L’élite si sta preparando ad un collasso imminente

Collasso imminentePerché l’élite globale sta comprando compound estremamente remoti dotati di piste di atterraggio private​ nel bel mezzo del nulla dall’altra parte del pianeta?
E perché hanno iniziato a vendere come pazzi sui mercati all’inizio di quest’anno?
Sanno qualcosa che il resto di noi non sa?
Le cose che sto per condividere con voi sono piuttosto allarmanti.
Sembra che l’élite globale abbia un’idea precisa di ciò che sta arrivando, e ha già preso misure importanti per prepararsi. Purtroppo, la maggior parte della popolazione generale è assolutamente all’oscuro circa il collasso finanziario che sta per avere luogo, e quindi la maggior parte di noi arriverà al collasso in maniera completamente impreparata.
Come ho scritto l’altro giorno, l’unico modo per fare soldi nel mercato azionario è quello di uscirne in tempo. L’élite lo ha capito molto bene, ed è per questo che sta buttando giù i listini azionari. Ciò è qualcosa che è stato riportato anche nelle notizie mainstream. Ad esempio, questa viene da un articolo che è stato pubblicato da CNBC il 16 giugno…:

Il cosiddetto smart money (l’insieme degli operatori più “intelligenti” del mercato) si sta tirando indietro dal rischio di mercato, con i gestori dei fondi che abbattono l’esposizione ai titoli, aumentando la disponibilità di cassa e acquistando le protezioni contro il rischio di un crollo generalizzato.

Circa due settimane prima, ho discusso lo stesso fenomeno sul mio sito. L’articolo che ho pubblicato il 30 maggio si intitolava “Perché la Smart Money sta uscendo improvvisamente dall’azionario e dall’immobiliare?” (Fonte)
Lo sapeva la “smart money” ciò che stava per accadere(ZeroHedge)? Dal momento di picco del mercato, il Dow ha già perso più più di 2200 punti. Tutti i guadagni a partire dalla fine dell’anno civile 2013 sono già stati completamente spazzati via.
E, naturalmente, la verità è che non avevi realmente bisogno di informazioni riservate per vedere che era il momento di uscire. Ho messo in guardia i miei lettori per mesi su quello che sarebbe successo. I segnali sono stati chiari come un campanello se erano disposti a guardarli. Basta considerare il seguente estratto da un recente brano di Michael Pento

“All’inizio dell’anno il debt margin era salito di oltre $ 30 miliardi arrivando a toccare i 507 miliardi di dollari, pari a una cifra record (circa il 2,87% del PIL degli USA). Questo supera il precedente massimo storico del 2,78% fissato a marzo 2000 – quando eravamo al picco della bolla Nasdaq.
E nonostante ogni gestore di fondi comuni garantisca in TV che hanno barche di denaro contante da distribuire a livelli “scontati”, nei primi di agosto i livelli di liquidità presenti nei fondi comuni di investimento sono affondati fino al loro livello più basso nella storia, del 3,2% (vedi tabella sotto). In percentuale della capitalizzazione del mercato azionario, i livelli di liquidità si stanno avvicinando anche al minimo storico del 2000, quando il Nasdaq raggiunse il picco e poi si schiantò di circa l’80%.”

I mercati finanziari sono assolutamente pronti a un arresto importante, e quando ciò accadrà molti tra quelli dell’élite saranno da qualche parte a scialarsi.
All’inizio di quest’anno, il Mirror ha pubblicato un articolo con questo titolo “I ricchi presi dal panico acquistano rifugi di lusso nel caso di crollo generalizzato dell’economia” (Fonte). Ecco un breve estratto …

Robert Johnson, presidente dell’Institute of New Economic Thinking, ha detto alla gente presente al World Economic Forum di Davos che molti gestori di hedge fund stanno progettando la loro fuga.
Egli ha detto: “So che i gestori di hedge fund di tutto il mondo stanno acquistando piste di atterraggio e aziende agricole in posti come la Nuova Zelanda perché pensano che avranno bisogno di una via di fuga.

Tenete a mente che queste non sono solo alcune voci che ha sentito Robert Johnson. Si tratta di persone che conosce personalmente e con cui interagisce con regolarità.
E Robert Johnson non è il solo a dirci questo. Proseguiamo con la lettura del Mirror….

I suoi commenti sono stati sostenuti da Stewart Wallis, direttore esecutivo della New Economics Foundation, che ha detto letteralmente : “Le automobili fantasma, le piste di atterraggio in Nuova Zelanda e tutto quel genere di cose sono sostanzialmente un modo per prepararsi al peggio. Se potessero scendere su un altro pianeta, alcuni di loro lo farebbero“.

Per qualche ragione, l‘élite globale sembra avere una particolare affinità con la Nuova Zelanda. Forse è a causa della grande bellezza naturale della nazione unita al fatto che è in mezzo al nulla. Leggiamo il Daily Mail……

La Nuova Zelanda, che ha all’incirca le dimensioni del Regno Unito, ma ha una popolazione di appena 4,4 milioni, offre loro tutti i lussi moderni che si aspettano – ma a miglia da qualsiasi paese che possa implodere nel caos.
Il paese è a 11.658 miglia di distanza dal Regno Unito, mentre il suo vicino più prossimo è Fiji – 1.612 miglia di distanza, più del doppio della distanza tra Lands End e John O’Groats (Lands End e John O’Groats sono posti alle estremità est ed ovest della Gran Bretagna, ndr).
Le case di fascia alta del mercato sono dotate di campi da tennis, piscine e sale multimediali – e alcune addirittura vantano moli personali in cui una famiglia può ormeggiare la barca.
Ma la ciliegina sulla torta per coloro che cercano di fare una rapida fuga si presenta sotto forma di eliporti privati ​​o, meglio ancora, di una propria pista di atterraggio.

Per la maggior parte di noi, l’acquisto di un rifugio di lusso con una pista d’atterraggio privata in Nuova Zelanda non è una possibilità.
Ma tutti noi dovremmo essere sempre preparati.
Ho un contatto nel settore alimentare che mi ha detto che le vendite della sua azienda sono letteralmente esplose nel corso degli ultimi 10 giorni a causa delle persone che fanno scorte di cibo. In realtà, ha anche usato la parola “panico” per descrivere ciò che stava accadendo.
E gli americani hanno acquistato un numero record di pistole e

Dati appena rilasciati, concernenti il mese di agosto, mostrano che l’FBI ha registrato 1,7 milioni di necessarie verifiche degli acquirenti di pistole presso i rivenditori autorizzati federali, il numero più alto registrato in ogni agosto da quando sono iniziati i controlli nel 1998. I numeri agostani confermano i nuovi massimi mensili di giugno (1,5 milioni) e luglio (1,6 milioni), un periodo in cui sono avvenuti una serie di attacchi mortali da armi – da Charleston a Roanoke – e in cui il Presidente Obama ha proposto nuove limitazioni per le armi da fuoco.

Per molto tempo, ho messo in guardia la gente affinché si preparasse.
Bene, ora stiamo siamo così vicini al punto di rottura che la gente si sta preparando.
Speriamo che voi lettori siate ben preparati per quello che sta per accadere. In caso contrario, è necessario che vi sbrighiate, non rimane più tempo.
I prossimi mesi cambieranno tutto. Preparatevi ora che è ancora possibile.

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Tribù amazzonica crea la prima enciclopedia di medicina

Enciclopedia tribu AmazzonicaSapevi che la Foresta Amazzonica è grande quanto l’Europa Occidentale e che la maggior parte dei farmaci ed integratori in commercio contengono principi attivi di piante presenti esclusivamente in Amazzonia? Essa ospita ben 33.000 specie di piante ed è praticamente una farmacia a cielo aperto da scoprire. Ma da oggi sarà tutto più facile e forse molte malattie che ci affliggono troveranno la loro cura.
L’esempio più celebre è quello del chinino, l’alcaloide che aiutò a combattere la malaria cambiando la storia dell’Europa che veniva estratto da particolari cortecce dagli sciamani per curare la febbre.
I popoli indigeni, che hanno scoperto circa i tre quarti delle piante usate oggi in medicina e conoscono l’uso di circa 1300 specie vegetali, costituiscono certamente una guida insostituibile in questo labirinto verde di cui restano i padroni indiscussi.
Dagli angoli più remoti della foresta pluviale amazzonica, gli ultimi anziani sciamani rimasti della tribù Matsés si sono riuniti in una missione per salvare la loro conoscenza ancestrale dall’orlo dell’estinzione.
L’incontro, tenutosi a maggio in un remoto villaggio di frontiera tra Perú e Brasile, ha concluso più di due anni di lavoro e culminato nella produzione della prima Enciclopedia di Medicina Tradizionale mai scritta da una tribù amazzonica. Le 500 pagine forniscono chiare spiegazioni delle piante medicinali usate dai guaritori Matsés per una enorme varietà di disturbi.
Per secoli, i popoli amazzonici hanno trasmesso attraverso la tradizione orale una ricchezza inestimabile di conoscenza del mondo naturale. Con la deforestazione e il cambiamento culturale destabilizzante della società moderna che si sta diffondendo, questa conoscenza è in pericolo.
Come risultato di queste influenze esterne, i restanti anziani, ormai tutti oltre 60 anni, non hanno apprendisti tra le giovani generazioni dei Matsés. La loro conoscenza ancestrale era pronta per essere persa per sempre.
Con il sostegno del gruppo di conservazione Acate Amazon Conservation, ogni sciamano è stato accoppiato con un giovane Matsés che nel corso dei mesi ha trascritto la conoscenza del più anziano e fotografato ogni pianta. Nel corso della riunione il materiale è stato collettivamente modificato e rivisto dagli sciamani anziani. L’Enciclopedia è scritta solo in lingua Matsés e non sarà tradotta. Infatti alcune aziende farmaceutiche dopo aver scoperto alcune loro sostanze (ad esempio il Phyllomedusa bicolor) le hanno brevettate guadagnando miliardi di dollari, senza nessun riconoscimento alla tribù amazzonica che anzi rischia l’estinzione.
Sarà usata a fin di bene e per chi ne ha davvero bisogno, senza passare attraverso le lobby farmaceutiche che speculano su quello che offre madre natura ai suoi abitanti. Grazie Matsés!

