collezione a/i 2014-2015. Ma tutti gli occhi sono puntati per Monica Bellucci, la diva testimonial nonché amica di Stefano Dolce e Domenico Gabbana: look total black e occhialoni scuri. C’erano anche Bianca Balti, Eva Herzigova e Kate King, testimonial dell’ultimo profumo della maison, Dolce. Da Laura Biagiotti, che ha sfilato al Piccolo Teatro Studio, abbiamo visto Armin Zoeggler, fresco di medaglia di bronzo a Sochi nello slittino. Hillary Swank, due volte premio Oscar, ha scelto, invece, di partecipare alla presentazione della collezione di Salvatore Ferragamo. A domani, per raccontarvi l’ultimo giorno del Milan Fashion Week.

Fabiana Nan

Milano moda donna autunno/inverno 2014-2015 – il quarto giorno

mfw4.1Bottega Veneta ci propone una collezione elegante, femminile e chic, energica, raffinata e romantica, con le tonalità must have, il grigio e il rosa. Molti grafismi moderni, per gli abiti senza maniche o a maniche lunghe, con volumi morbidi e gonne fino al ginocchio, stampe optical e bellissime borse di pelle da portare a mano.
La collezione di Ermanno Scervino parla di femminilità: la donna è una viaggiatrice, non ha età, ma tante passioni ed impegni. Gli outfit sono sensuali e femminili, realizzati dai materiali e dettagli assolutamente preziosi, per uno stile urban chic, ma elegante: cappotti color cammello o cappotti in montone, parka in raso di seta e canvas, con interno in piuma d’oca, con dettagli di pellicce di volpe, visone e cincillà. I colori: bianco, nero, con predominanza di stampe animalier.
Roberto Cavalli propone un viaggio nel passato, nella storia della moda soprattutto degli anni’20 e ’30, e con alcuni elementi tipici degli anni’60 e ’70. Abbiamo visto il trench di pitone, pellicce a pelo lungo, completi stampati e meravigliosi abiti ricamati, caratterizzati da frange nella parte inferiore della gonna, impreziositi da cristalli e ricami.
Lo stilista sardo Antonio Marras, ha presentato una collezione omaggio all’Oriente, come si nota nel taglio degli abiti che ricordano i kimoni, nelle acconciature e nel make up. L’immagine del lupo viene raffigurato sui giacconi e sulle camicie. Forme ampie, cappotti oversize, colori abbastanza scuri.mfw4.2
Molta attesa per le due sfilate di Jil Sander. Siccome la stilista tedesca ha lasciato la maison, la collezione è stata realizzata dal suo staff: l’essenziale, il minimal, per i tubini leggeri, completi con pantaloni con le pinces ampi in vita, soprabiti e cappotti in una palette neutra, grigia.
Il marchio Cividini ha portato sulla passerella una donna più briosa e meno austera delle precedenti collezioni (l’ispirazione del brand è la donna manager), una femminilità assai piacevole. Linee pulite, geometriche e androgine. Colori protagonisti, i marroni insieme alle altre nuances autunnali, come il verde oliva e il beige, ma anche terra di siena su rosa cipria.
Anche stavolta, la collezione di Gabriele Colangelo ha presentato la sua particolare creatività in fatto di tessuti, forme, linee e volumi, ispirato dagli acquerelli in grigio di quadrati sovrapposti di Joaquim Bandau. I tessuti sono concepiti per apparire come un gioco di sovrapposizioni, ma in realtà sono un unico velo. Abbiamo visto il neoprene poggiato sul gazar, per le tuniche con le spalle scolpite, il finto tricot lavorato a nido d’ape 3D, la maglina che doppia l’organza e le giacche di black cross tagliato e rimontato per creare una griglia, tutto molto innovativo, per una silhouette urbana e contemporanea.
mfw4.3.pgLa nuova collezione dello stilista Peter Dundas per Pucci e piena di charme: disegni delle fantasie navajo e motivi geometrici, trasformano il tubino colorato in un pavé gioiello, e gli abiti di rete dorata su cui sono state ricamate migliaia di piastre dorate per riportare le fantasie degli Indiani americani. Colore dominante, il giallo zafferano.
L’ultima sfilata di oggi è quella di Uma Wang. La fashion designer cinese ha portato in passerella una donna essenziale e pratica nei concetti: tanti cappotti e mantelle in tessuti abbondanti. Fanno capolino la seta, le nuance oro, le lavorazioni sulle stoffe e il maxi pois sugli abiti.
Non sono mancate le proteste: in concomitanza con la sfilata di Roberto Cavalli all’Arco della Pace, gli animalisti si sono presentati bloccando l’accesso, sdraiandosi a terra come animali morti dopo la caccia, e brandendo cartelli con immagini di animali in gabbia pronti ad essere sacrificati in nome del lusso.
Anche oggi le celebrities e bloggers erano moltissime: da Cavalli, c’era una sensualissima Janina Nectara, con un abito lungo con schiena scoperta, Hofit Golan, Cheryl Cole, che osa una doppia stampa animalier, Warly Tomei Mantegazza, Ellie Goulding, Samantha Barks, Alessandra Airo, Brian Boy, Helen Nonini, Nadege Dubospertus, Chiara Ferragni, Denni Elias, Tina Leung e Amanda Lear, con occhiali e scarpe rosso intenso. Da Ermanno Scervino abbiamo visto Dalila Di Lazzaro, in un look decisamente casual chic, Filippa Lagerback, con un delizioso abitino in pizzo bianco con tasche e scarpe rosso fuoco, Fiammetta Cicogna e Micol Sabbadini. Da Bottega Veneta, c’era Anna Wintour, sempre con il suo caschetto perfetto, con cappotto di pelle e stola di pelliccia. Da Aquilano Rimondi, c’erano Cesare Cunaccia, Brian Boy, Candela Novembre, Anna Dello Russo, Franca Sozzani, Anna Wintour, le due grandi direttrici di due edizioni di Vogue.
Vi aspetto domani per le ultime news!