Per maggiori informazioni contatta Christopher Herndon, M.D. a cherndon@acateamazon.org.

CONTATTI:
Christopher Herndon, M.D.
President and Co-Founder
Acaté Amazon Conservation
Phone: (415) 796-0335
Email
Sito: www.acateamazon.org/

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Coldiretti: Agricoltura e pastorizia italiane distrutte

Stalle e fattorie chiuse in ItaliaColdiretti: agricoltura e pastorizia italiane distrutte: 172.000 stalle e fattorie chiuse, import da paesi schiavisti.
Dall’inizio della crisi nel 2007 sono state chiuse in Italia oltre 172mila stalle e fattorie a un ritmo di oltre 60 al giorno, con effetti drammatici sull’economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti al valico del Brennero dove sono giunti migliaia di agricoltori per fermare i traffici di una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca alle schifezze mentre a Bruxelles si sono mobilitati i giovani della Coldiretti per chiedere un cambiamento delle politiche europee.
Su twitter la mobilitazione può essere seguita con l’hastag #bastaschifezze. Occorre fermare chi fa affari sulle spalle degli agricoltori e dei consumatori con le speculazioni sui prodotti favorite – sottolinea la Coldiretti – dalla mancanza di trasparenza sulla reale origine e sulle caratteristiche degli alimenti, che stanno provocando l’abbandono delle campagne, sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi sei mesi del 2015 rispetto all’inizio della crisi nel 2007.
Sono oggi meno di 750mila le aziende agricole sopravvissute in Italia ma se l’abbandono continuerà a questo ritmo in 33 anni non ci sarà più agricoltura lungo la Penisola, con conseguenze devastanti sull’economia e sull’occupazione e sull’immagine del Made in Italy nel mondo ma anche sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. Bisogna cambiare verso anche in agricoltura dove la chiusura di un’azienda significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione.
Sono questi – ricorda Coldiretti – i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali è sottoposta giornalmente l’agricoltura: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori per colpa di una filiera inefficiente.
Rischiamo di perdere un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che faccia bene all’economia all’ambiente e alla salute” afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che “l’invasione di materie prime estere spinge prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi più prestigiosi e poi alla delocalizzazione delle attività produttive“. Oggi anche a causa della concorrenza sleale che fa chiudere le aziende agricole l’Italia è già costretta ad importare il 40 per cento del latte e carne, il 50 per cento del grano tenero destinato al pane, il 40 per cento del grano duro destinato alla pasta, il 20 del mais e l’80 della soia.

Il tutto, da Paesi extra Ue rispetto i quali, invece di imporre dazi per impedire concorrenze sleali basate sullo sfruttamento dei lavoratori al limite della schiavitù, al contrario la Ue e l’Italia hanno spalancato le porte facilitando addirittura l’importazione.

Ma l’invasione riguarda anche prodotti dove l’Italia è praticamente autosufficiente dall’olio di oliva con l’Italia che si classifica come il principale importatore mondiale dal Nord Africa per realizzare miscele di bassa qualità da “spacciare” come Made in Italy fino all’ortofrutta, dove il frutteto italiano che si è ridotto di un terzo (-33 per cento) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti, oggi coltivati da contadini-schiavi pagati una miseria, soprattutto in Marocco e Tunisa.
Questo, senza dimenticare il settore delle carni, a partire da quelle bovine, spesso preda di traffici illeciti con l’importazione di animali privi dei necessari documenti e marchi auricolari, soprattutto dall’Est Europeo e segnatamente da Paesi balcanici come Albania, Serbia, Macedonia, Bulgaria, tutte nazioni dove il costo del lavoro, in assenza di qualsiasi tutela sanitaria, infortunistica, e pensionistica, è infinitamente più basso che in Italia. A rischio per l’Italia è – conclude la Coldiretti – il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea per il crollo dei compensi pagati agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione mentre al dettaglio i prezzi aumentano.
Questo, è il quadro desolante del settore agricolo italiano, abbandonato dal governo Renzi e devastato dalle folli politiche dell’Unione europea, che non difendono in alcun modo i lavoratori della UE, in nome del liberismo sfrenato alla base della globalizzazione che sta “globalizzando” la povertà e la miseria.

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Vaccini: nuova legge mette in pericolo la salute pubblica negli Usa

Nuova legge vaccini USAVaccini: nuova legge mette in pericolo la salute pubblica negli Usa.
Vaccini ancor meno controllati ed una minore trasparenza nelle informazioni fornite ai cittadini. L’associazione americana no-profit National Vaccine Information Center (NVIC) critica la nuova legge proposta negli Usa, il 21st Century Cures Act, che “mette in pericolo la salute pubblica abbassando gli standard scientifici e di consenso informato usati dalla Fda per autorizzare i vaccini”.
Secondo il NVIC con le nuove disposizioni di legge “le aziende farmaceutiche potranno evitare di sottoporre i prodotti ad ampi studi clinici randomizzati e i ricercatori potranno testare i nuovi farmaci e vaccini sull’uomo senza l’obbligo di ottenere il consenso informato delle persone”.
La legge, passata il 10 luglio scorso alla House of Representatives, prevede che vengano erogati ulteriori 9 miliardi di dollari al National Institutes of Health (NIH) per sviluppare nuovi vaccini e farmaci e 550 milioni di dollari alla FDA per accelerare le autorizzazioni.
Questa legge è il sogno degli azioni delle aziende farmaceutiche e il peggiore incubo per i consumatori – afferma Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente del NVIC – Il Congresso non dovrebbe permettere di velocizzare il nulla osta per vaccini sperimentali che vengono poi raccomandati o imposti a bambini e adulti sani. Sarà un disastro”.

Scarica il testo totale della legge in allegato

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Migranti e guerre: il capo di stato maggiore USA ci dice a cosa servono

Migranti e guerreMigranti e guerre – L’emergenza umanitaria durerà almeno vent’anni. Gli statunitensi, nella persona del capo di stato maggiore, il generale Martin Dempsey, ci hanno fatto il piacere di dircelo, così ci mettiamo l’anima in pace.
Queste le parole di Dempsey: Dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire (questa crisi dei migranti) per (i prossimi) 20 anni.
Inquietanti è dire poco.
Ecco perché.
In primo luogo, Dempsey omette la verità più palese, ovvero che la stragrande maggioranza del problema migranti è stato creato dalle politiche USA/UE degli ultimi 15 anni. Inutile elencare nuovamente tutte le guerre fomentate e sostenute con soldi USA e UE (quando non direttamente con le truppe) in Africa e Medio Oriente. In special modo quelle che hanno chiamato “primavere” arabe (sic!). Ma soprattutto la rimozione riuscita di Gheddafi e quella tentata di Assad.
Che il risultato sarebbero stati milioni di profughi, non era mica imprevedibile. Anzi. Tant’è che Gheddafi l’aveva pure detto che senza di lui saremmo stati invasi dai migranti.
Allo stesso modo, la destabilizzazione dell’Iraq prima, e della Siria poi, non poteva che produrre un fronte radicale sunnita, ovvero ciò che adesso si chiama ISIS. Anche questo era ampiamente prevedibile.
Infatti l’avevamo previsto già nel 2012, mentre i media del potere parlavano di Assad il terribile cattivone che ammazza i bimbi col gas (salvo poi stare zitti quando le inchieste rivelarono che i bambini li avevano gasati i “ribelli”, ovvero quelli che ora si chiamano Isis, e che USA e UE volevano tanto aiutare con un bello sbarco di “truppe alleate”).
Non è tutto qui. Anzi.
Dempsey prosegue dicendo che il problema se lo dovranno gestire gli USA come gli pare – “unilateralmente” – e con i loro partner (gli stessi che, insieme a loro, hanno creato il problema: UE e monarchie del Golfo), e gestirlo come se fosse un problema generazionale, che durerà almeno vent’anni, e che quindi dovranno “gestire le risorse” in maniera adeguata.
“Gestire le risorse” significa continuare a rafforzare il già mostruoso apparato bellico e di controllo.
Quando quattro anni fa scrivevamo già che lo scopo vero delle guerre non è l’appropriazione di risorse (che già appartenevano agli stessi poteri), ma la creazione di vortici di odio e violenza che servono a giustificare enormi apparati di controllo e limitazioni delle libertà personali ed economiche, come forma di ostacolo all’ondata di risvegli delle coscienze sia in oriente che in occidente, molti hanno storto il naso.
Molti ancora faticano a comprendere questa visione.
Ecco però che il capo di stato maggiore americano ci dice esattamente che il risultato di tutti questi conflitti, primavere, esportazioni di libertà, è semplicemente la giustificazione per “preparare le risorse per gestire…per i prossimi 20 anni”, ovvero il proseguimento e l’aumento dell’inutile superapparato bellico e l’aumento del controllo sulla popolazione.
Quella migrante, si, quella che vive nei paesi distrutti, si, ma anche e soprattutto quella che vive in occidente. Grazie allo spauracchio della sicurezza interna e dei barbari alle porte. Quelli che ci hanno messo appposta.
In questa ottica, le parole di Vladimir Putin, che come più volte abbiamo sottolineato fa né più né meno che il suo ruolo nel gioco delle parti, cascano a fagiolo: “Noi in Russia, e io personalmente qualche anno fa, abbiamo detto chiaramente che sarebbero emersi tali gravi problemi sei i nostri cosiddetti partner occidentali continuano a mantenere la loro politica estera sbagliata, soprattutto nelle regioni del mondo musulmano, Medio Oriente, Nord Africa“.
E fin qui, nulla da dire, ma poi aggiunge: “…il primo passo dovrebbe essere la creazione di un fronte comune e unito contro i gruppi jihadisti come l’Is. Il problema di ricostruire le economie locali e le sfere sociali per convincere le persone terrorizzate a tornare sorgerebbe solo dopo che il terrorismo fosse sradicato.” (fonte)
E qui casca l’asino: Putin sa benissimo come è nato l’ISIS, da chi è stato organizzato, chi li finanzia e perchè. Ma la sua soluzione è quella di “creare un fronte comune” per combattere il terrorismo. Ovvero, vuole che anche i suoi apparati di controllo e militari partecipino al gioco al rialzo annunciato da Dempsey.
Il gioco, in politica, è sempre lo stesso: il poliziotto buono e quello cattivo. Gioco delle parti.
Chi vuole rimanere sveglio e non farsi involontariamente complice dell’una o dell’altra parte, ha l’obbligo morale di tenersi al corrente di cosa realmente stia accadendo, in tutte le sfere della conoscienza, ed in special modo quelle politiche ed economiche, perchè nella nostra epoca sono i principali strumenti con cui cercano di frenare lo sviluppo delle coscienze.
E’ fondamentale, però, non farsi prendere dalla depressione e dal catastrofismo. Il mondo è sempre stato preda di questi poteri ed è sempre stato gestito col divide et impera e col gioco delle parti. La novità vera, quella che non ci raccontano mai in tv o sui giornali, è che la percentuale di coscienze che si risvegliano è in aumento vertiginoso, più che in qualsiasi altro periodo storico.
Questa la buona novella da tenere sempre a mente quando guardiamo lo squallore del potere. Ci vogliono sconfortati, sottomessi e senza speranza? Allora rispondiamo nel modo migliore, ricordandoci le cose buone che ci nascondono, sperando sempre, e operando per il bene, per quanto possibile, ognuno nel proprio raggio d’azione.
Il potere dell’aggregato viene sottovalutato spesso, e l’aggregato vero non è la piazza, o la rivoluzione, ma la somma dei cambiamenti personali, del progresso verso il bene delle singole coscienze.
La piazza la prendono sempre in giro sfruttandone la pancia. Ma una coscienza, una volta che ha fatto un passo in avanti, difficilmente può essere riportata indietro.

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La giraffa sta scomparendo e nessuno alza un dito

Estinzione giraffeErano 140 mila nel 1999, adesso ne sono rimaste appena 80 mila e alcuni esemplari già non esistono più. Perché questa rimozione?
A forza di vederla negli zoo, tutti pensiamo che la giraffa goda di ottima salute. E invece…
Giraffe a rischio estinzione, e nessuno alza un dito. L’allarme arriva da una Fondazione ambientalista (Giraffe conservation foundation) che ha lanciato l’allarme segnalando una sorta di discriminazione nei confronti di questo meraviglioso animale.
Per gli altri, che stanno scomparendo, si moltiplicano appelli, raccolte di firme, petizioni. Per le giraffe, nulla. Silenzio assoluto. Eppure i numeri ci dicono che sono drammaticamente diminuite del 40 per cento negli ultimi 15 anni: erano 140 mila nel 1999 e ne sono rimaste appena 90 mila, con alcune specie più rare ormai introvabili.
Come mai la giraffa viene considerata di fatto un animale di serie B?
Perché non interessa a nessuno la sua salvaguardia e la sua riproduzione? Le risposte sono diverse. Innanzitutto la giraffa è un animale che piace molto, specie ai bambini, ma proprio per questo scatta un effetto paradossale: viene considerata sana e salva, senza pericoli.
Tra l’altro ve ne sono ancora tante negli zoo e quindi, a forza di vederle, non sembrerebbe che ci sia un pericolo di estinzione.
In secondo luogo la giraffa, con quella sua particolare anatomia da animale immaginario, sette metri di altezza e la testa sempre in alto a brucare foglie di acacia, è meno reale di quanto sia.
Quasi un fantasma. Anche per gli ambientalisti più agguerriti che si occupano in modo specifico di proteggere gli animali dai soliti pericoli: il bracconaggio e la mutazione dell’habitat naturale. Cioè le due principali cause di queste stragi sommerse.
Infine, la giraffa, da sempre, non ha alcuna utilità per i lavori agricoli e già nell’antichità, non essendo un animale aggressivo, non veniva esposta e utilizzata nelle fiere. Insomma: l’abbiamo ridotta a una cartolina. E nel silenzio generale sta sbiadendo.

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Scie chimiche: l’accordo segreto dei criminali Bush e Berlusconi

scie chimicheVeleni di Stati dal cielo. A rischio l’integrità ambientale, la salute umana e la libertà.
Un’altra storia sotterranea, nebulosa, criminale.
Sulle scie chimiche, grazie ad un’inoppugnabile ricostruzione giornalistica, ora non vi è più alcun mistero. Per dirla con Honoré de Balzac (Le illusioni perdute): «Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale, piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia “ad usum delphini”; e poi c’è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia ignominiosa».
I militari hanno trasformato il Belpaese e l’Europa in una gigantesca camera a gas, grazie alle complicità istituzionali e all’omertà dilagante degli scientisti. Ecco quello che combinano ogni giorno, scaricando veleni nell’aria.
Le operazioni clandestine di aerosol sono state realizzate nei primi anni ’60 del XX secolo, ma hanno avuto un incremento decisivo in Europa, a partire dal 2002. I primordi dell’operazione di copertura erano insiti nella mente perversa di Edward Teller, inventore della bomba all’idrogeno, che sulla scorta del Memorandum Groves del 1943, consigliò di usare armi nucleari in regioni abitate per fini economici di spopolamento.
Teller è stato direttore emerito del Lawrence Livermore National Laboratory, dove furono elaborati i piani per le armi nucleari, biologiche e ad energia diretta.
Nell’agosto 1997 Teller inviò un progetto in Italia, in un simposio svoltosi ad Erice sotto l’egida di Antonino Zichichi.
Vale a dire: il suo proposito di usare l’aviazione civile per diffondere nella stratosfera milioni di tonnellate di metalli elettroconduttivi; ufficialmente per ridurre il riscaldamento globale. Teller ritenne che anche l’aviazione militare potesse essere usata per nebulizzare a bassa quota queste particelle tossiche nell’aria.
Detto e fatto qualche anno più tardi, nel 2001, a seguito dell’accordo Italia-U.S.A. definito “Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima”, correlato all’inganno universale del cosiddetto “riscaldamento globale”.
Si tratta di accordi internazionali, indirizzati a costituire un alibi per le inevitabili violente mutazioni climatiche che la diuturna diffusione di metalli e polimeri in atmosfera ha determinato.
Tra questi un innaturale “effetto atmosfera” indotto proprio dalle cosiddette “scie chimiche” e dalle emissioni elettromagnetiche.
La stessa NASA, pur definendole in modo menzognero “contrails” ovvero “scie di condensazione”, imputa a queste coperture artificiali un riscaldamento anomalo della bassa atmosfera.
Il 19 luglio 2001 nel corso del G8 a Genova, durante la mattanza della pacifica popolazione giunta da gran parte d’Italia e l’omicidio di Carlo Giuliani – con il fascista Fini in cabina di regia – i capi di governo Usa (BushGeorge W.) & Italia (Berlusconi Silvio) sottoscrivono un accordo segreto sulla sperimentazione climatica in Italia.
Nel Belpaese come al solito non vi è traccia di un evento militare così pericoloso e compromettente per il sistema di potere. La popolazione viene mantenuta all’oscuro di tutto, mentre si mandano in onda disinformatori sgangherati, pennivendoli prezzolati e negazionisti quotati in tivù.
Attingo le informazioni cruciali dalla White House e dal Dipartimento di Stato USA, anche se il “Clear Skies Iniziative” è top secret.
Lo scandalo Watergate – fatto emergere da due giornalisti statunitensi – per fortuna ha aperto una breccia negli States: lì almeno la trasparenza politica è leggermente visibile, mentre nello Stivale è appunto solo apparenza cartacea.
Ecco, tra l’altro, cosa è scritto nel sito web della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato a Washington, a differenza di quello che non compare nel portale di Palazzo Chigi e del Quirinale:

«On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation…»

Dunque, cambiamenti climatici indotti e collaborazione, si fa per dire della serie USA l’Italia.
Dalla documentazione delle autorità nordamericane emerge che in questa vasta operazione gestita in prima battuta dalPentagono, dalla Nasa e dalla Nato, sono coinvolte addirittura le industrie e le multinazionali più inquinanti al mondo: Exxon Mobil, BP Amoco, Shell, Eni, Solvay, Fiat, Enel, eccetera.
Tutti insieme appassionatamente, compreso il settore scientifico: università italo-americane, Enea, Cnr, INGV, Arpa e così via. Insomma, controllori e controllati.
L’Enacaddirittura ha partecipato ad un test “chemtrails” in Italia insieme a Ibm, ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Aeronautica e ovviamente Nato.
Nell’allegato 4 (“Cooperazione Italia-USA su scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici), oltretutto si legge:

«sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale; 2. lo studio, l’analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica); 3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura). In dettaglio le attività saranno: 1.
l’esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione 2.
l’approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo 3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell’ambito di esperimenti di laboratorio 4.

la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2 Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali.
Questo WP si inserisce anch’esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale.
Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio…».

Se non c’è non niente di pericoloso per la salute collettiva, perché nascondere ed occultare?
Forse perché la vasta e complessa operazione va ad intaccare i cicli biologici e compromette la qualità della vita. A livello politico l’iniziativa, almeno durante il Governo Berlusconi è stata gestita dal ministro Altero Matteoli, di professione ragioniere, ma anche dal redivivo Corrado Clini. A livello tecnico (CNR), in prima linea c’è soprattutto Franco Prodi, fratello di Romano Prodi. Lo stesso Franco Prodi che in un’intervista del giornale AAM TERRA NUOVA (numero 229 del 23 maggio 2008) nell’articolo intitolato “Allarme scie chimiche: cosa c’è di vero?” ha sostenuto ovviamente:
«Non mi consta che esistano esperimenti militari con dispersione di aerosol, tanto meno a danno della popolazione. Se ci fossero, sono certo che noi l’avremmo comunque saputo».
Chi è Franco Prodi?
Un lancio d’agenzia giornalistica, ai tempi dell’ultimo governo Prodi, informa che «Il consiglio dei ministri di ieri ha confermato il professor Franco Prodi, fratello del premier, alla presidenza dell’Istituto del Cnr che studia la scienza dell’atmosfera e del Clima».
Proprio nel l 2003 il ministro della difesa, Antonio Martino, ha autorizzato le forze aeree USAF a sorvolare lo spazio italiano per provvedere alle irrorazioni chimiche, come da accordo USA l’Italia.
Tutto torna.
Non a caso, il primo atto parlamentare (interrogazione a risposta scritta 4-05922) sull’aerosolterapia bellica in Italia risale al 2 aprile 2003.
Ed è stato indirizzato da un deputato dell’allora PDS, ovvero da Italo Sandi al ministro della Salute.
Dopo 11 anni, quell’atto interrogativo non ha ancora avuto una risposta da ben 6 Governi tricolore (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi).
Matteo Renzi si è limitato ad annunciare in televisione (al programma Ballarò della Rai) addirittura il trattamento sanitario obbligatorio agli iscritti del Pd che si azzardano a parlare di scie chimiche). Insomma, censura di potere da rispedire al mittente.
Anche una successiva interrogazione a risposta orale a firma degli onorevoli (PDS) Piero Ruzzante e Italo Sandi (interrogazione a risposta orale 3-02792 presentata lunedì 27 ottobre 2003 nella seduta 379 al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute, al Ministro della difesa, attende ancora una spiegazione dal Governo italiano.
Nel 2005 una risposta ambigua, menzognera e contraddittoria è stata fornita dal ministro della Difesa Antonio Martino.
Le leggi della fisica non sono mere opinioni. Le scie di condensa si formano notoriamente al di sopra degli 8 mila metri di altitudine, con meno 40 gradi centigradi e umidità inferiore al 70 per cento.
Anche l’interrogazione a risposta scritta 4-05994 depositata da Katia Belillo giovedì 20 dicembre 2007 nella seduta numero 262, e indirizzata al ministro della Salute, non ha avuto alcuna risposta dal governo di centro sinistra e dai governi di centro destra. Se è tutto a posto, e non c’è alcun problema, allora perché chi governa lo Stato non risponde a simili interrogativi?
A parte il ministro Alfonso Pecoraro Scanio – un verde di facciata – che ha fornito una spiegazione menzognera, al ministro Antonio Di Pietro in una trasmissione televisiva è scappato di bocca quanto segue:
Di Pietro parla di scie chimiche
Qui sotto riporto i termini esatti pronunciati da Antonio Di Pietro alla televisione locale Canale Italia. Parole con le quali egli ammette con evidente imbarazzo l’esistenza delle scie chimiche attribuendole, con un incredibile giro di eufemismi, all’attività militare delle basi USA-NATO presenti nel nostro territorio.
Domanda del telespettatore: Mi piacerebbe che lei facesse chiarezza davanti a tutti gli italiani e a tutto il Parlamento su due elementi fondamentali che assillano gli italiani, e poi vorremmo sapere come mai degli aerei della NATO ci sorvolano sopra la testa rilasciando scie chimiche con metalli pesanti e bario?
Di Pietro: «Immediatamente, sul signoraggio bancario questo è uno scandalo davvero, il signoraggio bancario è peggio di un’ estorsione, è peggio di un’estorsione proprio perché legalizzato. Con riferimento invece alla questione degli aerei qui è un problema ancora più complesso; i nostri spazi, ma non solo i nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati (Soru sta facendo una grande battaglia), sono occupati da realtà militari non italiane. Ora, che ci debba stare dislocato nel territorio mondiale dei luoghi di ammassamento, accumulamento e detenzione, per l’amore di Dio, ma che debba essere tutto questo fatto senza nemmeno il coinvolgimento, noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo».
Conduttore della trasmissione: Pare che ce ne siano …
Di Pietro: «Ce ne siano …».
Conduttore della trasmissione: Pare, si è parlato di Aviano, insomma …
Di Pietro: «Ma non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità, dopo di che tutti noi dovremmo assumerci le nostre responsabilità, ci mancherebbe altro. Tutti quanti vorremmo, io sento dire molte persone, non ci deve stare … ho sentito anche in alcune discussioni di programmi la polizia deve essere disarmata; eh mi piacerebbe pure a me».
Mister Di Pietro non ha negato l’esistenza delle scie chimiche, e ciò nel linguaggio dei politicanti è già fin troppo esplicito, ma ha pure tirato in ballo le basi USA-NATO affermando che lì fanno quello che vogliono. Ha poi giustificato questa triste realtà facendo intendere che purtroppo, come la polizia ha bisogno delle sue armi, così gli eserciti hanno bisogno delle loro.
15 anni fa il Parlamento europeo con delibera A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si e espresso contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa ed impianti fissi e mobili diffusi in gran parte della Terra).
Come si evince dal report 2013 dell’Agenzia europea per l’Ambiente “Air Quality in Europe”, il vecchio continente è pesantemente inquinato. La spettrometria e lo spettroscopia ha evidenziato nell’aria che i popoli europei respirano attualmente mistere di veleni tossici, aerosol di dimensioni microniche e submicroniche.
L’aerosolterapia bellica coattiva, infatti, ha pesanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. Le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri. L’alluminio, notoriamente (un fattore determinante nell’Alzheimer) è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. L’’intossicazione di metalli, soprattutto il bario, produce un abbassamento delle difese immunitarie. Alluminio e bario modificano il ciclo vegetale ed uccidono la flora batterica dei terreni.
La diffusione in atmosfera di metalli pesanti come bario, alluminio, manganese etc. costituisce il colpo finale all’ambiente ed alla salute umana, giacché questi elementi chimici sono neurotossici e perciò inducono patologie neudegenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sla, nonché leucemie, tumori, malattie respiratorie gravi come la bronchiolite costrittiva.
http://www.wnho.net/BariumPoisoningStudy.pdf
L’unico punto ancora determinare è il livello di inquinamento e il grado di compromissione della salute collettiva.
Che influenza che le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi hanno avuto sulla salute pubblica e sulle singole persone, in particolare a danno dei bambini?
Quali malattie infettive dell’apparato respiratorio sono state già provocate dalle scie chimiche?
Quali allergie sono state scatenate dall’intossicazione acuta e cronica da metalli pesanti?
La Corte costituzionale con la sentenza del 24 maggio 1977 numero 86 ha sancito che «il segreto può trovare legittimazione solo ove si tratti di agire per la salvaguardia di supremi, imprescindibili interessi dello Stato (quali l’indipendenza nazionale, l’unità e indivisibilità dello Stato, la democraticità dell’ordinamento), la Corte dichiara che mai il segreto potrebbe essere allegato per impedire l’accertamento di fatti eversivi dell’ordine costituzionale».
Naturalmente, non è il caso di questo avvelenamento di massa perpetrato per 12 anni, da chi controlla lo Stato italiano addirittura dall’estero, violando apertamente l’articolo 32 della Costituzione repubblicana, calpestando la Convenzione europea di Aarhus del 1998 (ratificata dalla legge dello Stato italiano 108 dell’anno 2001).
Mister Napolitano Giorgio, siamo al redde rationem!