Fabiana Nan

Il blog di Grillo e il mondo esterno

grilloescidaquestoblogMentre su twitter spopola la battuta di Renzi “Beppe, esci da questo blog!”, pronunciata nelle consultazioni streaming tra il premier incaricato e il comico genovese, consultazioni che passeranno alla storia della politica italiana, intanto si è formato il governo Renzi 1, governo per la terza volta non scelto dai cittadini in una consultazione elettorale, governo “deciso nelle stanze di palazzo”, governo “calato dall’alto” sulla “scena” della politica italiana, governo espressione di una condizione di democrazia sospesa o di postdemocrazia come alcune volte viene definita.
Dalla scelta dei ministri appaiono chiare diverse cose. La scelta di Padoan come ministro dell’economia sembra proprio “avere lo zampino” di Napolitano, una scelta obbligata per assicurare i mercati, per assicurare l’Europa, per assicurare il fatto che l’Italia “farà i compiti a casa” e seguirà le direttive dell’Europa della Merkel.
Le “quote rose” hanno raggiunto la metà del governo mentre invece i ministri di Alfano e del NCD sono ancora tutti lì: cambiamento e innovazione ma anche continuità e immobilismo, giovanilismo e inesperienza, ma anche persone che cambiano posto ma sono sempre lì.
Inoltre la quota PD dei ministri del governo Renzi hanno “accontentato” tutte le correnti del PD: la corrente maggioritaria renziana, i “giovani turchi”, l’area di Civati etc.
Ripensando alla battuta di Renzi vengono alla mente diverse considerazioni.
Renzi con la battuta suddetta ha supposto in modo umoristico l’esistenza di due mondi: il blog di Grillo e il “fuori” dal blog. Renzi ha voluto suggerire a Grillo e ai “suoi” di uscire dal blog che rappresenta il loro “mondo” in contrapposizione alla presunta “realtà” in cui vive Renzi e coloro che lo seguono.
Pensiamo un momento al fatto che Renzi come Monti e come Letta non sono stati scelti dagli elettori; poi pensiamo anche al fatto che il suo governo sembra “sponsorizzato” dai poteri forti, da De Benedetti, dalla finanza, dalle banche, parole dette da Beppe Grillo nell’incontro streaming ma che sono nei pensieri di tanti italiani dopo la telefonata del finto Vendola a Barca.
Bene, dopo aver pensato a queste due cose e tante altre ce ne sarebbero ancora su cui riflettere, viene da pensare anche che Renzi come la politica tutta, che viene ultimamente definita “la palude”, viva in un altro mondo, un mondo lontano dai cittadini e dal paese reale. Renzi che fino ad ora sembrava il “rottamatore” e colui che era contro il sistema con una “manovra di palazzo” ora fa parte di quel sistema e anche la scelta dei ministri segue regole e convenzioni di quel sistema.
Quindi anche Renzi dovrebbe uscire da un mondo: il mondo della politica italiana ottusa, cieca, aliena dal mondo reale. “Renzi esci dalla palude!” viene da pensare, “Scendi sul pianeta Terra!”, “Vieni nella realtà!”.