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Monsanto coinvolta anche nelle bombe al fosforo bianco

Monsanto e bombe al fosforo biancoST. LOUIS – Monsanto Corporation, il gigante agroalimentare più noto per i suoi pesticidi e le sue colture geneticamente modificate, ha anche prodotto fosforo bianco per il governo degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni.
Utilizzato in armi militari incendiarie, gli Stati Uniti hanno venduto armi a base fosforo-bianchi ad Israele, che ha usato le armi per commettere crimini di guerra brutali contro i palestinesi che vivono a Gaza nel 2009.
Il fosforo bianco è stato creato dal fosforo attraverso dei processi industriali – non è una sostanza presente in natura. L’esposizione può provocare ustioni gravi e spesso fatali, o altre complicazioni e i sopravvissuti soffrono di effetti sulla salute a lungo termine.
In aggiunta al suo uso nelle armi, il fosforo bianco viene anche utilizzato per creare l’acido fosforico, un ingrediente chiave in alcuni fertilizzanti, che probabilmente spiega perché Monsanto produceva questa sostanza.
Ad un certo punto, la Monsanto è stata l’unica società statunitense a fabbricare la sostanza. Questo, naturalmente, ha attirato l’attenzione dei militari.
Secondo i documenti del governo pesantemente redatto rivelato dal blog “Attualità inchiesta”, il governo degli Stati Uniti ha visto Monsanto come fornitore chiave, temendo che la politica globale avrebbe potuto interferire con la capacità di importare la sostanza dalla Cina o dall’India, dove la maggior parte del fosforo bianco è prodotto a causa di protezioni ambientali fragili. I documenti, originariamente pubblicati sul sito web “Opportunità statunitense Federal Business”, affermano che a causa di questo ruolo chiave, la Monsanto potrebbe richiedere speciali protezioni al governo “in caso di una emergenza nazionale”.
Un’ulteriore prova del ruolo di Monsanto nella produzione di fosforo bianco può essere trovato in un rapporto del Dipartimento di Salute e Servizi Umani del 1997, “Profilo tossicologico per il fosforo bianco”, che dimostra la traccia che elenca centinaia di migliaia di chili di sostanza chimica tossica prodotta dalla Monsanto. Il documento delinea anche alcuni degli effetti pericolosi del fosforo bianco: oltre a ustioni mortali o gravi, l’esposizione può causare problemi di salute cronici, danni al sistema immunitario, difetti di nascita e danni neurologici.
Monsanto e bombe al fosforo bianco Monsanto ha venduto fosforo bianco a Pine Bluff Arsenal delle forze armate Usa, dove viene immagazzinato in serbatoi subacquei e prodotto in munizioni.
Poi, l’ esercito degli Stati Uniti ha venduto fosforo bianco in Israele, dove è stato utilizzato nei crimini di guerra durante l’offensiva israeliana “Piombo Fuso”, che ha ucciso migliaia di civili dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009.
Di Antiwar.com Jason Ditz spiega:
L’uso del fosforo bianco non è di per sé un crimine di guerra, ed è generalmente considerato accettabile come mezzo efficace per oscurare i movimenti delle truppe o illuminando le zone. Il suo uso in aree civili però, anche se non diretto alla popolazione civile, è vietato dalla Convenzione di Ginevra su alcune armi convenzionali “.
Gli stessi documenti rivelati da Attualità inchiesta dimostrano che Israele sta assumendo un ruolo più diretto nella produzione di fosforo bianco oggi, ora fornendo al governo degli Stati Uniti attraverso ICL Performance Products, una società controllata da Israel Chemicals Ltd., che a sua volta può essere collegata ai fratelli Ofer, la famiglia più ricca del paese.
Per quanto riguarda la Monsanto, questo non è l’unica volta che i prodotti della corporation sono state legate a crimini di guerra o di cancro. La società è stata recentemente citata in giudizio per i PCB di produzione , un persistente cancerogeno, e il glifosato, un ingrediente chiave nel pesticida Roundup della Monsanto, classificato potenzialmente canceroegno. E il governo degli Stati Uniti a utilizzato 20 milioni di galloni di defoliante della Monsanto “Agent Orange” durante la guerra del Vietnam, i cui effetti continuano a soffermarsi anche oggi.
Non mi sembrava il caso pubblicare immagini delle vittime delle bombe al fosforo bianco per denunciarne gli effetti.

Articolo completo e fonti all’interno del link:http://www.mintpressnews.com/white-phosphorous-war-crime…/…/

Chi se la sente può verificare in questo link con la consapevolezza che si tratta di immagini forti:
https://www.google.it/search…

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Grecia: il debito nei confronti della troika è “illegale, illegittimo e odioso”

Grecia e TroikaLa dignità del popolo vale più di un debito illegale, illegittimo, odioso e insostenibile
“Tutte le prove che presentiamo in questo report dimostrano che la Grecia non solo non ha la capacità di onorare questo debito ma, anche, che non dovrebbe prima di tutto pagarlo, perché il debito che emerge dagli accordi della Troika è una violazione diretta dei diritti fondamentali umani dei cittadini greci. Da cui siamo giunti alla conclusione che la Grecia non ha da pagare questo debito in quanto illegale, illegittimo ed odioso
E’ risultato al Comitato che l’insostenibilità del debito pubblico greco era evidente fin dall’inizio ai creditori internazionali, alle autorità elleniche, ai media del sistema. Ma le autorità elleniche, insieme con altri governi nella UE, hanno cospirato contro la ristrutturazione del debito pubblico nel 2010 onde proteggere le istituzioni finanziarie, I media del sistema hanno nascosto la verità al pubblico dipingendo una situazione in cui il salvataggio era detto essere a beneficio della Grecia, mentre si agitava una narrativa intesa a dipingere la popolazione come colpevole delle sue disgrazie”.
Queste parole concludono la relazione preliminare presentata dalla “Commissione per la verità sul debito pubblico”, creata nell’aprile di quest’anno dal Parlamento greco, il cui scopo era quello di “indagare quanta parte del debito fosse illegale “, al fine di cancellarlo.
Come commenta il blog americano ZeroHedge, la Grecia ha appena dichiarato che non ci sarà un default sul proprio debito nei confronti del FMI (o qualsiasi altro debito – nota che la temuta parola “Troika” fa finalmente la sua comparsa dopo che è stata ufficialmente vietata) semplicemente perché il debito non è legale, vale a dire che è “odioso”.
Se è così, questo ha appena complicato ulteriormente non solo i negoziati sul debito greco, ma le trattative di tutte le altre nazioni europee periferiche che prontamente chiederanno che i loro debiti siano, allo stesso modo, dichiarati “illegali, illegittimi e odiosi”
E un’altra domanda: ora che la Grecia dice che il debito è illegale e non effettuerà il pagamento del 30 giugno, quale sarà la risposta della Troika: confisca dei beni greci all’Argentina, dichiarare involontariamente un default, citare il paese a L’Aia?
Il capitolo 9 del rapporta affronta la questione delle “fondamenta giuridiche per ripudiare e sospendere il debito sovrano greco”.
“Diversi argomenti legali consentono ad uno Stato di ripudiare unilateralmente il suo debito illegale, odioso ed illegittimo. Nel caso greco, tale atto unilaterale può essere basato sulla malafede dei creditori che hanno spinto la Grecia a violare la legge nazionale e le obbligazioni internazionali relative ai diritti umani; alla preminenza dei diritti umani sugli accordi che i precedenti governi hanno contratto con la Troika; dalla coercizione; dai termini sleali che apertamente infrangono la sovranità e la costituzione greca; e infine dal diritto riconosciuto nelle norme internazionali per uno Stato di prendere contromisure contro atti illegali dei suoi creditori, i quali volontariamente danneggiano la sua sovranità di bilancio, la obbligano ad assumere un debito illegittimo, illegale ed odioso…”
La dignità del popolo vale più di debito illegale, illegittimo, odiosa e insostenibile.
Dopo aver concluso un’ indagine preliminare, il Comitato ritiene che la Grecia è stata ed è tuttora vittima di un attacco premeditato e organizzato dal Fondo Monetario Internazionale, la Banca centrale europea e la Commissione europea.