Fonte

Mi hanno regalato uno smartphone: e adesso?

smarphone1Prima o poi capita a tutti, di comprare o ricevere un regalo uno smartphone!
Anche se l’Italia è fra i primi paesi al mondo per numero di cellulari pro capite, la maggior parte di essi appartengono ancora alla tipologia dei telefonini tradizionali, con tastiera fisica e senza o quasi nessuna possibilità di accesso ad internet.
Vediamo allora, in sintesi, di cosa dovete dotarvi e quali accorgimenti tenere per avere un’esperienza d’uso gratificante e al riparo dalla maggior parte di spiacevoli contrattempi.
Prima di tutti, preoccupiamoci della “salute fisica” del nostro smartphone. Scordatevi il vostro vecchio Nokia, che potevate maltrattare quasi in qualsiasi modo, senza che questi smettesse di funzionare. Gli smartphone sono delicati, hanno schermi tattili in cristallo e dimensioni generose, facili a sfuggire di mano; come prima cosa consiglio vivamente di spendere pochi euro e acquistare una custodia, meglio solida che esteticamente accattivante: spesso queste ultime sono più che altro delle mere decorazioni, con ben poche capacità protettive.
Inoltre, sappiate che questi terminali hanno sì batterie di dimensioni importanti, ma purtroppo non aspettatevi autonomia di utilizzo neppure paragonabile ai vostri cari vecchi telefonini di vecchia generazione: se usate il cellulare per lavoro, o siete spesso in giro e per voi è importante poter essere sempre reperibili, vi dovrete dotate di un caricabatteria per auto. Vi garantisco che ben presto sarete felici di aver fatto questa piccola spesa, nell’ordine dei 10-15€.
Con ogni probabilità, pur conservando il vostro numero telefonico, dovrete anche sostituire la vostra SIM card con una di dimensioni più piccole: per fare questo, recatevi in un negozio del vostro operatore di telefonia mobile e ricordate, a chi vi servirà, che volete anche procedere con il trasferimento della rubrica telefonica, operazione che non potrete più fare se la vecchia SIM card sarà già stata gettata o spezzata, prassi comune nei negozi di telefonia mobile.
Alla stessa persona, chiedere di controllare che il vostro attuale profilo tariffario comprenda anche l’uso di internet: sappiate infatti che il vostro smartphone, se non se ne disattiva la funzione AUTOMATICAMENTE ATTIVATA, si collegherà in ad internet, anche se il vostro piano NON lo prevede. Questo, in parole povere, significa che vi troverete con addebiti sul vostro credito telefonico, o fattura in caso di contratti, e per cifre tutt’altro che esigue: mediamente, 3-4 euro al giorno. Vitale quindi attivare un’opzione apposita, e sarà questo anche un momento per verificare la convenienza del nostro piano telefonico, che se vetusto potrebbe anche essere oggi antieconomico: negli anni, mi sono occupato di clienti che essendosi rivolti a me per svariate problematiche, hanno scoperto di spendere cifre anche triple rispetto alle offerte presenti sul mercato.
Se non siete molto esperti, potete farvi assistere dagli amici o dall’operatore telefonico nella prima attivazione dello smartphone, che vi chiederà poche cose basilari, e qualora ne foste sprovvisti, vi guiderà nella creazione di un apposito indirizzo email. Potrete quindi usare il vostro smartphone, fare foto, inviarle ad amici, e scaricare nuovi programmi, chiamati sui cellulari APP, quasi come se si trattasse di un personal computer. E qui apriamo l’ultimo capitolo assai importante: se è vero che l’installazione di molte di queste app è totalmente gratuita, alcune di esse nascondono insidie spiacevoli, nascoste in pubblicità che se cliccate attivano servizi a pagamento, con addebiti diretti su credito telefonico o sulla propria fattura, e potreste scoprirlo dopo aver subito la perdita di decine o centinaia di euro. Limitatevi quindi a installare le applicazioni di cui avete bisogno, e se volete provarne di nuove, provate a confrontarvi prima con amici o parenti, e potete anche fare riferimento al mio prossimo articolo, nel quale scriverò proprio un elenco ragionato delle app che non devono mancare nella maggior parte degli smartphone.
Grazie per averci letto e…. buon divertimento con il vostro nuovo smartphone!

Donato Corvi

Rimedi contro i piedi gonfi

piedigonfiIl Gonfiore ai piedi è dovuto principalmente ad un accumulo di liquidi nel tessuto adiposo sottocutaneo.
Le cause possono esser molteplici:
Un eccessivo affaticamento nel camminare, i chili di troppo (i piedi si fanno carico di tutto il peso del corpo), scarpe inadatte, tacchi troppo alti, collant stretti, dieta troppo ricca di sale, infiammazione delle articolazioni, tabagismo, insufficienza venosa, o ereditarietà le cause principali.
Le cause possono anche essere ricercate da un aumento della temperatura, infatti, con l’arrivo della stagione calda, i nostri vasi sanguigni si dilatano e il flusso sanguigno aumenta.
Prevenzione:
Per prevenire i piedi gonfi a seconda di quelle che possono essere le cause che li hanno gonfiati, possiamo: adoperare scarpe e calze comode, seguire una dieta nutriente e povera di sodio, fare sport e attività fisica, fumare meno o smettere di fumare. Se si cammina molto, ogni tanto fare delle tappe e sedersi, magari su una panchina, per fare riposare i piedi troppo affaticati.
Per prevenire invece i piedi gonfi si può ricorrere ad alcuni metodi casalinghi molto efficaci.
Vediamone alcuni:

  • Fare un buon pediluvio rilassante, immergendo i nostri piedi in un recipiente colmo di acqua molto calda per circa 4/5 minuti e subito dopo in un recipiente di acqua fredda per circa 30/40 secondi. Lo sbalzo di temperatura aiuta a lenire il gonfiore dei piedi. Ripetere l’operazione per 4/5 volte e terminarla con l’acqua calda.
  • E’ consigliabile anche massaggiare i piedi con una lozione a base di menta piperita acquistabile in erboristeria. La menta piperita è una pianta erbacea perenne originaria dell’Europa. Ha varie proprietà quali analgesiche, antisettiche, rinfrescanti, ottima anche per il mal di testa e l’alito cattivo.

  • Anche fare un bel bagno ai piedi in acqua con sciolte due tazze di sale di Epsom (minerale a base di magnesio e solfato eptaidrato) è ottimo per combattere il gonfiore ai piedi.
  • Fare ruotare una pallina da tennis sotto la pianta dei piedi nudi può essere utile ad eliminare l’acqua in eccesso.
  • Un buon frullato di frutti ricchi di potassio può essere un ottimo rimedio preventivo contro i piedi gonfi (banane, fragole, melone, per esempio).
  • Anche bere sidro di mele può essere un rimedio molto utile per alleviare la ritenzione idrica nei piedi.
  • Ed infine, da non credere ma anche il cetriolo, può essere molto utile per i piedi, visto che il suo effetto tende a eliminare i liquidi in eccesso. Per godere dei suoi benefici, mettere delle fette di cetriolo nei piedi e ricoprire con un panno umido.