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In India piantano 2 miliardi di alberi ripulendo così l’aria e dando lavoro

India pianta alberi Una boccata d’aria per il nostro pianeta e i nostri polmoni.
Il governo indiano ha deciso di combattere la cattiva qualità dell’aria piantando 2 miliardi di alberi lungo le strade del Paese dando lavoro a moltissimi giovani.
Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità l’aria di Delhi sarebbe la più inquinata al mondo. Tra le cause principali l’enorme numero di automobili che sciamano per le strade della capitale e l’incuria degli spazi verdi, spesso sacrificati sull’altare dell’industrializzazione.
Il Ministero per lo sviluppo rurale dell’India ha trovato una soluzione per arginare due dei principali problemi che affliggono il Paese, l’inquinamento, appunto, e la crescente disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 10,2 per cento. Il piano è quello di assumere fino a 300mila giovani per piantare due miliardi di alberi lungo le strade del Paese.
«Stiamo studiando un progetto per piantare due miliardi di alberi lungo le strade e autostrade che attraversano l’India – ha dichiarato il ministro dei trasporti Nitin Jairam Gadkari – questa iniziativa è destinata a creare posti di lavoro per i disoccupati e a proteggere l’ambiente e la nostra salute».
In base a un recente studio condotto nel Regno Unito, si è potuto constatare che le foglie degli alberi riescono a catturare una gran quantità di polveri sottili, inoltre da uno studio condotto dall’US Forest Service e dall’Istituto Davey negli Stati Uniti è stato dimostrato che gli alberi sono in grado di salvare più di 850 vite umane all’anno e di prevenire circa 670.000 episodi di sintomi respiratori acuti.
Secondo le previsioni dei funzionari indiani, piantare due miliardi di alberi lungo l’autostrada nazionale porterebbe alla creazione di circa 300mila nuovi posti di lavoro.
Questo progetto non è l’unico volto a proteggere l’ambiente in India: il governo indiano sta investendo molto sull’energia solare per portare elettricità a milioni di famiglie, inoltre ha intenzione di raddoppiare la tassa sul carbone per incentivare lo sviluppo di energie alternative sostenibili.
Gli scienziati della NASA hanno scoperto delle piante particolarmente utili per assorbire i gas e pulire le aree particolarmente inquinate. Quindi anche noi nel nostro piccolo possiamo migliorare le nostre condizioni di vita: le piante da appartamento ossigenano l’ambiente, depurano l’aria, contrastano l’umidità, eliminano i cattivi odori e rendono la casa più accogliente ed elegante.

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Documentario sulla pericolosità dei vaccini

Danni da vacciniMentre le autorità sanitarie e molti medici continuano a promuovere i vaccini obbligatori, che “hanno permesso di debellare molte malattie” aumenta il numero degli accademici che sono fortemente critici e scettici circa la reale necessità di vaccinare in particolare i neonati, che hanno un sistema immunitario molto più fragile e delicato degli adulti.
Ormai è noto che i vaccini contengono sostanze nocive, metalli pesanti come il thimerosal, che è un derivato del mercurio, e che può provocare problemi di salute gravi e irrimediabili come l’autismo, di cui negli ultimi decenni c’è stata una vera e propria esplosione di casi.
Potrei capire se ci fossero rischi concreti e immediati, ma i vaccini prevengono le malattie che oramai sono rare, specialmente per un neonato“. Negli ultimi anni sono molti i genitori che hanno deciso di sottrarre i propri figli ai vaccini, e le istituzioni che fino a qualche anno fa si opponevano al diniego, ora sono costrette ad ascoltare e considerare le ragioni dei genitori. Nei tribunali invece, siamo giunti al riconoscimento dei primi risarcimenti per “danni da vaccino”, anche se la strada è ancora lunga prima che sia riconosciuto il rischio che comportano i vaccini.

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Hillary Clinton dichiara che il CFR controlla il Governo USA

Illary ClintonHillary Clinton ad un convegno del CFR (Council on Foreign Relations) dice:

“Told what we should be doing and how we should think about the future”. (diciamo quello che dovremmo fare e come dovremmo pensare al futuro).

Il CFR è stato fondato da Rockfeller, Warburg, Schiff, Khan, Baruch, J.P. Morgan, le stesse persone coinvolte nella fondazione della Federal Reserve.
Lo scopo del CFR è promuovere un governo mondiale.
Nel 1948 uomini del CFR furono attivi nell’entourage di Harry Dexter White, il funzionario del Tesoro, che pose le basi per creare la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale dei
Rothschild.
Gli italiani che hanno fatto parte del CFR sono: Silvio Berlusconi, Mario Draghi, Romano Prodi, Corrado Passera, Gianni Riotta, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera.

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E’ attivo il primo ospedale di medicina alternativa

primo ospedale medicina alternativaE’ nato nella regione della Toscana il primo ospedale di medicina alternativa. Per questo fine è stato scelto l’Ospedale Petruccioli di Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove ci si può curare con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale cinese insieme alla medicina classica.
Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale ha dichiarato: “Finisce una guerra tra la medicina classica e le medicine complementari, che ha causato vittime solo tra i pazienti”.
L’attività del Centro di Medicina Integrata dell’ospedale Petruccioli di Pitigliano è iniziata dal mese di febbraio 2011; essa prevede l’utilizzo della medicina ufficiale in maniera integrata con le medicine complementari normate dalla Regione Toscana (agopuntura, omeopatia, fitoterapia) nella cura di molte patologie diffuse nella popolazione.
Molti sono stati i consensi per l’integrazione della medicina alternativa a quella tradizionale: la Toscana ha saputo unire Università e ospedale per ricondurre omeopatia, fitoterapia, agopuntura nel posto che gli è dovuto nell’ambito della medicina.
In tutto il mondo sono presenti strutture ospedaliere e cliniche universitarie che offrono prestazioni di medicina complementare a fianco della medicina classica, in oriente come in occidente.
Lo scopo di Pitigliano è anche quello di avviare sperimentazioni utili a misurare l’efficacia di queste medicine in termini di miglioramento della qualità della vita e di miglioramento della salute dei pazienti/cittadini, in particolar modo di quelli affetti da malattie croniche, chiamate così proprio perché inguaribili con la sola medicina convenzionale. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono state riconosciute medicine complementari.
Scelta di terapia: Nel centro l’omeopatia ed agopuntura vengono praticate con la medicina tradizionale, sia in ambulatorio che per i pazienti ricoverati. I pazienti che vengono ricoverati, in accordo con i medici ospedalieri che li seguono, possono decidere se seguire solo la terapia tradizionale o integrarla con le medicine complementari, praticate sulla base di “un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute”, come viene riportato nel progetto costitutivo del centro.
Quali sono le malattie: E’ possibile rivolgersi alla struttura di Pitigliano per il trattamento di malattie reumatiche croniche, per gli esiti di traumi e di ictus, la riabilitazione ortopedica e neurologica, la cura della psoriasi e per le dermatiti allergiche, per l’asma e l’insufficienza respiratoria, per le patologie gastrointestinali, per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia in oncologia e nella terapia del dolore cronico e nelle cure palliative.
Una visita specialistica può essere prenotata direttamente dal cittadino, anche senza richiesta medica, attraverso il sistema di prenotazione Cup (Centro Unico di Prenotazione).
La legislazione. Una legge regionale (la n. 9 del 2007) garantisce il principio della libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà di cura del medico, e tutela l’esercizio delle medicine complementari. In particolare, la legge riconosce omeopatia, agopuntura e fitoterapia come parte integrante del Servizio sanitario regionale.

Video di presentazione della struttura.

Numeri utili:
Centralino ospedale Pitigliano 0564 618111
Centro di Medicina Integrata – Accoglienza 0564 618281

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Siamo avvelenati dai pesticidi? Un test per bandire il diserbante della Monsanto

avvelenati dai pesticidiI pesticidi sono pericolosi.
Un numero sempre maggiore di studi scientifici riscontra che l’esposizione ai diserbanti può far insorgere il cancro e causare danni a diversi sistemi dell’organismo umano. Per ulteriori informazioni.
Nonostante i diserbanti costituiscono un pericolo per la salute vengono spruzzati nei terreni coltivati, nei parchi e nelle aree pubbliche.
Tra l’altro il rischio per salute umana non è trascurabile, in quanto il principio attivo dei pesticidi, nonostante la pubblicità ingannevole, non è facilmente degradabile. Infatti l’Ispra ha rilevato nelle acque superficiali della Lombardia la presenza del glisofato e del suo metabolita l’ampa pari al 18% e al 47% dei campioni.
I pesticidi, oltre a costituire l’asse portante di una agricoltura industriale dannosa per l’ambiente, finiscono nel cibo che mangiamo.
A marzo il notiziario dell’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha annunciato che il 97,4% degli alimenti UE controllati conteneva tracce di pesticidi. Nonostante l’Efsa abbia dichiarato che la quantità riscontrata è risultata sotto il livello previsto dalla legge l’inquietudine rimane: chi ci assicura che nel nostro corpo non si annidi il cancerogeno principio attivo dei diserbanti?
Il pericolo dei pesticidi è talmente grave che l’Europa non si è potuta esimere dal legiferare in materia.
La Direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio indica quanto non è ancora stato recepito dal Governo italiano. All’articolo 7 afferma: “Gli Stati membri adottano misure volte a informare la popolazione e a promuovere e agevolare i programmi di informazione e di sensibilizzazione e la disponibilità di un’informazione accurata ed equilibrata sui pesticidi per la popolazione, in particolare sui rischi e i potenziali effetti acuti e cronici per la salute umana, gli organismi non bersaglio e l’ambiente che comporta il loro impiego, e sull’utilizzo di alternative non chimiche”,e all’art. 14 specifica :“Gli Stati membri adottano tutte le necessarie misure appropriate per incentivare una difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, privilegiando ogniqualvolta possibile i metodi non chimici, questo affinché gli utilizzatori professionali di pesticidi adottino le pratiche o i prodotti che presentano il minor rischio per la salute umana e l’ambiente tra tutti quelli disponibili per lo stesso scopo”.