Sabrina Stoppa

Di Giacomo, se ne va la voce del Banco

Digiacomo1Il celebre cantante è morto in un incidente stradale a Zagarolo. Il mondo della musica italiana piange la morte di Francesco Di Giacomo, la voce solista del gruppo Banco del Mutuo Soccorso. La sua era una voce molto raffinata e colta, ricca di sfumature e con un’ampia estensione che si fondeva perfettamente nelle complesse armonie musicali della band romana.
L’artista è deceduto in seguito a un incidente stradale avvenuto a Zagarolo, in provincia di Roma, nel tardo pomeriggio di venerdì. L’auto guidata dallo stesso Di Giacomo ha invaso l’altra corsia e si è schiantata contro una Rover che proveniva in senso contrario.
Alla guida dell’altra auto c’era un uomo che non ha riportato gravi ferite mentre per il cantante, trasportato d’urgenza all’ospedale di Palestrina, non c’è stato nulla da fare.
Prontamente soccorso, Di Giacomo è morto durante il trasferimento al più vicino ospedale, quello di Palestrina. La notizia si è diffusa in serata anche all’Ariston, e confermata in diretta tv da Fabio Fazio. C’è stato un lungo applauso in platea e in galleria, con gli spettatori tutti in piedi a tributare il loro omaggio commosso a Di Giacomo. Anche in sala stampa l’applauso dei giornalisti.
Francesco Di Giacomo è stato la voce solista e l’autore del gruppo di “rock progressive” Banco del Mutuo Soccorso. Uomo schivo, ha sempre rifiutato il ruolo di divo. Inconfondibile voce tenorile, ha compiuto studi da autodidatta ed è l’autore di gran parte dei testi del Banco. Nel 1989 ha prodotto il disco da solista “Non mettere le dita nel naso”, in collaborazione con gli altri musicisti del gruppo.
La sua grossa stazza e la barba nera ne facevano un personaggio molto cinematografico che colpì la fantasia di Federico Fellini che lo volle in tre suoi film: “Satyricon” (1969) in una breve sequenza dove, in un vicolo di Roma, accenna una melodia su uno strumento a corde; “Roma” (1972), nella parte di un compare del protagonista nella scena del bordello, e in “Amarcord” (1973) nella parte di un addetto alla sicurezza del califfo, in soggiorno al mitico Grand Hotel di Rimini.
Di Giacomo viveva nella campagna romana ed era un grande esperto di cucina regionale, tanto da aver tenuto anche dei corsi.
Ripercorriamo la lunga carriera di questo grande cantante e antidivo per eccellenza della musica italiana. Il suo nome è strettamente legato a quello del Banco del Mutuo Soccorso, uno straordinario gruppo che negli anni Settanta ha rappresentato il tentativo di fusione tra vari linguaggi musicali come la musica barocca, il rock ed alcuni elementi del jazz.
Francesco Di Giacomo nasce il 22 agosto del 1947 a Siniscola in provincia di Nuoro. Si avvicina presto alla musica e nel 1969 fonda il gruppo “Le Esperienze” con Renato D’Angelo e Marcello Todaro. Durante il Festival Pop di Caracalla del 1971, il cantante è avvicinato da Vittorio Nocenzi, leader del Banco del Mutuo Soccorso, un gruppo che aveva debuttato da pochi mesi e che stava cercando musicisti per migliorare il proprio organico. Di Giacomo, interessato al progetto musicale dei fratelli Nocenzi, entra nel gruppo insieme a Todaro e D’Angelo. La formazione del gruppo ora è al completo.
Nel 1972 esce il primo album del gruppo con la celebre copertina del salvadanaio. L’impatto musicale è incredibile, una vera novità nel panorama italiano anche se i concorrenti erano agguerriti come la Premiata Forneria Marconi, Le Orme, i Trip, i New Trolls e il Rovescio della Medaglia. Erano gli anni del cosiddetto rock progressivo nato in Inghilterra grazie ai King Crimson, Yes, Genesis, Emerson, Lake and Palmer, Jethro Tull, Gentle Giant e Van Der Graaf Generator.
Le composizioni del Banco sono molto estese, complesse, con improvvisi cambi di ritmo ed intrecci fra le tastiere dei fratelli Vittorio e Gianni Nocenzi, due giovani virtuosi e principali compositori del gruppo. La voce tenorile di Francesco Di Giacomo era protagonista, come fosse un ulteriore strumento a disposizione della band che era composta da sei elementi.