Alla luce delle indicazioni della Comunità Europea, in merito alla commercializzazione del glisofato, il Governo dovrebbe decidere tra due soluzioni immediate:

  • Fare proprio il principio di precauzione e metterlo al bando
  • Sospenderlo per un periodo di tempo necessario per svolgere delle analisi su un campione significativo della popolazione

Sospenderlo per un periodo di tempo necessario per svolgere delle analisi su un campione
Visto che al momento gli interessi delle multinazionali agrochimiche contano più della salute dei cittadini italiani, per fare pressione sulle autorità competenti in materia l’unica strada possibile rimane quella di effettuare un numero significativo di analisi indipendenti.

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Oceano Atlantico: scoperte zone morte

Zone morte Oceano AtlanticoPer la prima volta, sono state scoperte delle zone morte nell’Oceano Atlantico, precisamente al largo dell’Africa occidentale.
Sono delle vere e proprie “zone dove la vita non è possibile” poiché i livelli di ossigeno sono bassi a tal punto da non consentire a nessun organismo, fatta eccezione per alcune specie di microrganismi, di sopravvivere in condizioni normali.
Queste aree sono state scoperte da un gruppo di ricercatori capitanati da Johannes Karstensen dell’Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel in Germania, e i risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Biogeosciences.
Queste aree morte si muovono da un punto all’altro grazie alle correnti e ai vortici d’acqua, divenendo quindi molto pericolose, perché spostandosi possono provocare la loro medesima condizione di assenza di vita ovunque. Ma come nascono queste zone morte?
A quanto pare il problema è da ricondursi, come al solito, all’inquinamento, in particolar modo ai fertilizzanti, ai pesticidi e a tutte quelle sostanze chimiche che finiscono in mare dopo che sono state versate o sono confluite nei fiumi.
Il procedimento è interessante e oltremodo inquietante, queste sostanze inquinanti favoriscono la crescita di alghe che una volta morte ricadono sui fondali. A questo punto, durante il processo di decomposizione, gli innumerevoli batteri che si sono formati consumano tutto l’ossigeno risucchiando la vita.
Ancora una volta, la cieca avidità alla base di un modello di sviluppo che non tiene conto della vita ha dato un ulteriore triste raccolto. Siamo arrivati addirittura a creare, dalla vita, l’assenza di vita, concetto quasi metafisico, ma sicuramente grave e molto triste.
Ecco quindi un ulteriore motivo per riflettere sul rapporto che abbiamo con la natura e sull’importanza, prima che sia troppo tardi, di iniziare a ripulire il nostro Pianeta, innanzitutto smettendo di inquinare e avviando dei modelli agricoli che abbiano al centro la produzione di cibo di qualità, difendendo il patrimonio genetico originale della natura.

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Papa Francesco: Gesù era un alieno (Video)

Papa Francesco e UfoIL 25 ottobre nell’Aula Paolo VI, Papa Francesco incontra il Movimento Apostolico Schoenstatt, l’aula è gremita di fedeli, almeno 7.500 persone accorrono per salutare il Santo Padre.
In questo incontro Papa Francesco come sempre, invita i fedeli nel seguire il Vangelo, di edificare una vita basata sull’amore Cristico e sull’azione. E aggiunge, il vero Cristiano deve essere da esempio per gli altri, deve essere testimone di un modo di vivere basato sulle opere e le azioni. E proprio in questo discorso, Papa Francesco fa una incredibile affermazione!

PAPA FRANCESCO:

Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un “alieno” che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo “alieno” che si chiama Gesù.

Questa incredibile affermazione entrerà nella storia , con la speranza che il Papa fornisca altri elementi, per la ricerca della Verità, che ci permetta di capire e dare risposte alle innumerevoli domande che ci poniamo da sempre… Chi era Gesù? Quale era la sua natura? Da dove veniva? Chi siamo noi? Da dove veniamo? Un indizio lo possiamo trovare nel Vangelo, nel discorso tra Pilato e Gesù .
Alla domanda del Prefetto Pilato: “Dicono che tu sei il Re dei Giudei?”… Gesù risponde : “No…” e aggiunge, “Si sono un re!… Ma il mio regno non è di questo mondo…” Forse Gesù voleva far capire 2000 anni fa, che la sua natura era Cosmica? che non apparteneva a questo pianeta? Oppure che non appartenesse a questa dimensione? E che magari la sua natura Divina provenisse dal fatto che era un essere venuto dalle Stelle?
Da una dimensione di pura luce Divina?
Papa Francesco : “Testimonianza. Vivere in modo tale che altri abbiano voglia di vivere, come noi! Testimonianza, non c’è altro! Vivere in modo che altri si interessino a chiedere: “Perché”? E’ la testimonianza, il cammino della testimonianza non c’è nulla che lo supera… Testimonianza in tutto. Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un “alieno” che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo “alieno” che si chiama Gesù”.

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Siccità in California, Nestlé sotto inchiesta per il business dell’acqua in bottiglia

Acqua in bottiglia NeslteFurto acqua – Con la siccità in California, lunghissima e mai vista, la multinazionale Nestlé sta facendo affari d’oro in tutta la West Coast, ma è finita anche sotto inchiesta da parte dell’ U.S. Forest Service per aver continuato ad utilizzare licenze scadute per imbottigliare l’acqua da una foresta nazionale.
Intanto nell’Oregon gli ambientalisti sono all’attacco del governo dello Stato che vorrebbe consentire alla Nestlé di aprire il suo primo impianto di acqua in bottiglia. Il 10 aprile l’Oregon Department of Fish and Wildlife e il paesino di Columbia River Gorge hanno collegato i pozzi amministrati dal municipio e l’acqua statale, aprendo così la strada per vendere l’acqua della sorgente di Cascade Locks, una decisione presa per salvare dalla bancarotta un’amministrazione con soli 1.245 abitanti. Ma la mossa non è sfuggita agli agguerriti ambientalisti dell’Oregon, che dicono che il progetto distruggerebbe la vita acquatica e porterebbe un traffico pesante insostenibile.
La fabbrica di imbottigliamento dell’acqua della Nestlé darebbe lavoro a 50 persone e farebbe incassare al piccolo municipio almeno 135 mila dollari in tasse all’anno, una miseria ma che fa gola al sindaco Gordon Zimmerman che ha anche sottolineato in un’intervista a ThinkProgress che lui amministra un paese con una disoccupazione al 18,8%: «Speriamo di risolvere la cosa. Attualmente ci sono 30 altri impianti di imbottigliamento di acqua nell’Oregon, così come diversi imprese di birra e di succhi che operano nei pressi di Cascade Locks».
Ma gli oppositori fanno notare che il progetto Nestlé è diverso dagli altri esistenti in tutto lo stato. Alex P. Brown, direttore esecutivo di Bark, un’associazione per la difesa e il l ripristino dell’area di Monte Hood ha detto ThinkProgress che «Questa sarebbe la prima volta che lo Stato facilita attivamente la vendita di acqua pubblica per l’imbottigliamento. Le persone non vengono ascoltate. La risposta che abbiamo appena ricevuto dalla nostra agenzia di stato è: “Mandiamo avanti il processo più velocemente, con un livello inferiore di revisione pubblica”».
Bark e Food and Water Watch, dicono che «Nestlé è colpevole di danneggiare l’ambiente, di bullismo con le piccole città e per aver fatto una fortuna con un bene pubblico. Nestlé ha la cattiva reputazione di superare i vincoli della comunità, e quel che sta facendo qui è esattamente la stessa cosa». Bark e gli ambientalisti puntano invece a promuovere un futuro economico a lungo termine e sostenibile per le comunità dell’area di Monte Hood e Brown sottolinea che «I componenti della proposta (della Nestlé) sono in contrasto con gli altri obiettivi di sviluppo economico di Cascade Locks».
Ma se la multinazionale punta ad estrarre acqua dall’Oregon per dissetare la California, anche nel Golden State devastato dalla siccità sempre più californiani chiedono di rivedere le politiche di imbottigliamento dell’acqua che arricchiscono la Nestlé e criticano il governatore democratico Jerry Brown che, all’inizio del mese, ha firmato un nuovo regolamento sull’acqua che non tocca minimamente i privilegi della Nestlé e gli altri prelievi a scopo di lucro.
Più di 135.000 persone hanno firmato una petizione della Courage Campaign, un’organizzazione di attivisti on-line californiani, per chiudere gli impianti di imbottigliamento di acqua della Nestlé durante la siccità. La petizione rivolta allo Stato ed alla Nestlè sottolinea: «Mentre la California sta affrontando condizioni di siccità record, è inconcepibile che la Nestlé continui ad imbottigliare la preziosa acqua dello Stato, per esportarla e venderla per profitto. Come consumatore e cittadino interessato, vi invito a cessare immediatamente le operazioni di imbottigliamento di Nestlé in California».
Eddie Kutz, direttore esecutivo di Courage Campaign ha detto a ThinkProgress: «Queste sono le nostre riserve d’acqua e quello che si stanno portando via domani. non ci sarà più. Gli Oregonians dovrebbero fare attenzione a chi danno o vendono i diritti sull’acqua. In California è molto chiaro che molti di questi diritti che sono stati dati via, volenti o nolenti, molto tempo fa, e non sono mai stati rivalutati».
E Kutz sembra aver proprio ragione: la scorsa settimana il Desert Sun che la Nestlé ha continuato ad imbottigliare l’acqua della foresta di San Bernardino nonostante la licenza fosse scaduta 1988 e ora l’U.S. Forest Service, che avrebbe dovuto controllare la scadenza e l’esercizio di quella licenza, dice che questo caso è diventato una sua priorità assoluta.
Il supervisore della San Bernardino National Forest, Jody Noiron, ha detto al Desert Sun: «Ora che è stato portato alla mia attenzione che la licenza della Nestlé è scaduta da tanto tempo, al top della siccità … è stata spostata in cima alla pila in termini di programma di lavoro, perché la nostra gente ci lavori su».
Nestlé invece non ha voluto finora commentare le accuse dell’imbarazzante furto d’acqua che durerebbe da 27 anni, ma e cose per la potentissima multinazionale in California sembrano mettersi male e il danno di immagine è già enorme.

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Monsanto ha un reparto che si occupa di screditare le ricerche e gli studi anti OGM

MonsantoDi recente l’Agenzia internazionale dell’OMS per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeni per l’uomo“.
Mettiamo in discussione la qualità della valutazione“, ha detto il vice presidente degli affari regolatori globali, Philip Miller, di Monsanto.
Reuters riporta che Miller ha sostenuto che la società aveva offerto allo IARC alcuni dati scientifici che mostrano che il glifosato è sicuro, ma che è stato “in gran parte ignorato“.
Un’indagine separata sulla tossicità del glifosato, è attualmente in corso da parte del Environmental Protection Agency (EPA), che potrebbe vietare il prodotto chimico tossico una volta per tutte. Miller ha espresso la sua preoccupazione in quanto la relazione dello IARC potrebbe influenzare il risultato delle risultanze dell’EPA, e ha invitato l’OMS a ritirare la loro dichiarazione.
Tutto questo suona come un passo nella giusta direzione, ma la Monsanto ha la reputazione di screditare scienziati, esperti e anche i giornalisti che osano parlare contro di loro.
E’ stato a lungo pensato che la peggiore corporation del mondo, avesse un intero dipartimento dedicato a far tacere i suoi critici, ma fino ad ora nessuno aveva alcuna prova di questo.
Tuttavia, in un recente articolo si è affermato che il dottor William Moar, un dipendente della Monsanto il cui lavoro comporta la sua presenza in seminari che hanno come scopo quello di convincere la gente che i prodotti della Monsanto sono sicuri, ha ammesso per la prima volta, che la società utilizza un’incredibile quantità di tempo e denaro, per screditare gli esperti che parlano male della società.
In un recente convegno frequentato per lo più da studenti che speravano di ottenere qualche stage a pagamento, uno studente ha chiesto cosa stesse facendo l’azienda per negare la “cattiva scienza” riguardo il suo lavoro.
A quel punto il dottor William Moar, ha detto che Monsanto ha:un intero reparto (agitando il braccio per enfasi) dedicato a ‘sfatare’ la scienza che non è d’accordo con loro”.
Il glifosato è un erbicida ad ampio spettro, attualmente con i più alti volumi di produzione di tutti gli erbicidi. E ‘utilizzato in oltre 750 diversi prodotti per applicazioni in agricoltura, silvicoltura, e per la casa. Il suo uso è aumentato notevolmente con lo sviluppo di varietà di colture resistenti al glifosato geneticamente modificati. Glyphosate è stato rilevato in aria durante la spruzzatura, nell’acqua e negli alimenti.
Il glifosato è stato rilevato nel sangue e nelle urine dei lavoratori agricoli, ciò indica il suo assorbimento.

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La futura battaglia per l’acqua

Battaglia acquaIl deficit di acqua dolce può causare conflitti armati, affermano gli scienziati. Oggi circa 700 milioni di persone in 43 paesi soffrono per la carenza dell’acqua.
Entro il 2015 a causa del cambiamento globale del clima e crescita della popolazione sul pianeta questa cifra supererà tre miliardi.
Secondo il parere degli esperti, la principale minaccia di futuri conflitti è la distribuzione delle risorse idriche in modo disuguale. Dunque il fabbisogno minimo del consumo d’acqua per una persona al giorno è di 20 litri.
Circa un miliardo di persone sulla Terra però possono utilizzare soltanto 5 litri al giorno. Il deficit più acuto d’acqua si sente in Medio Oriente, in Cina, India, nell’Asia Centrale, nei paesi dell’Africa Centrale e Orientale.
Per il continente africano l’accesso all’acqua dolce è un problema di sicurezza dello stato, ritiene Marina Sapronova, professore della cattedra degli studi orientali dell’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO).
Perciò la decisione dell’Etiopia di ostruire la diga sul Nilo Blu ha suscitato un forte malcontento da parte dell’Egitto. Nello stesso tempo l’Etiopia sta costruendo nel corso superiore del Nilo una potente centrale elettrica che potrà fornire l’energia anche agli stati confinanti.
L’Egitto teme che dopo la costruzione della diga sarà privato di un quarto delle proprie risorse idriche, fa notare la donna:
“Per l’Egitto il problema sta nel fatto che praticamente il 98 percento della popolazione vive nella valle del Nilo. Rispettivamente non è soltanto la questione di approvvigionamento di generi alimentari, ma anche di produzione industriale, della sicurezza nazionale.
Storicamente questo stato è nato nella valle del Nilo e tutta la sua storia è legata alle sue acque. Il problema principale è che oltre all’Egitto ci sono altri 10 stati dell’Africa Centrale e Orientale a sfruttare il Nilo.
E inoltre sono grandi stati come il Sudan, l’Etiopia, Kenya, Ruanda, Uganda, Tanzania. La popolazione complessiva di questi stati fa oltre 300 milioni di persone. Nell’ultimo decennio il Sudan e l’Etiopia hanno iniziato a svilupparsi anche sul piano economico – cresce la produzione industriale“.
Tutto ciò richiede l’aumento del consumo dell’acqua del Nilo e l’aumento della produzione dell’energia elettrica per aumentare la potenza industriale.
Nell’Asia Centrale già da qualche anno è in corso la disputa tra Uzbekistan e Tajikistan a causa del fiume Vahsh, un affluente dell’Amu Darya.
Dushanbe sta costruendo su Vahsh la centrale elettrica di Rogun. Tashkent è decisamente contraria, temendo la riduzione dello scolo di Amu Darya, ciò che arrecherebbe un colossale danno all’agricoltura.
I reciproci contrasti sono arrivati al punto tale da non poter praticamente più risolverli senza intervento internazionale, ritiene Andrei Grozin, responsabile della sezione dell’Asia Centrale e del Kazakistan dell’Istituto dei paesi della CSI:
Purtroppo i rapporti tra Dushanbe e Tashkent non sono tra i migliori. Inoltre questa situazione si osserva già da molti anni.
Il problema sta che all’epoca dell’Unione Sovietica i rapporti tra gli stati dell’Asia Centrale con l’abbondanza dell’acqua e con il deficit dell’acqua sono stati regolati da Mosca ed esisteva una certa armonia che permetteva agli stati situati nell’alto corso fluviale di costruire centrali elettriche e agli stati situati nel basso corso fluviale di on temere il deficit dell’acqua.
Secondo i pronostici degli scienziati, tra 50 anni le riserve dell’acqua potabile diminuiranno di un terzo, se non addirittura si dimezzeranno.
Non sono soltanto le conseguenze del riscaldamento climatico globale sulla Terra, ma anche non razionale, e a volte barbarica, utilizzazione dell’acqua. Se l’atteggiamento dell’umanità verso questo problema non cambierà, allora non si riuscirà senz’altro a evitare conflitti armati a causa dell’acqua.

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Video dell’avvistamento di un ufo nelle Filippine

Avvistamento Ufo nelle Filippine UFO Filippine – L’avvistamento che vi riportiamo oggi risale allo scorso 26 Aprile a Pampanga una località a pochi chilometri da Luzon nelle Filippine, dove numerosi testimoni hanno avvistato uno strano oggetto volante.
Il primo ad aver notare l’oggetto è stato Paolo Gallardo, che ha riferito di aver visto aleggiare nell’aria, per non più di 5 o 6 minuti, questo velivolo dalla forma inusuale, dotato di luci “danzanti”.
Secondo gli astronomi Camilo Dacanay, dell’American Astronomical Society filippina (PAS), le “luci danzanti”, potevano essere emesse da un drone militare in fase di test, se non da un velivolo telecomandato fatto decollare da un privato.
Anche il sovrintendente capo della Polizia locale, Ronald Santos, concorda con la teoria avanzata da Dacanay:
“Questi dispositivi potrebbero essere dei droni militari, alcuni dei quali adibiti alla sorveglianza”.
Cosa siano queste sfere misteriose catturate nelle Filippine non è ancora chiaro, potrebbe trattarsi di un fenomeno meteorologico, droni, lanterne cinesi o un avvistamento di origine extraterrestre.

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