Il primo disco è accolto molto bene dalla critica e dal pubblico e alla fine dello stesso anno il Banco pubblica “Darwin”, uno dei primi dischi concept della musica italiana. L’album ripercorre la storia delle teorie evoluzionistiche del celebre naturalista inglese. E’ il disco della maturità musicale e artistica e forse il vertice creativo del gruppo. Memorabile l’interpretazione di Francesco Di Giacomo nel brano “750mila anni fa…l’amore?”. Nel 1973 con “Io sono nato libero”, entra il nuovo chitarrista e fiatista Rodolfo Maltese.
Il golpe in Cile e la morte di Allende influenzano i testi di Francesco Di Giacomo nella lunga composizione “Canto nomade per un prigioniero politico”. Dal punto di vista musicale si percepisce un cambiamento con l’apporto di elementi psichedelici e di interventi prettamente jazzistici. Nel disco è presente “Non mi rompete”, brano che sarà sempre proposto nei concerti del gruppo. La qualità della musica del Banco arriva anche Inghilterra. Nel 1974 Greg Lake, bassista e produttore di E, L & P, invita il gruppo nella propria casa discografia, la Manticore. Nel 1975 esce “Banco”, raccolta dei brani migliori dei primi due album cantati in inglese per il mercato internazionale. Nel 1976 fu pubblicato “Come in un’ultima cena”, promosso con un tour europeo che vedeva il Banco suonare come supporter di un “gigante” del rock progressivo inglese, i Gentle Giant, di cui peraltro il gruppo romano costituiva una più che credibile versione “mediterranea” con la medesima tendenza, quanto meno nei primi anni di carriera, ad elaboratissimi e raffinati arrangiamenti e alla articolazione interna dei pezzi completamente slegata dal formato-canzone. Di questo album fu realizzata anche una versione in inglese (As in a Last Supper), con la traduzione di Angelo Branduardi. Nello stesso anno il gruppo incise anche “Garofano rosso”, colonna sonora del film omonimo (tratto da un romanzo di Elio Vittorini, con la regia di Luigi Faccini). Si tratta del primo album strumentale del Banco, che apriva una nuova epoca nell’evoluzione dello stile del gruppo. Ancora strumentale, e con sonorità ancora più complesse, fu il successivo “…di terra”, in cui venivano esplorate soluzioni che sconfinavano dal rock al jazz e alla musica classica.
Per questa complessa realizzazione, il Banco si avvalse del contributo dell’orchestra sinfonica dell’Unione Musicisti di Roma diretta da Antonio Scarlato docente di composizione presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, oltre alla collaborazione del tastierista Alessandro Esseno. Nel 1978 parteciparono, insieme a Branduardi e molti altri artisti, a una tournée chiamata “La Carovana del Mediterraneo” in cui tutti i partecipanti si alternavano sul palco. Branduardi, da quella serie di concerti, pubblicherà un cofanetto con 3 album chiamato “Concerto”.
In molte canzoni gli strumentisti sono i componenti del Banco. A partire da “..di terra”, il nome Banco del Mutuo Soccorso venne formalmente sostituito con l’abbreviazione Banco. Gli anni settanta del Banco si chiusero con “Canto di primavera”, caratterizzato da suggestioni etniche e atmosfere pastorali anche se è evidente un drastico cambiamento delle musiche: brani più corti, meno complessi.
Le ambizioni compositive dei primi album sono sostituite da una voglia d’immediatezza e semplicità. In questo disco, Giovanni Colaiacomo dei “Kaleidon” subentra al basso, sostituendo D’Angelo. Negli anni ’80 il Banco abbandona completamente suoni e composizioni “progressive” per cimentarsi e soprattutto adeguarsi ai nuovi gusti dei giovani. Il risultato sono “Urgentissimo” e “Buone notizie” che spiazzano totalmente i fan dei primi tempi. Gianni Nocenzi, non più in linea con la direzione musicale del fratello maggiore, lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera solista.
Francesco Di Giacomo nel 1989 pubblica “Non mettere le dita nel naso”, il suo primo album solista, in cui suonano tutti i componenti del gruppo. Negli ultimi due decenni il gruppo ha un’intensa attività concertistica con un line up completamente rinnovata. Del nucleo storico rimangono solo Vittorio Nocenzi alle tastiere e Francesco Di Giacomo alla voce. Rodolfo Maltese deve ridurre la sua presenza per gravi motivi di salute. L’improvvisa morte di Francesco Di Giacomo è probabilmente “il taglio finale” di una storica band che ha saputo rinnovare in 45 anni di carriera la musica del nostro Paese.

Alessandro Ceccarelli

Milano moda donna autunno/inverno 2014-2015 – Il terzo giorno

mfw3.1Blumarine e la stilista emiliana Anna Molinari aprono le danze della terza giornata del Milan Fashion Week, con longdress morbidi che fanno intravedere le curve femminili e mini abiti dalle trasparenze maliziose che lasciano scoperti gambe e décolleté. Una collezione molto sensuale. Il monocolore è padrone: il blu notte, il blu royal, il verde smeraldo, il rosso e l’oro laminato.
Emporio Armani ha presentato due collezioni: abbiamo visto una donna androgina, in pantaloni ampi e giacche destrutturate, abiti con un taglio molto semplice, con top a canotta e gonna a palloncino. Molto velluto, declinato quasi in ogni tipo di capo. I colori: il grigio, il bianco, il blu, il nero, e il greige. Accessori notevoli: i cappelli dalla forma particolare e la sciarpina simil-cravatta.
La collezione di Genny presenta in passerella outfit con maglie in lana lavorata, gonne morbide e leggerissime in chiffon, stampe con un’impronta retrò, tessuti broccati e damascati. Attenzione al dettaglio come le rouches strutturate, che impreziosiscono top, pantaloni, casacche e abiti. Molto rosso tramonto, azzurro e blu.
Etro punta tutto sulle stampe e sul mood retrò. Il motivo orientale Paisley lo ritroviamo sugli abiti, sui pantaloni e soprabiti, nelle varianti colorate, grafiche e minimal. Elegante le giacche in velluto, stile traveller.mfw3.2
Les Copains ha sfilato con una collezione che propone uno stile chic e borghese, molto raffinato, con dettagli urban style. Abbiamo visto il black dress (il nero sarà il colore della prossima stagione fredda) stile anni’80, il neoprene, maglie di lana intrecciata per creare delle trasparenze, il mohair peloso, gonne al ginocchio, pantaloni a sigaretta e scarpe a punta.
Lo stile casual e stretch di Iceberg propone maglie a collo alto molto strette, pantaloni aderenti sulle gambe, gonne corte, sciarpe maxi che partono dal collo e si inseriscono nelle cinture. I cappotti e i maxi piumini sono lunghi e in abbinamento a scaldacollo. I colori sono prevalentemente scuri, ma troviamo anche il bianco, il rosso e il blu.
Tod’s, il marchio di Diego Della Valle, ha presentato le creazioni della nuova direttrice artistica Alessandra Facchinetti. Vediamo forme geometriche nei maxi cappelli, nelle cinture oversize, ma anche nelle giacche, righe e quadrati nei completi che risentono un po’ dello stile maschile. Ritroviamo la pelle nelle giacche, nelle camicie e nei top. Il blu e il marrone incontrano il bianco e il nero.
Le modelle hanno indossato scarpe a punta con cinturino con dettaglio in metallo, le ballerine con dettagli in metallo nella parte anteriore e sandali con fibbia alla caviglia e tacchi molto alti.
Il marchio tedesco Aigner ha presentato una collezione formale e elegante, di estrema sensualità, con effetto nude look, abiti bon ton, gonne longuette a vita, camicette, abiti e completi in tonalità scure e molta pelle.mfw3.3
Luisa Beccaria porta sulla passerella una donna moderna principessa al ballo: abbiamo ammirato gli abiti lunghi a sirena o con taglio svasato, gonne morbide a balze, in organza e pizzo coi corpetti in seta e satin. Le tonalità scelte sono preziose: oro, argento, avorio, blu reale e rosso porpora. Una collezione decisamente romantica.
La donna Versace della prossima stagione fredda è molto colorata: rosso, bianco, azzurro, giallo e ovviamente nero. Donatella Versace riporta in passerella il taglio di sbieco che esalta le gambe.
Le borchie e le frange, per i minidress con effetto Charleston moderno. Il tailleur pantalone che sembra un completo da uomo, è molto utilizzato anche come vestito da sera, impreziosito da lunghe collane. Gli stivali damascati fasciano la gamba fino al ginocchio.
Tantissime star presenti agli show: da Versace, in prima fila, Anna Wintour, la direttrice di Vogue. Da Luisa Beccaria, Filippa Lagerback con un abito floreale, Tommaso e Marta Marzotto e Federica Torti. Da Iceberg c’erano Mario Boselli, Roberto Formigoni e Paolo Gerani, Milana Koroleva, Beppe Angiolini e Cristina Parodi con un look grintoso.
Molto ricco il parterre di Emporio Armani: erano presenti Ilaria d’Amico, Michele Riondino, Damiano Michieletto, Calvin Harris, Anna Foglietta, Chiara Gamberale e il campione Christof Innerhofer. E’ la settimana continua! A domani.

Fabiana Nan

Situazione Ucraina

Ucraina1Situazione Ucraina – Facciamo un passo indietro per capire come, in Ucraina siamo arrivati alla rivolta popolare.
Gli scontri in Ucraina sono iniziati il 24 novembre 2013 quando il Governo del paese, con a capo il suo leader Yanukovich, si è rifiutato di firmare l’accordo con l’Unione Europea; accordo che avrebbe definitivamente allontanato il paese dall’influenza della Russia avvicinandolo all’Europa e agli Stati Uniti.
In quella giornata, più di 100 mila persone si sono riversate nella piazza centrale di Kiew per protestare contro il governo e la sua decisione.
Successivamente, il 17 dicembre, il peggioramento quando, Yanukovich, ha firmato un accordo con Putin che prevedeva una cooperazione economica tra i due paesi in cambio, da parte della Russia, di 15 miliardi di dollari in aiuti finanziari e uno sconto sulla vendita del gas. Da quel momento la situazione è andata precipitando; tantissimi gli scontri e le violenze in tutta l’Ucraina che protestava contro il suo governo, fino alla giornata del 20 febbraio che porta un bilancio di 100 morti nel paese a causa dei forti scontri.
Ieri sera a Kiew, finalmente la svolta. E’ stato firmato in serata l’accordo tra il presidente ucraino Viktor Yanukovich e i rappresentanti delle opposizioni per mettere fine alle sanguinose violenze nel paese.
L’accordo prevede elezioni anticipate nei prossimi mesi, da subito un governo di unità nazionale e una riforma della costituzione del 2004.
Il parlamento ucraino ha anche votato ottenendo il rilascio del ministro Yulia Timoshenko, detenuta nelle carceri ucraine dall’agosto del 2011 e per la quale il popolo ucraino reclamata la liberazione a gran voce.
La Timoshenko, è stata rilasciata nella mattinata di oggi dopo più di due anni di carcere.
Subito dopo l’accordo, i leader dell’opposizione ucraina si sono recati a Maidàn, la piazza simbolo della rivolta ucraina, per informarne il popolo che attendeva e che, una volta informati dell’accordo, hanno accolto con fischi e urla la notizia. Il popolo chiede dimissioni immediate del capo del governo Yanukovich e i capi della destra nazionalista hanno detto che i loro uomini non lasceranno le barricate e non deporranno le armi fino a quando Yanukovich non si dimetterà.
Ma vediamo i punti salienti dell’accordo:

  1. Entro 48 ore dalla firma dell’accordo, dovrà essere approvata e promulgata una legge per restaurare la costituzione del 2004 e entro 10 giorni, dovrà essere formato un governo di coalizione e unità nazionale.
  2. Dovrà essere avviata immediatamente e ultimata entro settembre 2014 una riforma costituzionale per riequilibrare i poteri del presidente, del governo e del parlamento.
  3. Appena approvata la nuova costituzione si dovrà andare ad elezioni e, comunque, non oltre dicembre 2014
  4. Dovranno essere effettuate indagini sugli atti di violenza che si sono verificati con una cooperazione congiunta tra autorità, opposizione e Consiglio d’Europa
  5. Entrambe le parti si impegneno a ristabilire una situazione di normalità all’interno delle città del paese e a cessare le violenze. Tutte le armi illegali saranno consegnate entro 24 ore dalla firma di cui al punto 1
  6. Tutti i ministri degli esteri di Francia, Germania, Polonia, e il rappresentante speciale del presidente della Federazione russa, chiedono la cessazione immediata di tutti gli scontri.

Intanto, da Leopoli, nell’Ovest del paese, decine di poliziotti sono partiti per Kiev per difendere i manifestanti e il vicecapo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Yuri Dumanski si è dimesso perché il governo voleva utilizzare l’esercito per reprimere le proteste.

Sabrina Stoppa